Shiatsu in libreria

Shiatsu Milano Editore, in collaborazione con il centro Ananda ASD di Bergamo e la Scuola Internazionale di Shiatsu Italia sede di Milano, mercoledì 29 maggio 2019 terrà la presentazione “Shiatsu in libreria” c/o la Libreria L’Alchimista di Bergamo.
Il nostro responsabile editoriale Roberto Palasciano parlerà di shiatsu presentando i nostri libri sulle discipline bionaturali e illustrando alcune novità di prossima pubblicazione. Terrà inoltre una dimostrazione di shiatsu stile Masunaga, mostrando ai partecipanti le principali caratteristiche di un trattamento. I curiosi potranno anche sperimentare il tocco della pressione shiatsu.

L’occasione ci è gradita per inaugurare la collaborazione con la Libreria L’Alchimista, nostro punto di riferimento a Bergamo in cui è possibile sfogliare i nostri libri e nuova realtà specializzata in discipline naturali e alternative.
La serata è gratuita e si svolgerà a partire dalle ore 20.30 presso uno spazio della libreria in via Gabriele Rosa n. 30, Bergamo. I partecipanti potranno chiedere informazioni sia sui nostri libri che sui corsi base e professionali tenuti dagli insegnanti della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia e in partenza presso il centro Ananda in via A. Maj 10/I, Bergamo. Veniteci a trovare, vi aspettiamo numerosi!

“Shiatsu in libreria”, mercoledì 29 maggio ore 20.30 c/o Libreria L’Alchimista, via Gabriele Rosa n. 30, Bergamo

shiatsu in libreria

Shiatsu al liceo

Grazie all’iniziativa della sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, dal 2011 lo shiatsu è entrato in alcuni istituti classici di Milano con lo scopo di far conoscere una disciplina che appartiene ad una cultura antica e lontana. L’obiettivo è incoraggiare i ragazzi al contatto con se stessi e con gli altri, imparando a percepire i disagi che vivono il loro corpo e, di conseguenza, anche la loro parte emotiva.
Gli alunni lavorano usando la posizione di base e gli stiramenti del maestro Masunaga.

Ritengo interessante la mia esperienza di insegnante in questo contesto un po’ diverso dal solito… Quando entro nelle classi, la prima domanda che faccio è: “Conoscete lo shiatsu?”. La risposta, quasi unanime, è “No!”. Allora chiedo cosa pensano che sia e tutti rispondono “Un massaggio”, con un tono tra il divertito e lo scettico.
Dal momento in cui comincio a spiegare che non si tratta di un massaggio ma di un trattamento, cosa differenzia le due cose e come sia possibile che, attraverso delle pressioni, si possa generare benessere ,la loro attenzione sale, diventano attenti e curiosi. Durante la parte pratica i ragazzi sono disponibili, si fanno carico del compagno su cui stanno lavorando, percepiscono le zone di tensione e sono sorpresi di quante esse siano nonostante la loro giovane età.
Con gli stiramenti, la percezione della propria rigidità viene amplificata. Tutto ciò fa scattare domande che riguardano non solo loro ma anche i familiari. Alcuni, a casa, provano a ripetere il trattamento su amici e parenti e sono colpiti e contenti del risultato.
Insomma, se i primi cinque minuti di lezione mi vedono come una “strana”, che con loro gioia o dispiacere si appropria dell’ora di studio, man mano che il tempo passa diventano partecipi e stimolanti. Per me ogni volta è un’esperienza bellissima e anche un’enorme sfida, perché mi metto in gioco e questo fa bene
alla mia energia.
Attualmente sto lavorando con le classi IV al Carducci, e anche qui il copione si ripete, dalla diffidenza iniziale all’interazione. Tutto in un’atmosfera piacevole e allegra. Questi ragazzi hanno l’energia Legno/Fuoco dominante, sono fantasiosi, solari, direi esplosivi. Sono belli dentro e fuori, hanno il mondo in mano, una grande responsabilità!
Spero davvero che lo shiatsu li aiuti nel loro percorso. Auguro tanto ki e buona vita a tutti loro!

Elena Barzaghi
Insegnante e operatrice shiatsu

Anpuku al seminario Apos

Il mese scorso abbiamo ricevuto la rivista DBN Magazine e, con sorpresa, abbiamo trovato una bella notizia! A pagina 30 vi è un articolo dal titolo “Anpuku Zukai, un libro sempre attuale”, sull’intervento che Toshi Ichikawa terrà al seminario Apos del 4-5 maggio.
“Anpuku Zukai” (Manuale illustrato di Anpuku) venne scritto da Ōta Shinsai nel 1827 ed attualmente la nostra casa editrice ne sta terminando la traduzione dal giapponese, data l’importanza di quest’arte per le origini dello shiatsu. Nell’articolo sopra citato, Toshi sensei afferma: “Ai nostri tempi, questo testo è ancora considerato uno fra i più importanti sulla tecnica dell’Anpuku, ed il trattamento con le tredici tecniche può ancora essere utilizzato e praticato”.

AnpukuNon vediamo l’ora di partecipare a questo incontro che potrebbe aiutarci a fare chiarezza su alcuni passaggi del testo. Lo stesso Toshi, nell’articolo, confida “I testi antichi sono difficili anche per me che sono giapponese”, quindi le nostre traduttrici Tsuya Yamada e Manuela Perardi non hanno un compito facile!

Siamo venuti a conoscenza di questo libro durante un seminario di Keiraku Shiatsu da noi organizzato e tenuto da Haruhiko Masunaga, direttore del centro Iokai di Tokyo. In quell’occasione, Haruhiko approfondì il tema dell’Anpuku mostrando anche alcuni disegni tratti dal libro, regalandoci poi sia una ristampa del 1971 (contenente una prefazione di Shizuto Masunaga), sia un’edizione del 2011 in un giapponese più moderno, edita da Sakuragumukai (Ounai Kai) e commentata/adattata da Wakuda Testuij.

Nella prefazione di Masunaga nell’edizione del 1971 si legge: “Questo testo è fondamentale sia per lo shiatsu sia per l’Anma originale antico, in quanto Ōta tiene in considerazione il sistema energetico dei meridiani, la caratteristica di terapia e diagnosi contemporanee e l’utilizzo di entrambe le mani, come nello shiatsu Iokai”.

Ōta Shinsai scrisse “Anpuku Zukai” in seguito alla sua guarigione da una grave malattia grazie alla pratica dell’Anpuku. Dato il valore e l’efficacia di questa tecnica, Ōta si impegnò ad approfondirla e a lasciare un testo scritto a testimonianza.
Anpuku ZukaiIl libro illustra prevalentemente il trattamento dell’addome, ma nell’introduzione l’autore precisa che è una tecnica per lavorare su tutto il corpo, infatti nella parte di preparazione alle “Tredici tecniche” per trattare l’addome vengono descritti anche il trattamento di gambe e articolazioni (caviglie, gomiti, polsi e ginocchia), le pressioni sui punti di agopuntura, stiramenti e rotazioni.
Nel libro vengono considerati i disturbi più comuni dell’epoca, attribuendo un’unica causa sia ai problemi di origine nervosa (kansyo), sia ai dolori addominali con irrigidimento di basso ventre, zona lombare e gambe (senki). Nelle ultime pagine del libro viene illustrato anche come trattare i disturbi dei neonati, dei bambini e delle donne in gravidanza. La parte più importante riguarda comunque le tredici tecniche del trattamento sull’addome, che Toshi Ichikawa illustrerà nel seminario al quale parteciperemo.

Speriamo di terminare presto l’impegnativo lavoro di traduzione e revisione dell’edizione giapponese del 2011 (con l’aggiunta della prefazione di Masunaga) e pubblicare “Anpuku Zukai – I 13 tesori del trattamento dell’addome” entro il 2019…

Roberto Palasciano, curatore editoriale

Estratto di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu”

Per i nostri lettori curiosi, ecco l’estratto della prefazione e del prologo di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu – la Via secondo Natura di Shizuto Masunaga“, interessante libro scritto da Yvonne Muraglia, operatrice e insegnante shiatsu, fondatrice della scuola Te Hara di Rovereto (TN) e autrice di diversi libri. Buona lettura!

Yvonne Muraglia - Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu“Il libro che sto per scrivere non è facile ma la mia esperienza di terapista e di essere vivente me lo impone. Quando una persona nasce e vive, sa che, prima o poi, deve restituire alla vita le cose che ha imparato o magari insegnato. Nel rendermi conto che gran parte di ciò che dirò lo devo alla figura del maestro giapponese Shizuto Masunaga, devo precisare che non sono comunque qui per fare affermazioni assolute, ma per raccontare quello che è successo nella mia vita personale, che mi ha fatto capire il valore della medicina orientale e in senso lato la supremazia etica di tutta la medicina naturale, sia essa Shiatsu, omeopatia, agopuntura, erboristeria, ecc…

Viviamo in un mondo sconquassato dove la tecnologia e la scienza predominano e ciò che proviene da una macchina ha più valore ed importanza di quello che uno sente o fa. La medicina occidentale si basa sulla tecnologia e sulla scienza e ormai sono pochi gli esami clinici che non comportino un responso delle macchine.
Hai l’artrite? Ma fatti gli esami del sangue! Hai mal di cuore? Facciamo l’elettrocardiogramma. Hai il cancro al colon… subito una TAC addominale e poi in caso di necessità ne tagliamo un pezzo e ricuciamo. Qualsiasi difficoltà umana fisica viene valutata con uno stetoscopio, un elettrocardiogramma o un’ecografia.
Insomma, l’arte medica del sentire palpando o guardando l’aspetto dell’ammalato, il suo colorito, i suoi occhi o ascoltare quello che dice, non è più di moda.

Le macchine non sbagliano mai, mi disse una volta una mia segretaria facendo un conto che non tornava. Aveva ragione! Le macchine non sbagliano mai… peccato però che capiscono un milionesimo di quello che capisce un essere umano e qui mi accingo a descrivere come la medicina orientale antica (e moderna) attraverso l’Ascolto, il Colloquio, l’Osservazione visiva e la Palpazione può arrivare a percepire e comprendere non solo qual è il dilemma ma anche quale è l’origine del problema e come fare a curarlo.
Questi modi sopracitati sono i quattro metodi diagnostici della Kampo (medicina tradizionale orientale) ed in lingua giapponese sono detti:

BOSHIN guardare / osservare
BUNSHIN ascoltare / annusare
MONSHIN dialogo / colloquio / interrogatorio
SETSU-SHIN palpazione / pressione profonda

 

Prologo

Per poter parlare di Kampo e i 4 Metodi Diagnostici, è necessario prendere in esame per prima cosa come viene intesa la realtà del quotidiano nel mondo orientale e nel mondo occidentale.
Sebbene dall’esterno sembra che anche la Cina e l’India, i due paesi più rappresentativi dell’Oriente, abbiano sposato (ed in parte è vero) il materialismo occidentale, tuttavia è anche certo che queste due civiltà provengono da due culture estremamente diverse dalla nostra, sia nel modo di concepire il mondo che nella maniera di concepire la vita.
Diciamo che capire come fare ad utilizzare l’Energia vitale (Qi) è una cosa che appartiene strettamente alla cultura taoista antica cinese, che ha più di 5.000 anni, mentre il lavoro sul corpo dell’estensione degli arti e della contemplazione dello spirito riflette di più il pragmatismo indiano dello Yoga, che ha sempre considerato il corpo serbatoio dell’Invisibile e ha cercato di domarlo.
Entrambe queste due civilizzazioni hanno usato la meditazione per controllare ed aiutare la Mente-Spirito-Anima.
Trovo che questa sia una delle conquiste più grandi dell’umanità.

Il loro uso, oggi, è esteso e ricordandomi di alcuni miei studenti che ridacchiavano quando gli facevo cantare OM nei miei corsi, noto oggi che nei costosi e molteplici corsi che insegnano mindfulness questa è una cosa normale.
Ho letto anche recentemente un articolo di una nota giornalista che, prendendo in mano dei dati statistici di studio riguardanti il beneficio indotto dalla meditazione fatto su gruppi comparativi (un gruppo placebo che non faceva niente e un gruppo che la faceva la meditazione) affermava che, in realtà la meditazione non fa poi così bene.
Sinceramente mi è sembrata l’affermazione di qualcuno che non si è mai seduto in meditazione neppure per un secondo per contemplare la sua mente.
Ebbene sì, la grande differenza che sta fra Noi e Loro è che ci manca CONCRETEZZA nei nostri voli astratti e pindarici sulle visioni del mondo. Certo l’Occidente ha partorito Albert Einstein, Niels Böhr e Dario Fo, ma se guardate bene erano tutte persone straordinarie che avevano un grande amore per la Verità e gli Esseri Umani e usavano la Mente Universale e non quella del piccolo Io.

In Oriente però è stato più esteso e stratificato l’addestramento al controllo della mente e del corpo, cioè più persone lo hanno praticato e utilizzato. Così ho potuto incontrare i miei Maestri di meditazione come Goenkaji, di Yoga come Iyengar, di Qigong come Chong Swan Lek, di compassione come il Dalai Lama e molti altri e a tutti loro rivolgo il mio sguardo di gratitudine.
Quindi, in questo libro, in questi primi capitoli cercherò di spiegare come è diverso sentire e pensare in modo razionale come in Occidente e sentire e provare come in Oriente.
Mi auguro di essere chiara e di poter partecipare al bene di tutti gli esseri viventi”.

Yvonne Muraglia

Asparagi

Finalmente è iniziata, almeno secondo il calendario, la stagione primaverile, che coincide con il capodanno iraniano, quando comincia la produzione (fuori serra) dell’asparago che si protrae sino a tarda estate – inizio autunno.
L’asparago è un prodotto del bacino del mediterraneo ed esiste in molte varietà. Io suggerisco quella tradizionale verde piuttosto che la versione bianca che, per essere tale, viene costretta a crescere nell’oscurità per impedire la fotosintesi.

asparagiL’asparago deve essere compatto, flessibile, con le punte chiuse e consistente.
Dopo un’accurata pulizia, si impugnano gli asparagi con entrambe le mani e si curvano sinché non si spezzano in due, da un lato il gambo e dall’altra la punta.
Il punto di rottura si trova alla transizione tra la parte fibrosa e la parte edibile (vedi immagine).

Una preparazione rapida, di seguito illustrata, ci permetterà di esaltarne il sapore conservandone le proprietà organolettiche.
In padella con un filo d’olio e a fiamma viva li rosoliamo facendoli rotolare, mentre li saliamo leggermente, ma per solo un minuto, sinché il colore diventa più brillante.
asparagiA questo punto aggiungiamo un goccio d’acqua e copriamo abbassando al minimo la fiamma.
Quest’ultima operazione, che dura circa 2 minuti, permette di ammorbidire un po’ gli asparagi cuocendoli, di fatto, a vapore.
Scoperchiamo e verifichiamo con i rebbi della forchetta che possano essere infilzati ma che contemporaneamente siano ancora consistenti (NON devono essere sfatti).

Possiamo quindi procedere a mangiarli come accompagnamento di altre portate o da soli, con una punta di senape, con del thain o asparagicon un pizzico di gomasio a seconda dei gusti.

Infine i gambi fibrosi, prima di essere scartati, possono essere utilizzati come base per un brodo vegetale poiché l’asparago contiene molta vitamina K e un aminoacido non essenziale – l’asparagina – che ha un forte odore quando emesso con le urine.

NOTA: la provenienza del cibo che mangiamo è importante perché la macrobiotica nasce dalla consapevolezza e dall’osservazione. Quindi, mentre cerchiamo di soddisfare il gusto e di esaltare le caratteristiche del cibo, non possiamo non considerare l’importanza di NON ricorrere a prodotti importati da lontano, altre nazioni o addirittura continenti.
Oltre all’impatto ambientale in termini di impronta energetica, bisogna considerare che spesso le colture in paesi lontani avvengono a seguito di disboscamenti, sfruttamento intensivo di preziose e spesso limitate risorse locali, come l’acqua, e sovente a scapito di necessità umanamente più urgenti ed importanti ma economicamente meno profittevoli.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

8° serata della vitalità – I 5 tibetani

SERATE-VITALITA a

Proseguono le Serate della Vitalità, incontri mensili su temi riguardanti il benessere, organizzate da Shiatsu Milano Editore e il Centro del Benessere. La 8° e ultima serata proporrà:

“I 5 TIBETANI – Esercizi per mantenersi in salute”

L’incontro si terrà venerdì 10 maggio dalle 20 alle 22.30 e sarà aperto a tutti i tesserati Arci

I 5 tibetaniI 5 tibetani sono esercizi che aiutano a mantenersi in salute e sembrano provenire dallo yoga praticato in Tibet, che si basa su sequenze continue di movimento. Tecnicamente si tratta di esercizi di stretching combinati con il controllo della respirazione che apportano vari benefici, tra cui ad esempio incremento dell’energia e della capacità di concentrazione, riduzione dello stress, rallentamento del processo di invecchiamento del nostro corpo, riattivazione dei chakra.
Dal punto di vista scientifico, si può dire che la pratica dei 5 tibetani migliori la circolazione, favorendo l’eliminazione delle tossine, e il flusso di ossigeno verso il cervello; la stimolazione dei chakra inoltre sarebbe di fatto una stimolazione del sistema endocrino.
Nell’esecuzione degli esercizi, più che l’atto in sé, è importante sviluppare e mantenere l’attenzione e la presenza. Solo una pratica costante apporta benefici, che si possono già riscontrare dopo uno o due mesi di applicazione.

Durante l’incontro, dopo una breve introduzione teorica, verrà proposto un riscaldamento con movimenti di origine orientale allo scopo di agevolare, nella seconda parte della serata, l’esecuzione e l’apprendimento dei 5 tibetani. Fondamentalmente non vi sono controindicazioni a questa pratica, anche perché si possono applicare varianti che la rendano più adatta a situazioni specifiche, anche se ognuno deve valutare le proprie condizioni fisiche.
La serata quindi è adatta a tutti coloro desiderano dedicarsi un po’ di tempo, migliorare la propria vitalità, imparare i cinque tibetani o semplicemente curiosare.
E’ consigliabile indossare tuta da ginnastica o abiti comodi.

La serata sarà condotta da Roberta Wurth e Sergio Santini. Roberta Wurth, laureata in psicologia, è insegnante e operatrice di shiatsu, massaggio thailandese e thai foot. Tiene anche corsi di Do-in (auto massaggio) e tecniche orientali. Sergio Santini, psicologo, pratica ininterrottamente da anni i 5 tibetani. Ha il diploma di operatore shiatsu, è cintura nera di kung fu cino-vietnamita e ha appreso e insegnato il chi gong.

 

Incontro con contributo e su prenotazione tramite email o telefono:
info@centrodelbenessere.it, tel 02-26681272, whatsapp 375.6113751 c/o Centro del Benessere, via Pacini 46, MM2 Lambrate (MI)

Evento riservato ai soci del Centro del Benessere e tesserati ARCI

“Keiraku Shiatsu” di Shizuto Masunaga

Vista la portata e il valore degli scritti di Shizuto Masunaga, e sempre nell’ottica di divulgare il Keiraku shiatsu (shiatsu tramite i meridiani), stiamo affrontando un’altra fatica editoriale: la traduzione dal giapponese del libro “Keiraku to shiatsu”, in italiano “Keiraku shiatsu – shiatsu e medicina orientale”.
Il testo era già stato pubblicato in francese con il titolo “Shiatsu e Médecine orientale” a cura di Le Courrier du livre, e da qualche anno volevamo tradurlo in italiano, ma l’agenzia dell’editore Ido No Nippon non riteneva di farlo pubblicare in altre lingue. Scaduto il contratto di questo editore, abbiamo contattato la signora Keiko Masunaga e abbiamo potuto finalmente stipulare un accordo per la pubblicazione in italiano.
Il libro riveste una grande importanza, infatti tanti operatori shiatsu italiani consultano l’edizione francese, e per mantenerne l’originalità, su consiglio di Haruhiko Masunaga, ci siamo rivolti a traduttori e consulenti dal giapponese che conoscono lo shiatsu e la medicina orientale.

keiraku shiatsuIl testo comprende una raccolta di articoli pubblicati da Shizuto Masunaga negli anni ’65-80 su due riviste giapponesi, Ido no Nippon e Kanpò no Risho. Seguendo il consiglio di Keiko Masunaga, abbiamo diviso la pubblicazione in due volumi: il primo, di circa duecento pagine, comprenderà gli articoli della rivista Ido no Nippon, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina giapponese. In particolare vengono affrontati temi quali diagnosi sho, setsushin, bimanualità e la storia del Keiraku shiatsu con riferimenti all’Anma tradizionale e all’Anpuku, con accenni al libro “Anpuku Zukai” che Masunaga ritiene il precursore dello shiatsu stile Iokai.

Il secondo libro comprenderà gli articoli pubblicati sulla rivista Kanpò no Risho, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina cinese tradizionale e che sviluppano concetti come ho-sha (tra cui diagnosi dei polsi), le quattro diagnosi della medicina orientale, setsushin, fukushin e la loro influenza nel Keiraku shiatsu.

Come anteprima del nostro lavoro in divenire, durante i convegni cui parteciperemo come espositori, i lettori interessati potranno consultare un breve estratto dal primo volume, nello specifico una delle tre prefazioni scritta dal prof. Yoshinaru Fujioka e due articoli che evidenziano alcune delle principali caratteristiche del Keiraku shiatsu di Masunaga: la pressione, l’atteggiamento dell’operatore, le sensazioni epicritiche e protopatiche, la percezione dell’esistenza dei meridiani e l’ideazione della mappa dei meridiani stile Iokai con l’estensione del percorso rispetto alle mappe della medicina cinese classica.

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Superfoods e alghe

Innanzitutto appare evidente che, in confronto a cibi preconfezionati ed ultra-processati, qualsiasi cibo naturale possa assurgere alla nomea di un “superfood”.
In realtà, tra i cibi dalle proprietà più interessanti di tutti, troviamo l’illustrissimo e verde prezzemolo, che va d’accordo con quasi tutti. Una eccezionale fonte di minerali e capace di dare quel tocco “magico” a piatti che altrimenti risulterebbero un po’ anonimi. Immaginatevi per esempio un aglio olio e peperoncino… se ci mettiamo del prezzemolo fresco tritato, il piatto diventa un vero capolavoro!

Poi abbiamo le alghe e la curcuma: cosa abbiano in comune è presto detto. Sono alimenti chelanti, ovvero alimenti in grado di inglobare metalli (pesanti), quindi neutralizzarli ed inviarli verso l’espulsione. Insomma, per chi vive in posti inquinati (e non sono pochi), chi fuma oppure in qualsiasi caso in cui si mangi del pesce, non sarebbe una cattiva idea aggiungere qualche alga nel contorno, sia esso cotto o in insalata.

algheTra le alghe più interessanti troviamo la wakame, la kombu, la agar-agar e la nori.
La wakame è molto nota per essere onnipresente nella famosa zuppa di miso.
L’alga kombu, che è molto salata, si usa nella cottura dei legumi per renderne le bucce più digeribili e serve a scurire i capelli.
L’alga agar-agar si presenta sia in barre sia in fiocchi oppure in polvere, ed è un gelificante eccezionale, privo di sapore e colore, che permette di rendere gelatinoso e quindi “solido” sia l’acqua che un succo o un brodo; viene usata spesso per preparare gelatine di frutta e favorisce sia il transito intestinale sia la ricomposizione di un’appropriata flora batterica intestinale (particolarmente dopo l’assunzione di antibiotici).
L’alga nori, infine, si presenta in forma di foglio sottile ed è nota per essere la superficie esteriore del sushi. Essendo sostanzialmente priva di sale è adatta anche ai bambini.

Inoltre le alghe, che ovviamente sono caratterizzate dall’elemento ACQUA, favoriscono la gelificazione delle pietanze (quindi forniscono cremosità) e qualitativamente conferiscono elasticità, quella proprietà così difficile da mantenere negli anni e che generalmente non abbonda nella nostra società.

Le alghe possono essere prima sbriciolate (quando sono secche) ovvero idratate e poi utilizzate in cottura o a crudo, ricordando che hanno inevitabilmente, con l’eccezione sunnominata, sempre un po’ di sapore di mare.
Le quantità da utilizzare sono minime: normalmente, pezzi di pochi centimetri, come quello di alga kombu mostrato attaccato alla molletta, sono abbastanza per cuocere 500 grammi di ceci secchi. Pertanto, un pacchetto da 50 grammi di alghe, generalmente, dura parecchi mesi.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

7° serata della vitalità – Bagno di Gong

SERATE-VITALITA a

Proseguono le Serate della Vitalità, incontri mensili su temi riguardanti il benessere, organizzate da Shiatsu Milano Editore e il Centro del Benessere. La 7° serata ha come tema:

“BAGNO DI GONG”

L’incontro si terrà venerdì 12 aprile dalle 20 alle 22.30 e sarà aperto a tutti i tesserati Arci.

Bagno di GongIl bagno di Gong come protagonista il Gong, strumento antichissimo in grado di produrre suoni terapeutici e ricchi di armonici, che possono portare ad un profondo stato meditativo.

“Incomincia a produrre la visione di un nuovo te stesso in cui la mente raziocinante non sia la sola voce preposta a discernere il reale, a filtrare ed elaborare le percezioni. Metti accanto alla mente un istinto potente capace di percepire il ritmo della natura e le armonie celesti, che ti permettono di relazionarti con le stelle e i pianeti lontani annusando l’aria o osservando il volo delle lucciole, anziché l’occhio freddo e, per quanto potente, pur sempre limitato, di un telescopio astronomico; poi unisci una volontà impeccabile e lascia che tutte queste facoltà vengano guidate dal cuore: ecco che hai l’uomo in una grande espressione del suo potenziale” (dai Purāna, testi sacri hindū)

Determinate frequenze armoniche risultano efficaci nei casi di stress, ansia, blocchi emozionali e distonie del sistema nervoso. Il suono dei Gong, creando un oceano vibrazionale, porta dunque a uno stato di rilassamento profondo, è un massaggio sonoro, un viaggio in cui si viene cullati stando distesi e comodi, aperti al suono e lasciando che interagisca con noi.
In questa serata proviamo a lasciare il controllo della mente, a sciogliere la volontà di esercitare un potere su ogni cosa, per abbandonarci all’esperienza della bellezza e dell’affidarsi, cullati dal suono e dalle vibrazioni, sganciandosi dalla mente comune del mondo per collegarci a una mente più vasta.
E’ consigliato un abbigliamento comodo.

La serata sarà condotta da Melina Pizzoli, operatrice shiatsu e Master Gong, percorso seguito con Aidan Mcintyre e Don Conreaux approfondendo l’uso del Gong come veicolo di processi di riequilibrio energetico e potente mezzo nel percorso di consapevolezza. Nei trattamenti shiatsu sperimenta l’integrazione del suono con l’uso sinergico dei Gong, delle Campane tibetane e dei diapason.

 

Incontro con contributo e su prenotazione tramite email o telefono:
info@centrodelbenessere.it, tel 02-26681272, whatsapp 375.6113751 c/o Centro del Benessere, via Pacini 46, MM2 Lambrate (MI)

Evento riservato ai soci del Centro del Benessere e tesserati ARCI

Lo shiatsu e la vita precedente secondo la filosofia orientale

Uno dei momenti fondamentali della mia esperienza di operatore di discipline bio-naturali è stato l’incontro con alcuni testi fondamentali delle pratiche e della filosofia orientali. Quando ho cominciato a curare la traduzione dal giapponese all’italiano del libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga per Shiatsu Milano Editore, ho potuto toccare con mano alcune delle differenze tra la cultura orientale a quella occidentale e quanto il modo di intendere la cura e la salute dell’individuo sia diverso.

Per confrontarsi con questo aspetto è importante ricordare alcune peculiarità della cultura orientale. Prima fra tutte, l’uomo viene sempre inteso nel suo concetto olistico (corpo-mente e spirito) e l’attenzione e la cura del benessere psico-fisico vengono quindi sempre considerate in senso più ampio di quello occidentale, in quanto la parte spirituale dell’esistenza è tenuta in grande considerazione. Altro aspetto fondamentale da tenere presente è che, nel buddismo, il concetto di vita precedente è indiscusso e gli argomenti di cui sopra si affrontano in quest’ottica.
In oriente, dunque, durante un trattamento si tiene presente anche l’aspetto spirituale dell’esistenza, e il ricevente ha grande considerazione degli aspetti che possono emergere.
Anche l’operatore occidentale, oltre a dare consigli su stile di vita e alimentazione, dovrebbe considerare la parte spirituale.

Nei suoi scritti, Shizuto Masunaga sensei sollecita l’operatore ad aiutare il ricevente con tutti i mezzi a disposizione per migliorarne lo stato di salute, e uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpito dei suoi insegnamenti è il riferimento alla vita precedente.
Questo argomento è particolarmente interessante per noi in quanto la mentalità occidentale è sicuramente diversa, e parlare di vite precedenti può creare disagio perché non tutti i riceventi sono aperti al mondo invisibile.
Per la tradizione buddista, dopo la morte l’uomo passa nella parte invisibile e poi, in quello che per noi è uno spazio temporale di 200-300 anni, ritorna nella “vita terrena”. Morte e rinascita rappresentano così un ciclo con una parte visibile yang e una parte invisibile yin.

shiatsu e la vita precedenteSecondo tale visione, alcuni disturbi si possono dunque ricollegare a vite passate. Nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, Masunaga offre interpretazioni interessanti. Ad esempio, chi soffre d’insonnia potrebbe aver agito scorrettamente nei confronti degli altri (ma l’origine della malattia può essere naturalmente lo stress o un eccessivo carico di lavoro). Oppure, in caso di alitosi, la persona potrebbe aver sparlato alle spalle di altri nella vita precedente. I casi di tumori invece sono ricollegabili, in accordo alle teorie buddiste, a riti funebri non ossequiati correttamente o alla mancanza di cura nei confronti di un familiare malato. Chi, nella vita precedente, non andava d’accordo con la madre, in questa vita potrebbe avere problemi al cuore, e chi spesso litigava con il padre potrebbe accusare disturbi allo stomaco o al piede.
Naturalmente, la vita precedente può anche avere ripercussioni positive su quella attuale: ad esempio, chi ha pregato tanto avrà una vita successiva buona.
Chi condivide questa visione è certo che le azioni compiute nella vita attuale avranno ripercussioni su quella futura.

Nella sua esperienza Masunaga sensei osserva come i pazienti che, nonostante i consigli e l’impegno, non accennano a guarire, cercando la causa dei disturbi nella vita precedente riescono finalmente a migliorare il proprio stato di salute.
Fino a qui abbiamo parlato di malattie, ma la vita precedente può anche influire sugli affetti personali, le relazioni e le inclinazioni. Ad esempio, chi desidera fare il musicista e lo diventa senza però raggiungere il livello desiderato, potrebbe reincarnarsi e, dovendo decidere che strada prendere, trovarsi nuovamente a fare il musicista, non spiegandosi questa passione eppur volendola coltivare. Una volta morto e tornato nella parte invisibile, se non si ritiene ancora soddisfatto, dovrà tornare una terza volta.

Nel buddismo, il concetto della reincarnazione spiega alcune delle nostre relazioni più importanti, ad esempio il matrimonio. Scegliamo il nostro compagno/a perché ci piace e lo riteniamo bello/a, ma spesso non riusciamo a dare una spiegazione più logica della nostra scelta.
Questa scelta non è razionale, quindi è legata ad una relazione causa-effetto (innen) che considera diversi aspetti. Anche il maestro Masunaga diceva che il rapporto marito e moglie è molto stretto. Di solito, quando due coniugi si incontrano è perché, secondo l’innen, nella vita precedente non andavano d’accordo ed erano soggetti a forti liti, magari perché troppo concentrati su se stessi. Allora, quando ritornano nello yin (la vita invisibile), si accorgono che così non va bene, e decidono di rincontrarsi in una nuova vita (yang). Ovviamente, nella vita attuale si sono dimenticati quale fosse il loro progetto di vita e le motivazioni che li hanno spinti a scegliere questa strada; è così che certe scelte istintive possono sembrare “illogiche”.
Ma non siamo attratti soltanto da un compagno/a con cui abbiamo avuto un rapporto conflittuale: possiamo anche aver sperimentato un rapporto d’amore molto forte e decidere di ripeterlo, facendo rincontrare nuovamente le due anime.
Quando in questa vita incontriamo qualcuno con il quale da subito ci sentiamo in grande sintonia, è perché nella precedente ci eravamo già conosciuti. Ciò è sempre da apprezzare: se il destino ci permette di incontrarci di nuovo, è perché nella vita precedente ci siamo comportati sempre bene.

 

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it