SEI-KI DI KISHI E SHIATSU MASUNAGA

Il Sei-ki di Kishi e le sue radici nello shiatsu Masunaga

La prima volta che ho letto “Seiki, Life in resonance”, sinceramente, non ci ho capito molto. Avevo da poco finito il mio percorso triennale di shiatsu studiando e praticando diligentemente, conoscevo i percorsi dei meridiani e mi sentivo abbastanza sicura della mia preparazione teorica. Ho avuto il privilegio di studiare con Roberto Palasciano, che proprio in quegli anni aveva cominciato a coordinare la traduzione dei libri di Shizuto Masunaga e i suoi insegnamenti mi risuonavano dentro. Nonostante questo, il libro di Kishi, che mi attirava molto per i suoi contenuti, mi risultava difficile da comprendere. Mi era chiaro che non riuscivo a cogliere il senso di molte pagine, in particolare proprio quelle che riguardavano le teorie di Shizuto Masunaga. E così per qualche anno è rimasto li a guardarmi dalla libreria: aspettava il momento giusto.
Ho approfittato del tempo sospeso della primavera 2020 per riprenderlo in mano. Non avevo mai rinunciato a capirlo e ora finalmente, dopo il lungo studio fatto con Roberto, Mayu, Tsuia, Elena e Manuela per la pubblicazione di “Keiraku to shiatsu” le parole di Kishi erano per me molto più comprensibili, le pagine filavano lisce e mi regalavano gioia ed emozione: avevo trovato il “filo” per dipanare questo groviglio! Per condividere questa esperienza, vi vorrei segnalare alcuni tra i numerosi passi di questo libro che trovo particolarmente significativi.
È nella parte del libro “in conversazione” che si trovano le pagine che trovo più affascinanti e sulle quali vi invito a tornare: personalmente, ogni volta ci trovo nuovi spunti di riflessione.
S. Masunaga lasciò il Japan Shiatsu College di Namikoshi prima che A. Kishi frequentasse il secondo anno, per caso però l’allievo trovò le riviste della Shiatsu Association che riportavano i suoi articoli e attraverso questi scritti conobbe e studiò le sue teorie, prima di seguirlo allo Iokai e di diventare il suo assistente per molti anni.
In queste pagine troviamo l’atmosfera dello Iokai alla fine degli anni ‘60, dove il Maestro Masunaga e i suoi collaboratori lavoravano “con calma e cura” alla ricerca che porterà a formulare lo stile e le nuove mappe dei meridiani. Queste pagine mi hanno ricordato il capitolo del “Keiraku to shiatsu” che racconta proprio di queste ricerche. Nel libro di Kishi il Maestro Shizuto Masunaga viene descritto con grande stima e rispetto, come un insegnante serio e rigoroso, che ispirava un certo timore, “spiegava shiatsu usando termini ostici che nessuno capiva. Anche i medici che lavoravano con lui non capivano quanto la filosofia fosse centrale per il suo lavoro, e questo ci riporta alla complessità degli scritti del Maestro e anche ai racconti di Haruhiko Masunaga Sensei (il figlio di Shizuto) che parla spesso di un padre affettuoso ma sempre immerso nel suo lavoro e nei suoi studi.
Le parole di Kishi raccontano come S. Masunaga sentisse il compito di far comprendere il suo stile di shiatsu alla comunità accademica secondo quelli che erano i loro criteri. Questo sforzo è evidente negli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche dell’epoca che riportano le sue discussioni con medici e ricercatori.
Un altro passo che risulta molto più chiaro dopo la lettura di “Keiraku to shiatsu” è tutta la parte nella quale Akinobu Kishi parla della convinzione profonda del Maestro S. Masunaga a proposito del fatto che lo shiatsu (e prima l’Anma-dōin) sia il nucleo centrale della medicina cinese e del kanpō, e come egli desiderasse che lo shiatsu tornasse ad esserlo. Kishi scrive che il Maestro era instancabile nel promuovere “una rinascita della medicina tradizionale basata sui principi orientali”, queste parole mi riportano agli articoli dove, con tanta passione, S. Masunaga dibatte con gli esperti di medicina occidentale anche a nome dei terapisti di agopuntura e kanpō.
Tra i molti punti significativi del libro mi piace segnalarvi due passi:
Kishi scrive: “per favore non abbiate idee fisse su che cosa sia il Sei-ki”. Abbiamo avuto il piacere di conoscere durante un breve workshop a Milano Anthony Findler (leggi QUI l’articolo), insegnante di Sei-ki, che è stato paziente, allievo e poi a lungo assistente di Kishi. Anthony ci ha condotto in un lungo lavoro di ascolto su di noi e sulla percezione, prima di mostrarci un trattamento di sei-ki, nel quale la risonanza tra lui e la ricevente era molto evidente. Ci ha raccontato che il Maestro Kishi, a proposito della sua pratica diceva: “questo che io pratico è il “Sei-ki di Kishi” e voi avrete il vostro; perché questa è una pratica che si sviluppa con l’ascolto e la consapevolezza e ciascuno di voi la può vivere solo per se stesso”
L’altra frase che mi preme segnalarvi è: “Mu shin è uno stato di “non mente” che non significa vacuo bensì innocente, senza intento. Il concetto di “Mu shin” è fondamentale anche nell’insegnamento di Haruhiko Masunaga, è un tema, una raccomandazione che ricorre sempre durante i suoi seminari agli operatori. Kishi scrive “il fine del Seiki è la non-mente. Il Seiki chiarisce la mente e aumenta la sensibilità del corpo per le proprie vere necessità, Il fine ultimo consiste nel raggiungere il flusso naturale della vita che conosce i desideri reali del corpo”.
Molti sarebbero ancora gli spunti da questo testo, ma vorrei concludere, lasciandovi riflettere su questo parallelo:le parole di Kishi, che scrive come si considera fortunato ad aver avuto un rapporto privilegiato con S. Masunaga nel periodo nel quale fu suo assistente. “Ho lasciato lo Iokai e Masunaga ma credo che sicuramente la cosa più preziosa della mia vita sia stato l’incontro con questo maestro” … “solo adesso sono in grado di rispondere alle domande che allora avevo compreso solo vagamente”.
Shizuto Masunaga in una pagina di “Keiraku to shiatsu” spiega i motivi che lo hanno spinto a lasciare la scuola Namikoshi e conclude “a distanza di diversi anni, mi resi conto di aver agito stupidamente, con arroganza e senza rispetto per gli altri, e me ne scuso”. Tuttavia, grazie a tale percorso potei studiare accuratamente e dedicarmi liberamente alle attività presso lo Iokai.
Molti operatori e insegnanti italiani hanno studiato a fianco di Akinobu Kishi e sarebbe bello confrontare le loro esperienze. Ci ripromettiamo di farlo in una delle serate che organizziamo come Shiatsu Milano Editore con il titolo “Shiatsu: parliamone insieme”, incontri gratuiti per approfondire alcuni temi dei nostri libri.

Serena Trotti

UNA LAVATRICE NELLA PANCIA

Chi è che da bambino non rimaneva incantato per lungo tempo a guardare i panni che giravano nella lavatrice, cercando di immaginare come si sarebbero cambiati di posto i calzini con le magliette?
E spesso, quando eravamo titubanti di fronte a un dolce, fosse una fetta di torta o una crostata che si era sbriciolata all’atto dell’impiattamento, ci veniva detto: “Tanto poi una volta che è dentro si mischia insieme al resto”.

Forse, l’insieme di queste due immagini si è sovrapposta nelle nostre menti, forse altri detti quali “tutto ciò che non ammazza ingrassa” ci hanno fatto credere che il nostro stomaco si comportasse come la lavatrice che ci ipnotizzava da piccoli.
Se mai lo abbiamo creduto, sbagliavamo.

Lo stomaco è un sacco, tendenzialmente vuoto, che quando si riempie segue il principio del “first-in, first-out”.
Il cibo si sedimenta nello stomaco, e l’uscita è sul fondo; pertanto, ciò che entra per primo, per primo esce. Il resto, inevitabilmente, aspetterà il suo turno.
Esiste, quindi, una sequenza che ci permette di digerire rapidamente senza sforzo ogni cibo, a patto che conosciamo i tempi di digestione degli alimenti.

Partiamo quindi a stomaco vuoto e consideriamo il tempo di transito nello stomaco di un tipo di alimento alla volta.

• Acqua: 5-10 minuti
• Brodo, acqua di cottura di vegetali, soluzione colorata di sali minerali e vitamine non termosensibili, eventualmente salata ma NON ZUCCHERATA O ADDOLCITA, tè, tisane: 15 minuti
• Frutta: 30 minuti
• Verdura cruda: 30 minuti
• Verdura cotta: 30 minuti
• Carboidrati, cereali integrali: 90 minuti
• Proteine: 90-120 minuti
• Grassi: 180 minuti.

Se consideriamo questa sequenza e mangiamo, ad esempio, frutta o un piatto di cruditè lontano dai pasti, come spuntino, ne consegue che mezz’ora più tardi saremo di nuovo a stomaco vuoto.

La maniera ottimale di iniziare un pasto è, senza alcuna ombra di dubbio, A STOMACO VUOTO.

Quindi, si può iniziare con dei salatini (se vogliamo stuzzicare l’appetito), seguiti da zuppa di miso, insalata mista, pinzimonio o minestrone, a anche una vellutata, per poi passare a verdure scottate.
Così iniziamo il pasto in maniera ottimale, poiché non ci priviamo degli imprescindibili e spesso bistrattati nutrienti (le magiche fibre, tanti sali minerali e antiossidanti) e possiamo quindi proseguire, con lo stomaco già mezzo pieno, con il resto.
Non solo: avremo messo un freno all’appetito smodato che ci porta a mangiare troppo, sia per velocità che per quantità, e ci saremo fatti un gran bel favore!

Proseguiamo con i cerali, in forma di chicco integrale, pasta o pane integrale, uniti a legumi che forniscono carboidrati e un set completo di amminoacidi.
Infine, se proprio, dopo tutto ciò, abbiamo ancora appetito, dovremo cercare dei grassi che placheranno il desiderio di mangiare ancora: niente di meglio che gli intramontabili semi oleaginosi quali noci di ogni tipo, pistacchi, arachidi, semi di zucca e di girasole, nocciole, mandorle, pinoli, anacardi, ecc.
E, se proprio non possiamo farne a meno, anche una piccola porzione di dolce.

NOTA: La ricetta del dolce cotto al forno a base di fiocchi di avena e semi oleaginosi ha avuto una interessante evoluzione.

Ma parlerò di questo la prossima volta. Al 2021!

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica

N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Mari Furukawa

INCONTRIAMO MARI FURUKAWA

…a proposito di Shizuto Masunaga e psicologia clinica, shiatsu e arte.

I collaboratori e gli amici di Shiatsu Milano Editore sono un grande gruppo eterogeneo. Ad occuparsi dei libri e dei seminari ci sono professionisti italiani e giapponesi, tutti uniti dall’amore e dalla passione per lo shiatsu. Qualche anno fa, durante uno dei suoi seminari a Milano Haruiko Masunaga Sensei, ci ha presentato Mari Furukawa, un’operatrice shiatsu che ha studiato con lui allo Iokai Shiatsu Center di Tokyo. Da quel momento Mari ha cominciato a fare parte del nostro gruppo. In una serata estiva in Versilia, è nata l’idea di approfondire insieme gli scritti che riguardano gli insegnamenti di Shizuto Masunaga a proposito della psicologia.
Incontriamo Mari e le facciamo qualche domanda.

Giappone- Italia, Shiatsu e psicologa: Mari, vuoi dirci qualcosa di te?
Sono giapponese, ho vissuto 3 anni in Cina e da circa 13 anni vivo e lavoro in Italia, in Versilia. Ho studiato shiatsu a Tokyo presso lo Shiatsu Iokai Center con il Maestro Haruiko Masunaga. Sono certificata, in Giappone, in Psicologia e Counselor della famiglia e dei bambini. Attualmente oltre a praticare shiatsu, sono un’educatrice e lavoro con i bambini utilizzando la cultura giapponese, la meditazione e l’“art focusing”.

Non dimentichiamo che sei anche un’artista: (con il nome d’arte Wanli hai partecipato a mostre di pittura e realizzato illustrazioni per alcuni libri) abbiamo visto i tuoi libri: “Paesaggi del Futuro Cosmo Giapponese” e “Il Pescatore e La Principessa” con i testi di Max e Silvana Seidel
Coltivo una grande passione per la pittura, utilizzo il disegno con i miei pazienti e con i bambini.

Per la tua esperienza di psicologa e shiatsuka, e la tua vita che fa un po’ da “ponte” tra la cultura Italiana e quella Giapponese, pensiamo tu siai la persona giusta per aiutarci ad approfondire il rapporto tra lo shiatsu del Maestro Masunaga e la psicologia. Nel libro “Keiraku to shiatsu” S. Masunaga fa spesso riferimento ai suoi studi di psicologia, una materia che gli è stata particolarmente a cuore e che egli lega strettamente al suo Shiatsu dei Meridiani. Il Maestro ha dedicato un libro alla psicologia clinica, che al momento si può leggere solo in giapponese, cosa ci puoi dire di questo libro?
Shizuto Masunaga ha studiato e insegnato anche psicologia. Il suo libro “Introduzione della psicologia clinica” è un saggio che egli ha usato molto nel suo insegnamento.
Amo questo libro di Shizuto Masunaga sensei e lo rileggo spesso, nelle sue pagine egli scrive delle frasi sulle quali abbiamo molto da riflettere:
”se vogliamo conoscere la verità, possiamo guardare da due lati, filosofia e scienza.” E ancora:
“Scienza si può dire che è uno “studio delle mani”, perché noi umani abbiamo sempre lavorato con le mani e grazie a questo abbiamo avuto la sapienza”

Ho avuto il privilegio di studiare con il nostro maestro Haruhiko Masunaga, figlio di Shizuto Sensei, e lui ribadisce sempre l’importanza di ascoltare lo stato dei clienti, oltre a quello fisico che percepiamo attraverso il contatto. Condivido questo atteggiamento e ne comprendo l’importanza.
In questo particolare momento siamo limitati nel “toccare”, ma proprio per questo abbiamo un’ottima occasione per imparare a sentire l’intero stato dei clienti, non è così?

Cosa pensi del rapporto fra psicologia clinica e Shiatsu ?
Tutto lo shiatsu di S. Masunaga è strettamente legato all’aspetto psicologico, possiamo trovarne esempio anche nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, un testo che va riletto spesso, e ogni volta ci dà un nuovo stimolo di riflessione.

Mari FurukawaNella tua esperienza, come si fondono Shiatsu, arte e psicologia ?
Io personalmente ricevo clienti sia per Shiatsu che per counseling, inserisco l’arte e uso il metodo “Focusing con arte espressiva”, guidando la meditazione e focalizzando i sensi del corpo. Alcune volte inserisco questo metodo anche nel trattamento Shiatsu. Ad esempio, quando i clienti vorrebbero spiegare loro i sintomi, osservano e ascoltano l’interno del loro corpo, come se si scannerizzassero. In quel momento, alcune volte, ritrovano emozioni forti o un qualcosa di strano che non sanno spiegare. In quei casi, invece di far compilare un questionario, faccio scarabocchiare le sensazioni su un disegno di una figura umana (NDR: potete vedere qui il disegno realizzato da un paziente durante una seduta). Quasi sempre sentono “qualcosa” in una parte del corpo, e tramite il disegno possiamo osservare e parlarne insieme. In questa maniera posso capire esattamente in quale modo organizzare il trattamento. Ho visto veramente tanti effetti meravigliosi.

Mari la tua tecnica è molto interessante, ti ringraziamo per la tua testimonianza e per il disegno che ci hai mandato, come possiamo definire questo tuo “metodo”?
Corpo, Mente e Arte

Questa tua esperienza ci riporta anche al libro “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi” dove sono riportati alcuni disegni prima e dopo i trattamenti. E’ un argomento molto interessante, continueremo ad approfondire insieme, magari per proporre questo tema di confronto ai nostri colleghi.

Concludiamo il nostro incontro con qualche parola dedicata ai nostri lettori..
Spero che “sorpassiamo” presto questo periodo difficile e andremmo verso un futuro migliore.

Con tutto il cuore, Mari Furukawa
contatti: +39 37.11603890
wanli_4@hotmail.com
giapponeartshiatsu.wordpress.com
古川万里

 

La redazione

SHIATSU: LA DIAGNOSI ORIENTALE VISTA DA YVONNE MURAGLIA

Approfitto di questo mese di sconti sui nostri libri per consigliarvi l’acquisto del volume “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu” scritto dall’insegnante e operatrice shiatsu Yvonne Muraglia. Lo ritengo un testo importante anche per noi insegnanti shiatsu in quanto, grazie alla sua lettura, ho potuto confrontare il mio modo di eseguire la valutazione (diagnosi) con quello dell’autrice e apprendere nozioni che mi sono tornate utili sia durante i trattamenti sia per l’insegnamento.

Shizuto Masunaga, nel suo “Keiraku to shiatsu”, confida di aver creato la propria personale visione della vita attraverso la pratica dello shiatsu secondo la teoria dei meridiani, che definisce “un sistema teorico conforme alla medicina orientale”. Scrive: “Sarebbe un peccato se la mia teoria sui meridiani non dovesse avere un seguito”. Naturalmente, il suo originale stile di shiatsu un seguito l’ha avuto e molti suoi allievi hanno continuano e continuano la sua diffusione in Giappone e all’estero. Dopo la pubblicazione del libro “Zen shiatsu”, sono nate molte scuole di shiatsu. Insegnanti di tutto il mondo, partendo dalla teoria dei meridiani e facendo tesoro della propria pratica ed esperienza, hanno pubblicato libri che testimoniano il proseguimento nello studio di questo stile di shiatsu.

Alcuni italiani tra loro, tra cui Yvonne Muraglia, ci hanno chiesto quindi di pubblicare i propri scritti, data la nostra esperienza in questo settore.
Yvonne negli anni ‘70-80 ha studiato anche all’estero, frequentando corsi di macrobiotica in America, di medicina orientale, di agopuntura e moxa a Singapore, diplomandosi poi nel 1982 al Centro Iokai di Tokyo.
In “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu” l’autrice, partendo dai concetti fondamentali dello shiatsu di Shizuto Masunaga appresi frequentando lo Iokai Center, ha proseguito nello studio facendo tesoro delle proprie conoscenze di tecniche manuali orientali, agopuntura e cultura e filosofia indiana, come si evince dalla scelta dell’immagine di copertina (la “Tara verde”, madre di tutti i Buddha).
Nel suo testo, illustra in modo dettagliato e completo il proprio modo di eseguire lo sho (diagnosi orientale), partendo dalle quattro valutazioni classiche del kanpò: monshin, bonshin, bushin e setsushin; l’autrice prosegue poi con la parte più importante dello shiatsu con i meridiani: l’esame delle aree di diagnosi sull’addome e sulla schiena illustrate sulla mappa dei meridiani di Shizuto Masunaga. Sono d’accordo con quanto afferma Gianni Pizzati nella prefazione, cioè che abbiamo sentito questa spiegazione da molti insegnanti, ma mai in modo così chiaro e completo.
Nel libro, le aree di valutazione dell’addome e della schiena sono spiegate ed esaminate con molta cura da Yvonne, che osserva: “Le aree energetiche [di valutazione] non sono entità anatomiche ma sono spazi e tempi dell’energia vitale e, come viene segnalato dalla fisica quantistica, osservandole possono variare”.
Dopo la spiegazione di come valutare kyo e jitsu sulle aree e sentirne lo spazio, l’autrice propone nove casi clinici (“I 9 Argonauti”), offrendo una valutazione del loro aspetto energetico, postura e colonna vertebrale e dipingendo sul loro corpo le aree di valutazione di addome e schiena con relativa descrizione, terminando con una analisi ben strutturata della diagnosi (vedi foto).

Mi sento dunque di consigliare questa lettura a operatori e insegnanti, sperando sarà utile come lo è stata per me!

Roberto Palasciano, curatore editoriale

 

I NOSTRI LIBRI VIAGGIANO NEL MONDO

Quando Roberto e Paola Palasciano, con Akiko Emori e altri collaboratori, dopo l’incontro con Haruiko Masunaga al Centro Iokai di Tokyo, si avventurarono nella traduzione del libro “Racconti di 100 trattamenti”, forse non immaginavano che, in poco meno di dieci anni, avremmo avuto libri tradotti in italiano e inglese che viaggiano in tutto il mondo, e una comunità di colleghi che, grazie a questi testi, sono in contatto e diffondono lo shiatsu e le tecniche originali dei maestri antichi.
Pubblicare questi libri, tradotti in italiano e inglese da antichi testi giapponesi, ci ha permesso di incontrare molte persone di varie nazionalità che hanno in comune con noi l’amore e la passione per lo shiatsu. L’occasione di leggere nella propria lingua gli scritti di grandi maestri come Shizuto Masunaga e Ota Shinsai è molto gradita da colleghi, esperti e cultori dello shiatsu.
L’edizione italiana di Anpuku Zukai di Ota Shinsai ha fatto sì che l’interesse per questa antica arte crescesse: sono già più di trecento le persone che hanno partecipato ai nostri webinar sull’Anpuku, e le nostre iniziative sono seguite da molti. Ora stiamo aspettando l’uscita dell’edizione inglese, a cura del collega Philippe Vandenabeele, mentre in Francia è nata una collaborazione tra diversi professionisti che porterà all’edizione francese di Anpuku Zukai, sotto la supervisione di esperti colleghi.
I “Manuali di Shiatsu” di Shizuto Masunaga in inglese sono disponibili in versione e-book sulle maggiori piattaforme, seguiamo con piacere la pagina www.streetlib.com che ci informa su dove i nostri libri vengono acquistati; ogni mese, nuovi paesi si illuminano nella mappa! I nostri libri viaggiano anche per posta, da febbraio vengono consegnati in tutta Europa, Stati Uniti e anche Australia e Nuova Zelanda. E’ bellissimo sapere che le parole scritte dal Maestro stanno andando in giro per il mondo un po’ anche grazie a noi. La moglie di Masunaga, Keiko, e suo figlio, Haruiko sensei, sono fieri del nostro lavoro e ci spronano a continuare nella diffusione dei libri del Maestro; i nostri progetti insieme sono molti. Nonostante l’emergenza sanitaria ci abbia costretto a rimandare i consueti seminari di Haruhiko Masunaga in Italia, speriamo di poter fissare presto le nuove date.
A breve uscirà anche l’edizione in inglese di “Racconti di 100 trattamenti” e, per fine anno, speriamo di avere un’altra sorpresa che riguarda questo magnifico libro.

C’è grande fermento nel mondo dello shiatsu in questi ultimi anni, è bello vedere come si possa essere in sintonia con persone che magari sono lontane da noi ma che risuonano delle stesse passioni.
I mezzi social ci aiutano a rimanere in contatto. Tra gli altri, siamo in corrispondenza con Ivan Bell, fondatore del gruppo facebook “History of shiatsu”, che raccoglie molti appassionati studiosi della storia della nostra arte, con scambi di informazioni e conoscenze, e con Antoine di Novi che ha fondato “Shiatsu France”, un interessante blog e rivista on line (vedi qui).
A proposito di Anpuku, si è creato un filo diretto con Toshi Ichikawa sensei, con cui ci siamo confrontati per l’interpretazione delle tecniche di Ota Shinsai e che aspettiamo presto per un nuovo seminario in Italia.
Il nostro direttore editoriale Roberto Palasciano è stato recentemente intervistato da Mihael Mamychshvili per il suo appuntamento settimanale. Il collega terapista di Vancouver, fondatore di “Angel Hands Integrative Centre”, creatore di “Neuro Path Reset Method” e Past President di Shiatsu Association of British Columbia, è anche fondatore del gruppo “Everything Shiatsu” (vedi qui), ospitando ogni settimana personaggi internazionali del mondo dello shiatsu con le sue brillanti interviste.
Durante il lockdown abbiamo scoperto “Shiatsu global virtual gatherings”, appuntamento settimanale nato in aprile da un’intuizione di Kumiko Kanayama, direttrice di “Five Ligths Center” di New York, la più antica scuola di shiatsu degli Stati Uniti. Il 17 ottobre saremo on line proprio con Kumiko che, con la sua grazia orientale, accoglie ogni settimana gli ospiti. Parleremo dello shiatsu originale di Shizuto Masunaga attraverso la nostra esperienza di editori.

Tutte queste attività sono avventure per noi, gruppo eterogeneo di belle persone italiane, giapponesi, inglesi e francesi, guidate da un instancabile Roberto Palasciano; come abbiamo imparato dalla nostra collaboratrice Manuela Perardi: “O’tsukaresama deshita”, che si traduce come “Grazie per il percorso fatto insieme, a volte è stato faticoso, ma lo abbiamo condiviso nelle gioie e nei dolori, insieme siamo cresciuti e il nostro legame è diventato più profondo”.
… E la nostra avventura continua!

Serena Trotti

intervista a Roberto Palasciano

INTERVISTA A ROBERTO PALASCIANO

Mihael Mamychshvili, canadese, è terapista shiatsu dal 2001 ed è impegnato attivamente per riunire una comunità shiatsu a livello globale. Per questo motivo, ha creato il gruppo facebook “Everything Shiatsu”, una famiglia che si sostiene a vicenda e, indipendentemente dallo stile di shiatsu dei membri, promuova la conoscenza, l’apprendimento e la diffusione di questa magnifica arte.
A tale scopo, Mihael conduce anche interviste on line a vari personaggi del mondo dello shiatsu e il 29 settembre scorso è toccato al nostro Roberto Palasciano. Qui di seguito potete leggere una parte dell’intervista!

 

Roberto, quando hai scoperto lo shiatsu? Da quanto tempo lo pratichi? Condividi la tua storia con noi

Praticavo Judo a livello agonistico. Il maestro Tadashi Koikè, durante una competizione di judo, visto che avevo il mal di testa e volevo ritirarmi, mi buttò a terra e mi fece un breve trattamento (solo dopo anni ho saputo che era shiatsu). Applicò una tecnica di kuatsu, strozzandomi con i polsi; il mal di testa mi passò e vinsi il campionato. A 18 anni la cosa mi interessò poco.
Passati diversi anni, partecipai a un corso di shiatsu organizzato dal Comune di Milano e, da quel momento, cominciò la mia passione. Da allora non ho più potuto farne a meno.
Pratico dal 1988, ho seguito diversi corsi di shiatsu con i Maestri Tetzughen Serra, Attilio Somenzi, Wataru Ohashi, Wilfried Rappenecker, Soul Goodman, ultimamente anche Toshi Ichikawa, ho frequentato corsi shiatsu in Giappone con Nobuyuki Fujisaki e Haruhiko Masunaga e anpuku con l’agopuntore Taiki Sugiyama. Ho anche un diploma di massaggio sportivo, linfodrenaggio e tuinà. Insegno dal 1996 e sono responsabile della sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, fondata da Attilio Somenzi, Wilfred Rappenecker e Soul Goodman. Nel 1996 ho fondato un’associazione di discipline bionaturali e, tra le altre attività, ho aperto una scuola di shiatsu. Dal 1999 mi occupo a tempo pieno di shiatsu ed editoria.

 

Come si è sviluppato il tuo importante rapporto con Haruhiko Masunaga sensei e cosa puoi dirci di lui?

Affascinato dallo shiatsu di Shizuto Masunaga il mio obiettivo è sempre stato quello di conoscerlo all’origine . Nel 2011 andai in Giappone per partecipare a un corso di Nobuyuki Fujisaki, allievo di Shizuto Masunaga, insieme a operatori giapponesi diplomati Namikoshi che volevano apprendere lo shiatsu stile Masunaga.
Per curiosità chiedemmo un appuntamento al centro Iokai e lì conoscemmo Haruhiko Masunaga e frequentammo un breve corso con lui. Haruhiko mi ha subito impressionato per la sua grande umiltà, sincerità e professionalità. Parlandoci del suo percorso, disse che da giovane era stato sempre curato dal padre solo con trattamenti. Shizuto Masunaga morì quando Haruhiko aveva 19 anni e frequentava l’università. Keiko Masunaga, moglie di Shizuto, diceva che se nessuno della famiglia si fosse occupato dello Iokai center, lei lo avrebbe chiuso. Allora Haruhiko, che aveva 35 anni e, fino ad allora, aveva svolto un altro lavoro, ricordandosi dei trattamenti ricevuti, iniziò il proprio percorso nello shiatsu, diplomandosi alla scuola Namikoshi. Seguendo i maestri anziani rimasti allo Iokai e leggendo scritti, appunti e libri lasciati dal padre, Haruhiko proseguì a diffondere lo shiatsu del padre, come desiderava sua madre.
Fui colpito dalla sua professionalità e dal suo modo d’insegnare, che mi ricordava il mio passato da judoka e, terminato il breve corso, gli chiesi di venire in Italia a tenere un workshop. Mi confessò di aver paura di volare ma, dopo qualche giorno, mi disse di sì.
Durante il mio corso in Giappone vidi che consultava il libro “Racconti di 100 trattamenti” considerandolo un vangelo. Allora, visto che quel libro era stato tradotto solo in francese, e dato che per professione mi ero occupato molti anni di editoria e di stampa, accettai la sua richiesta di tradurlo in italiano. Questo fu l’inizio di una lunga collaborazione e la nascita della nostra piccola casa editrice Shiatsu Milano Editore.
Oggi Haruhiko è invitato da molti maestri europei di shiatsu e tiene 3-4 corsi tutti gli anni in Europa ma a giugno, dal 2011, continua a tenere due corsi presso la nostra sede di Milano. Inoltre, abbiamo organizzato finora 4 viaggi in Giappone con alcuni operatori italiani per seguire corsi avanzati al centro Iokai di Tokyo.
Quest’anno purtroppo, data la situazione, i seminari europei sono stati annullati. Speriamo Haruhiko possa tornare in primavera-estate 2021.
Haruhiko si è innamorato dell’Italia, del cibo italiano e del nostro atteggiamento espansivo. Nelle giornate di riposo si è goduto visite sul lago di Como e apprezzato la buona cucina italiana. Siamo in contatto continuo per via delle traduzioni dei testi originali di Shizuto e per scambiarci notizie ed esperienze.
Di Haruhiko posso dire che apprezzo molto il grande impegno che mette nello studio e nella diffusione dello shiatsu di suo padre. Al primo incontro ci disse che non avrebbe mai potuto superarlo tranne che per una cosa: Shizuto ebbe 6 figli, Haruhiko 7…
Il suo modo d’insegnare è tipicamente giapponese: fa provare a tutti partecipanti la propria manualità, insiste molto sulla pressione corretta secondo lo stile Iokai e sulla ricerca di kyo e jitsu con le 4 valutazioni (schiena, addome e allungamento di braccia e gambe), e nei suoi seminari non manca mai di ricordare qualche episodio della vita del padre e anche accenni alla vita precedente.
Nonostante non sia giovanissimo, si tiene molto in forma; tutte le mattine esegue mezz’ora di Keiraku Taiso, esercizi per la salute ideati dal padre, che Shizuto praticava più volte al giorno. Haruhiko raccontò che, da ragazzini, il padre li aveva portati a giocare a bowling; arrivato il turno di Shizuto, non lo trovavano, perché era dietro a una parete a praticare gli esercizi dinamici di allungamento dei meridiani.

 

Vedi qui l’intervista completa:

Translations of Grandmaster Masunaga with Roberto Palasciano

Join us live with Roberto Palasciano of Shiatsu Milano Editore and Director International School of Shiatsu Italy. Sharing is great translations of Grandmaster Masuna manuals and personal experience collaborating with his Son Haruhiko Masunaga. Here are the links to get the manuals and translations:https://www.shiatsumilanoeditore.it/english-articles/about-us/https://store.streetlib.com/it/search?publisher=SHIATSU%20MILANO%20EDITORE�Please share this with others and if you have any questions share in the comments.#Shiatsutherapy, #zenshiatsu #masunage

Pubblicato da Mihael Mamychshvili su Martedì 29 settembre 2020

anpuku on line

ANPUKU ON LINE… MISSION IMPOSSIBLE?

Durante il periodo che abbiamo passato rinchiusi per il lockdown, è stato necessario cambiare le nostre abitudini e le nostre giornate. Passato un primo momento di “stordimento”, nel quale ci siamo sentiti davvero molto disorientati, abbiamo provato ad approfittare della nuova situazione per leggere, studiare e approfondire alcuni aspetti teorici delle nostre arti.
Anche noi di Shiatsu Milano Editore siamo stati un po’ travolti da questo cambiamento ma, una volta trovate nuove simmetrie, il nostro lavoro di redazione ha potuto proseguire e, cosa ancora più importante, continuare ad occuparci dei nostri libri e progetti ci è stato di grande aiuto e di conforto durante tutto quel “tempo sospeso”. Nonostante l’attitudine alla tecnologia non sia tra le nostre doti migliori, guidati da Roberto Palasciano che, con i suoi 80 anni, è sempre pronto a mettersi in gioco, abbiamo imparato presto a comunicare fra noi usando gli strumenti che avevamo a disposizione. E così, con il passare dei giorni, abbiamo preso dimestichezza nello svolgere il nostro lavoro quotidiano in collegamento on line. La nostra redazione è diventata un allegro pianeta virtuale sospeso tra una Milano silenziosa, le verdi montagne della Valtellina, le dolci colline Biellesi e il cielo limpido della Riviera. E’ stato tutto un collegarsi tra cucine, studi improvvisati e salotti invasi da libri e computer. E così abbiamo continuato a lavorare ai nostri libri, ai progetti e ai contatti, ma soprattutto abbiamo sconfitto insieme la tristezza e la paura.
In quel lungo periodo ci sono mancate molte cose ma una di quelle che abbiamo rimpianto di più è stata sicuramente la nostra pratica shiatsu, perciò abbiamo cominciato a chiederci come poter organizzare un seminario on line per operatori shiatsu professionisti… Ma come sopperire all’impossibilità di stare ad osservare un relatore che pratica, come rendere a parole l’idea di un tocco? In tempi normali avremmo pensato a una missione impossibile, ma il virus malefico ci stava lanciando una sfida: quella di continuare a stare insieme e praticare shiatsu. Bisognava trovare un modo diverso di comunicare e un tema adatto.
Uno degli argomenti che, in questo ultimo anno, ha raccolto maggiore successo tra chi segue il nostro lavoro di ricerca è stato “Anpuku”, un’arte antica giapponese di trattamento dell’addome che può essere a tutti gli effetti considerata un’antenata dello shiatsu. E’ stato il maestro Haruiko Masunaga a spingerci a tradurre dal giapponese all’italiano il bellissimo “Anpuku Zukai” di Ota Shinsai, dal momento egli lo considera fondamentale per seguire gli insegnamenti di suo padre Shizuto nella pratica dello shiatsu dei meridiani e lo stesso Shizuto, nei suoi scritti, citava sempre l’Anpuku.
Nei due anni che hanno portato alla realizzazione del libro, abbiamo avuto bisogno di rivedere molte volte i kanji (ideogrammi) e studiarli a fondo per cercare di afferrarne il significato, facendo anche spesso riferimento agli insegnamenti di Shizuto Masunaga. Prezioso per noi è stato anche l’incontro con Toshi Ickikawa, che abbiamo avuto modo di seguire personalmente e con il quale ci siamo trovati molto in sintonia sullo studio di questa preziosa pratica. Così, dalle richieste dei nostri colleghi e dall’esigenza di condividere la nostra esperienza, abbiamo proposto un workshop che, nell’autunno 2019, aveva coinvolto e positivamente impressionato un piccolo gruppo di operatori.
Il collegamento è stato facile: un argomento nuovo, per un nuovo modo di comunicare, e il workshop Anpuku è diventato un webinar (neologismo di cui, fino a poco prima, ignoravamo il significato!).
Le lezioni on line sono state una bellissima esperienza: abbiamo riunito una comunità variegata di allievi, insegnanti e operatori shiatsu e qualche collega delle discipline bionaturali; un variopinto mosaico di persone collegate da sud a nord… isole comprese (dal Trentino alla Puglia, da Roma alla Sardegna con collegamenti anche dall’estero), tutti riuniti dalla stessa curiosità, con l’intento di mettersi in gioco, di sperimentare. Confrontarci con colleghi con background ed esperienze diverse (i corsi hanno visto la partecipazione di operatori di stile Masunaga, Namikoshi, MTC e altro) è stato stimolante e di grande crescita per tutti.
I risultati sono stati davvero molto positivi, l’interesse, le domande e gli interventi dei partecipanti ci hanno fatto crescere e aiutato ad andare ancora più a fondo in alcuni aspetti della nostra ricerca.
La nostra esperienza continua, la formazione a distanza è un’occasione per molti operatori di tutta Italia e siamo felici di stimolare momenti di crescita e incontro. Dal 24 settembre cominciamo con un nuovo corso Anpuku on line. Per mantenere comunque l’opportunità di incontrarci, abbiamo messo in programma un corso in presenza nel weekend del 26-27 settembre nella nostra sede di Milano.

Serena Trotti

Shizuto Masunaga: gli inizi nello shiatsu

SHIZUTO MASUNAGA: GLI INIZI NELLO SHIATSU

Nel libro da noi appena pubblicato “Keiraku to shiatsu”, l’autore Shizuto Masunaga, prendendo spunto dalla richiesta della redazione della rivista “Ido no Nippon” di trovare l’origine del termine shiatsu, racconta in quattro articoli il proprio percorso di operatore e insegnante shiatsu, aggiungendo sul finale: “Dovete scusarmi se non ho saputo resistere alla tentazione di parlarvi di come il destino mi abbia portato allo shiatsu e di descrivere le memorie di quei tempi”.
I tempi sono gli anni ‘30/’80 del secolo scorso, periodo in cui lo shiatsu ebbe un momento di grande diffusione in Giappone grazie specialmente al lavoro di Tokujiro Namikoshi e ai programmi televisivi. Il termine shiatsu divenne popolare prima della seconda guerra mondiale. Nel famoso libro “Il segreto della vita quotidiana” di Tsukuda Takichi, pubblicato nel 1925 e ancora attuale, noto come il libro rosso (Akabon), si parla frequentemente di shiatsu, accennando alla nascita di diverse scuole.

In questo articolo, desidero esporvi gli inizi nello shiatsu del maestro Masunaga.
Il padre di Shizuto Masunaga era un militare della marina, operatore shiatsu e di Judo seikufu, tecnica per correggere le tensioni dell’addome che utilizza anche esercizi di preparazione al judo. Egli era anche responsabile sindacale di quartiere, oltre che creatore di kimoni. La madre invece, operatrice shiatsu e anpuku (trattamento dell’addome), ricorreva spesso alle terapie popolari e aveva seguito i corsi dei migliori sensei di tecniche manuali dei suoi tempi, tra cui Tempeki Tamai, Oguro e Hosomi.
Shizuto, da bambino, spesso sentiva storie di malati apparentemente incurabili che erano guariti con il semplice tocco delle mani e la cosa destava in lui grande interesse. Il primo contatto con le terapie manuali lo ebbe a tredici anni con il dottor Hosomi, che aveva curato sua madre per un problema di ristagno di sangue dopo il parto (oketsu – sangue vecchio). La donna aveva portato da questo dottore anche i figli, pensando “Ho tre figli, farò sì che uno di loro impari questa meravigliosa terapia per curare chi soffre come ho sofferto io.”
Shizuto a quindici anni, nel 1940, conobbe Tempeki Tamaī, operatore e insegnante shiatsu e autore di uno dei primi libri di shiatsu (“Shiatsu ho”, tecnica shiatsu). Tamaī amava definirsi il creatore dello shiatsu.
Shizuto lo incontrò partecipando ad un corso organizzato da suo padre a Kyoto, e questo evento può considerarsi l’inizio del percorso di Masunaga nello shiatsu. Sua madre, che praticava il trattamento sull’addome e aveva sempre con sé il libro “Shiatsu ho”, ricevette anche i complimenti di Tamaī per il proprio lavoro. Partecipando al corso e leggendo il libro, Shizuto cominciò ad apprezzare il lavoro del maestro Tamaī sull’addome, in grado di sciogliere i profondi shikori (Ndr. tensioni dell’addome) e, dopo qualche tempo, leggendo il libro “Anpuku Zukai” di Ōta Shinsai, si rese conto dell’importanza del lavoro sull’addome (argomento che approfondirò in altri articoli).
Sempre in giovane età entrò in contatto con il maestro Hishi e il suo metodo di diagnosi remota, il cui trattamento consisteva nel premere contemporaneamente con entrambe le mani su due punti diversi dello stesso meridiano per cercare la causa del disturbo e diminuire il dolore. Questa pratica ebbe molta importanza nella creazione dello shiatsu stile Iokai.
Terminato il servizio militare ed essendo le università non completamente attive, viste le numerose richieste, aiutò i genitori utilizzando tecniche di shiatsu, anpuku e judo seikufu imparate dal padre e dalla madre, lavorando inizialmente con il téaté (tecnica dell’appoggiare le mani per stimolare l’energia). Tale antica tecnica era ben illustrata in un libro di Katsuzo Nishi, che spiegava il proprio metodo basato sui rimedi naturali riguardanti alimentazione, igiene, motilità e pressione sulla pelle.

All’epoca vi erano due stili principali di shiatsu: quello di Koyama, una tecnica sha dispersiva derivata dall’Anma e consistente in pressioni forti su tutti i nodi (shikori) e quello di Namikoshi, più gentile. Masunaga studiò la tecnica Namikoshi e, dopo aver conseguito il diploma di operatore shiatsu, insegnò per una decina d’anni psicologia e shiatsu nell’accademia di Namikoshi. Successivamente, ritenne che lo stile Namikoshi si fosse adeguato alle richieste dei pazienti, accelerando il ritmo e perdendo così la caratteristica essenziale della pressione mantenuta costante, che permette di agire in profondità. Nel tentativo di sostenere la sua opinione fu ritenuto, come egli stesso scrive, un ribelle, e costretto a lasciare la scuola; tuttavia, nei suoi scritti, rimpiange il suo modo di comportarsi e si scusa con Namikoshi, ribadendo la stima per il sensei e ritenendolo fondamentale per la diffusione dello shiatsu.
Sperando abbiate letto con interesse questa ricostruzione storica, più avanti scriverò della nascita dello stile Iokai e dei maestri che influenzarono questo stile.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

hummus di ceci

HUMMUS DI CECI

Oggi desidero presentare della ricetta dell’hummus di ceci, che è diffusa in tutta l’area del mediterraneo e si suppone originaria del Libano.
La ricetta, oltre ad essere gustosa, valorizza ingredienti comuni come i ceci ed il sesamo, che la rendono estremamente economica, ad alta densità energetica e proteica, adatta sia ad anziani che a bambini.
Una nota: nell’antichità, sino alla scoperta dell’olio da spremitura delle olive, il sesamo ed il lino erano i principali semi oleaginosi dai quali si estraeva l’olio alimentare, molto diffuso ancora ai nostri giorni in gran parte del continente africano, dove l’olivo non è diffuso per ragioni climatiche.
La pasta di sesamo, detta Tahin, è ottima al posto delle paste spalmabili dolci a colazione, per colazioni salate e anche, stemperata, come salsa per condire verdure cotte.

Passiamo ora alla ricetta.

Ingredienti:

• ceci: 500 g (in ammollo per una giornata)
• alga kombu: un pezzo da 10 cm
• tahin (pasta di semi di sesamo, da omogeneizzare poiché la parte grassa tende naturalmente a separarsi dal resto): 5 generosi cucchiai da minestra
• aglio: 5 spicchi medi
• olio EVO: 5 cucchiai da minestra
• 3 limoni medi
• sale (al gusto)
• capperi, olive denocciolate (al gusto)
• guarnizioni: prezzemolo, pinoli e/o mandorle
• spezie in polvere: cumino, paprica

Preparazione
Dopo aver messo in ammollo i ceci secchi, sciacquateli e scartate l’acqua usata per idratarli, dandola alle piante.
Con una pentola a pressione, portate a ebollizione i ceci e, usando la schiumarola, portate via più schiuma possibile; questo eviterà che si otturi la valvola della pentola.
Una volta asportata tutta la schiuma più densa, aggiungete l’alga kombu e chiudete la pentola col suo coperchio.

L’aggiunta dell’alga kombu in cottura serve a rendere più digeribile la buccia dei legumi, i ceci nel nostro caso. L’alga kombu potrà poi essere rimossa a fine cottura o meno (io la lascio).

Appena la valvola di sicurezza inizia a fischiare, mettete la pentola sul fuoco più piccolo con la fiamma al minimo e lasciate cuocere per un’ora.
Una volta cotti i ceci, depressurizzate la pentola e colateli, ma conservate il brodo di cottura.
Immergete nei ceci caldi gli spicchi d’aglio (eventualmente privati dell’anima) per 5-10 minuti se non gradite il gusto pungente dell’aglio crudo, quindi aggiungete l’olio EVO, il sale, il tahin, eventualmente i capperi/olive/prezzemolo e le spezie.

La spezia tradizionale è il cumino ma, se non piace, si può tranquillamente sostituire con paprica o semi di finocchio o anice polverizzati (o tralasciare).

Se usate capperi sotto sale e/o olive, il mio consiglio è quello di salare alla fine onde evitare l’eccesso di sapidità.

A questo punto, frullate tutto con un frullatore ad immersione, aggiungendo lentamente il brodo caldo di cottura dei ceci, in modo da regolare il punto di cremosità dell’hummus.
L’utilizzo del brodo di cottura conferirà all’hummus un gusto speciale e gli permetterà una conservazione più duratura.
L’hummus deve risultare una pasta omogenea, al più punteggiata da pezzi di capperi ed olive, più o meno densa a seconda dell’uso.

Nella presentazione nel piatto, conviene guarnire con prezzemolo fresco tritato ed eventualmente pinoli o mandorle leggermente tostate.

L’hummus può essere considerato un secondo, può accompagnare un pinzimonio, può essere spalmato sui gambi di sedano o carote o sulle foglie di finocchio, può essere servito tiepido o caldo come contorno o come accompagnamento a verdure o spalmato sul pane, come parte del condimento di una bruschetta; insomma, un vero jolly in cucina!

Buon appetito!
Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica

N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.


 

SURIBACHI E SURIKOGI

Tra le tecniche di preparazione dei condimenti vi è quella del gomasio. Il gomasio è un macinato costituito principalmente da semi tostati di sesamo e sale.

La sua preparazione si presta ad innumerevoli varianti, tra le quali la percentuale di sale rispetto al sesamo (da 1/20 a scendere), la presenza di soli semi di sesamo chiaro oppure una miscela di sesamo chiaro e nero, l’aggiunta di alghe.

suribachi e surikogi

La particolarità del gomasio è che la preparazione richiede necessariamente un attrezzo speciale, mostrato in foto, composto da un contenitore in ceramica zigrinato (suribachi) e dal suo pestello (surikogi) in legno.
La zigrinatura è assolutamente fondamentale, se si desidera macinare semi di piccola dimensione come sono, appunto, i semi di sesamo o anche quelli di lino.
I semi molto piccoli, infatti, sono difficili da masticare proprio a causa delle loro dimensioni contenute; pertanto, se deglutiti interi, nello stesso modo transiteranno nel tratto digerente e non apporteranno alcun effetto nutrizionale.

La dimensione del suribachi è contenuta (circa 20 cm di diametro) ed è un attrezzo da utilizzare rigorosamente a mano. Bisogna imprimere contemporaneamente pressione e traslazione per riuscire a macinare i semi che, così, non solo saranno digeribili, ma si assoceranno anche ai granelli di sale, fornendo così il tipico sapore salato.
Il gomasio si può utilizzare al posto del sale e, ovviamente ha un sapore particolare. Io lo consiglio nelle insalate, nelle verdure cotte e al posto del parmigiano nelle pastasciutte.

E’ consigliabile non preparare mai troppo gomasio perché il processo di molitura innesca inevitabilmente il processo di ossidazione e, conseguentemente, dopo un paio di settimane, il preparato irrancidisce.

Con il suribachi si possono preparare anche altre macinature da usare come condimento e presenti nelle tradizioni di moltissime cucine (indiane, mediterranee, mediorientali ma anche sudamericane); insomma, è un attrezzo davvero versatile.

Qui di seguito la ricetta per preparare il gomasio:

Ingredienti:
sale fino (un ventesimo, o meno, del sesamo in volume)
sesamo in semi
alghe (opzionali)

Preparazione:

Si tosta il sale per eliminare ogni possibile residuo di umidità.
Si lava e si scola il sesamo, quindi si tosta in padella senza aggiunta di nulla, a fuoco bassissimo.
Il sesamo è pronto quando si verifica una di queste condizioni:
a) inizia a scoppiettare e qualche granello salta dalla padella
b) mescolandolo delicatamente con un cucchiaio d’acciaio, non ne rimane attaccato nessun seme
c) la fragranza del sesamo tostato invade la cucina

suribachi & surikogi con semi di lino dopo 5 minuti di macinamento

A questo punto, bisogna unire il sale al sesamo tostato e iniziare il processo di macinatura. Suggerisco di farlo da seduti, tenendo in grembo il suribachi e utilizzando il surikogi con movimenti circolari.
Il procedimento termina in pochi minuti, quando circa l’80% dei semi risulta macinato.
Per l’impiego, consiglio di utilizzare un vecchio contenitore di spezie con una foratura di dimensioni generose.
Se volete essere “precisi” nelle quantità ottenibili, considerate che, dopo la macinatura, il volume del sesamo aumenta di circa un terzo. Ovvero, se misurate due contenitori di spezie colmi di semi di sesamo interi, ne otterrete circa tre di gomasio.

Buon appetito!

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.