APPUNTAMENTI: CORSI IN AUTUNNO

L’autunno 2021 sarà ricco di appuntamenti con i nostri corsi di Anpuku, “Shiatsu & I Ching” con Valter Vico e “Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese” con il dott. Crepaldi. Clicca sulle locandine per i dettagli dei corsi!

 

ANPUKU, IL TRATTAMENTO DELL’ADDOME webinar

 

SHIATSU & I CHING – WEBINAR

 

FONDAMENTI DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE online

Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese

 

 

“TERAPIA DI COPPETTAZIONE”, LA NOSTRA PRESENTAZIONE

Lo scorso 30 giugno numerosi operatori di discipline bio-naturali, assistendo alla nostra presentazione online, hanno potuto conoscere i contenuti del libro “Terapia di coppettazione in medicina tradizionale cinese” di Ilkay Chirali, da poco pubblicato da Shiatsu Milano editore in lingua italiana. Chi non ha potuto seguirci in diretta, può rivedere la serata sul nostro canale youtube (guarda QUI).

I due medici agopuntori dott.sse Elena Lamperti ed Elena Rinaldi, che hanno curato la revisione tecnico scientifica del testo, durante la serata si sono piacevolmente alternate per esporre gli argomenti più importanti. Si è percepito dai loro interventi quanto siano affascinate dalle tecniche orientali sia di coppettazione sia di agopuntura.
Dopo l’illustrazione dei tipi di coppette, l’uso clinico, le dodici tecniche di coppettazione e le varie patologie in cui possono essere utilizzate, Elena Rinaldi ha mostrato la pratica di coppettazione con il fuoco sul braccio della collega, sorprendendo i presenti e facendoci venire voglia di provare l’utilizzo delle coppette.

I partecipanti hanno dimostrato molto interesse per le illustrazioni (di cui il testo è ampiamente corredato) proiettate, scoprendo che la coppettazione ha origine antiche: le prime tracce sono state trovate su una tomba egizia, mentre in Africa si utilizzavano come coppette le corna dei buoi, in Oriente coppette di bambù e le nostre bisnonne usavano questa tecnica nelle campagne.
In chiave più moderna, è possibile coppettare i punti trigger mio-fasciali e applicare ventose sul percorso dei meridiani classici della medicina cinese.
Per approfondimenti sul contenuto del libro, potete leggere QUI un articolo scritto in collaborazione con le dott.sse Lamperti e Rinaldi.

Numerose sono state le domande e le richieste di approfondimenti tecnici, per cui abbiamo colto l’occasione per anticipare che il prossimo novembre 2021 abbiamo invitato l’autore Ilkay Chirali a tenere un workshop di terapia di coppettazione presso la nostra sede a Milano. Siamo molto lieti di poter ospitare per la prima volta Chirali in Italia per un seminario che illustrerà la teoria base della coppettazione, le dodici tecniche e una parte pratica sui pazienti.

Ringraziamo le due dottoresse agopuntrici per le spiegazioni esposte in modo semplice ed esaustivo, Valentina che ha coordinato l’evento e le collaboratrici Serena e Paola che hanno permesso la buona riuscita della serata.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

IL NOSTRO INCONTRO CON CAROLA BERESFORD COOKE

Il 15 giugno scorso abbiamo avuto il piacere di avere nostra ospite in diretta Zoom Carola Beresford Cooke. Siamo in contatto con Carola a proposito della diffusione dei nostri libri in inglese; sapendo quanto sia amata e seguita in Italia, le abbiamo chiesto di partecipare ad un incontro live con tutti i nostri colleghi e lettori.
Carola si è prestata, con semplicità e simpatia, e parlando un ottimo italiano ha conversato amabilmente con noi. Sul nostro canale youtube potete vedere la registrazione della serata (guarda QUI).
Durante il tempo insieme, Carola ha condiviso la sua esperienza e ci ha parlato del suo neonato progetto di editoria, sarà un piacere per noi essere sui partner e condividere alcune iniziative. Chiacchierando il tempo è volato, e non è stato possibile rispondere ad alcune domande. Carola ci ha promesso che tornerà per un nuovo incontro in autunno e noi la aspettiamo con grande piacere. Ci ha tenuto comunque a inviarci le sue risposte, che pubblichiamo qui sotto:

Da Anna // Buonasera, è favorevole allo shiatsu negli ospedali? E nelle scuole? Grazie
CBC: Sì, certo, come no? Molto favorevole!!

Da Paola // Cosa pensi dello shiatsu sul lettino?
CBC: E’ possibile fare un ottimo shiatsu sul lettino, ma è difficile. Molto dipende dall’altezza del lettino. L’ideale sarebbe un lettino all’altezza delle ginocchia dell’operatrice, come si vede nelle foto dei libri di Namikoshi. Negli Stati Uniti, quando vi ho insegnato un paio d’anni fa, la maggior parte degli studenti praticava sul lettino, e ritenevo che il loro shiatsu ne avesse sofferto. Avevano perso la flessibilità e soprattutto l’applicazione rilassata del peso che si acquista (con pena e lavoro!) praticando sul futon. A mio avviso, c’è bisogno di parecchi anni di pratica a terra per dare un senso di hara sufficiente per ottenere poi miglior risultati sul lettino. Per lo meno, se è proprio necessario usare un lettino da massaggio normale, è importante adoperare i gomiti il più possibile invece delle mani per fare le pressioni.

Da Pierre//: Carola, il tuo avviso o sentimento sull’evoluzione dello shiatsu per i dieci anni a venire? Dobbiamo provare ad ottenere un riconoscimento da parte della medicina moderna occidentale (come operatori della salute) o lo shiatsu deve seguire il suo cammino?
CBC: Ciao, Pierre, non ho risposto completamente alla tua domanda. Io penso che non ci sarà bisogno di ottenere un riconoscimento dai medici; la nuova generazione di medici giovani già sanno i limiti di quelle regole che hanno governato l’ortodossia finora. Sono più aperti di mente. Questo riconoscimento verrà se seguiamo il nostro cammino, sempre esplorando, sempre andando avanti con l’educazione in uno spirito di unità e rispetto mutuale.

Da Paulina//: Vorrei svelare un segreto…Fare moxibustione con i conini piccoli non lascia le cicatrici. E fa un gran bene. Poi con lo shiatsu è il top!
CBC: Sono d’accordo. E brava! Si può fare con le cicatrici o senza; tutti e due i metodi fanno bene. La moxa può essere più forte dell’agopuntura, e quella giapponese è potentissima. Vorrei che si adoperasse molto di più nell’educazione shiatsu.

Riportiamo anche alcune delle impressioni ricevute dai partecipanti al termine della serata.

Da Glenda: bellissimo scrivere cosa si prova quando si fa shiatsu e cosa si riesce a trasmettere, sembra strano ma si può fare shiatsu anche con le parole.
Da Irene: che piacere immenso! Spero ci siano altre occasioni.
Da Pamela: grazie, bellissimo incontro… Una grande emozione sentire Carola.
Da Giuseppe: onorato di aver potuto ascoltare la meravigliosa Carola.
Da Rosaria: grazie di cuore per la bellezza che ci hai regalato.
Da Silvia: grazie a Carola e a tutti gli organizzatori. Questi incontri sono preziosi…
Da Anna Maria: la sua esperienza sono sicura che mi aiuterebbe molto soprattutto perché sono all’inizio
Da Simona: è stato un grandissimo onore. Grazie di tutto.
Da Valentina: grazie, è stato meraviglioso ascoltarti 🙏 You are inspiring!
Da Stefania: risposte molto profonde. Grazie a Carola e a tutti voi.
Da Emanuela: grazie a Carola per la sua dolcezza 🙏
Da Donata: grazie dell’onestà, della sincerità, dell’umiltà. Un grande cuore, evidentemente.
Da Emanuela: grazie tantissime… davvero molto bello e delicato sentirla, come una dolcissima pressione shiatsu, e anche a vederla dona bellissime sensazioni di calma 🙏 E grazie anche a voi di Shiatsu Milano Editore, incontri importanti per noi 🙏😘
Da Elisabetta: grazie a Serena, Roberto, Paola per averci regalato questo incontro magico e grazie a Carola per aver condiviso la sua esperienza con amore.
Da Carmen: grazie Carola, è stato davvero un piacere incontrarti. Grazie di cuore per il tuo primo libro che ho da molti anni. Grazie a tutta l’organizzazione per la splendida serata.
Da Patrizia: grazie Carola, nella mia esperienza come insegnante shiatsu ho preparato le mie lezioni studiando sul tuo libro. Bellissimo essere qui ora ad ascoltarti.
Da Marta: è stato bello ascoltarla con tutta la sua disarmante umiltà! GRAZIE.
Da Michele: grazie Carola, come sempre hai saputo donarci tantissimo con passione e umiltà. E grazie infinite agli organizzatori!
Da Sandra: ringrazio per l’organizzazione e per la possibilità di aver sentito l’autrice di un libro che amo molto e che mi è servito tanto per la mia preparazione. Grazie a Carola per le sue belle parole.
Da Daniele: thank you very much Carola, what you say and the way you say it’s very inspiring. Also many thanks to Shiatsu Milano for having organized such an amazing Zoom meeting.
Da Ornella: grazie a Carola e agli organizzatori, speriamo che lo shiatsu proprio in questo momento così particolare abbia sempre più spazio nel mondo e che gli operatori siano sempre più in connessione.
Da Giuliana: grazie Carola, è stato importante sentire che anche tu hai delle difficoltà con cose che a me sembrano molto difficili, come kyo e jitsu. Mi incoraggia a cercare il mio modo con più convinzione. Grazie agli organizzatori.
Da Claudio: grazie a tutti per la ricerca di evoluzione e studio.

Anche Carola ci ha scritto, dopo il nostro incontro: “Ciao, Serena, Paola e Roberto, grazie a voi per avermi invitata a condividere con la vostra grande shiatsu family.

La redazione

CONVERSAZIONI PRIVATE CON KISHI

I nostri appuntamenti sul Seiki di Akinobu Kishi ci hanno portato ad incontrare alcune persone che hanno avuto esperienze dirette con il maestro; tra questi, il nostro collega Sandro Rosselli che, da buon toscano, si intratteneva con Kishi a parlare di vino, di vita e di shiatsu. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più in proposito…

Di vino, di vita e di shiatsu… le mie conversazioni con A. Kishi

Conobbi Kishi dopo aver terminato la formazione triennale come operatore shiatsu ed aver conosciuto altri insegnanti di fama internazionale.
Nei primi anni 2000 mi recai a Celleno Viterbese per conoscere Kishi e partecipare ad un suo ritiro di Seiki. Un’insegnante con la quale mi ero formato alla scuola shiatsu-ki di Firenze mi aveva parlato di lui ed io, incuriosito dal suo racconto, decisi di toccare con mano e frequentare un suo workshop. Da allora, fino alla sua scomparsa, ho seguito i suoi insegnamenti tenendo conto dei miei tempi e disponibilità. L’ho seguito diverse volte in Italia e qualche volta anche all’estero.
Spesso mi capitava di parlare con Kishi nei momenti di pausa o a fine lezione. Kishi era un amante del vino toscano ed io, da toscano, iniziavo a parlare di vino per poi dirottare la conversazione sullo shiatsu. Ero molto curioso e interessato a ciò che faceva e a sapere come era arrivato a creare un suo percorso
Chiesi a Kishi come potevo spiegare alla gente cos’era il Seiki e lui stette un attimo in silenzio, poi indicò il cielo e mi disse: “Vedi il cielo? Vedi le nuvole? Seiki è un cielo che si sgombra di nuvole come la mente si libera da preoccupazioni e afflizioni”. Provai a chiedere se poteva aggiungere altro e mi rispose: “It is enaugh” (è abbastanza). Da questa risposta comprese che per Kishi lo Zen era un modo di vivere non limitato alla pratica interiore e nemmeno al lavoro come praticante.
Poi mi disse: “Nello shiatsu il corpo guida le mani mentre nel Seiki le mani guidano il corpo”. Terminò dicendomi: “Now you know” (ora sai).
Durante un altro incontro chiesi a Kishi quali erano, secondo lui, i migliori interpreti dello shiatsu che aveva conosciuto e mi disse: “Al primo posto la mamma di Masunaga per la sua abilità nel trattare l’addome, al secondo posto il vecchio Namikoshi e Masunaga insieme. Al terzo c’ero io ma sono uscito di classifica per fare il Seiki”. Inoltre mi disse: “Seiki è serenità, fai alla gente un trattamento Seiki, un ciclo di shiatsu e poi osserva. Se occorre ripetere, ripeti”.
Per me Kishi resta il più grande shiatsuka che abbia mai incontrato.

Sandro Rosselli

 

HARUHIKO MASUNAGA PRESENTA “RACCONTI DI 100 TRATTAMENTI”

In occasione della nostra pubblicazione del libro “Tales of 100 treatments” di Shizuto Masunaga, Haruhiko Masunaga ci ha inviato uno scritto, che vi riportiamo qui sotto, nel quale parla del lavoro editoriale di suo padre. Shizuto scrisse una ventina di libri di cui, fino qualche anno fa, era stato tradotto solo il libro “Shiatsu”, pubblicato in diverse lingue con il titolo “Zen shiatsu”, unico testo teorico di supporto ai suoi allievi giapponesi per diffondere lo shiatsu in Europa.

Riguardo al contenuto di “Racconti di 100 trattamenti”, Haruhiko sottolinea come questo testo mostri la visione orientale del padre sull’esistenza dell’essere umano e sulle pratiche filosofiche/ religiose, soffermandosi anche sull’atteggiamento che deve tenere l’operatore shiatsu e i principi essenziali dello Zen shiatsu.

E’ con piacere quindi che abbiamo tradotto in inglese questo importante testo e che lo abbiamo presentato online a operatori shiatsu internazionali durante l’incontro dello scorso giugno grazie a Mihael Mamychshvili e la sua pagina “Everything shiatsu” (vedi QUI il video completo).

La redazione

 

Haruhiko Masunaga presenta “Racconti di 100 Trattamenti” e “Manuali Shiatsu”

“Sebbene siano trascorsi quarant’anni da quando mio padre è morto, lo Zen Shiatsu che egli ha ideato si sta ancora diffondendo in tutto il mondo. Mio padre ha scritto circa 20 libri durante la sua vita. Questo numero supera di gran lunga quello di testi scritti da altri operatori shiatsu giapponesi o da studiosi di medicina orientale. Tuttavia, tra i suoi numerosi libri, solo “Zen Shiatsu” e “Meridian Exercises” sono stati tradotti in inglese.
Ciò implica che vi sono troppo poche informazioni disponibili per avere una corretta comprensione dello Zen Shiatsu. Recentemente sono stati pubblicati due libri tradotti in inglese con la collaborazione di Roberto Palasciano e il suo staff della casa editrice italiana Shiatsu Milano Editore, che ha già pubblicato molti altri testi relativi alle discipline bio-naturali. Uno di questi titoli è “Shiatsu Manuals – Volume 1-4” (Manuali di Shiatsu). Il volume 1 tratta della teoria di base dello Zen Shiatsu; i volumi 2 e 3 illustrano le istruzioni dettagliate per un trattamento completo di shiatsu, l’approccio kyo e jitsu e la teoria della diagnosi; infine, il volume 4 raccoglie i casi clinici. Pertanto, questo manuale soddisfa le esigenze sia dei principianti che dei professionisti.
Inoltre, è appena stata pubblicata la traduzione in inglese di “Racconti di 100 trattamenti” (“Tales of 100 Treatments”). Questo libro è completamente diverso dagli altri testi shiatsu teorici e tecnici scritti da mio padre. La principale caratteristica distintiva è che descrive mio padre mentre cura i pazienti o tiene corsi.
Nella prefazione di questo libro, mio padre scrive: “I meridiani non sono astratti come i nomi delle malattie. Essi sono una via per comprendere i tratti e i comportamenti di ogni essere umano”. Non è una semplice coincidenza che gli uomini si ammalino: ognuno di loro ha uno stile di vita o vive in un contesto che ha permesso alla malattia di entrare.

Mio padre spiega: “Anche se viene indicato lo stesso nome di malattia, dal punto di vista della medicina orientale spesso percepisco intensamente che un trattamento mirato è impossibile, se non si considera che pazienti con sintomi simili possano differire per costituzione, personalità e ambiente; il che implica meccanismi di malattia molto diversi e relative risposte”.
Inoltre, per affrontare apertamente i pazienti, mio padre cita ripetutamente: “Soprattutto, è importante che il terapeuta si lasci andare durante il trattamento. Il trattamento shiatsu è una pratica di altruismo”.

Se leggete questo libro, spero comprenderete che mio padre non cercava semplicemente di curare le malattie, ma certamente attraverso lo Zen Shiatsu ha messo in gioco la propria vita continuando a chiedersi: “Che tipo di esistenza è quella dell’essere umano?” Essendo figlio di Shizuto Masunaga, qui riconosco la figura di mio padre che vidi davanti a me.
Spero sinceramente che questi due libri appena pubblicati saranno letti largamente da tutti coloro che si dedicano allo Zen Shiatsu, e che li aiuteranno sia ad approfondire la comprensione dello Zen Shiatsu sia a migliorare la loro pratica”.

19 giugno 2021, scritto nel giorno del 96° compleanno di mio padre.
Haruhiko Masunaga, secondo figlio di Shizuto Masunaga

PERCORSI DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE – 3° MODULO

Dalla complessità alla semplicità: 中医 ZHŌNG YĪ – Percorsi di Medicina Tradizionale Cinese per lo shiatsu e le discipline manuali

Studiati i fondamenti della Medicina Tradizionale Cinese, il dott. Crepaldi ci ha condotto per mano nello studio della presa dei polsi. Il percorso continua con lo studio dell’osservazione della lingua e “shí wèn gē” (le 10 domande) e con la pratica ambulatoriale di raccolta di tutti i dati al fine di una diagnosi differenziale, il principio terapeutico per definire la strategia del trattamento manuale, di agopuntura, moxaterapia o fitoterapico.

Il corso è rivolto a operatori shiatsu (anche allievi del terzo anno) e delle discipline manuali, a medici e operatori sanitari che hanno una conoscenza dei fondamenti della Medicina Tradizionale Cinese e agli agopuntori.

2° modulo: 12 e 13 giugno
STUDIO DELL’OSSERVAZIONE DELLA LINGUA E LE 10 DOMANDE – on line

3° modulo: 26 e 27 giugno
PRATICA AMBULATORIALE (con casi clinici) – on line

 

Per informazioni e iscrizioni contattare:
serena.trotti@shiatsumilanoeditore.it

 

Dott. Renato Crepaldi: medico, esperto in Medicina Tradizionale Cinese, docente e scrittore. Pratica Medicina Tradizionale Cinese dal 1982 ed è specializzato in Agopuntura, Erboristeria, Alimentazione e Dietetica, Taiji e Qigong. Ha approfondito in Cina le varie forme in cui si articola questa antica disciplina insieme ad alcuni maestri cinesi e studia i classici cinesi in lingua originale. Ha scritto testi sui fondamenti e la diagnosi in MTC e alimentazione e dietetica.

 

Shiatsu per bambini e adolescenti

BAMBINI E RAGAZZI AL TEMPO DEL COVID

In questo periodo mi capita di pensare a un racconto letto in gioventù quando i miei figli frequentavano la scuola media, perciò circa 30 anni fa. In una loro antologia c’era un racconto di fantascienza di I. Asimov, “Chissà come si divertivano” è il titolo. C’è una ragazzina che racconta della sua scuola, da sola, a casa, davanti a un computer e a quanto la odia. Ma si ricorda che il nonno del nonno, quand’era bambino e poi ragazzo, frequentava una scuola diversa, un edificio, dove andavano tutti i bambini e c’era un maestro “uomo” e… appunto… “Chissà come si divertivano”.
E ora sapere che la fantascienza è diventata realtà non può farmi certo piacere!
Vorrei analizzare gli aspetti fondamentali che stanno vivendo i nostri bambini e ragazzi in questo periodo.
Metto al primo posto l’emozione che sta condizionando la nostra vita: la PAURA.
La paura è l’emozione dell’elemento ACQUA, gli organi collegati sono i Reni e la Vescica Urinaria.
La paura fa parte dell’istinto di sopravvivenza; in una situazione di pericolo il corpo risponde con una scarica di adrenalina, le scorie vengono eliminate, la digestione sospesa e siamo pronti per reagire. Ma se è presente uno squilibrio nell’elemento Acqua, o se la situazione di pericolo è prolungata, si può provare quest’emozione in qualsiasi momento, la nostra vita sarà condizionata dalla PAURA e smetteremo di agire. Questi organi sono molto sensibili allo stress ed è lo stress che attiva il sistema ortosimpatico sottraendo energia alle funzioni vitali. Perciò è facile entrare in un circolo vizioso: la paura mi fa vivere sotto stress, lo stress sottrae energia alle funzioni vitali, questo fa aumentare la mia paura…
E come può vivere un bambino quando tutto intorno a lui è dominato da questa emozione?
Se mi capita di guardare la TV quando parlano di Covid, il mio nipotino dice “Non guardare, fa paura!”. Ma ricordiamo che, come la vita dipende dall’acqua, i Reni (come è riportato negli antichi testi cinesi) sono “come ufficiali che svolgono un lavoro energico e primeggiano per abilità e destrezza”, contengono la nostra energia ancestrale e ci danno la spinta per iniziare qualsiasi attività, per esplorare nuovi territori. E se questi sono provati sarà tutta la nostra vita a risentirne.
Sarà per questo motivo che siamo diventati tutti, adulti compresi, così passivi?

E cosa possiamo dire dei nostri Polmoni? Sappiamo che attraverso la respirazione portiamo ossigeno nel sangue e eliminiamo l’anidride carbonica; ma non solo, grazie al respiro portiamo nel nostro corpo il “Ki” o “Prana”, l’energia dell’universo. Ma possiamo, respirando con la mascherina, portare tutto questo nel nostro corpo, o portiamo solo gli elementi di scarto?
Nei classici della medicina orientale il ruolo del Polmone è equiparato a quello del primo ministro, responsabile degli affari esteri come della politica interna. Questo per far capire l’importanza della respirazione, elemento indispensabile per il funzionamento interno dell’organismo, collegato anche alle funzioni esterne. Nello yoga, il termine per indicare la respirazione è “pranayama”, dove prana sta per aria. Ma PRANA significa anche FORZA VITALE, perciò quando noi inaliamo non introduciamo solo ossigeno ma portiamo nel nostro corpo forza vitale. Quando siamo tesi, preoccupati, la respirazione si riduce, diventa poco profonda, si irrigidiscono i muscoli che circondano i polmoni e il diaframma. Si forma intorno ai polmoni una fascia muscolare di tensione, l’inspirazione di prana diventa limitata e tutto l’organismo ne porterà le conseguenze.
L’emozione dell’elemento Metallo è la TRISTEZZA, non in senso negativo ma come capacità di provare questo sentimento. Ma, quando c’è squilibrio, questa emozione può prendere il sopravvento portando la persona ad isolarsi, lasciando spazio a depressione e apatia. Tutti gli ospedali lo confermano: nei ragazzi sono raddoppiati i tentativi di suicidio e autolesionismo.

Un altro meridiano messo a dura prova in questo periodo è Triplice Focolare (il meridiano che non ha forma ma funzione). Questo meridiano (energia Fuoco) corrisponde a tutti gli organi e alla pelle che li connette; mantiene la temperatura del corpo equilibrata in modo che tutte le attività siano armoniose. Un bambino con una buona energia di Triplice Focolare è attivo e vitale e si sa adattare alle diverse situazioni che la vita presenta. Ma perché questo meridiano è messo a dura prova in questo periodo? Noi adulti siamo abituati a vivere con le persone che sono in sintonia con noi, ma pensate a un bambino, a un ragazzo, quando inizia da avere i primi amichetti, quando è in grado di stabilire relazioni con gli altri per arrivare poi al gruppo, dove ci sono circolazione di idee e protezione perché ci si sente liberi di esprimersi in un ambiente “sicuro”. Noi diamo per acquisiti questi passaggi ma sono molto importanti ed evidenziano un processo di maturazione. Ed ora è tutto bloccato, ognuno a casa sua davanti a un monitor!
Quando Triplice Focolare è in squilibrio, il bambino è ipersensibile e cerca di proteggersi dal mondo che lo circonda.

Ho parlato finora di meridiani che in questo periodo soffrono per carenza di energia. Ma sappiamo che un vuoto crea un pieno e il meridiano che in questo periodo troviamo con un eccesso di energia è il Fegato.
L’energia di fegato, rappresentata dall’elemento Legno, è legata alla nascita, all’infanzia; come stagione alla primavera. Non blocchiamo questa energia fluida, che sale verso l’alto, come la linfa, ed è caratteristica proprio del bambino. La funzione primaria del fegato è mantenere l’individuo in pieno vigore.
A livello emozionale, un bambino con una buona energia di fegato è paziente, gentile, fantasioso, a livello fisico è instancabile, pieno di risorse.
Quando l’energia non è in equilibrio queste qualità vengono a mancare e troviamo invece impazienza, irritazione, ipersensibilità, indecisione, ira, rigidità.
Nei testi classici di medicina orientale il fegato è paragonato al “Generale che prende le decisioni strategiche”. Egli è in contatto con le radici dell’albero, la parte più concreta, e la chioma, la parte più sottile, legata alle intuizioni e all’immaginario.
L’emozione del fegato è la RABBIA, e tutti noi sappiamo quanta forza ci può dare quest’emozione se la lasciamo fluire; ma purtroppo anche i bambini spesse volte la trattengono.
E così troviamo ragazzini con il corpo rigido, bloccato e con la zona di fegato sulla schiena (sotto la scapola destra) molto contratta.
E’ importante rilassare, sciogliere bambini e ragazzi bloccati e rigidi. E’ necessario non solo per togliere le tensioni fisiche, ma soprattutto per aiutarli a prendere consapevolezza delle loro emozioni.

E come si presentano questi ragazzi fisicamente, come ci fanno vedere il loro malessere?
Le spalle sono cadenti e chiuse, non lasciano spazio all’espansione dei polmoni; l’attività fisica e sociale è sospesa e possono solo sperimentare il loro senso di frustrazione e sgomento.
Come ho già detto, sono raddoppiati i casi di tentato suicidio e autolesionismo e così pure ansia e depressione. Il corpo è rigido, non sono più in grado di sperimentare la flessibilità e l’armonia del fegato. Trattengono la rabbia scatenata da tutto quello che abbiamo loro sottratto (scuola, giochi, compagnia, attività sportive) lasciandoli soli spesse volte in ambienti carichi di tensione.
E tutti, proprio tutti, hanno il collo molto rigido. Non si tratta solo della posizione che tengono per tutto il giorno su computer, smartphone… ricordiamoci della funzione del collo: è il canale principale attraverso cui il cervello comunica con il resto del corpo e deve perciò svolgere continuamente compiti di mediazione tra emozioni, stati d’animo e pensieri, da una parte, e, dall’altra, impulsi e reazioni. Quando il collo è sovraccaricato, e in questo periodo lo è sempre, ecco che ci possono essere tensioni. Questa rigidità può creare problemi perché in uno spazio così ristretto troviamo vasi sanguigni, nervi, vertebre cervicali, meridiani che possono soffrire a causa di restrizioni e blocchi.
Una società che non pensa ai bambini e ai ragazzi che speranze può avere?

Marisa Fogarollo
fogarollo.m@gmail.com

 

QUI potete vedere il video della nostra intervista online a Marisa Fogarollo sul tema Shiatsu per i bambini.

 

A. KISHI E LO SPAZIO DI RISONANZA – CON A. SPINOLA

Sei ki - Life in resonanceParlando di Kishi, (Ndr. durante l’incontro on line dello scorso maggio) ho avuto un ulteriore regalo. Mi sono resa conto che di alcune cose non si può parlare in modalità “conversazione” perché svaniscono, si celano, o, direi meglio non esistono. Esistono solo se ci sono le condizioni. Se c’è il contesto“. Questo ha scritto Andreana Spinola dopo il nostro incontro del 13 maggio dove abbiamo potuto sentire dalla sua voce alcune interessanti riflessioni a proposito del lavoro del maestro Akinobu Kishi (autore di “SEI-KI, LIFE IN RESONANCE“, del quale A. Spinola è stata la curatrice).
Durante la serata, abbiamo toccato un interessante argomento, il lavoro su noi stessi. A questo proposito Andreana ci ha inviato una riflessione che pubblichiamo con piacere. Invitiamo tutti i partecipanti ai nostri eventi a mandarci le proprie impressioni per condividerle con i nostri lettori.
Potete trovare la registrazione dell’incontro sul nostro canale Youtube (vedi QUI)

 

A proposito di Kishi

Il 13 maggio, invitata da Shiatsu Milano Editore a parlare di Kishi e del libro che ha scritto.
Parlando di Kishi ho avuto un ulteriore regalo. Mi sono resa conto che di alcune cose non si può parlare in modalità “conversazione” perché svaniscono, si celano, o, direi meglio, non esistono. Esistono solo se ci sono le condizioni. Se c’è il contesto. Il contesto si può creare fermandosi, riprendendo contatto con il proprio corpo, con il proprio respiro, con il proprio essere presente qui in questo momento. Kishi lo faceva, sempre, in ogni situazione era totalmente presente.
Ma – ed è questo quello che ho realizzato – non ha senso dirlo. Dirlo senza farlo è non solo inutile ma anche sbagliato perché crea l’equivoco che, se io so come fare, è come se l’avessi fatto. Dico questo per rispondere, in ritardo, alla domanda “Come si lavora su stessi?”.
La mia risposta era stata che non esiste una ricetta. Oggi aggiungo che la ricetta, che non c’è, non può essere detta. Quello che si può fare è fare insieme una pratica di “lavoro su se stessi”. Segnalo che si chiamano PRATICHE!!! Ed è proprio così, sono pratiche!
Queste cose di cui è inutile e fuorviante parlare, esistono solo quando ci si ferma e si crea uno spazio, quando se ne sente la necessità. Come la stanza delle necessità che non esiste finché non sorge l’urgenza di avere un certo tipo di spazio. Invece compare, viene in essere, si rende disponibile, si manifesta quando c’è una chiara necessità: la mia necessità, la mia urgenza è una risonanza che si va ad incontrare, nel marriage di cui parlava Kishi. Se ho urgente bisogno di andare in bagno la stanza sarà piccola e avrà un gabinetto, se l’urgenza è avere uno spazio per tante ragazze e ragazzi ad esercitarsi a difendere la scuola di magia dai maghi oscuri, la stanza che si rende disponibile sarà molto grande ed attrezzata (molti di voi avranno riconosciuto un’idea della Rowling – Harry Potter).
Grazie ancora per l’opportunità di riflettere che mi avete offerto.

Andreana Spinola, maggio 2021

 

Kishi e lo spazio di risonanza

ISCO

International Shiatsu Congress Online – Italia

Quello dei convegni on line è una modalità che poco ci appartiene ma oramai è una consuetudine. Dobbiamo dire che, anche se nulla può sostituire un evento nel quale incontrarsi, scambiarsi opinioni, strette di mano e sorrisi, anche questa modalità ha i suoi lati positivi. Abbiamo avuto la possibilità di seguire molti interventi interessanti. Durante il weekend del 10-11 aprile, abbiamo seguito on line il congresso ISCO Italy.
Negli interventi di apertura abbiamo sentito Gabriella Poli dire che lo shiatsu è un “percorso di vita e di consapevolezza” e che “ci dà modo di sperimentare la dignità del servizio, dell’essere di sostegno e aiuto ai nostri riceventi”.
Giuseppe Montanini ha raccontato il percorso dello shiatsu in Italia, i molti passi fatti dai primi incontri tra colleghi nel 1999 fino ai giorni nostri; una strada che ha portato dal riconoscimento della nostra “arte dello shiatsu” fino al concetto di “scienza dell’arte dello shiatsu” dei giorni nostri.
G. Montanini ha citato Shizuto Masunaga sensei che dice che lo shiatsu permette di sentire “l’eco della Vita” (come è riportato nei testi che abbiamo tradotto, tra i quali “Keiraku to shiatsu”); “Questa esperienza”, ha continuato Montanini, “riempie operatore e insegnante di umiltà perché di fronte alla complessità e alla grandezza della vita che noi percepiamo nel contatto shiatsu, credere di sapere è una presunzione ridicola”.

La parola è passata poi a Renato Zaffina che ha illustrato i temi che la FISieo (Federazione Italiana Shiatsu insegnanti e operatori) ha affrontato in passato e quali sono i temi del presente, citando l’importanza della ricerca condotta con la collaborazione del prof. Ingrosso affinché venga dato il giusto riconoscimento alla “scienza dello shiatsu” come insieme di tutti i saperi tradizionali sui quali costruire e ricostruire la nostra identità di operatori.
Ha concluso l’apertura dei lavori G. Poli: “Sono passati 30 anni ma la fiducia, la condivisione degli stessi valori, è sempre attiva e noi siamo su questo cammino dello shiatsu insieme, la vecchia generazione e la nuova generazione che impariamo uno dagli altri e noi stiamo mettendo insieme esperienza e sperimentazione, tradizione e novità; il futuro ci attende con speranza e infinite possibilità”.
I nostri complimenti a Cliff Andrews e tutto lo staff che ha permesso la realizzazione di questo evento. Nelle prossime newsletter abbiamo intenzione di dedicare dello spazio agli interventi dei relatori, tra i quali anche i nostri autori Andreana Spinola e Attilio Somenzi.

Serena Trotti

LA PRESSIONE SHIATSU

Dal nostro incontro “Shiatsu, parliamone insieme” di dicembre 2020

Nell’appuntamento di dicembre di “Shiatsu, parliamone insieme”, sollecitati dalla richiesta di alcuni dei nostri lettori, abbiamo affrontato il tema “La pressione”. Durante l’introduzione, Roberto Palasciano ci ha ricordato la posizione dell’uomo: a metà strada tra terra e cielo, e come possiamo usare la pressione proprio con l’intento di “armonizzare”. Abbiamo rivisto insieme come la legge giapponese definisce lo shiatsu, codificando la pressione perpendicolare, mantenuta costante e con “concentrazione mentale”, e come proprio Shizuto Masunaga Sensei, vedendo i suoi allievi in difficoltà con la comprensione di questo ultimo concetto, cominciò ad usare l’espressione di “pressione sostenente”. Questa definizione esce un po’ dai limiti della “concentrazione”, per ampliarsi in un atteggiamento di profondo ascolto, che permette di percepire l’aspetto fisico, psicologico ed emozionale ma anche spirituale dei nostri riceventi.
Il dibattito che è seguito è stato molto interessante, ciascuno ha portato la propria esperienza per condividerla con tutti i presenti.
Ci siamo trovati tutti concordi da subito: al di là della tecnica e delle definizioni, ciò che ci consente di fare una giusta pressione è ascoltare. Si è parlato della necessità di “amplificare l’ascolto”, di “sapersi ascoltare”. A questo proposito vogliamo riportare due frasi significative: “Ascolto è… mente libera”; “Ascolto è… non andare alla ricerca di cambiare qualcosa”.
E’ stata rimarcata l’importanza di essere neutrali nella pressione, perché più il tocco è neutrale e maggiore potrà essere la risposta. “Non giudico ma percepisco, sarà poi il corpo della persona che sa prendere quello che serve per se stesso”. “Non agisco, non trasmetto, uso l’intenzione e muovo”.
Abbiamo riflettuto su come, per sviluppare il nostro ascolto, il lavoro fondamentale sia quello rivolto a noi stessi. Ricordiamo l’importanza di porci delle domande: “se riceviamo diverse persone e tutte queste hanno una stasi di Fegato, forse dobbiamo riflettere sullo stato di questa nostra energia”. Abbiamo riflettuto su quanto sia fondamentale per noi operatori ricevere shiatsu e sul valore dello scambio tra scuole e stili diversi. Nel ruolo di shiatsuka “è importante anche stimolare il nostro ricevente ad ascoltarsi, così da aiutarlo a crescere e migliorare il suo stato”.
la pressioneA proposito del “sostenersi a vicenda”, si è parlato del rapporto speciale che si crea tra operatore e ricevente. In questa unione consiste la “magia dello shiatsu”, “uno più uno che non fa due ma crea una specie di bolla energetica”. Proprio come ribadisce Shizuto Masunaga Sensei, nella nostra società sentiamo “forte la necessità di sostenerci a vicenda”. E’ incredibile come i suoi insegnamenti siano attuali e sembrino calarsi perfettamente nella nostra realtà quotidiana.
Altro argomento dibattuto è stato il significato di “ho-sha” intesi come “tonificare, richiamare”e “disperdere, muovere”. Molto interessante è stata la considerazione su come il termine “disperdere” (largamente usato in tutti i testi e nelle scuole) forse non sia così appropriato; abbiamo provato a sostituirlo con la definizione di“mandare oltre”, che ci aiuta ad andare al di là della classica idea di “disperdere”, aiutandoci a riflettere sul fatto che in realtà non stiamo “disperdendo” ma forse meglio dire che il nostro intento è di “favorire il movimento”, “creare un movimento energetico che riequilibra”.
Abbiamo convenuto insieme su come la traduzione dei pittogrammi con un’unica parola esponga al rischio di perdere la complessità dei concetti e sulla necessità di usare anche diverse parole per esprimersi (di questo abbiamo l’esperienza delle traduzioni dei nostri libri, quando trovare una sola parola a volte è quasi impossibile).
E’ stato ricordato come l’idea di “andare oltre” si ricolleghi al seiki proposto da Kishi Sensei, secondo il quale “concentrazione significa amplificare l’ascolto”; ci siamo promessi di dedicare uno dei prossimi appuntamenti proprio al seiki di Kishi (del quale abbiamo pubblicato il libro “Sei-ki – life in resonance”) coinvolgendo i nostri colleghi che hanno seguito da vicino il lavoro del Maestro.
Di tutto questo, e di molto altro, si è parlato insieme, in un clima di rispetto e condivisione. Siamo felici che i nostri incontri stiano diventando sempre più popolari e che la platea si allarghi, vi aspettiamo nelle prossime serate!

Il prossimo incontro libero, in programma giovedì 22 aprile, avrà come tema “Shiatsu, un prezioso aiuto per i nostri adolescenti”.

Grazie a tutti i partecipanti dell’incontro di dicembre e in particolare a:
Beatrice dalla Calabria, Alessandra dalla provincia di Firenze, Lidia dalla Garfagnana, Francesco da Roma, Rosanna dalla Brianza, Daria da Verona, Annalisa da Cambiago, Stefano da Pergine Valsugana, Manuel da Gravellona Toce, Cristina da Milano, Silvia da Roma, Sandro da Firenze, Fiorella da Faenza, Patrizia da Cassina de’ Pecchi, Anna da Como, Liliana da Verona, Annalisa da Milano, Emanuela da Firenze.

Serena Trotti, operatrice shiatsu