Il dilemma della dieta

Ultimamente, i programmi televisivi e i media sono “invasi” da dibattiti sull’alimentazione, corretta o scorretta, e sul cibo spazzatura o che invece favorisce la guarigione di malattie importanti.
Assistiamo continuamente a forti contrasti di parere tra luminari, medici, terapisti e, a tal proposito, proponiamo il punto di vista dell’esperto di alimentazione Bill Tara, pioniere del movimento della Salute Alternativa dal 1967, oltre che co-fondatore del Kushi Institute.
Quello che segue è un estratto tratto dal libro “Corpo naturale mente naturale”, edito da Shiatsu Milano Editore, che sembra mettere tutti d’accordo: il cibo di per sé non è dannoso, sempre che non sia alterato e venga assunto nelle giuste quantità. Una verità tanto semplice e pervasa di buon senso quanto, a volte, difficile da accettare.

Il dilemma della dieta

Nei capitoli precedenti ho fatto delle riflessioni su alcune delle implicazioni ecologiche, economiche e salutistiche della dieta moderna. Ora è il momento di guardare più da vicino che cos’è una dieta salutare. Un ambito che è pieno di ambiguità, nonostante la forza delle argomentazioni di tutte le parti.
La prima distinzione importante che possiamo fare è quella di andare oltre la categorizzazione dei cibi in buoni e cattivi. Tutti i cibi hanno particolari qualità nutrizionali ed energetiche. La lezione più importante che possiamo imparare riguardo al cibo è in che modo queste qualità influenzano la nostra salute e le implicazioni più ampie del loro consumo. Un cibo che può essere adatto a una persona può essere dannoso per un’altra. Alcuni dei cibi a cui siamo affezionati possono avere delle implicazioni ambientali o economiche che dobbiamo tenere in considerazione.

Copertina Tara RCi sono alcuni lettori che saranno delusi dal fatto che in questa sezione non ci sono liste di “Super Cibi”, “Cibi Miracolosi” o “Cibi che curano il cancro”. La ragione per cui non ci sono è che non esistono. Il fatto che noi siamo attirati da quel tipo di promessa è che vogliamo che la nutrizione sia come la medicina. Noi desideriamo le risposte facili, che non richiedono una riflessione o uno sforzo personale. Noi vogliamo un approccio poco faticoso ma siamo sospettosi della semplicità. Desideriamo un miracolo ma non siamo pronti a lavorare per il suo successo. L’ironia è che mangiare bene è semplice e può produrre risultati positivi; l’unica condizione è che ci richiede di pensare in maniera diversa.
Uno degli aspetti meno attraenti della fascinazione contemporanea verso il cibo e la dieta è l’arma a doppio taglio delle fobie e fissazioni su un cibo piuttosto che un altro. Se alcuni cibi sono associati a malattie specifiche, questo è più dovuto a un consumo eccessivo che non al fatto che quel tipo di cibo sia di per sé dannoso. Lo stesso vale per cibi che possono contenere micronutrienti specifici utili nel combattere certe malattie. Il corpo è meglio preparato ai piccoli aggiustamenti nel suo funzionamento organico della mente. L’equilibrio che desideriamo è più facilmente raggiungibile quando mangiamo cibi sani e non ci fissiamo eccessivamente sulle regole.
L’approccio migliore per la salute è scegliere cibi che non siano stati talmente alterati dall’utilizzo di sostanze chimiche da perdere la loro vitalità originale. Per comprendere le qualità generali del cibo dal punto di vista degli effetti del corpo e per considerare le più ampie implicazioni relative all’utilizzo è utile avere delle linee guida generali. In questo capitolo, ci sono diversi criteri utilizzati nella classificazione dei cibi. Ho indicato alcuni parallelismi su come un paio di questi metodi coincidano con quelli delle scienze dell’alimentazione ma ciò non è la base su cui si basano le conclusioni. Il fatto che i benefici sociali, economici, ecologici e quelli riguardanti la salute coincidano non dovrebbe sorprenderci. Quando cooperiamo con la Natura, vinciamo tutti.

Bill Tara
“Corpo naturale mente naturale”, Shiatsu Milano Editore

Sei-ki: Life in resonance

Una delle novità editoriali di Shiatsu Milano Editore del 2016 è il libro “Sei-Ki: Life in resonance – L’arte segreta dello shiatsu”, di Akinobu Kishi e Alice Whieldon, a breve in uscita.
Kishi è stato maestro di Zen Shiatsu in oriente e occidente, iniziando la propria formazione presso il Japan Shiatsu College di Tokujiro Namikoshi e sviluppandola poi presso il Centro Iokai con Shizuto Masunaga, di cui è stato assistente per dieci anni. Viene quindi considerato uno dei massimi esponenti dello shiatsu, oltre che erede del lavoro di Masunaga.
Ha trascorso la propria vita come ricercatore dell’essenza umana, studiando anche molti altri metodi di guarigione e di lavoro sul corpo, e, dopo aver subito un profondo cambiamento personale, ha infine sviluppato un proprio metodo, chiamato Seiki Soho.
Kishi è stato un “dissidente”, come colui che conosce e ama le proprie tradizioni tanto da potersene allontanare e tuttavia rimaner loro fedele. Ha sempre continuato a cercare lo shiatsu e il Seiki Soho, che ha praticato ed insegnato per trent’anni, ne è il risultato. Ricongiunto agli insegnanti da cui un tempo si era allontanato, ora si trova tra loro come protagonista nella storia dello Shiatsu.

Sei ki DoinIl libro “SEI-KI: Life in resonance” è strutturato in quattro parti: la prima illustra la storia delle origini dello shiatsu e della sua evoluzione, mentre la seconda tratta i temi più rilevanti dello shiatsu e del Seiki-Soho in forma di conversazione con Alice Whieldon, co-autrice e collaboratrice del maestro. Qui Kishi espone la sua originale elaborazione, basata sull’esperienza dell’essenza di ogni essere umano (KoKoro), che non si perde nei limiti dei dettagli tecnici e non cessa di stupirsi di fronte alla meraviglia dell’essere umano. E’ un contattare ed esprimere l’inesprimibile.
Seguono poi la descrizione di alcuni trattamenti avvenuti durante un seminario di Kishi a Monaco e una serie di testimonianze di chi ha incontrato il maestro.

C’è una sola cosa che so
Ho attraversato questi trent’anni con questa sola cosa
Riconosco il sentimento strozzato dell’energia stagnante e il segno mancante: lo sento e lo riempio
Il respiro diventa uno
Tocco lo spazio
Mi concentro
Il corpo comincia a muoversi
Questo è tutto
E’ sufficiente
E le parole di molte persone sono state, sto respirando di nuovo
E’ stata la mia vita e la mia gioia
(Akinobu Kishi)

Shiatsu & adolescenti

Una novità in arrivo: “SHIATSU per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, il nuovo libro di Marisa Fogarollo.

Marisa Fogarollo, dopo oltre vent’anni d’insegnamento presso la Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, conoscendo le meravigliose possibilità che hanno le nostre mani, tramite il “tocco empatico”, di aiutare gli altri, nel 1996 volle iniziare a collaborare con la Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Qui, insieme ad altri docenti della Scuola Internazionale di Shiatsu, cominciò ad insegnare alle mamme come trattare i propri bambini, utilizzando lo “shiatsu familiare” praticato in Giappone, oltre che insegnare l’approccio e il trattamento sui bimbi, sia appena nati che grandicelli, anche agli allievi della scuola shiatsu.
Due anni fa, spinta dal desiderio di diffondere le sue conoscenze in materia, ha pubblicato il libro “Shiatsu & Bimbi”, edito da Shiatsu Milano Editore, rivolto ai genitori e a tutte le persone che lavorano con i bambini.
Visto il positivo riscontro mostrato dalle mamme e dagli operatori shiatsu (siamo già alla seconda ristampa del libro), Marisa ha deciso di proseguire la sua opera scrivendo un nuovo libro dal titolo “SHIATSU per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi” (in uscita in primavera), che senz’altro diverrà una buona guida per gli operatori che trattano adolescenti.

Sappiamo che l’adolescenza è una fase della vita particolarmente delicata, in cui i ragazzi sperimentano modi di essere e tantissime emozioni, trovandosi ad affrontare problemi più grandi di loro che, purtroppo, lasciano sul corpo segni tali da poter impedire uno sviluppo sereno ed equilibrato. L’autrice, conoscendo bene le problematiche degli adolescenti, dedica un capitolo del nuovo libro ai disegni dei ragazzi trattati con lo shiatsu, interpretati insieme alla psicologa Giuseppina Morrone. Al progetto, che chiedeva ai ragazzi di esprimere le proprie sensazioni prima e dopo il trattamento tramite due disegni, hanno partecipato più femmine che maschi: le ragazze, infatti, sono più disponibili a condividere il proprio mondo interiore con gli altri, mentre alcuni ragazzi, durante l’adolescenza, vivono il trattamento come invasivo.
disegno 2disegno 1Pubblichiamo qui i due disegni di una ragazza: secondo l’autrice, essi sembrano esprimere la differenza tra la medicina orientale e occidentale. Nel primo disegno il corpo appare diviso a metà (sensazione epicritica, tipicamente occidentale), mentre nel secondo, dopo il trattamento, esso appare unificato (sensazione protopatica, tipicamente orientale). Inoltre, nei trattamenti fatti su ragazzi ricoverati in ospedale, grazie al rilassamento si riscontra la diminuzione del dolore e dell’uso della morfina.

Marisa Fogarollo insegna dunque come trattare i ragazzi con lo shiatsu, proponendo un trattamento su tutto il corpo secondo lo stile di Masunaga e descrivendo numerose sequenze con le relative fotografie, ma facendo anche riferimenti alla medicina cinese, agli aggiustamenti e ai chakra, utili per comprendere i problemi fisici, spirituali ed emozionali degli adolescenti.
Interessante è il lavoro sulla schiena, dove insegna la pratica sui punti yu (shu), le aree di valutazione energetica dorsale indicate da Shizuto Masunaga, le semplici tecniche di massaggio e l’esame ed il trattamento della colonna vertebrale. Gli altri capitoli trattano le parti del corpo soggette a tensioni, in particolare nell’adolescenza: l’addome, il torace, il collo, la testa ed il viso, le gambe e i piedi, il tutto corredato dalle esperienze personali di trattamenti eseguiti dall’autrice.
Interessante è infine il capitolo sulla memoria cellulare e lo stress, che sottolinea quanto i ragazzi d’oggi siano sottoposti a tensioni dovute alle loro eccessive attività, e nel quale vengono esaminati i vari tipi di stress adolescenziali e i modi di trattarli.

Lombalgia e shiatsu

Trattamento per il disturbo del dolore lombare: pubblichiamo per i nostri lettori un estratto che anticipa l’uscita del 4° mese dei “Manuali di shiatsu” di Shizuto Masunaga, prevista ad aprile 2016. Buona lettura!

Sintomi
dolore lombareQuando si parla di dolore lombare ci si trova di fronte sia a svariate tipologie di sintomi che ad una zona interessata piuttosto ampia. Ciò rende complessa una corretta analisi della patologia e anche il trattamento, in quanto l’operatore shiatsu deve tenere tutto a mente. Ad esempio, il colpo della strega, che colpisce all’improvviso, spesso è dovuto all’ernia di un disco intervertebrale, cioè allo spostamento di un disco lombare. Ciò causa dolori e fastidi quando ci si alza, ci si siede o si sta seduti a lungo, e non quando si sta in piedi. Le varie cause scatenanti originano diverse sintomatologie.

Come valutare
Nei giovani sono sempre più in aumento casi di dolore lombare, causato dal colpo della strega o dall’ernia di un disco intervertebrale; originariamente, però, queste patologie interessavano persone di mezz’età, in particolare i quarantenni (in giapponese esiste persino l’espressione “dolore lombare del quarantenne”), perciò venivano associate all’età del paziente. Inoltre, anche pazienti con problemi agli organi addominali, al midollo spinale o di natura ginecologica, possono soffrire di dolore lombare.
Sottolineo che, se si soffre di dolore lombare, alzarsi in piedi piegandosi in avanti è problematico a causa di un’ulteriore antiflessione delle vertebre lombari che, invece di mantenere la loro normale curvatura verso l’interno dell’addome, si rettilineizzano.

Come curare
lombalgiaL’approccio superficiale del “premere la zona interessata” risulta del tutto inefficace. Se voi esercitaste pressione come per riposizionare le vertebre lombari, che sembrano “uscire fuori”, premendole verso la schiena, non solo aumentereste la loro antiflessione, ma causereste ulteriori peggioramenti, e il paziente potrebbe non riuscire più ad alzarsi in piedi. Quando le vertebre lombari si “spostano” verso l’addome, la funzionalità degli organi addominali diminuisce e compaiono masse dure (shikori). Ciò provoca l’irrigidimento dei muscoli che vanno dalla zona lombare all’interno delle gambe e che permettono di alzarsi in piedi. Se provate ad eseguire l’allungamento delle gambe verso l’esterno, in posizione supina, noterete che le ginocchia non toccano il pavimento.
Innanzitutto, è opportuno eseguire un accurato shiatsu all’addome e, successivamente, spostarsi verso le gambe e i muscoli interni della coscia, sciogliendo le masse dure presenti tramite il processo di allungamento. L’antiflessione dei dischi lombari può essere curata trattando simultaneamente entrambi i processi trasversi delle vertebre, partendo dall’esterno e andando verso il centro dell’addome. Fate poi ritornare il paziente in posizione supina ed eseguite lo shiatsu completo su tutto il corpo, spingendogli le ginocchia verso il petto e ruotandogli leggermente le gambe a destra e a sinistra, per riequilibrare il corpo.

N.d.R. Si possono trovare altre indicazioni su come trattare la zona lombare con il keiraku shiatsu nel libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga (ed. Shiatsu Milano Editore), in particolare nel racconto 3 “Il dolore lombare” e nel racconto 34 “Lezioni all’estero I”. Inoltre, nel 2° volume di “Manuali di shiatsu”, dello stesso autore ed editore, si può trovare il capitolo “Shiatsu della zona lombare” a pag 72.

Ricetta natalizia macrobiotica

In oriente, la teoria dello yin e dello yang è il pane quotidiano per l’analisi di qualsiasi movimento che avviene sul pianeta terra. Grazie ad essa a alla teoria delle 5 Trasformazioni, possiamo comprendere meglio, ad esempio, l’energia presente sia negli alimenti di cui ci nutriamo sia in un determinato periodo dell’anno.
La teoria dello yin e dello yang è, nella sua base, molto semplice. Il Tao, rendendosi manifesto, si divide in due energie opposte e complementari che, unendosi, creano tutto ciò che esiste. Quindi, in ogni cosa vi è la presenza contemporanea di yin e yang, e la differenza di forme e consistenze è determinata dalla predominanza di uno rispetto all’altro. Il modo in cui le due forze si regolano fra di loro può essere compreso attraverso la teoria delle 5 Trasformazioni (cioè i 5 movimenti di yin e yang).
Su questi principi si fonda la filosofia Macrobiotica, che ci può suggerire tra l’altro come scegliere il cibo migliore per ogni periodo dell’anno (la natura stessa, che è regolata dal movimento di yin e yang, fa crescere il cibo più adatto al luogo e alla stagione).

Copertina Tara RIl nostro libro sulla filosofia macrobiotica è “Corpo naturale mente naturale” di Bill Tara: “Il calore e la luce del sole sono dei doni meravigliosi ma, all’interno della biosfera, ci sono altri tre doni che sostengono la vita umana: il cibo, l’acqua e l’aria“. Il testo sviluppa il concetto di come creare una relazione sana con la Terra, non parlando esclusivamente di cibo, e ispira uno stile di vita sano e la comprensione dei problemi che affliggono la società moderna.
Nelle nostre vie respiratorie accogliamo l’energia dell’ambiente per la miracolosa trasformazione della vita, e il cibo è indispensabile per nutrire l’energia che abbiamo acquisito. Nel tempo, però, abbiamo contaminato i doni del pianeta per avere maggiori comodità e acquisire ricchezza, senza preoccuparci del futuro.
Purtroppo, per ottenere quello che noi definiamo “benessere”, miniamo la nostra salute attraverso un consumo eccessivo di cibo, mentre la malnutrizione e la fame sono epidemiche tra i poveri. Ci stiamo allontanando da una relazione sana con il pianeta, perché la dieta che produce l’optimum della salute fisica dovrebbe essere anche quella che produce una giustizia economica, che promuove una società più pacifica ed una stabilità ambientale.
Il problema è molto grande, ma ognuno di noi può agire modificando la propria alimentazione, gradatamente ma in modo abbastanza rapido.

Noi ne traiamo spunto per proporvi una ricetta macrobiotica natalizia: buon appetito!

Croccante di mele

Ingredienti: 2 etti di fiocchi d’avena, 1 etto di farina tipo2, 1 cucchiaino di cannella in polvere, concentrato di mela, 2-3 mele, un pizzico di sale.

• Con i fiocchi d’avena, farina, sale e concentrato di mela fare una pastella semiliquida. Lasciare riposare per 15-20 min.
• Nel frattempo pelare le mele, levare il torsolo e tagliarle a mezzaluna di 0,5 cm di spessore.
• Ungere una teglia da forno, spruzzarla con pochi fiocchi d’avena e disporre le mele, una vicina all’altra, fino a coprirne il fondo.
• Mescolare la pastella e, se si è addensata, aggiungere un po’ di acqua con concentrato di mela. Aggiungere la cannella e mescolare bene. Coprire le mele con la pastella e mettere in forno già caldo a 200° per 20 min, quindi abbassare a 180° e cuocere ancora 10 min.

Ringraziamo Giuseppe Sivero (gsive52@gmail.com), insegnante e consulente di macrobiotica, per la ricetta e parte del testo

Dolore lombare e shiatsu

Estratto dal seminario “La scelta del focus nel trattamento shiatsu” di Wilfried Rappenecker

Questo articolo ha come tema lo shiatsu per il dolore lombare cronico (con o senza irradiazione del dolore alle gambe), che insorge a causa di peculiari situazioni di vita e schemi emotivi e fisici o, in altre parole, energetici, comunque soggettivi. Per questo motivo, la comprensione delle diverse situazioni di vita dei riceventi rende il trattamento più efficace. In questa sede escluderò di parlare del trattamento specifico dei meridiani secondo la diagnosi del corpo energetico, né parlerò di dolore acuto o cronico. Più una persona soffre dei propri disturbi, più la componente emotiva è pronunciata; pertanto, è utile osservare lo stato d’animo del paziente. Spesso siamo già consapevoli della condizione di vita in cui il mal di schiena si è sviluppato ancor prima di posare le mani su sul ricevente per la prima volta. Un metodo valido e semplice per avvicinarci alle motivazioni che hanno portato qualcuno ad aver bisogno di creare il dolore e i propri schemi energetici consiste nel posare la mano sulla zona più colpita e, semplicemente, restare in attesa di storie inaspettate ed emozionanti che può raccontarci.

Ecco qualche esempio di situazioni che si possono presentare: nel caso di una donna piccola ed energica, un dolore causato da una continua e pronunciata forzatura della parte bassa della schiena è in realtà dovuto al fatto che questa donna crede di doversi irrigidire in quella zona (di ergersi sulle “zampe posteriori”, per così dire) per essere presa sul serio o per essere riconosciuta. Oppure, un uomo con debolezza cronica nella zona lombare può avere la convinzione inconscia di non aver mai ricevuto sufficiente sostegno nel proprio ambiente. Nel caso invece di una persona che soffre di tormentoso dolore, che è intensamente aumentato, l’operatore, toccando la zona, può avere una chiara percezione di forte rabbia.

Il rilascio della tensione da solo non basta L’obiettivo di un trattamento shiatsu sarà stabilizzare e armonizzare l’area, in modo che la tensione (come causa immediata del dolore) venga meno e che la scarsa vivacità, che è alla base della tensione, inizi a risvegliarsi con il sostegno stimolante del terapeuta. Il vuoto energico e la sensazione di stanchezza nella zona lombare raramente significano che l’energia di rene è così esausta da non poter ripristinare la vitalità e la forza in quell’area. Piuttosto, si tratta di uno squilibrio locale e dell’uso sbagliato del corpo energetico e fisico.

Il punto di vista della medicina occidentale sulle cause del mal di schiena A mio parere, la medicina occidentale ha solo in parte capito il processo che porta al mal di schiena. Essa considera il dolore nella parte bassa della schiena una conseguenza di tensione e irritazione dei muscoli e dei legamenti, di un disallineamento cronico, di un prolasso di un disco, di vertebre malformate, di una vertebra lombare in più o di vertebre scivolate. Se vi sono ulteriori irradiazioni dolorose nelle gambe, ciò viene spiegato con l’irritazione di uno o più nervi spinali. Ritengo che solo raramente i dischi prolassati / scivolati siano la causa diretta del dolore nella parte bassa della schiena. Trovo che lo schema di blocco energetico dello shiatsu e della MTC sia più plausibile come origine del dolore (e, nello shiatsu, più utilizzabile). D’altra parte, un provato prolasso del disco (ernia) indica probabilmente un indebolimento energetico a lungo termine e uno squilibrio non solo nella zona, ma in tutta la persona, che dovrebbe essere preso seriamente. La schiena ha molte “facce”; gli schemi energetici e le esperienze di vita possono essere la radice del dolore cronico, e la parte bassa della schiena non è l’unica ad avere disturbi. Spesso, tutto il lato posteriore del corpo ha perso la sua unità e si è suddiviso in parti separate. Se si riesce a far sì che le zone che si sono “separate” tornino a riunirsi in una storia comune, la parte bassa della schiena potrà ritrovare la vitalità perduta. Il ripristino del flusso dell’energia nel meridiano di vescica può liberare i blocchi e dare sollievo.

Schemi energetici per lavorare su tutto il corpo La guarigione dal dolore nella parte bassa della schiena dura nel tempo solo se si lavora sull’elemento acqua in varie parti del corpo. Si può cominciare trattando il retro delle cosce, che forma un’unità energetica con la regione della parte bassa della schiena. Forti tensioni muscolari o energetiche, oppure vuoto e mancanza di forza, si rivelano anche nella zona del sacro. Anche l’energia dell’inguine, se bloccata, può portare al mal di schiena: tecniche di rotazione in profondità ed un lavoro con il palmo delle mani e il peso corporeo possono sbloccarla. Le ginocchia rappresentano, insieme alle gambe e ai piedi, la connessione con la Terra (meridiano di milza/pancreas): la repressione della paura e le emozioni dell’elemento acqua possono portare una persona ad interrompere questo contatto. Gli incavi delle ginocchia possono apparire tesi, nel tentativo di controllare l’emozione dell’acqua; in tal caso, vi saranno sintomi quali stanchezza, debolezza e/o troppa tensione nei muscoli dei polpacci, nelle caviglie, nei piedi e pressione sul tendine di Achille. Questo è il motivo per cui lo shiatsu sulle caviglie e un lavoro su tsubo come vescica 60 e rene 3 e sui diversi stati energetici della pianta e delle dita dei piedi sono utili per rivitalizzare l’energia di vescica. Infine, fare shiatsu sulla parte dolorosa della zona lombare non solo non è necessario per alleviare il dolore, ma può anche essere dannoso e persino peggiorare la situazione. Dunque, il flusso del ki del meridiano di vescica può essere stimolato ed equilibrato con lo shiatsu sul retro delle cosce e delle ginocchia, sulle caviglie e nella regione di spalle / collo, portando ad un rilassamento della zona lombare e ad un significativo sollievo dal dolore.

La mia opinione Contrariamente all’opinione diffusa che si dovrebbe lavorare con una pressione mantenuta in profondità e a lungo nei luoghi di vuoto energetico, la mia esperienza è che ciò può, in determinate circostanze, peggiorare drasticamente i disturbi. Questo può essere spiegato dal fatto che una pressione mantenuta in profondità ha principalmente un effetto energicamente calmante. Il tessuto stanco e inattivo che sta in profondità del vuoto energetico non è ancora pronto a dare stabilità, e la zona lombare indebolita può perdere il suo ultimo sostegno, se i muscoli si lasciano andare. In questo caso, il giorno dopo il trattamento, si può avere un peggioramento. Il trattamento del vuoto energetico nella zona lombare richiede una certa dose di sicurezza ed esperienza per decidere quando la priorità è il rilassamento o, viceversa, la stimolazione. Ecco perché consiglio di evitare questa zona, o fare una stimolazione veloce e leggera, finché l’operatore abbia raggiunto abbastanza esperienza.

Rischi e precauzioni Oltre ad una riduzione del dolore e un rafforzamento della vivacità nella parte bassa della schiena, io mi auguro soprattutto che, a seguito dei trattamenti shiatsu per il mal di schiena cronico, il paziente non si senta peggio di prima. A mio parere, il più grande pericolo da parte dell’operatore è che lavori troppo profondamente e rudemente nella zona del dolore, e rilasci le tensioni nella parte bassa della schiena troppo velocemente e troppo presto. Ci sono alcune altre cose, però, che, se considerate, rendono più probabile un risultato positivo del trattamento. Per esempio, è importante che il ricevente si sdrai in modo che la zona lombare possa rilassarsi. Se il collo è rigido, anche la gabbia toracica superiore e le spalle dovrebbero trovarsi un po’ più alto, in modo che possano rilassarsi. Nei primi trattamenti a un ricevente dolorante, potrebbe essere necessario scegliere la posizione laterale, a volte persino con le ginocchia strettamente allineate al corpo. Io chiedo inoltre ai pazienti di sdraiarsi in qualunque posizione li faccia sentire più comodi: quella che scelgono è un’espressione della loro situazione energetica e fisica, ed è un’informazione che può anche rendere più facile il trattamento. Se il dolore è molto forte e l’esperienza emotiva sembra prevalere, o ci sono altre indicazioni di una situazione instabile (o possibili peggioramenti), allora ritengo che, all’inizio, abbia senso fare due o tre brevi trattamenti a settimana. Ciò ha il vantaggio che l’operatore può rispondere ai cambiamenti (a volte grandi) dal trattamento precedente, ed eventualmente prendere i “cambiamenti in peggio” nella fase iniziale. Il paziente, inoltre, può sentirsi più sicuro, il che aumenta l’efficacia del trattamento. Io faccio notare ai miei pazienti che, soprattutto all’inizio di una serie di trattamenti, ci possono essere battute d’arresto, che ciò è assolutamente normale e che non è un segno di un “errore” nel trattamento. Per lo più, se la situazione peggiora, è solo per un breve periodo e dopo, normalmente, il paziente si sente meglio di prima. Dire queste cose evita che il ricevente si senta scoraggiato dal peggioramento del suo stato e aumenta la fiducia, il che sembra particolarmente importante nel lavoro sul mal di schiena cronico. In sostanza, la conversazione con il nostro paziente è molto significativa e utile per fargli trovare la fiducia, favorendo la guarigione e rendendogli più facile accettare consigli e raccomandazioni.

Wilfried Rappenecker

Acufene e shiatsu

Trattamento per il disturbo dell’acufene Pubblichiamo per i nostri lettori un estratto della dispensa dei seminari che Haruhiko Masunaga ha tenuto a Milano a giugno 2015.

acufene rSintomi L’acufene può manifestarsi, ad esempio, con rumore pulsante causato dal flusso sanguigno, con rumore persistente analogo al cicalio o all’eco di un suono contro un ostacolo, o anche con rumori meno netti. Ovviamente, il persistere dell’acufene porta a problemi di udito.

Come valutare L’acufene può essere presente in caso di otite, ipertensione, arteriosclerosi, menopausa, disturbi ai reni e allo stomaco e nevralgia del nervo trigemino. In generale, possiamo affermare che il sangue circola con difficoltà nella zona delle orecchie, se presente una tensione muscolare o una sofferenza del nervo. Un rumore leggero e continuo, percepito dall’orecchio come un tono basso (simile a quello prodotto dai cavi elettrici), è dovuto all’alterazione del flusso sanguigno dei piccoli vasi dell’orecchio situati sotto il padiglione auricolare che, per un aumento della pressione sanguigna, possono dar luogo al sintomo dell’acufene. Se fate shiatsu sotto l’orecchio, noterete che i sintomi dell’acufene riferiti dal paziente sono correlati alle pulsazioni dei vasi in quella zona. I disturbi e i rumori acuti continui, che possono essere causati dall’uso della streptomicina (un antibiotico utilizzato in Giappone), sono di difficile guarigione, contrariamente alla sindrome di Ménière, caratterizzata da giramenti di testa e difficoltà d’udito, sintomi che possono migliorare tramite lo shiatsu.

Come curare Sia i giramenti di testa sia l’acufene possono essere dovuti alla tensione della parotide; dal momento che il meridiano di intestino tenue passa all’interno dell’orecchio, l’agopuntura ricorre agli tsubo di questa zona per curare tali 0556 rdisturbi (ndr: nella medicina cinese, un ramo interno di questo meridiano si immerge nell’orecchio dal punto IT 19). Si può intervenire sull’acufene seguendo il percorso del meridiano di intestino tenue sia dal collo alle braccia (sciogliendo la tensione), che dall’addome inferiore alla parte interna delle gambe, curando così i sintomi di oketsu (*). Inoltre, l’iperemia (infiammazione) della mucosa uditiva porta all’intasamento della tromba di Eustachio, interessando il meridiano di triplice focolare nel tratto tra la zona cervicale e l’orecchio. Squilibri di questo meridiano provocano sensazione di freddo, vampate, colpo di frusta, ipertensione e arteriosclerosi, che possiamo trovare in concomitanza dell’acufene. Infine, disturbi del sistema nervoso autonomo possono creare squilibrio ai meridiani di rene e vescica, quindi è importante trattare le articolazioni dalla cervicale fino ai lati della schiena, e dalla parte posteriore delle gambe fino alla caviglia e alla pianta del piede. Dal momento che le vertebre cervicali 3° e 4° interessano le orecchie, per curarne le disarmonie si possono eseguire gli allungamenti.

*Oketsu 瘀血: stasi di sangue, chiamata popolarmente in Giappone “sangue vecchio”; Questo ristagno di sangue che, di solito, inizia nella cavità addominale, può poi diffondersi anche ad altre parti del corpo, ed è dovuto ad uno shock o all’attività del fegato.

Shiatsu in posizione supina

Estratto dal libro “Manuali di shiatsu – 3° mese” di Shizuto Masunaga

Nella ricerca che Shiatsu Milano Editore ha intrapreso per andare alle origini del Keiraku shiatsu, ci siamo imbattuti nelle dispense che il maestro Shizuto Masunaga scrisse negli anni ’70 per i suoi corsi, decidendo di tradurle e pubblicarle. Dopo il successo dei primi due volumi, abbiamo appena pubblicato il 3°, di cui vi proponiamo un estratto.

Lo shiatsu con il ricevente in posizione supina è un aspetto centrale del trattamento: non vi sono dubbi sulla sua importanza, anche perché ci dà la possibilità di fare la diagnosi addominale (fuku-sho, dove fuku = addome e sho = diagnosi). Anche nella medicina occidentale, la valutazione dell’addome era importante per diagnosticare le malattie, ed infatti i medici si esercitavano per acquisire esperienza. Poi, con l’incremento dei macchinari per la diagnostica, il contatto fisico tra medico e paziente ha cominciato ad essere meno frequente. Tale tendenza è confermata dall’aumento delle lamentele circa il fatto che i dottori non toccano più i pazienti. Nonostante siano passati tanti anni ricordo che, per guarire un disturbo che mi aveva colpito durante l’infanzia, il medico curante, ad ogni visita, mi appoggiava la sua calda e grande mano sull’addome, e che tale sensazione era piacevole. Ripensandoci ora, non si trattava di una modalità di diagnosi (shoku-shin) ma di anpuku (una pratica manuale utilizzata per fare la diagnosi addominale anche nel kanpo) che, grazie alla sua efficacia, mi aveva curato. I trattamenti kanpo sull’addome che si praticavano nell’era Edo (Ndr: periodo Edo o Tokugawa, 1600-1868) resero possibili la comprensione dei sintomi che poteva percepire solo il paziente e la loro “traduzione” in manifestazioni analizzabili anche dai medici. L’ineguagliabile dottor Yoshimasu Tōdō (Ndr: 1702-1773) affermava che “l’addome è la fonte della vita”, che quindi le malattie hanno origine in quella zona e che, per fare una diagnosi, si deve “vedere” (se ci è permesso) la pancia; egli considerava tale affermazione la massima della diagnosi dell’addome. Inoltre, nell’anma si diceva che solo le persone più preparate potevano eseguire l’anpuku (il trattamento dell’addome): questo a dimostrazione di quanto non solo fosse importante, ma anche difficile da svolgere correttamente. haraPer diffondere l’anpuku, Shinsai Ota sensei disegnò la prima mappa dell’anpuku (in giapponese, anpuku zukai): senza ricorrere alla complicata tecnica del kyoku-te, dimostrò che, tramite la pressione, si potevano ottenere gli stessi risultati. Il fatto che pochi operatori shiatsu utilizzino questa mappa e che vi siano scuole di pensiero che non pongono al centro dell’attenzione la zona addominale, potrebbe essere dovuto alla diffusione della medicina e del massaggio occidentali, e anche della medicina moderna giapponese. Lo shiatsu sull’addome risulta essere estremamente efficace per i bambini, ma anche i malati gravi e i pazienti che necessitano di riposo provano con esso un giovamento equiparabile ad un vero e proprio trattamento. La piacevolezza della fuku-shin (palpazione dell’addome), praticata dall’esperto di medicina interna, e la possibilità di migliorare le funzionalità degli organi interni, sono aspetti che fanno riflettere sull’importanza di esercitarsi nel trattamento dell’addome. Inoltre, con il ricevente posizione supina, possiamo soffermarci a comunicare con calma e a comprendere lo stato del paziente, che riporrà quindi fiducia nell’operatore. Tale fiducia ci consentirà di chiedere il permesso di “vedere” l’addome; le parole non bastano, serve l’atteggiamento aperto di chi pratica shiatsu.

Shizuto Masunaga

Tonificazione e dispersione nello shiatsu

Kyo-jitsu, tonificazione e dispersione: l’aspetto cruciale dello shiatsu. Estratto dal libro “Manuali di shiatsu – 2° mese” di Shizuto Masunaga

Nella ricerca che Shiatsu Milano Editore ha intrapreso per andare alle origini del Keiraku shiatsu, ci siamo imbattuti nelle dispense che il maestro Shizuto Masunaga scrisse negli anni ’70 per i suoi corsi, decidendo di tradurle e pubblicarle. Dopo il successo del primo volume (“Manuali di shiatsu – 1° mese”), a novembre è prevista l’uscita del secondo, di cui vi proponiamo un estratto.

Kyo-jitsu, tonificazione e dispersione. L’aspetto cruciale dello shiatsu “Gli insegnanti di shiatsu affermano che, durante il trattamento, la pressione non è casuale. Alla domanda: “Allora, di che tipo di pressione si tratta?”, di solito viene risposto vagamente, con giri di parole, oppure che bisogna premere correttamente gli tsubo. Se poi viene chiesto che cosa siano gli tsubo, la risposta è che si tratta di punti descritti nei testi tradizionali di agopuntura. Anche per quanto riguarda le proprietà degli tsubo, non si va oltre a quanto già detto dall’agopuntura. Alcuni, poi, sostengono che il segreto della pressione sia nella forma del dito o nel modo in cui si preme. Tuttavia, qualunque sia la forma del dito e comunque si prema, potrebbe essere ininfluente, in relazione alla condizione del ricevente. Ad esempio, una pressione forte o debole non dipende da quanta forza mette l’operatore, bensì dalle caratteristiche fisiche, dall’età, dal sesso e dalla condizione del paziente; e, qualora il suo stato di salute variasse, anche la medesima pressione potrebbe essere percepita diversamente. Altri ancora affermano che lo shiatsu consiste nell’esercitare una pressione corretta, adeguata al ricevente. Se si chiede loro come sia una pressione corretta, rispondono che “E’ un concetto che può essere compreso solo dopo anni di esperienza, e che non si può spiegare in poche parole”. Secondo quest’ottica, perciò, non si può essere un buon operatore shiatsu se non si hanno avute migliaia di pazienti. Ciò somiglia all’affermazione per cui non si può essere un ottimo medico senza aver ucciso centinaia di pazienti con diagnosi errate. Mi chiedo a che scopo verrebbero sacrificate tutte queste persone… tonificazione dispersioneFinora, molti insegnanti di shiatsu hanno spacciato teorie pretenziose come realtà assolute. Se, in quei casi, lo shiatsu si è rivelato efficace, non è dovuto al docente ma alla serietà degli studenti, che hanno imparato tramite quest’arte una sincera empatia verso la vita umana. Immagino, tuttavia, che molti allievi, a causa di insegnamenti errati, si siano arresi senza aver compreso il valore dello shiatsu, o che ne siano rimasti delusi. Io, nel rispondere alla domanda “Cos’è il vero shiatsu?”, ho sempre cercato di far capire che si può comprenderlo non tanto passando dalla teoria alla pratica, bensì tramite un dialogo col ricevente. Penso che alcuni lettori abbiano già capito che ciò consiste nel kyo-jitsu (tonificazione e dispersione), basato sul pensiero della medicina orientale. Pertanto, bisogna spiegare con precisione cos’è il kyo-jitsu e la tonificazione-dispersione”.

Shizuto Masunaga

La pressione shiatsu sostenente

Estratto dal libro “Manuali di shiatsu 1° mese” di Shizuto Masunaga

Nella ricerca che Shiatsu Milano Editore ha intrapreso per andare alle origini del keiraku shiatsu, ci siamo imbattuti nei testi scritti dal maestro Shizuto Masunaga negli anni ‘70 per i suoi corsi di shiatsu. Abbiamo deciso di pubblicarli, sia per la loro importanza storica, sia per conoscere il metodo di insegnamento di questo grande sensei. Di seguito, vi proponiamo un estratto dal primo dei “Manuali di Shiatsu” che accenna alla pressione sostenente.

“La mano è uno strumento essenziale per venire a contatto, in tutti i sensi, con l’altra persona. Alcuni sostengono che l’ideogramma “persona” nasca dall’unione di due individui: gli esseri umani si danno una mano tra loro, e questo gli consente di vivere. La nostra società è fatta di questi legami, dal “sostenersi a vicenda” inteso in forma passiva, ovvero “farsi sostenere”. Pertanto, potremmo dire che dipendiamo da un’altra persona e che il controllo non è nelle nostre mani ma in quelle altrui. Facciamo un ulteriore passo: proviamo a pensare che il te-ate sia il sostenersi a vicenda, e sostituiamo le tre regole dello shiatsu previste dalla legislatura giapponese (la pressione perpendicolare, la pressione mantenuta costante e la concentrazione mentale) con quest’idea del dare e avere, cioè con la pressione sostenente. Per sostenersi, e sostenere un’altra persona, si deve usare una forza perpendicolare. Non possiamo spostarci all’improvviso e nemmeno spingere l’altro, se vogliamo mantenere l’equilibrio. Anche perché, se spingiamo, il ricevente cercherà di opporsi, cosa che non accade quando ci appoggiamo con il solo intento di sostenerci. Inoltre, mentre l’atto di spingere provoca una contrazione muscolare che, se prolungata nel tempo, porta ad un affaticamento, quando ci si sostiene appoggiandosi ad un altro non si prova stanchezza. Sull’altro noi concentriamo i nostri sensi perché, se è agitato, preoccupato o senza forza, saremo noi a cadere. Questo ci porta a pensare che tra noi e il ricevente esiste un legame di correlazione. Io sostengo l’altro, che a sua volta mi sta sostenendo in un determinato punto chiamato sasae-ten (punto di sostegno), dove si concentrano le mie forze. Dunque, possiamo concludere che i tre principi dello shiatsu si incontrano in questo punto di sostegno. Quando camminiamo, non stiamo schiacciando la Terra, ma concentrando il nostro peso sui piedi in modo che essa ci sostenga. Se “schiacciamo” l’altro, significa che ci siamo separati da lui. Al contrario, quando il ricevente ci sostiene, mettiamo letteralmente nelle mani dell’altro il nostro destino. È per questo che, camminando, non schiacciamo il suolo ma, come detto sopra, ci uniamo alla Terra. Non possiamo vivere separati da essa, e solo così siamo in grado di spostarci. A differenza di quando camminiamo, quando appoggiamo le mani su un’altra persona cerchiamo una posizione comoda, premendo. Nello shiatsu questo atteggiamento può essere definito egocentrico, perché è come se si facessero valere le proprie ragioni sulla controparte. Tale approccio porta a pensare che la parte tesa del paziente sia “cattiva” e che, per migliorarla, si debba esercitare una forte pressione, combattendone la durezza. Anche se lo fate a fin di bene, ciò non è corretto. Sono in molti ad essere interessati alla cerimonia del tè, e lo saranno altrettanti a stupirsi se vi dico che ci sono dei punti in comune con lo shiatsu, forse spiegabili col fatto che entrambi fanno parte della stessa cultura giapponese. Nelle cento frasi di Rikyu (un grande maestro del tè) troviamo: “Non pensate di mescolare il tè con la punta della dita: il segreto di quest’arte è mescolarlo con il gomito”. Portando tale concetto nello shiatsu, possiamo affermare: “Non pensate di fare lo shiatsu con la punta delle dita: il segreto di quest’arte è farlo con il gomito”. Per entrare nella stanza del tè vi è un’usanza, chiamata nijiri-guchi, che consiste nell’avanzare appoggiando, a pugno chiuso, la mano sul pavimento, e sorreggendo così il peso dell’intero corpo. Questa, nello shiatsu, è la posizione corretta della pressione sostenente. Si entra nella stanza con il nijiri-guchi, abbassando l’anca e, una volta dentro, non ci si alza mai in piedi, bensì ci si sposta tramite il nijiri. Lo sapevate?”

Shizuto Masunaga