Longevità̀ e salutogenesi

Longevità e salutogenesi

Dal 18 al 25 settembre 2019 la Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori ha riproposto la Settimana dello Shiatsu, giunta alla sua ottava edizione e quest’anno dedicata a longevità e salutogenesi. La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere che una vita sana e attiva, una corretta alimentazione e la capacità di non farsi travolgere dallo stress siano ingredienti comuni a tutte le storie di longevità. Sul sito della Fisieo troverete numerosi articoli in proposito, di seguito vi parlo della mia esperienza e del mio parere in proposito.

Di solito ai miei riceventi faccio questa battuta: “Lo shiatsu fa bene a chi lo fa e a chi lo riceve non si sa”. Ho quasi ottant’anni e sono ancora abbastanza elastico, ho solo un po’ di seccature di salute con le quali convivo, ma riesco a praticare shiatsu inginocchiato anche per qualche ora.
Da molti anni vado in vacanza sempre nello stesso campeggio in Sardegna, e sono conosciuto per la mia capacità di alleviare dolori a collo, schiena ecc. con il mio shiatsu. Naturalmente faccio solo pochissimi trattamenti agli amici e non spargo la voce. Gli anni passano, i riceventi invecchiano e quest’anno, oltre ai soliti, ho trattato tre nuove signore vicine alla mia età; ho risolto loro qualche problemino e perciò mi hanno donato qualche omaggio alimentare e tanto affetto. Queste signore anziane si sono rivelate particolarmente sensibili al contatto che noi stabiliamo attraverso il “tocco consapevole e amorevole” specifico dello shiatsu; abituate a fisioterapia, osteopatia e altro, ciò che le ha sorprese è stato l’essere ascoltate, il sollievo sia fisico che mentale abbastanza veloce e la mia considerazione per i loro disagi, esigenze e sofferenza. Almeno in quei giorni estivi hanno cercato di seguire i miei consigli per una alimentazione sana, facendo gli esercizi per la salute che avevo loro consigliato. Mi hanno anche chiesto indirizzi di operatori shiatsu nella loro città, e spero che ci vadano.

Cosa facciamo con lo shiatsu, e perché è collegato a longevità e salutogenesi? Con pressioni e stiramenti andiamo a riequilibrare l’energia dei riceventi, lavorando sulle zone dove l’energia è carente e bilanciando il flusso energetico che percorre il loro corpo; agiamo naturalmente anche sulla psiche perché, come sostiene la medicina orientale, siamo un tutt’uno corpo-mente-spirito, concetto oggi recepito anche da molti nostri medici.
C’è una differenza però nella condizione degli anziani, per i quali entra in gioco il termine “l’altro stato”. Negli adulti il benessere si può definire con la parola “omeostasi”, cioè la capacità di mantenere un ambiente interno costante; il nostro corpo provvede a ristabilirla dai continui cambiamenti definiti come “altro stato” ma con l’avanzare dell’età il nostro corpo non riesce più a stabilire un’omeostasi efficiente, perciò spesso viviamo “nell’altro stato”.
Cosa possiamo fare noi anziani? Abbiamo la capacità di confrontarci con ciò che ci è estraneo, imparare non solo ad evitare lo stress, ma anche a sopportarlo. Si tratta di conoscere i limiti della sopportabilità fisica e psichica, per poterli poi ampliare. Queste seccature di salute, come succede nei bambini, aiutano a sviluppare la nostra capacità di autoregolazione e di autoguarigione.

L’arte dello shiatsu, in Giappone, è riconosciuta come pratica sanitaria e porta con sé, tra l’altro, un vasto bagaglio di conoscenze e attenzioni dedicate alla capacità di invecchiare mantenendo un buono stato di salute psicofisica. Non è un caso che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Giappone è il paese con la più alta aspettativa di vita al mondo: 87 anni per le donne e 80 per gli uomini.
Cosa li rende così longevi e resistenti? Principalmente l’alimentazione, con la combinazione di cibo a basso contenuto calorico come pesce e verdura in porzioni ridotte, quindi facilmente masticabili bene e a lungo. Inoltre la cultura giapponese da molta importanza dell’addome, infatti non chiedono “Come stai?” ma “Come sta la tua pancia?”, il che favorisce anche l’utilizzo di terapie energetiche alternative parallelamente alla medicina ufficiale.

Una vita sana e attiva, una corretta alimentazione e la capacità di non farsi travolgere dallo stress sono ingredienti comuni a tutte le storie di longevità. In Italia il numero dei centenari cresce costantemente e a ritmo sostenuto. Il nostro paese, inoltre, detiene il primato europeo di longevità. Un’elevata concentrazione di ultracentenari si trova soprattutto in Sardegna, dove da tempo gli scienziati cercano tracce dell’elisir di lunga vita.

Un concetto che sta assumendo sempre maggiore importanza è quello dell’adattabilità, cioè una elevata capacità di adattamento biologico agli agenti dannosi come i radicali liberi, coinvolti nei processi di invecchiamento cellulare. Negli ultimi anni molta attenzione è stata dedicata al sistema immunitario dei grandi vecchi e i dati fino ad oggi raccolti forniscono evidenze che in questi soggetti esista un meccanismo di “rimodellamento” del sistema immunitario, in grado di permettere loro di contrastare anche le patologie legate all’invecchiamento.

Lunga vita a tutti, con lo shiatsu e un corretto stile di vita e alimentazione!
Roberto Palasciano

Shiatsu per la bellezza

La mia visione della bellezza di una donna è piuttosto orientale. Nella mia esperienza di operatore shiatsu, ho visto spesso signore affaticate e stanche che, dopo il trattamento, acquisivano un’espressione luminosa. Shizuto Masunaga, nel suo “Manuali di shiatsu – 4° mese” da noi pubblicato, dice che “la persona è bella quando è in salute”.
Egli dedica diverse pagine allo shiatsu per la bellezza nella seconda parte, in cui illustra trattamenti per un girovita snello, mani e piedi belli e magri e per migliorare temperatura corporea e colorito; in “Manuali di shiatsu – 3° mese” invece propone il trattamento del viso.

Nel paragrafo “Come diventare belle”, racconta: “Durante i trattamenti per i vari disturbi, notavo che le riceventi miglioravano nel colorito, avevano meno rughe e perdevano peso. In oriente il concetto di bellezza è collegato alla vita. Lo shiatsu per l’estetica non interviene artificialmente (come accade in occidente), ma se, tramite lo shiatsu, si diventa più belli, è perché si sta meglio. Quindi, perché emerga la vera bellezza di una persona, è importante che sia in salute. In effetti, la donna perde il suo splendore quando è stanca e sofferente. Se la condizione della bellezza è il benessere, si possono eseguire trattamenti appositi per le donne, curando sia i disturbi che loro nemmeno sanno di avere, sia le zone relative a specifici organi che fanno riacquisire la bellezza. Queste zone sono quelle profondamente collegate all’apparato riproduttivo, e questo aspetto è molto affascinante, quasi divino”.

L’alimentazione scorretta o una vita sregolata rappresentano un fattore determinante per l’invecchiamento cellulare, con ripercussione sulla salute fisica e mentale. In tutte le cellule del nostro corpo è insita un’energia capace di creare e costruire. Questo nutrimento è fornito dalla respirazione, dall’alimentazione e dall’invisibile (i pensieri, le preoccupazioni, le energie esterne), ma basta che manchi un elemento vitale o l’energia sia di cattiva qualità che le cellule si aggreghino in modo non corretto, originando patologie, o muoiano precocemente, accelerando il procedimento d’invecchiamento. Man mano che l’energia vitale decresce, si mostrano i primi segni d’invecchiamento.

Shiatsu per la bellezzaCome ho accennato, la fisiologia del nostro corpo è nutrita dall’energia della terra (gli alimenti) e dall’energia invisibile del cielo, che si esprime nell’aria. Queste energie sono veicolate sia dal sangue che dai meridiani, che sono i binari in cui l’energia fluisce. Tramite lo shiatsu possiamo agire sui meridiani e sulle loro stazioni, “i punti”.
Lo stato di salute della pelle dipende dunque dagli invisibili fattori psicologici che i pensieri orientano, rafforzano o indeboliscono. Una défaillance dei pensieri origina messaggi scorretti sul corpo energetico, apre la porta all’invecchiamento delle cellule e favorisce la formazione di rughe, dovute a squilibri psicologici e fisici.
Le rughe dipendono da uno squilibrio energetico in relazione ad un meridiano. Ad esempio, la ruga 15 (vedi immagine) esprime uno stato di amarezza, mentre la ruga 16 è caratteristica di una persona taciturna, che pensa troppo rischiando la depressione. Approfondirò l’argomento in un prossimo articolo.

Vista l’attualità e l’interesse destato dallo shiatsu per l’estetica, il 19-20 ottobre 2019 presso l’Associazione Centro del Benessere di Milano condurrò, in collaborazione con Roberta Wurth, il workshop “Shiatsu per la bellezza”, giunto alla sua seconda edizione. Proporremo sia gli studi di Masunaga sulla bellezza, sia la fisiognomica cinese del viso per curare e prevenire segni e rughe.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

Fagiolini croccanti

Ecco qua una ricetta facile e gustosa per ottenere fagiolini croccanti. Un modo di valorizzare un prodotto semplice come i fagiolini e contemporaneamente aiutarci ad attivare la circolazione e iniziare a prepararci ai primi freddi autunnali, utilizzando anche prodotti che sono di fine stagione.

Ingredienti per 4 persone:

500 g fagiolini
4 spicchi d’aglio
un pezzo di radice di zenzero
qualche pomodoro
sale q.b.
peperoncino a piacere (facoltativo)
olio EVO

Puliamo i fagiolini in acqua e li priviamo dell’estremità col picciolo. Se durante l’operazione si “sfilaccia”, togliamo il filo del fagiolino. Infine li lasciamo su un panno ad asciugare.
Una volta puliti, li allineiamo e li tagliamo della lunghezza di 3 dita circa (6 cm).

Puliamo quindi gli spicchi d’aglio e li priviamo dell’eventuale germoglio presente.

Infine speliamo un pezzo di radice di zenzero di una dimensione approssimativamente pari agli spicchi d’aglio.

Tritiamo finemente sia l’aglio sia lo zenzero per il soffritto.

A parte, scottiamo 2 o 3 pomodori per levargli facilmente la pelle.

Fagiolini croccantiIn un’ampia padella soffriggiamo in olio EVO l’aglio e lo zenzero, uniti al peperoncino eventuale, sinché non siano ben coloriti. Uniamo i fagiolini e saliamo, rimestando a fiamma viva per 2 o 3 minuti.
Infine aggiungiamo i pomodori precedentemente pelati, mescoliamo il tutto in modo che il pomodoro si rompa in pezzi più piccoli e portiamo a bollore.
Quindi copriamo la padella e lasciamo la fiamma al minimo per altri 15 minuti circa.

Durante la cottura dobbiamo controllare ogni tanto che vi sia la giusta umidità e che i fagiolini siano sufficientemente teneri da essere infilzati con la forchetta, ma tuttavia croccanti.
Se mancasse liquido si può aggiungere un po’ d’acqua in cottura, se invece i pomodori si rivelassero troppo liquidi basterà scostare il coperchio per fare rapprendere più rapidamente.

Infine, se vi accorgete che non li mangerete tutti, raffreddateli rapidamente in modo tale che non perdano croccantezza e quindi, ad un eventuale successivo riscaldamento, non risultino eccessivamente morbidi.

Buon appetito!

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Yi Jing (I Ching)

Yi Jing (I Ching) – estratto

Proponiamo un estratto della prefazione del libro di Valter Vico “Yi Jing (I Ching) – Guida alla consultazione diretta e spontanea del Libro dei Mutamenti”, che illustra la particolarità di questo lavoro. Buona lettura!

“Questa è una versione originale, quasi letterale, quasi completa, quasi senza commenti dello Yi Jing, il Libro dei Mutamenti. Si è sedimentata autonomamente nel corso del tempo, la utilizzo personalmente e la propongo per lo studio e la consultazione dell’oracolo attraverso quella che è chiamata “l’arte del cuore”.
Esistono numerose versioni del Libro dei Mutamenti, ma poche sono quelle disponibili in italiano, complete, che tengano conto delle più recenti scoperte sul significato arcaico del testo, pensate per l’utilizzo pratico dell’oracolo, realizzate da studiosi che abbiano approfondito anche gli aspetti tecnici, simbolici e numerologici dello strumento.
Per questi motivi, nel corso del tempo, per caso, per necessità, per studio o per curiosità ho preso l’abitudine di personalizzare il testo dei responsi oracolari. Così è nata progressivamente questa versione, in modo spontaneo. È stata elaborata con l’approfondimento consapevole e sistematico del materiale raccolto e verificato alla luce dei responsi.
Non conosco il cinese, tanto meno il cinese arcaico, ma oggi sono disponibili ottime versioni letterali e dizionari etimologici che consentono di studiare approfonditamente gli ideogrammi e di avere un rapporto diretto con il testo originale. Tradurre significa sempre tradire, ma il Libro dei Mutamenti, a differenza di un libro “normale”, possiede una coerenza simbolica e numerologica profonda che ha guidato e integrato il lavoro dei saggi dell’antichità che lo hanno redatto. Questa versione, oltre che sul testo letterale, si basa su alcune convinzioni personali inerenti i criteri che avrebbero guidato la stesura del Libro dei Mutamenti:

• Il Libro dei Mutamenti è un oracolo e non può essere realmente compreso se non viene utilizzato come tale.
• Il Libro dei Mutamenti ha guidato l’evoluzione della civiltà cinese e si pone come guida per l’evoluzione personale di chi ambisce a migliorarsi.
• Il Libro dei Mutamenti vuole essere universale e si rivolge a tutti gli esseri umani che aspirano a migliorarsi, in ogni tempo ed in ogni luogo.
• Il Libro dei Mutamenti non è e non vuole essere assolutamente misterioso, anzi si pone l’obiettivo di essere il più semplice, diretto, preciso ed efficace possibile.
• Il Libro dei Mutamenti descrive con precisione le dinamiche energetiche in atto nella situazione specifica, ma al contempo ricerca la massima capacità evocativa.
• Lo sviluppo delle linee di un esagramma è congruente e rappresenta i quadri principali dell’evoluzione temporale o della distribuzione spaziale della situazione stessa.
• Il testo delle linee non è mai arbitrario, ma tiene conto di tutti gli aspetti simbolici e numerologici che riguardano le posizioni, le linee, i trigrammi, gli esagrammi e le loro relazioni reciproche.
• La sentenza esprime la dinamica generale dell’esagramma.
• Non esiste nessuna regola che non abbia almeno una eccezione.
• “Non fatevi prendere dal panico”.

In sintesi, il Libro dei Mutamenti è uno strumento formato da un insieme coerente di parole, immagini e simboli calibrati con rigore assoluto e precisione scientifica, in grado di rispondere con chiarezza alle domande di chi desidera migliorare se stesso.
Con l’obiettivo di cercare il rapporto più diretto possibile con il testo originale e la convinzione che il Libro dei Mutamenti sia in grado di ispirare chiunque senza bisogno di nessuna mediazione, ho optato per la scelta radicale di non commentare né interpretare il testo. Propongo qui un metodo di consultazione dell’oracolo che esclude a priori qualsiasi interpretazione predefinita.
Questo è il metodo che seguo abitualmente, con profitto e soddisfazione, nei consulti che tengo per me stesso, per le persone a cui offro consulenze e nei gruppi di studio.
Il metodo si basa sulla cosiddetta “Arte del cuore”, cioè sull’intuizione e sulla spontaneità. Non è difficile, ma richiede e consente di sviluppare alcune caratteristiche che al giorno d’oggi sono diventate sempre più rare:

• tempo
• impegno
• presenza
• pazienza
• ascolto
• riflessione
• capacità di analisi
• capacità di introspezione
• empatia
• capacità di percezione
• fiducia nella propria intuizione

Senza altri indugi vi invito ad avere fiducia in voi stessi e nel Libro dei Mutamenti. Studiatelo e lasciatevi ispirare dai suoi responsi. Affrontatelo liberamente, senza mediazioni, senza pregiudizi, senza preconcetti o vincoli, ma con impegno e rigore. È uno strumento potente, ricco di virtù al servizio di tutte le persone che desiderano sviluppare la propria parte più nobile, seguire la propria via e realizzare il proprio “mandato celeste”.

Valter Vico

autofagia

Abbuffata vs autofagia

La macrobiotica richiede, tra le altre cose, la moderazione. L’abbuffata non è contemplata poiché rappresenta un rapporto col cibo poco rispettoso e dannoso sia per la persona, sia per l’ambiente e la società.
Svariate osservazioni epidemiologiche mostrano una correlazione tra un leggero deficit calorico e la longevità. Parrebbe infatti che le persone, quando riducono la propria ingestione calorica sino al 30% (rispetto alle 2000 calorie circa che rappresentano lo standard attuale per un adulto medio) abbiano probabilità non solo di vivere più a lungo, ma soprattutto di vivere in buona salute, attive e statisticamente meno colpite da gravi patologie.

Consideriamo che mangiare, oltre ad essere una necessità (è un bisogno primario), in ogni parte del mondo è intrinsecamente associato alle opportune ritualità culturali.
Quando il cibo è disponibile senza restrizioni di sorta, ci rendiamo conto che può capitare di mangiare anche se non ne avvertiamo la reale necessità.
Ci “adeguiamo” facilmente alle convenzioni costituite (principalmente quantità, qualità e orari dei pasti) onde evitare situazioni di potenziale attrito familiare e/o sociale.

Quando però il digiuno si prolunga a sufficienza, il corpo attua quella che si chiama autofagia, ovvero provvede a metabolizzare e a riciclare parti di cellule difettose e/o danneggiate.
Questo processo viene certamente indotto dal glucagone – l’ormone antagonista dell’insulina – che si attiva se la glicemia sanguigna diventa troppo bassa ovvero se il digiuno, combinato con l’attività fisiologica, raggiunge almeno la soglia di un appetito chiaramente avvertito.

Gli studi in tal senso, applicati alla fisiologia umana, sono abbastanza recenti ma estremamente promettenti e confermano, nel caso qualcuno ne avvertisse il bisogno, la solidità filosofica e l’impostazione pratica della macrobiotica relativamente a scoperte scientifiche che non erano note ai tempi nei quali Georges Ohsawa la esplicitava nelle sue opere.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Anpuku e shiatsu dei meridiani

Come promesso, in questo articolo tratterò un altro tema affrontato da Haruhiko Masunaga durante il seminario del 22-23 giugno scorso: l’addome, le origini del trattamento sull’addome (anpuku) e l’importanza della valutazione energetica del kyo-jitsu dei meridiani nelle aree indicate sulla mappa ideata da Shizuto Masunaga sensei.
Durante i giorni del seminario, Haruhiko ha ricordato che in Giappone lo shiatsu ha avuto come “padre” il libro “Anpuku Zukai”, pubblicato nel 1827 e ancora oggi attuale, che tratta uno degli aspetti della tradizione giapponese: il lavoro sull’addome. Haruhiko sottolinea che nell’anma, di origine cinese, non veniva trattato molto l’addome, mentre in Giappone l’attenzione all’addome ricopre un’importanza storica; infatti, anziché chiedere “Come stai?”, è usuale dire “Come sta la tua pancia?”.
Gli operatori che lavoravano sull’addome chiamarono questo trattamento anma anpuku; l’anma però, in seguito, ha perso il principio fondamentale di lavoro sui meridiani per la cura della persona, diventando prima una professione per i non vedenti e poi subendo le interferenze del massaggio occidentale.

Ōta Shinsai, autore del libro “Anpuku Zukai”, per curare un grave problema di salute aveva provato agopuntura e medicina cinese, senza grandi risultati. Sentito parlare di anma anpuku, vi si dedicò, guarendo sorprendentemente e diventando allievo del maestro che lo aveva curato. Per gratitudine e per tramandare le conoscenze acquisite, scrisse dunque un libro.
Tanti pensieri si manifestano nella pancia e “Anpuku Zukai” dedica naturalmente molte pagine al trattamento dell’addome, illustrando però anche trattamenti sulle articolazioni. Shizuto Masunaga ne prese spunto, inserendo nel suo stile di shiatsu il lavoro sull’addome e alcuni trattamenti ad esempio sulla caviglia e sul fianco.
La tecnologia dell’epoca non permise di diffondere gli insegnamenti di Ȱta ma, successivamente, essi vennero rivalutati grazie al contributo di molti stranieri che, ricevendo trattamenti di anpuku, restarono meravigliati dei risultati.

Gli insegnamenti in “Anpuku Zukai” hanno interessato molte discipline giapponesi tra cui lo shiatsu.
Nel 1971 il libro venne ristampato con l’aggiunta di una prefazione di Shizuto Masunaga, che sottolinea la presenza, nel testo, del concetto della corretta pressione e del lavoro sull’addome utilizzando ambedue le mani, ritenendolo fondamentale per un operatore shiatsu.
Haruhiko Masunaga ribadisce che l’anpuku ebbe una grande influenza sullo stile di shiatsu del padre il quale, praticandolo, ne verificò la validità. Si può dire quindi che l’anpuku permise l’ideazione dello shiatsu dei meridiani.
Haruhiko ritiene “Anpuku Zukai” un libro importante per comprendere lo shiatsu di Masunaga sensei, ed esterna soddisfazione per la sua traduzione in italiano, che verrà pubblicata entro l’anno dalla nostra casa editrice.

Durante il seminario, Haruhiko ha ribadito che, nello shiatsu dei meridiani, la valutazione dell’addome è fondamentale; se il ricevente si presenta dicendo “Ho male al ginocchio” o “Ho mal di pancia” l’interesse dell’operatore è stabilire, valutando l’addome, quali meridiani sono interessati. E’ importante anche la valutazione delle aree della schiena, in special modo per i meridiani che passano anche sulla schiena, e del kyo e jitsu, anche tramite gli allungamenti e le pressioni su braccia e gambe.
Per spiegare la valutazione dei meridiani con il kyo e jitsu, Haruhiko ha esordito specificando che le zone kyo sono senza energia e fredde, mentre il jitsu è evidente, rigido e caldo. Per spiegare il kyo-jitsu ha utilizzato un palloncino, come faceva suo padre durante i seminari:

Il palloncino che sto mostrando è una sfera precisa; una palla di diametro uniforme è la normalità. La zona che ora premo è mancante, quindi un kyo; vedete che, di conseguenza, dall’altra parte si forma un jitsu. Premendo sul jitsu si rimbalza e da un’altra parte del palloncino ci sarà un kyo, una zona vuota con poca energia. Troviamo questa situazione sull’addome del ricevente, il nostro lavoro è riequilibrarlo. Se si presenta una persona con dolore al ginocchio, prima di procedere con tecniche mirate cerchiamo una conferma sull’addome. Se, dopo il trattamento sui meridiani trovati kyo, il dolore al ginocchio è sparito, la valutazione era corretta. E’ comunque raccomandabile una successiva conferma ripetendo la valutazione sull’addome; se, dopo il trattamento, vi è ancora una situazione di squilibrio, sarà facile che il dolore ritorni. Se l’addome non risulta equilibrato la situazione non è risolta”.

Il seminario di giugno di Masunaga è proseguito con la parte pratica di valutazione dell’addome, durante la quale il maestro ha fatto sentire a tutti i presenti il proprio tocco per valutare l’addome, soffermandosi sui particolari per eseguire una valutazione corretta ed elargendo consigli su come trattare ogni zona disegnata sulla mappa dei meridiani di Masunaga.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

Zucchero e alimentazione

Due importanti studi scientifici inerenti lo zucchero contenuto negli alimenti, che all’estero hanno avuto risonanza mediatica, in Italia non solo non sono stati presi in considerazione dalla stampa, ma la loro diffusione è stata fatta dal sottobosco di utenti salutisti, quelli che io chiamo (e di cui mi sento parte) consumatori evoluti. Il primo è lo studio NutriNet-Santè che ha coinvolto 101.257 persone tra il 2009 e il 2017 con lo scopo di valutare l’associazione tra il consumo di bevande zuccherate (inclusi i succhi di frutta 100%) e il rischio di sviluppare una patologia oncologica.
I partecipanti dovevano registrare tutti gli alimenti consumati durante le 24h scegliendo da una lista di 3300 cibi venduti in tutti i negozi e supermercati. Per completa trasparenza riporto le conclusioni dello studio, scaricabile dal sito del British medical Journal (www.bmj.com).
“In a context where the World Health Organization is questioning the level of evidence of the scientific data supporting the implementation of a tax on sugary drinks, the results of this observational study based on a large prospective cohort suggest that a higher consumption of sugary drinks is associated with the risk of overall cancer and breast cancer. Of note, 100% fruit juices were also associated with the risk of overall cancer in this study”.
In sostanza, ciò che tutti noi consumatori evoluti sosteniamo da tempo è stato confermato: l’assunzione di bibite zuccherate è associata al rischio oncologico, in tutte le sue forme (colon, seno, ecc..).

Non credo sia più trascurabile l’emergenza alimentare che sta travolgendo le nostre vite e che diventa sempre più un’emergenza sociale. Sapete quanto zucchero contiene un succo 100% frutta in brik? Mediamente 11g su 100ml. Il limite di assunzione giornaliero consigliato da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è meno del 10% del fabbisogno quotidiano espresso in calorie, ovvero meno di 50g per un adulto medio in salute e con attività fisica regolare. E i bambini? A voi il calcolo.
Badate bene: per zucchero non si intende solo quello aggiunto, ma anche quello naturalmente presente negli alimenti, quindi dovete prestare attenzione a pane, pasta, frutta ed ogni altro cibo/bevanda assumiate durante la giornata.
Il secondo, più che uno studio, è il risultato dell’osservazione e analisi da parte di delegati OMS che hanno raccolto quasi 8000 tra cibi e bevande in oltre 500 negozi in 4 città europee più Israele. Il titolo “WHO/Europe studies find baby foods are high in sugar and inappropriately marketed for babies” è eloquente e il risultato ci dice che la quantità di zuccheri presenti è tale da modificare la percezione del gusto nei bambini; non solo, nelle etichette era indicato l’uso per infanti con età inferiore a 6 mesi, mentre OMS indica che non dovrebbe essere accettato.
“Around a third of the products listed sugar, concentrated fruit juice or other sweetening agents as an ingredient. These added flavours and sugars could affect the development of children’s taste preferences by increasing their liking for sweeter foods”.
La domanda che faccio a voi consumatori evoluti e che io mi pongo costantemente è: “Come possiamo affermare e diffondere la nostra consapevolezza ed evitare che il luogo comune del “non ha mai fatto male a nessuno” continui a dilagare ingrassando le multinazionali non etiche?“.

Monia Caramma, esperta di cereali antichi ed interazioni alimentari

Fuoco e idratazione

Siamo entrati nell’estate solare e, sempre più spesso, dobbiamo affrontare ondate di calore persistenti e con picchi di temperature elevate. Inoltre, nelle città, la temperatura si amplifica ulteriormente per effetto della formazione di un’isola di calore, causando quindi esserci una possibile differenza di diversi gradi tra il centro e la periferia.

Una corretta idratazione è alla base delle buone pratiche per affrontare al meglio le calde giornate già trascorse e quelle che verranno in futuro. Questo viene raccomandato da ogni istituzione sanitaria. Vediamo qui di seguito come ciò si “traduce” nel linguaggio della macrobiotica.

La macrobiotica suggerisce che una miglior resistenza a queste condizioni avviene, a parità di altre condizioni, quando il meridiano del triplice riscaldatore funziona bene. Questo meridiano sovraintende la funzione di termoregolazione ed è associato all’elemento fuoco. Quindi, per favorire l’elemento fuoco dobbiamo privilegiare gli alimenti del tipo legno e fuoco, le cotture brevi, i prodotti germogliati e quelli fermentati.

idratazionePer dare qualche esempio: la frutta di stagione come melone, anguria, pesche, albicocche, prugne, e tutte le bacche come mirtilli, more, lamponi, ribes, ecc. Verdure crude tipo insalate, carote, sedano, pomodori, germogli, verdure leggermente scottate, prodotti fermentati come i crauti. Molta della frutta di stagione (tipicamente anguria e melone) sono eccezionali fonti di acqua visto che ne contengono oltre il 90%.

Ricordiamo inoltre la somma importanza di una abbondante idratazione, che deve essere rigorosamente effettuata con acqua fresca ma non ghiacciata. Chi desidera insaporire l’acqua può lasciare in ammollo alcune erbe come la menta o il basilico in modo da lasciare un retrogusto leggero, piacevole ma non dominante.

Da evitare invece gli yin estremi, come caffè, zucchero e, in particolare, l’alcool.
L’alcool viene individuato come sostanza tossica dall’organismo che, infatti, cerca di sbarazzarsene il più rapidamente possibile. La neutralizzazione delle proprietà intossicanti dell’alcool richiede diversi passaggi metabolici che si concludono con la perdita di acqua.
Dopo una serata di abbondati bevute (birra, vino o altro), infatti, il sintomo per antonomasia, prima ancora della testa che gira, è la sensazione di secchezza delle fauci.

Inevitabilmente, se siamo disidratati peggioreremo la nostre capacità traspiranti e di sudorazione che rimangono la principale forma di autoregolazione naturale della temperatura corporea. L’evaporazione del sudore avviene per asportazione di importanti quantità di calore dal corpo, permettendo a quest’ultimo di non surriscaldarsi.
Pertanto, se beviamo alcolici di qualsiasi genere, cerchiamo di bere anche grandi e proporzionali quantità di acqua per contrastare gli effetti di disidratazione, inevitabilmente inerenti a tale assunzione.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Seminari Haruhiko Masunaga 2019

Seminari Haruhiko Masunaga 2019: anche quest’anno Haruhiko Masunaga, figlio di Shizuto, per divulgare lo “shiatsu con i meridiani” ideato dal padre è tornato in Italia per tenere un seminario di Keiraku shiatsu il 22-23 giugno ed uno di approfondimento il 21 giugno.
Hanno partecipato al primo seminario trentadue operatori e insegnanti shiatsu provenienti da diverse località italiane che hanno molto apprezzato l’insegnamento di Haruhiko. Quest’anno, vista l’esperienza maturata nei precedenti workshop, oltre alle dimostrazioni di trattamenti mirati, all’impostazione di un trattamento e alla pratica dello Zen shiatsu, ha voluto approfondire tre temi per far comprendere l’essenza di questo stile di shiatsu: la vita di Shizuto Masunaga, il contenuto filosofico dello zen shiatsu e la relazione tra Keiraku shiatsu e Anpuku Zukai. Degli ultimi due e del workshop del 21 giugno vi parlerò nelle successive newsletter, in questo articolo, invece, vi racconterò del primo argomento.

Parlando della vita di suo padre, Haruhiko ne ha sottolineato alcuni aspetti importanti: la conoscenza e lo studio delle religioni, l’attitudine chiromantica e la capacità di prevedere il futuro. Shizuto cercò di comprendere l’essenza delle varie religioni, approfondendo, oltre al buddismo, la filosofia scintoista molto presente in Giappone, ma mostrando anche grande interesse per il cristianesimo. Nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, Shizuto Masunaga tratta spesso il tema del cristianesimo, ritenendo le conoscenze religiose indispensabili per comprendere la medicina orientale.
Seminari Haruhiko MasunagaPer studiare la personalità dei propri riceventi faceva sempre riferimento alla teoria dello Yin e Yang, di cui era un grande esperto, e, oltre a considerare la postura, i segni sulla pelle e la lettura del viso, sovente ricorreva alla chiromanzia. Leggeva le linee delle mani, il nome che viene dato alla nascita, il giorno di nascita ma anche il “timbro”. In Giappone vi è la cultura del timbro, utilizzato più della firma, e, a seconda di come esso viene prodotto, può avere conseguenze positive o negative sugli accadimenti. Sovente Shizuto creava per i propri clienti un timbro, scrivendo a mano gli ideogrammi su diversi fogli fino a scegliere quello adatto; Haruhiko ricorda che da bambino aveva pasticciato alcuni di questi fogli.
Nei suoi scritti Masunaga spesso parla di Yin e Yang e de I Ching, e nel libro “Keiraku Shiatsu” afferma: “È impossibile discutere della filosofia orientale senza conoscere la teoria de I Ching, che ha sviluppato e completato alla perfezione la concezione dello Yin-Yang.”
Tali conoscenze gli permettevano di dare consigli ai propri riceventi, prevedendo conseguenze positive o negative degli accadimenti.
Haruhiko racconta: “Anche al Centro Iokai abbiamo il timbro aziendale, prodotto da mio padre”, sostenendo che il padre era, in un certo senso, proprio un professionista in queste cose, abile nelle relazioni e nel dare consigli alle persone. Continua Haruhiko: “All’inizio della mia professione, alcuni riceventi che venivano da me, saputo che ero il figlio del maestro Masunaga, dicevano: “L’ho conosciuto tanti anni fa e i suoi consigli sono stati molto preziosi”.
E quando fondò il Centro Iokai, usando I Ching previde quella che sarebbe stata la situazione futura: “un inizio difficile, poi andrà bene”. Preoccupato, rifece la stessa domanda e la risposta fu: “non richiedere la stessa cosa”.

Seminari Haruhiko MasunagaNell’ideare lo Zen shiatsu, naturalmente hanno avuto molta influenza le profonde conoscenze di Masunaga sulla medicina e filosofia cinese; Haruhiko racconta che il padre riusciva a leggere anche testi antichi cinesi, e ciò si percepisce a un livello molto profondo nello shiatsu dei meridiani.
La formazione di Shizuto non si limitò alla cultura orientale ma comprese filosofia, psicologia e medicina occidentale; su queste tematiche scrisse il libro “Psicologia, filosofia e shiatsu”.
Haruhiko, durante il seminario, confessa: “Credo di riuscire a comprendere queste tematiche profonde grazie a quello che ha lasciato mio padre, ed è quello che vorrei condividere con voi nella pratica questo pomeriggio, perché capire lo shiatsu solamente leggendo i testi scritti da Shizuto è difficile; è necessario crescere insieme, e la figura che vi ho presentato di mio padre, dei suoi pensieri e delle tematiche a lui care spero vi permetta una conoscenza dello Zen Shiatsu più approfondita e completa.”
Concludendo questa dissertazione sulla vita di suo padre, Haruhiko riferisce che il suo pensiero costante erano i meridiani e racconta un aneddoto: “All’epoca eravamo sei figli e, qualche volta, ci portava fuori a giocare. Mi ricordo che una volta ci portò al bowling, giocando una partita insieme a noi. Dovendo tirare a turno, quando si presentò il momento di mio padre, lui non c’era, era andato da qualche parte, così mi dissero di andarlo a chiamare. Nei campi da bowling c’è una parte dove si tira e una parte dietro, abbastanza ampia; lo trovai lì che faceva dei saltelli. Allora ero bambino e non capivo bene cosa stesse facendo… oggi comprendo che si trattava dell’esercizio per percepire e muovere i meridiani di polmone e intestino crasso. Quando aveva tempo, lui pensava ai meridiani. Alla domanda “Maestro, ha degli hobby?”, lui rispondeva: “Sì, lo shiatsu”.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

esercizi dei meridiani

Esercizi dei meridiani (keiraku taiso) e makkoho

Per approfondire la conoscenza degli esercizi per la salute creati da Shizuto Masunaga e conosciuti in Giappone come “Keiraku Taiso” (esercizi dei meridiani), abbiamo ricevuto da Haruhiko Masunaga un articolo che chiarisce definitivamente la differenza essenziale tra “Keiraku Taiso” e “Makkoho”, esercizi questi ultimi creati invece da Wataru Nagai nel 1933. Ringraziamo l’autrice del testo Mami Kawa, che ci ha autorizzato alla pubblicazione. Mami Kawa sensei svolge da anni in Germania e Austria la propria attività di insegnante di movimento olistico, yoga, Keiraku Shiatsu, esercizi dei meridiani e makkoho; potrete così conoscere le differenze tra i due tipi di esercizi. Buona lettura!

“Il corso intensivo di cinque giorni che si tiene al Centro Iokai di Ueno, Tokyo, inizia ogni mattina con gli esercizi dei meridiani. È una routine quotidiana per l’insegnante Haruhiko Masunaga sensei fare gli esercizi anche prima di iniziare i trattamenti shiatsu. Tuttavia, non è possibile imparare gli esercizi chiamati makkoho nel corso che si tiene allo Iokai, fondato dal maestro Shizuto Masunaga. Dunque, cos’è il makkoho che viene insegnato quasi senza eccezioni nelle scuole shiatsu al di fuori del Giappone?

Avendo il dubbio, nel dicembre 2017 presi lezioni private presso la sede dell’associazione Makkoho, una fondazione senza scopo di lucro a Shibuya, Tokyo. In quell’occasione, venni istruito direttamente dall’insegnante principale, Masahiro Ono, che mi permise di fare domande dettagliate. Wataru Nagai creò il makkoho nel 1933 come modo di mantenere la salute.
Egli subì un’emorragia cerebrale a quarantadue anni e fu paralizzato dal lato sinistro. Tuttavia, gradualmente riacquistò la propria salute praticando tutti i giorni esercizi che prendevano spunto da un atto di devozione. Inoltre, sviluppò quattro tipi di esercizi fisici di base.
Anche ora molti membri, dietro la gestione della quota associativa, stanno attivamente lavorando in tutto il Giappone e negli Stati Uniti e hanno stabilito cinque livelli per coloro che desiderano diventare istruttori. L’insegnamento è autorizzato solo a coloro che hanno conseguito la qualifica di istruttore con l’associazione e quindi, normalmente, coloro che non hanno la licenza non sono autorizzati a insegnare gli esercizi di makkoho.

Nonostante le scrupolose regole, perché gli esercizi dei meridiani che vengono insegnati all’estero, specialmente in Europa, ora vengono chiamati makkoho e persino il modo di eseguire gli esercizi si è mescolato con quello degli esercizi dei meridiani?
Sembra che ci siano varie ipotesi su questo argomento. Ad esempio Tokujiro Namikoshi, il primo presidente dell’Associazione Giapponese di Shiatsu, era un appassionato degli esercizi di makkoho; il metodo di pratica svolto a coppie e chiamato “esercizi di formazione” ricorda molto da vicino lo shiatsu dei meridiani; un inglese che imparò gli esercizi dei meridiani in Giappone e li diffuse in Europa come makkoho; ma c’è anche una voce, senza alcuna credibilità, che siano stati ideati da una persona di nome Makko.

Si dice che Shizuto Masunaga concepisse gli esercizi dei meridiani come la sua ultima missione e, con essi, il sistema dei meridiani di Masunaga sarebbe completo.
La corretta comprensione degli esercizi dei meridiani è indispensabile per coloro che praticano i trattamenti shiatsu basati sulla concezione dei meridiani. Inoltre, se vogliamo continuare a portare rispetto e gratitudine a questi due ideatori di tali eccezionali esercizi e ai loro successori, è giusto distinguere chiaramente i due tipi di esercizi.

Per questo motivo, ho riepilogato e confrontato i punti comuni e le differenze tra gli esercizi dei meridiani e il makkoho nella tabella che segue”.

Mami Kawa, dalla newsletter dell’Associazione Shiatsu Tedesca “GSD Shiatsu Journal”, ottobre 2018, riveduto nel febbraio 2019.

 

(traduzione dall’inglese di Valentina Pasqualini)