Viaggio in Giappone 2019

Viaggio in Giappone Per Shiatsu Milano Editore il mese di maggio è stato molto importante: dopo aver pianificato il viaggio nei mesi precedenti, siamo tornati in Giappone per partecipare a un seminario di Keiraku Shiatsu con Haruhiko Masunaga, figlio di Shizuto, presso il Centro Iokai di Tokyo. Insieme a noi sono venuti operatori e insegnanti di shiatsu italiani molto motivati, provenienti da diversi enti di formazione sia del sud che del nord Italia. Il gruppo, grazie anche al fatto che tutti i componenti avevano già partecipato ai precedenti seminari tenuti da Haruhiko Masunaga in Italia, si è rivelato molto compatto, praticando uno shiatsu di buon livello con atteggiamento empatico, con soddisfazione del sensei giapponese.
Viaggio in GiapponeNel seminario di quattro giorni i partecipanti hanno potuto fare un “altro passo” verso l’apprendimento dello shiatsu originale stile Iokai e conoscere l’esatto modo di eseguire gli esercizi per la salute creati da Shizuto Masunaga e conosciuti in Giappone come “Taiso Shiatsu” (esercizi dei meridiani). A tal proposito, Haruhiko Masunaga ci ha consegnato un articolo in inglese scritto da Mami Kawa, che svolge da anni la sua attività in Germania e Austria come insegnante di movimento olistico, yoga, Keiraku Shiatsu, esercizi dei meridiani e makkoho. Pubblicheremo l’articolo di Mami Kawa in una delle prossime newsletter, per chiarire la differenza essenziale tra “Taiso Shiatsu” e “Makkoho”, esercizi questi ultimi creati da Wataru Nagai nel 1933.

Viaggio in GiapponeDurante i quattro giorni di corso sono state affrontate le modalità di trattamento con il ricevente in posizione seduta, laterale, prona e supina, utilizzando anche gomiti e ginocchia. Per ognuna di queste pratiche è stato eseguito un trattamento generale con le sequenze classiche dello stile Iokai, oltre alla valutazione del kyo e jitsu trattando le aree di valutazione della schiena in seduta, prona e laterale. Haruhiko si è soffermato in ognuna delle posizioni integrando il trattamento generale con trattamenti specifici per curare disturbi quali lombosciatalgia, problemi alla colonna, ecc., utilizzando quello che in Giappone è chiamato shiatsu clinico. Come negli atri corsi tenuti in Italia, Haruhiko ha insistito molto sul modo di praticare una pressione Viaggio in Giapponecorretta e sull’atteggiamento empatico dell’operatore, dimostrando a ogni partecipante la pressione stile Iokai.

Ho notato che, grazie all’atmosfera giapponese e all’energia del piccolo centro Iokai, si riesce meglio a comprendere nella pratica l’atteggiamento empatico e le manualità originali ideate da Shizuto Masunaga. Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti di questo viaggio alla ricerca dello shiatsu originale Iokai che, con grande professionalità, hanno partecipato al corso sorprendendo positivamente il sensei per la loro pratica e l’atteggiamento un po’ orientale.
Sono venuti con noi anche alcuni familiari, che hanno avuto qualche giorno in più di noi per visitare i bellissimi parchi, templi e castelli, dei quali stiamo pubblicando alcune foto anche sulla nostra pagina facebook. Ritengo che l’aspetto più affascinante del Giappone sia la sua cultura millenaria, con le usanze giapponesi magari per noi un po’ “strane”, ma sorprendenti proprio perché diverse.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

 

 

Tempo – sale – pressione (insalatini)

Sale, tempo e pressione sono gli ingredienti che, utilizzati in maniera differente, ci permettono di preparare dalle verdure pressate (insalatini) a preparazioni molto più elaborate come il miso o la salsa di soia.
Questa tecnica molto semplice ed economica ci permette di esaltare le caratteristiche yang degli alimenti. Più aumentano la pressione, la quantità di sale e il tempo in pressione, più gli alimenti accentueranno le proprie caratteristiche yang.

L’interesse nutrizionale di questa tecnica consiste nella concentrazione di sali minerali e, contemporaneamente, nel mantenimento delle fibre delle verdure.
Le verdure pressate sono un modo di estrarre un po’ d’acqua dalle verdure fresche.

Come procedere:
dopo aver pulito accuratamente le verdure come il cavolo, la rapa, la carota, il sedano e il porro, le tagliamo alla julienne e le cospargiamo con sale marino.
Se desideriamo conferire sapori particolari possiamo approfittare della salatura per aggiungere anche delle erbe aromatiche.

Mescoliamo il tutto per bene con le mani e poi riponiamo le verdure così salate, mischiate tra di loro oppure separate in strati, in un pressa-verdure o, in sua mancanza, in un recipiente capiente come un’insalatiera o uno scolapasta, e copriamo con un piatto sul quale metteremo un bel peso (un sasso o una pila di piatti).
Se usiamo la tecnica dello scolapasta ricordiamoci di mettergli sotto un piatto in modo da raccogliere l’acqua che ne uscirà.
La pressatura può durare da 1 ora circa a qualche giorno.
Infine, se le verdure dovessero avere un sapore eccessivamente salato, si può sempre sciacquarle in acqua fredda.

insalatini insalatini insalatini

Ricordiamo che la salatura è una tecnica antichissima per la conservazione degli alimenti. Tanto per citarne alcune di uso comune: capperi sotto sale, il baccalà e, grazie alla salamoia (acqua salata), si rendono commestibili le olive.
Le tecniche di salatura per il consumo e specialmente per la conservazione si adattano molto bene alle eccedenze di verdure che potranno essere consumate “fresche” più avanti nel tempo.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Shiatsu al liceo

Grazie all’iniziativa della sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, dal 2011 lo shiatsu è entrato in alcuni istituti classici di Milano con lo scopo di far conoscere una disciplina che appartiene ad una cultura antica e lontana. L’obiettivo è incoraggiare i ragazzi al contatto con se stessi e con gli altri, imparando a percepire i disagi che vivono il loro corpo e, di conseguenza, anche la loro parte emotiva.
Gli alunni lavorano usando la posizione di base e gli stiramenti del maestro Masunaga.

Ritengo interessante la mia esperienza di insegnante in questo contesto un po’ diverso dal solito… Quando entro nelle classi, la prima domanda che faccio è: “Conoscete lo shiatsu?”. La risposta, quasi unanime, è “No!”. Allora chiedo cosa pensano che sia e tutti rispondono “Un massaggio”, con un tono tra il divertito e lo scettico.
Dal momento in cui comincio a spiegare che non si tratta di un massaggio ma di un trattamento, cosa differenzia le due cose e come sia possibile che, attraverso delle pressioni, si possa generare benessere ,la loro attenzione sale, diventano attenti e curiosi. Durante la parte pratica i ragazzi sono disponibili, si fanno carico del compagno su cui stanno lavorando, percepiscono le zone di tensione e sono sorpresi di quante esse siano nonostante la loro giovane età.
Con gli stiramenti, la percezione della propria rigidità viene amplificata. Tutto ciò fa scattare domande che riguardano non solo loro ma anche i familiari. Alcuni, a casa, provano a ripetere il trattamento su amici e parenti e sono colpiti e contenti del risultato.
Insomma, se i primi cinque minuti di lezione mi vedono come una “strana”, che con loro gioia o dispiacere si appropria dell’ora di studio, man mano che il tempo passa diventano partecipi e stimolanti. Per me ogni volta è un’esperienza bellissima e anche un’enorme sfida, perché mi metto in gioco e questo fa bene
alla mia energia.
Attualmente sto lavorando con le classi IV al Carducci, e anche qui il copione si ripete, dalla diffidenza iniziale all’interazione. Tutto in un’atmosfera piacevole e allegra. Questi ragazzi hanno l’energia Legno/Fuoco dominante, sono fantasiosi, solari, direi esplosivi. Sono belli dentro e fuori, hanno il mondo in mano, una grande responsabilità!
Spero davvero che lo shiatsu li aiuti nel loro percorso. Auguro tanto ki e buona vita a tutti loro!

Elena Barzaghi
Insegnante e operatrice shiatsu

Anpuku al seminario Apos

Il mese scorso abbiamo ricevuto la rivista DBN Magazine e, con sorpresa, abbiamo trovato una bella notizia! A pagina 30 vi è un articolo dal titolo “Anpuku Zukai, un libro sempre attuale”, sull’intervento che Toshi Ichikawa terrà al seminario Apos del 4-5 maggio.
“Anpuku Zukai” (Manuale illustrato di Anpuku) venne scritto da Ōta Shinsai nel 1827 ed attualmente la nostra casa editrice ne sta terminando la traduzione dal giapponese, data l’importanza di quest’arte per le origini dello shiatsu. Nell’articolo sopra citato, Toshi sensei afferma: “Ai nostri tempi, questo testo è ancora considerato uno fra i più importanti sulla tecnica dell’Anpuku, ed il trattamento con le tredici tecniche può ancora essere utilizzato e praticato”.

AnpukuNon vediamo l’ora di partecipare a questo incontro che potrebbe aiutarci a fare chiarezza su alcuni passaggi del testo. Lo stesso Toshi, nell’articolo, confida “I testi antichi sono difficili anche per me che sono giapponese”, quindi le nostre traduttrici Tsuya Yamada e Manuela Perardi non hanno un compito facile!

Siamo venuti a conoscenza di questo libro durante un seminario di Keiraku Shiatsu da noi organizzato e tenuto da Haruhiko Masunaga, direttore del centro Iokai di Tokyo. In quell’occasione, Haruhiko approfondì il tema dell’Anpuku mostrando anche alcuni disegni tratti dal libro, regalandoci poi sia una ristampa del 1971 (contenente una prefazione di Shizuto Masunaga), sia un’edizione del 2011 in un giapponese più moderno, edita da Sakuragumukai (Ounai Kai) e commentata/adattata da Wakuda Testuij.

Nella prefazione di Masunaga nell’edizione del 1971 si legge: “Questo testo è fondamentale sia per lo shiatsu sia per l’Anma originale antico, in quanto Ōta tiene in considerazione il sistema energetico dei meridiani, la caratteristica di terapia e diagnosi contemporanee e l’utilizzo di entrambe le mani, come nello shiatsu Iokai”.

Ōta Shinsai scrisse “Anpuku Zukai” in seguito alla sua guarigione da una grave malattia grazie alla pratica dell’Anpuku. Dato il valore e l’efficacia di questa tecnica, Ōta si impegnò ad approfondirla e a lasciare un testo scritto a testimonianza.
Anpuku ZukaiIl libro illustra prevalentemente il trattamento dell’addome, ma nell’introduzione l’autore precisa che è una tecnica per lavorare su tutto il corpo, infatti nella parte di preparazione alle “Tredici tecniche” per trattare l’addome vengono descritti anche il trattamento di gambe e articolazioni (caviglie, gomiti, polsi e ginocchia), le pressioni sui punti di agopuntura, stiramenti e rotazioni.
Nel libro vengono considerati i disturbi più comuni dell’epoca, attribuendo un’unica causa sia ai problemi di origine nervosa (kansyo), sia ai dolori addominali con irrigidimento di basso ventre, zona lombare e gambe (senki). Nelle ultime pagine del libro viene illustrato anche come trattare i disturbi dei neonati, dei bambini e delle donne in gravidanza. La parte più importante riguarda comunque le tredici tecniche del trattamento sull’addome, che Toshi Ichikawa illustrerà nel seminario al quale parteciperemo.

Speriamo di terminare presto l’impegnativo lavoro di traduzione e revisione dell’edizione giapponese del 2011 (con l’aggiunta della prefazione di Masunaga) e pubblicare “Anpuku Zukai – I 13 tesori del trattamento dell’addome” entro il 2019…

Roberto Palasciano, curatore editoriale

Estratto di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu”

Per i nostri lettori curiosi, ecco l’estratto della prefazione e del prologo di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu – la Via secondo Natura di Shizuto Masunaga“, interessante libro scritto da Yvonne Muraglia, operatrice e insegnante shiatsu, fondatrice della scuola Te Hara di Rovereto (TN) e autrice di diversi libri. Buona lettura!

Yvonne Muraglia - Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu“Il libro che sto per scrivere non è facile ma la mia esperienza di terapista e di essere vivente me lo impone. Quando una persona nasce e vive, sa che, prima o poi, deve restituire alla vita le cose che ha imparato o magari insegnato. Nel rendermi conto che gran parte di ciò che dirò lo devo alla figura del maestro giapponese Shizuto Masunaga, devo precisare che non sono comunque qui per fare affermazioni assolute, ma per raccontare quello che è successo nella mia vita personale, che mi ha fatto capire il valore della medicina orientale e in senso lato la supremazia etica di tutta la medicina naturale, sia essa Shiatsu, omeopatia, agopuntura, erboristeria, ecc…

Viviamo in un mondo sconquassato dove la tecnologia e la scienza predominano e ciò che proviene da una macchina ha più valore ed importanza di quello che uno sente o fa. La medicina occidentale si basa sulla tecnologia e sulla scienza e ormai sono pochi gli esami clinici che non comportino un responso delle macchine.
Hai l’artrite? Ma fatti gli esami del sangue! Hai mal di cuore? Facciamo l’elettrocardiogramma. Hai il cancro al colon… subito una TAC addominale e poi in caso di necessità ne tagliamo un pezzo e ricuciamo. Qualsiasi difficoltà umana fisica viene valutata con uno stetoscopio, un elettrocardiogramma o un’ecografia.
Insomma, l’arte medica del sentire palpando o guardando l’aspetto dell’ammalato, il suo colorito, i suoi occhi o ascoltare quello che dice, non è più di moda.

Le macchine non sbagliano mai, mi disse una volta una mia segretaria facendo un conto che non tornava. Aveva ragione! Le macchine non sbagliano mai… peccato però che capiscono un milionesimo di quello che capisce un essere umano e qui mi accingo a descrivere come la medicina orientale antica (e moderna) attraverso l’Ascolto, il Colloquio, l’Osservazione visiva e la Palpazione può arrivare a percepire e comprendere non solo qual è il dilemma ma anche quale è l’origine del problema e come fare a curarlo.
Questi modi sopracitati sono i quattro metodi diagnostici della Kampo (medicina tradizionale orientale) ed in lingua giapponese sono detti:

BOSHIN guardare / osservare
BUNSHIN ascoltare / annusare
MONSHIN dialogo / colloquio / interrogatorio
SETSU-SHIN palpazione / pressione profonda

 

Prologo

Per poter parlare di Kampo e i 4 Metodi Diagnostici, è necessario prendere in esame per prima cosa come viene intesa la realtà del quotidiano nel mondo orientale e nel mondo occidentale.
Sebbene dall’esterno sembra che anche la Cina e l’India, i due paesi più rappresentativi dell’Oriente, abbiano sposato (ed in parte è vero) il materialismo occidentale, tuttavia è anche certo che queste due civiltà provengono da due culture estremamente diverse dalla nostra, sia nel modo di concepire il mondo che nella maniera di concepire la vita.
Diciamo che capire come fare ad utilizzare l’Energia vitale (Qi) è una cosa che appartiene strettamente alla cultura taoista antica cinese, che ha più di 5.000 anni, mentre il lavoro sul corpo dell’estensione degli arti e della contemplazione dello spirito riflette di più il pragmatismo indiano dello Yoga, che ha sempre considerato il corpo serbatoio dell’Invisibile e ha cercato di domarlo.
Entrambe queste due civilizzazioni hanno usato la meditazione per controllare ed aiutare la Mente-Spirito-Anima.
Trovo che questa sia una delle conquiste più grandi dell’umanità.

Il loro uso, oggi, è esteso e ricordandomi di alcuni miei studenti che ridacchiavano quando gli facevo cantare OM nei miei corsi, noto oggi che nei costosi e molteplici corsi che insegnano mindfulness questa è una cosa normale.
Ho letto anche recentemente un articolo di una nota giornalista che, prendendo in mano dei dati statistici di studio riguardanti il beneficio indotto dalla meditazione fatto su gruppi comparativi (un gruppo placebo che non faceva niente e un gruppo che la faceva la meditazione) affermava che, in realtà la meditazione non fa poi così bene.
Sinceramente mi è sembrata l’affermazione di qualcuno che non si è mai seduto in meditazione neppure per un secondo per contemplare la sua mente.
Ebbene sì, la grande differenza che sta fra Noi e Loro è che ci manca CONCRETEZZA nei nostri voli astratti e pindarici sulle visioni del mondo. Certo l’Occidente ha partorito Albert Einstein, Niels Böhr e Dario Fo, ma se guardate bene erano tutte persone straordinarie che avevano un grande amore per la Verità e gli Esseri Umani e usavano la Mente Universale e non quella del piccolo Io.

In Oriente però è stato più esteso e stratificato l’addestramento al controllo della mente e del corpo, cioè più persone lo hanno praticato e utilizzato. Così ho potuto incontrare i miei Maestri di meditazione come Goenkaji, di Yoga come Iyengar, di Qigong come Chong Swan Lek, di compassione come il Dalai Lama e molti altri e a tutti loro rivolgo il mio sguardo di gratitudine.
Quindi, in questo libro, in questi primi capitoli cercherò di spiegare come è diverso sentire e pensare in modo razionale come in Occidente e sentire e provare come in Oriente.
Mi auguro di essere chiara e di poter partecipare al bene di tutti gli esseri viventi”.

Yvonne Muraglia

Asparagi

Finalmente è iniziata, almeno secondo il calendario, la stagione primaverile, che coincide con il capodanno iraniano, quando comincia la produzione (fuori serra) dell’asparago che si protrae sino a tarda estate – inizio autunno.
L’asparago è un prodotto del bacino del mediterraneo ed esiste in molte varietà. Io suggerisco quella tradizionale verde piuttosto che la versione bianca che, per essere tale, viene costretta a crescere nell’oscurità per impedire la fotosintesi.

asparagiL’asparago deve essere compatto, flessibile, con le punte chiuse e consistente.
Dopo un’accurata pulizia, si impugnano gli asparagi con entrambe le mani e si curvano sinché non si spezzano in due, da un lato il gambo e dall’altra la punta.
Il punto di rottura si trova alla transizione tra la parte fibrosa e la parte edibile (vedi immagine).

Una preparazione rapida, di seguito illustrata, ci permetterà di esaltarne il sapore conservandone le proprietà organolettiche.
In padella con un filo d’olio e a fiamma viva li rosoliamo facendoli rotolare, mentre li saliamo leggermente, ma per solo un minuto, sinché il colore diventa più brillante.
asparagiA questo punto aggiungiamo un goccio d’acqua e copriamo abbassando al minimo la fiamma.
Quest’ultima operazione, che dura circa 2 minuti, permette di ammorbidire un po’ gli asparagi cuocendoli, di fatto, a vapore.
Scoperchiamo e verifichiamo con i rebbi della forchetta che possano essere infilzati ma che contemporaneamente siano ancora consistenti (NON devono essere sfatti).

Possiamo quindi procedere a mangiarli come accompagnamento di altre portate o da soli, con una punta di senape, con del thain o asparagicon un pizzico di gomasio a seconda dei gusti.

Infine i gambi fibrosi, prima di essere scartati, possono essere utilizzati come base per un brodo vegetale poiché l’asparago contiene molta vitamina K e un aminoacido non essenziale – l’asparagina – che ha un forte odore quando emesso con le urine.

NOTA: la provenienza del cibo che mangiamo è importante perché la macrobiotica nasce dalla consapevolezza e dall’osservazione. Quindi, mentre cerchiamo di soddisfare il gusto e di esaltare le caratteristiche del cibo, non possiamo non considerare l’importanza di NON ricorrere a prodotti importati da lontano, altre nazioni o addirittura continenti.
Oltre all’impatto ambientale in termini di impronta energetica, bisogna considerare che spesso le colture in paesi lontani avvengono a seguito di disboscamenti, sfruttamento intensivo di preziose e spesso limitate risorse locali, come l’acqua, e sovente a scapito di necessità umanamente più urgenti ed importanti ma economicamente meno profittevoli.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

“Keiraku Shiatsu” di Shizuto Masunaga

Vista la portata e il valore degli scritti di Shizuto Masunaga, e sempre nell’ottica di divulgare il Keiraku shiatsu (shiatsu tramite i meridiani), stiamo affrontando un’altra fatica editoriale: la traduzione dal giapponese del libro “Keiraku to shiatsu”, in italiano “Keiraku shiatsu – shiatsu e medicina orientale”.
Il testo era già stato pubblicato in francese con il titolo “Shiatsu e Médecine orientale” a cura di Le Courrier du livre, e da qualche anno volevamo tradurlo in italiano, ma l’agenzia dell’editore Ido No Nippon non riteneva di farlo pubblicare in altre lingue. Scaduto il contratto di questo editore, abbiamo contattato la signora Keiko Masunaga e abbiamo potuto finalmente stipulare un accordo per la pubblicazione in italiano.
Il libro riveste una grande importanza, infatti tanti operatori shiatsu italiani consultano l’edizione francese, e per mantenerne l’originalità, su consiglio di Haruhiko Masunaga, ci siamo rivolti a traduttori e consulenti dal giapponese che conoscono lo shiatsu e la medicina orientale.

keiraku shiatsuIl testo comprende una raccolta di articoli pubblicati da Shizuto Masunaga negli anni ’65-80 su due riviste giapponesi, Ido no Nippon e Kanpò no Risho. Seguendo il consiglio di Keiko Masunaga, abbiamo diviso la pubblicazione in due volumi: il primo, di circa duecento pagine, comprenderà gli articoli della rivista Ido no Nippon, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina giapponese. In particolare vengono affrontati temi quali diagnosi sho, setsushin, bimanualità e la storia del Keiraku shiatsu con riferimenti all’Anma tradizionale e all’Anpuku, con accenni al libro “Anpuku Zukai” che Masunaga ritiene il precursore dello shiatsu stile Iokai.

Il secondo libro comprenderà gli articoli pubblicati sulla rivista Kanpò no Risho, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina cinese tradizionale e che sviluppano concetti come ho-sha (tra cui diagnosi dei polsi), le quattro diagnosi della medicina orientale, setsushin, fukushin e la loro influenza nel Keiraku shiatsu.

Come anteprima del nostro lavoro in divenire, durante i convegni cui parteciperemo come espositori, i lettori interessati potranno consultare un breve estratto dal primo volume, nello specifico una delle tre prefazioni scritta dal prof. Yoshinaru Fujioka e due articoli che evidenziano alcune delle principali caratteristiche del Keiraku shiatsu di Masunaga: la pressione, l’atteggiamento dell’operatore, le sensazioni epicritiche e protopatiche, la percezione dell’esistenza dei meridiani e l’ideazione della mappa dei meridiani stile Iokai con l’estensione del percorso rispetto alle mappe della medicina cinese classica.

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Superfoods e alghe

Innanzitutto appare evidente che, in confronto a cibi preconfezionati ed ultra-processati, qualsiasi cibo naturale possa assurgere alla nomea di un “superfood”.
In realtà, tra i cibi dalle proprietà più interessanti di tutti, troviamo l’illustrissimo e verde prezzemolo, che va d’accordo con quasi tutti. Una eccezionale fonte di minerali e capace di dare quel tocco “magico” a piatti che altrimenti risulterebbero un po’ anonimi. Immaginatevi per esempio un aglio olio e peperoncino… se ci mettiamo del prezzemolo fresco tritato, il piatto diventa un vero capolavoro!

Poi abbiamo le alghe e la curcuma: cosa abbiano in comune è presto detto. Sono alimenti chelanti, ovvero alimenti in grado di inglobare metalli (pesanti), quindi neutralizzarli ed inviarli verso l’espulsione. Insomma, per chi vive in posti inquinati (e non sono pochi), chi fuma oppure in qualsiasi caso in cui si mangi del pesce, non sarebbe una cattiva idea aggiungere qualche alga nel contorno, sia esso cotto o in insalata.

algheTra le alghe più interessanti troviamo la wakame, la kombu, la agar-agar e la nori.
La wakame è molto nota per essere onnipresente nella famosa zuppa di miso.
L’alga kombu, che è molto salata, si usa nella cottura dei legumi per renderne le bucce più digeribili e serve a scurire i capelli.
L’alga agar-agar si presenta sia in barre sia in fiocchi oppure in polvere, ed è un gelificante eccezionale, privo di sapore e colore, che permette di rendere gelatinoso e quindi “solido” sia l’acqua che un succo o un brodo; viene usata spesso per preparare gelatine di frutta e favorisce sia il transito intestinale sia la ricomposizione di un’appropriata flora batterica intestinale (particolarmente dopo l’assunzione di antibiotici).
L’alga nori, infine, si presenta in forma di foglio sottile ed è nota per essere la superficie esteriore del sushi. Essendo sostanzialmente priva di sale è adatta anche ai bambini.

Inoltre le alghe, che ovviamente sono caratterizzate dall’elemento ACQUA, favoriscono la gelificazione delle pietanze (quindi forniscono cremosità) e qualitativamente conferiscono elasticità, quella proprietà così difficile da mantenere negli anni e che generalmente non abbonda nella nostra società.

Le alghe possono essere prima sbriciolate (quando sono secche) ovvero idratate e poi utilizzate in cottura o a crudo, ricordando che hanno inevitabilmente, con l’eccezione sunnominata, sempre un po’ di sapore di mare.
Le quantità da utilizzare sono minime: normalmente, pezzi di pochi centimetri, come quello di alga kombu mostrato attaccato alla molletta, sono abbastanza per cuocere 500 grammi di ceci secchi. Pertanto, un pacchetto da 50 grammi di alghe, generalmente, dura parecchi mesi.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Lo shiatsu e la vita precedente secondo la filosofia orientale

Uno dei momenti fondamentali della mia esperienza di operatore di discipline bio-naturali è stato l’incontro con alcuni testi fondamentali delle pratiche e della filosofia orientali. Quando ho cominciato a curare la traduzione dal giapponese all’italiano del libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga per Shiatsu Milano Editore, ho potuto toccare con mano alcune delle differenze tra la cultura orientale a quella occidentale e quanto il modo di intendere la cura e la salute dell’individuo sia diverso.

Per confrontarsi con questo aspetto è importante ricordare alcune peculiarità della cultura orientale. Prima fra tutte, l’uomo viene sempre inteso nel suo concetto olistico (corpo-mente e spirito) e l’attenzione e la cura del benessere psico-fisico vengono quindi sempre considerate in senso più ampio di quello occidentale, in quanto la parte spirituale dell’esistenza è tenuta in grande considerazione. Altro aspetto fondamentale da tenere presente è che, nel buddismo, il concetto di vita precedente è indiscusso e gli argomenti di cui sopra si affrontano in quest’ottica.
In oriente, dunque, durante un trattamento si tiene presente anche l’aspetto spirituale dell’esistenza, e il ricevente ha grande considerazione degli aspetti che possono emergere.
Anche l’operatore occidentale, oltre a dare consigli su stile di vita e alimentazione, dovrebbe considerare la parte spirituale.

Nei suoi scritti, Shizuto Masunaga sensei sollecita l’operatore ad aiutare il ricevente con tutti i mezzi a disposizione per migliorarne lo stato di salute, e uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpito dei suoi insegnamenti è il riferimento alla vita precedente.
Questo argomento è particolarmente interessante per noi in quanto la mentalità occidentale è sicuramente diversa, e parlare di vite precedenti può creare disagio perché non tutti i riceventi sono aperti al mondo invisibile.
Per la tradizione buddista, dopo la morte l’uomo passa nella parte invisibile e poi, in quello che per noi è uno spazio temporale di 200-300 anni, ritorna nella “vita terrena”. Morte e rinascita rappresentano così un ciclo con una parte visibile yang e una parte invisibile yin.

shiatsu e la vita precedenteSecondo tale visione, alcuni disturbi si possono dunque ricollegare a vite passate. Nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, Masunaga offre interpretazioni interessanti. Ad esempio, chi soffre d’insonnia potrebbe aver agito scorrettamente nei confronti degli altri (ma l’origine della malattia può essere naturalmente lo stress o un eccessivo carico di lavoro). Oppure, in caso di alitosi, la persona potrebbe aver sparlato alle spalle di altri nella vita precedente. I casi di tumori invece sono ricollegabili, in accordo alle teorie buddiste, a riti funebri non ossequiati correttamente o alla mancanza di cura nei confronti di un familiare malato. Chi, nella vita precedente, non andava d’accordo con la madre, in questa vita potrebbe avere problemi al cuore, e chi spesso litigava con il padre potrebbe accusare disturbi allo stomaco o al piede.
Naturalmente, la vita precedente può anche avere ripercussioni positive su quella attuale: ad esempio, chi ha pregato tanto avrà una vita successiva buona.
Chi condivide questa visione è certo che le azioni compiute nella vita attuale avranno ripercussioni su quella futura.

Nella sua esperienza Masunaga sensei osserva come i pazienti che, nonostante i consigli e l’impegno, non accennano a guarire, cercando la causa dei disturbi nella vita precedente riescono finalmente a migliorare il proprio stato di salute.
Fino a qui abbiamo parlato di malattie, ma la vita precedente può anche influire sugli affetti personali, le relazioni e le inclinazioni. Ad esempio, chi desidera fare il musicista e lo diventa senza però raggiungere il livello desiderato, potrebbe reincarnarsi e, dovendo decidere che strada prendere, trovarsi nuovamente a fare il musicista, non spiegandosi questa passione eppur volendola coltivare. Una volta morto e tornato nella parte invisibile, se non si ritiene ancora soddisfatto, dovrà tornare una terza volta.

Nel buddismo, il concetto della reincarnazione spiega alcune delle nostre relazioni più importanti, ad esempio il matrimonio. Scegliamo il nostro compagno/a perché ci piace e lo riteniamo bello/a, ma spesso non riusciamo a dare una spiegazione più logica della nostra scelta.
Questa scelta non è razionale, quindi è legata ad una relazione causa-effetto (innen) che considera diversi aspetti. Anche il maestro Masunaga diceva che il rapporto marito e moglie è molto stretto. Di solito, quando due coniugi si incontrano è perché, secondo l’innen, nella vita precedente non andavano d’accordo ed erano soggetti a forti liti, magari perché troppo concentrati su se stessi. Allora, quando ritornano nello yin (la vita invisibile), si accorgono che così non va bene, e decidono di rincontrarsi in una nuova vita (yang). Ovviamente, nella vita attuale si sono dimenticati quale fosse il loro progetto di vita e le motivazioni che li hanno spinti a scegliere questa strada; è così che certe scelte istintive possono sembrare “illogiche”.
Ma non siamo attratti soltanto da un compagno/a con cui abbiamo avuto un rapporto conflittuale: possiamo anche aver sperimentato un rapporto d’amore molto forte e decidere di ripeterlo, facendo rincontrare nuovamente le due anime.
Quando in questa vita incontriamo qualcuno con il quale da subito ci sentiamo in grande sintonia, è perché nella precedente ci eravamo già conosciuti. Ciò è sempre da apprezzare: se il destino ci permette di incontrarci di nuovo, è perché nella vita precedente ci siamo comportati sempre bene.

 

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Shiatsu per lenire il dolore

La nostra amica e autrice Marisa Fogarollo sarà relatrice al 30° convegno Fiseo affrontando il tema “Shiatsu per lenire il dolore del corpo e dell’anima – esperienze in pediatria”.
La nostra collaborazione è iniziata alcuni anni fa con la pubblicazione dei suoi libri “Shiatsu & Bimbi” e, successivamente, “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, scritto con la psicologa Giuseppina Morrone. In esclusiva per la nostra newsletter, Marisa ha scritto diversi articoli sulle proprie esperienze e sui risultati ottenuti in quasi vent’anni di collaborazione con l’azienda Ospedaliera di Padova, contribuendo al benessere di neonati e bambini ospiti della struttura (vedete la sezione “articoli”).
L’intervento di Marisa, in linea con il tema del 30° convegno Fisieo, sarà dedicato al sollievo che dona lo shiatsu, il quale, per sua natura, è particolarmente efficace sui bambini per il contatto profondo ma graduale, rispettoso e amorevole. Qui di seguito potete trovare l’abstract del suo intervento.

Shiatsu per lenire il doloreInoltre, per divulgare il tema dello shiatsu sui ragazzi, allo stand di Shiatsu Milano Editore durante il convegno proporremo un’offerta esclusiva:
SHIATSU & BIMBI + SHIATSU PER UN ARMONICO SVILUPPO DEI NOSTRI RAGAZZI
al prezzo speciale di 35 euro (anziché 48 euro)
oppure il 30% di sconto su SHIATSU PER UN ARMONICO SVILUPPO DEI NOSTRI RAGAZZI

 

Shiatsu per lenire il dolore del corpo e dell’anima – Esperienze in pediatria
Di Marisa Fogarollo

Dal 1996 è attiva una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera di Padova e la Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, nell’ambito del Centro Regionale Veneto della Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche. Noi operatori (in questo periodo circa una decina) siamo presenti nei vari reparti della Clinica Pediatrica e della Clinica di Oncoematologia pediatrica per trattare bambini e ragazzi ricoverati. Le esperienze che viviamo sono veramente toccanti e testimoniano l’importanza e la validità dello shiatsu.
In ospedale tutto è concentrato su efficienza e razionalità e, anche se medici e personale infermieristico sono sempre disponibili e preparati, è indispensabile inserire attività per il benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi, e lo shiatsu “parla ai loro corpi” trasmettendo sicurezza e accudimento, riducendo l’ansia e la tensione, facilitando il rilassamento e il sonno.
Ogni anno trattiamo circa 1.000 bambini, distribuiti nei vari reparti; dai grafici che abbiamo a disposizione possiamo dire che i risultati sono sempre soddisfacenti; i bambini dopo il trattamento riscontrano:
– uno stato generale di maggior benessere
– sollievo dallo stato di stress, diminuzione dell’ansia
– miglior riposo notturno
– piacevolezza, serenità
– aiuto nelle funzioni intestinali

Con risultati positivi affrontiamo il dolore dei piccoli ricoverati:
– nei neonati con le coliche addominali ed altri problemi intestinali
– nel decorso post operatorio di bambini e ragazzi
– nei ricoverati in Oncoematologia
– nei bambini e ragazzi dell’Hospice pediatrico
– nei bambini e ragazzi della Terapia Intensiva

Lo Shiatsu si rivela utile qualche volta per “curare” (come nei casi di stipsi e tensione addominale), sempre per rilassare e ridurre o eliminare non solo il dolore fisico ma anche il dolore emotivo e per rilassare la mente.