ZUCCHERO E ALIMENTAZIONE

Due importanti studi scientifici inerenti lo zucchero contenuto negli alimenti, che all’estero hanno avuto risonanza mediatica, in Italia non solo non sono stati presi in considerazione dalla stampa, ma la loro diffusione è stata fatta dal sottobosco di utenti salutisti, quelli che io chiamo (e di cui mi sento parte) consumatori evoluti. Il primo è lo studio NutriNet-Santè che ha coinvolto 101.257 persone tra il 2009 e il 2017 con lo scopo di valutare l’associazione tra il consumo di bevande zuccherate (inclusi i succhi di frutta 100%) e il rischio di sviluppare una patologia oncologica.
I partecipanti dovevano registrare tutti gli alimenti consumati durante le 24h scegliendo da una lista di 3300 cibi venduti in tutti i negozi e supermercati. Per completa trasparenza riporto le conclusioni dello studio, scaricabile dal sito del British medical Journal (www.bmj.com).
“In a context where the World Health Organization is questioning the level of evidence of the scientific data supporting the implementation of a tax on sugary drinks, the results of this observational study based on a large prospective cohort suggest that a higher consumption of sugary drinks is associated with the risk of overall cancer and breast cancer. Of note, 100% fruit juices were also associated with the risk of overall cancer in this study”.
In sostanza, ciò che tutti noi consumatori evoluti sosteniamo da tempo è stato confermato: l’assunzione di bibite zuccherate è associata al rischio oncologico, in tutte le sue forme (colon, seno, ecc..).

Non credo sia più trascurabile l’emergenza alimentare che sta travolgendo le nostre vite e che diventa sempre più un’emergenza sociale. Sapete quanto zucchero contiene un succo 100% frutta in brik? Mediamente 11g su 100ml. Il limite di assunzione giornaliero consigliato da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è meno del 10% del fabbisogno quotidiano espresso in calorie, ovvero meno di 50g per un adulto medio in salute e con attività fisica regolare. E i bambini? A voi il calcolo.
Badate bene: per zucchero non si intende solo quello aggiunto, ma anche quello naturalmente presente negli alimenti, quindi dovete prestare attenzione a pane, pasta, frutta ed ogni altro cibo/bevanda assumiate durante la giornata.
Il secondo, più che uno studio, è il risultato dell’osservazione e analisi da parte di delegati OMS che hanno raccolto quasi 8000 tra cibi e bevande in oltre 500 negozi in 4 città europee più Israele. Il titolo “WHO/Europe studies find baby foods are high in sugar and inappropriately marketed for babies” è eloquente e il risultato ci dice che la quantità di zuccheri presenti è tale da modificare la percezione del gusto nei bambini; non solo, nelle etichette era indicato l’uso per infanti con età inferiore a 6 mesi, mentre OMS indica che non dovrebbe essere accettato.
“Around a third of the products listed sugar, concentrated fruit juice or other sweetening agents as an ingredient. These added flavours and sugars could affect the development of children’s taste preferences by increasing their liking for sweeter foods”.
La domanda che faccio a voi consumatori evoluti e che io mi pongo costantemente è: “Come possiamo affermare e diffondere la nostra consapevolezza ed evitare che il luogo comune del “non ha mai fatto male a nessuno” continui a dilagare ingrassando le multinazionali non etiche?“.

Monia Caramma, esperta di cereali antichi ed interazioni alimentari

Fuoco e idratazione

Siamo entrati nell’estate solare e, sempre più spesso, dobbiamo affrontare ondate di calore persistenti e con picchi di temperature elevate. Inoltre, nelle città, la temperatura si amplifica ulteriormente per effetto della formazione di un’isola di calore, causando quindi esserci una possibile differenza di diversi gradi tra il centro e la periferia.

Una corretta idratazione è alla base delle buone pratiche per affrontare al meglio le calde giornate già trascorse e quelle che verranno in futuro. Questo viene raccomandato da ogni istituzione sanitaria. Vediamo qui di seguito come ciò si “traduce” nel linguaggio della macrobiotica.

La macrobiotica suggerisce che una miglior resistenza a queste condizioni avviene, a parità di altre condizioni, quando il meridiano del triplice riscaldatore funziona bene. Questo meridiano sovraintende la funzione di termoregolazione ed è associato all’elemento fuoco. Quindi, per favorire l’elemento fuoco dobbiamo privilegiare gli alimenti del tipo legno e fuoco, le cotture brevi, i prodotti germogliati e quelli fermentati.

idratazionePer dare qualche esempio: la frutta di stagione come melone, anguria, pesche, albicocche, prugne, e tutte le bacche come mirtilli, more, lamponi, ribes, ecc. Verdure crude tipo insalate, carote, sedano, pomodori, germogli, verdure leggermente scottate, prodotti fermentati come i crauti. Molta della frutta di stagione (tipicamente anguria e melone) sono eccezionali fonti di acqua visto che ne contengono oltre il 90%.

Ricordiamo inoltre la somma importanza di una abbondante idratazione, che deve essere rigorosamente effettuata con acqua fresca ma non ghiacciata. Chi desidera insaporire l’acqua può lasciare in ammollo alcune erbe come la menta o il basilico in modo da lasciare un retrogusto leggero, piacevole ma non dominante.

Da evitare invece gli yin estremi, come caffè, zucchero e, in particolare, l’alcool.
L’alcool viene individuato come sostanza tossica dall’organismo che, infatti, cerca di sbarazzarsene il più rapidamente possibile. La neutralizzazione delle proprietà intossicanti dell’alcool richiede diversi passaggi metabolici che si concludono con la perdita di acqua.
Dopo una serata di abbondati bevute (birra, vino o altro), infatti, il sintomo per antonomasia, prima ancora della testa che gira, è la sensazione di secchezza delle fauci.

Inevitabilmente, se siamo disidratati peggioreremo la nostre capacità traspiranti e di sudorazione che rimangono la principale forma di autoregolazione naturale della temperatura corporea. L’evaporazione del sudore avviene per asportazione di importanti quantità di calore dal corpo, permettendo a quest’ultimo di non surriscaldarsi.
Pertanto, se beviamo alcolici di qualsiasi genere, cerchiamo di bere anche grandi e proporzionali quantità di acqua per contrastare gli effetti di disidratazione, inevitabilmente inerenti a tale assunzione.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Seminari Haruhiko Masunaga 2019

Seminari Haruhiko Masunaga 2019: anche quest’anno Haruhiko Masunaga, figlio di Shizuto, per divulgare lo “shiatsu con i meridiani” ideato dal padre è tornato in Italia per tenere un seminario di Keiraku shiatsu il 22-23 giugno ed uno di approfondimento il 21 giugno.
Hanno partecipato al primo seminario trentadue operatori e insegnanti shiatsu provenienti da diverse località italiane che hanno molto apprezzato l’insegnamento di Haruhiko. Quest’anno, vista l’esperienza maturata nei precedenti workshop, oltre alle dimostrazioni di trattamenti mirati, all’impostazione di un trattamento e alla pratica dello Zen shiatsu, ha voluto approfondire tre temi per far comprendere l’essenza di questo stile di shiatsu: la vita di Shizuto Masunaga, il contenuto filosofico dello zen shiatsu e la relazione tra Keiraku shiatsu e Anpuku Zukai. Degli ultimi due e del workshop del 21 giugno vi parlerò nelle successive newsletter, in questo articolo, invece, vi racconterò del primo argomento.

Parlando della vita di suo padre, Haruhiko ne ha sottolineato alcuni aspetti importanti: la conoscenza e lo studio delle religioni, l’attitudine chiromantica e la capacità di prevedere il futuro. Shizuto cercò di comprendere l’essenza delle varie religioni, approfondendo, oltre al buddismo, la filosofia scintoista molto presente in Giappone, ma mostrando anche grande interesse per il cristianesimo. Nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, Shizuto Masunaga tratta spesso il tema del cristianesimo, ritenendo le conoscenze religiose indispensabili per comprendere la medicina orientale.
Seminari Haruhiko MasunagaPer studiare la personalità dei propri riceventi faceva sempre riferimento alla teoria dello Yin e Yang, di cui era un grande esperto, e, oltre a considerare la postura, i segni sulla pelle e la lettura del viso, sovente ricorreva alla chiromanzia. Leggeva le linee delle mani, il nome che viene dato alla nascita, il giorno di nascita ma anche il “timbro”. In Giappone vi è la cultura del timbro, utilizzato più della firma, e, a seconda di come esso viene prodotto, può avere conseguenze positive o negative sugli accadimenti. Sovente Shizuto creava per i propri clienti un timbro, scrivendo a mano gli ideogrammi su diversi fogli fino a scegliere quello adatto; Haruhiko ricorda che da bambino aveva pasticciato alcuni di questi fogli.
Nei suoi scritti Masunaga spesso parla di Yin e Yang e de I Ching, e nel libro “Keiraku Shiatsu” afferma: “È impossibile discutere della filosofia orientale senza conoscere la teoria de I Ching, che ha sviluppato e completato alla perfezione la concezione dello Yin-Yang.”
Tali conoscenze gli permettevano di dare consigli ai propri riceventi, prevedendo conseguenze positive o negative degli accadimenti.
Haruhiko racconta: “Anche al Centro Iokai abbiamo il timbro aziendale, prodotto da mio padre”, sostenendo che il padre era, in un certo senso, proprio un professionista in queste cose, abile nelle relazioni e nel dare consigli alle persone. Continua Haruhiko: “All’inizio della mia professione, alcuni riceventi che venivano da me, saputo che ero il figlio del maestro Masunaga, dicevano: “L’ho conosciuto tanti anni fa e i suoi consigli sono stati molto preziosi”.
E quando fondò il Centro Iokai, usando I Ching previde quella che sarebbe stata la situazione futura: “un inizio difficile, poi andrà bene”. Preoccupato, rifece la stessa domanda e la risposta fu: “non richiedere la stessa cosa”.

Seminari Haruhiko MasunagaNell’ideare lo Zen shiatsu, naturalmente hanno avuto molta influenza le profonde conoscenze di Masunaga sulla medicina e filosofia cinese; Haruhiko racconta che il padre riusciva a leggere anche testi antichi cinesi, e ciò si percepisce a un livello molto profondo nello shiatsu dei meridiani.
La formazione di Shizuto non si limitò alla cultura orientale ma comprese filosofia, psicologia e medicina occidentale; su queste tematiche scrisse il libro “Psicologia, filosofia e shiatsu”.
Haruhiko, durante il seminario, confessa: “Credo di riuscire a comprendere queste tematiche profonde grazie a quello che ha lasciato mio padre, ed è quello che vorrei condividere con voi nella pratica questo pomeriggio, perché capire lo shiatsu solamente leggendo i testi scritti da Shizuto è difficile; è necessario crescere insieme, e la figura che vi ho presentato di mio padre, dei suoi pensieri e delle tematiche a lui care spero vi permetta una conoscenza dello Zen Shiatsu più approfondita e completa.”
Concludendo questa dissertazione sulla vita di suo padre, Haruhiko riferisce che il suo pensiero costante erano i meridiani e racconta un aneddoto: “All’epoca eravamo sei figli e, qualche volta, ci portava fuori a giocare. Mi ricordo che una volta ci portò al bowling, giocando una partita insieme a noi. Dovendo tirare a turno, quando si presentò il momento di mio padre, lui non c’era, era andato da qualche parte, così mi dissero di andarlo a chiamare. Nei campi da bowling c’è una parte dove si tira e una parte dietro, abbastanza ampia; lo trovai lì che faceva dei saltelli. Allora ero bambino e non capivo bene cosa stesse facendo… oggi comprendo che si trattava dell’esercizio per percepire e muovere i meridiani di polmone e intestino crasso. Quando aveva tempo, lui pensava ai meridiani. Alla domanda “Maestro, ha degli hobby?”, lui rispondeva: “Sì, lo shiatsu”.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

esercizi dei meridiani

Esercizi dei meridiani (keiraku taiso) e makkoho

Per approfondire la conoscenza degli esercizi per la salute creati da Shizuto Masunaga e conosciuti in Giappone come “Keiraku Taiso” (esercizi dei meridiani), abbiamo ricevuto da Haruhiko Masunaga un articolo che chiarisce definitivamente la differenza essenziale tra “Keiraku Taiso” e “Makkoho”, esercizi questi ultimi creati invece da Wataru Nagai nel 1933. Ringraziamo l’autrice del testo Mami Kawa, che ci ha autorizzato alla pubblicazione. Mami Kawa sensei svolge da anni in Germania e Austria la propria attività di insegnante di movimento olistico, yoga, Keiraku Shiatsu, esercizi dei meridiani e makkoho; potrete così conoscere le differenze tra i due tipi di esercizi. Buona lettura!

“Il corso intensivo di cinque giorni che si tiene al Centro Iokai di Ueno, Tokyo, inizia ogni mattina con gli esercizi dei meridiani. È una routine quotidiana per l’insegnante Haruhiko Masunaga sensei fare gli esercizi anche prima di iniziare i trattamenti shiatsu. Tuttavia, non è possibile imparare gli esercizi chiamati makkoho nel corso che si tiene allo Iokai, fondato dal maestro Shizuto Masunaga. Dunque, cos’è il makkoho che viene insegnato quasi senza eccezioni nelle scuole shiatsu al di fuori del Giappone?

Avendo il dubbio, nel dicembre 2017 presi lezioni private presso la sede dell’associazione Makkoho, una fondazione senza scopo di lucro a Shibuya, Tokyo. In quell’occasione, venni istruito direttamente dall’insegnante principale, Masahiro Ono, che mi permise di fare domande dettagliate. Wataru Nagai creò il makkoho nel 1933 come modo di mantenere la salute.
Egli subì un’emorragia cerebrale a quarantadue anni e fu paralizzato dal lato sinistro. Tuttavia, gradualmente riacquistò la propria salute praticando tutti i giorni esercizi che prendevano spunto da un atto di devozione. Inoltre, sviluppò quattro tipi di esercizi fisici di base.
Anche ora molti membri, dietro la gestione della quota associativa, stanno attivamente lavorando in tutto il Giappone e negli Stati Uniti e hanno stabilito cinque livelli per coloro che desiderano diventare istruttori. L’insegnamento è autorizzato solo a coloro che hanno conseguito la qualifica di istruttore con l’associazione e quindi, normalmente, coloro che non hanno la licenza non sono autorizzati a insegnare gli esercizi di makkoho.

Nonostante le scrupolose regole, perché gli esercizi dei meridiani che vengono insegnati all’estero, specialmente in Europa, ora vengono chiamati makkoho e persino il modo di eseguire gli esercizi si è mescolato con quello degli esercizi dei meridiani?
Sembra che ci siano varie ipotesi su questo argomento. Ad esempio Tokujiro Namikoshi, il primo presidente dell’Associazione Giapponese di Shiatsu, era un appassionato degli esercizi di makkoho; il metodo di pratica svolto a coppie e chiamato “esercizi di formazione” ricorda molto da vicino lo shiatsu dei meridiani; un inglese che imparò gli esercizi dei meridiani in Giappone e li diffuse in Europa come makkoho; ma c’è anche una voce, senza alcuna credibilità, che siano stati ideati da una persona di nome Makko.

Si dice che Shizuto Masunaga concepisse gli esercizi dei meridiani come la sua ultima missione e, con essi, il sistema dei meridiani di Masunaga sarebbe completo.
La corretta comprensione degli esercizi dei meridiani è indispensabile per coloro che praticano i trattamenti shiatsu basati sulla concezione dei meridiani. Inoltre, se vogliamo continuare a portare rispetto e gratitudine a questi due ideatori di tali eccezionali esercizi e ai loro successori, è giusto distinguere chiaramente i due tipi di esercizi.

Per questo motivo, ho riepilogato e confrontato i punti comuni e le differenze tra gli esercizi dei meridiani e il makkoho nella tabella che segue”.

Mami Kawa, dalla newsletter dell’Associazione Shiatsu Tedesca “GSD Shiatsu Journal”, ottobre 2018, riveduto nel febbraio 2019.

 

(traduzione dall’inglese di Valentina Pasqualini)

Viaggio in Giappone 2019

Viaggio in Giappone Per Shiatsu Milano Editore il mese di maggio è stato molto importante: dopo aver pianificato il viaggio nei mesi precedenti, siamo tornati in Giappone per partecipare a un seminario di Keiraku Shiatsu con Haruhiko Masunaga, figlio di Shizuto, presso il Centro Iokai di Tokyo. Insieme a noi sono venuti operatori e insegnanti di shiatsu italiani molto motivati, provenienti da diversi enti di formazione sia del sud che del nord Italia. Il gruppo, grazie anche al fatto che tutti i componenti avevano già partecipato ai precedenti seminari tenuti da Haruhiko Masunaga in Italia, si è rivelato molto compatto, praticando uno shiatsu di buon livello con atteggiamento empatico, con soddisfazione del sensei giapponese.
Viaggio in GiapponeNel seminario di quattro giorni i partecipanti hanno potuto fare un “altro passo” verso l’apprendimento dello shiatsu originale stile Iokai e conoscere l’esatto modo di eseguire gli esercizi per la salute creati da Shizuto Masunaga e conosciuti in Giappone come “Keiraku Taiso” (esercizi dei meridiani). A tal proposito, Haruhiko Masunaga ci ha consegnato un articolo in inglese scritto da Mami Kawa, che svolge da anni la sua attività in Germania e Austria come insegnante di movimento olistico, yoga, Keiraku Shiatsu, esercizi dei meridiani e makkoho. Pubblicheremo l’articolo di Mami Kawa in una delle prossime newsletter, per chiarire la differenza essenziale tra “Keiraku Taiso” e “Makkoho”, esercizi questi ultimi creati da Wataru Nagai nel 1933.

Viaggio in GiapponeDurante i quattro giorni di corso sono state affrontate le modalità di trattamento con il ricevente in posizione seduta, laterale, prona e supina, utilizzando anche gomiti e ginocchia. Per ognuna di queste pratiche è stato eseguito un trattamento generale con le sequenze classiche dello stile Iokai, oltre alla valutazione del kyo e jitsu trattando le aree di valutazione della schiena in seduta, prona e laterale. Haruhiko si è soffermato in ognuna delle posizioni integrando il trattamento generale con trattamenti specifici per curare disturbi quali lombosciatalgia, problemi alla colonna, ecc., utilizzando quello che in Giappone è chiamato shiatsu clinico. Come negli atri corsi tenuti in Italia, Haruhiko ha insistito molto sul modo di praticare una pressione Viaggio in Giapponecorretta e sull’atteggiamento empatico dell’operatore, dimostrando a ogni partecipante la pressione stile Iokai.

Ho notato che, grazie all’atmosfera giapponese e all’energia del piccolo centro Iokai, si riesce meglio a comprendere nella pratica l’atteggiamento empatico e le manualità originali ideate da Shizuto Masunaga. Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti di questo viaggio alla ricerca dello shiatsu originale Iokai che, con grande professionalità, hanno partecipato al corso sorprendendo positivamente il sensei per la loro pratica e l’atteggiamento un po’ orientale.
Sono venuti con noi anche alcuni familiari, che hanno avuto qualche giorno in più di noi per visitare i bellissimi parchi, templi e castelli, dei quali stiamo pubblicando alcune foto anche sulla nostra pagina facebook. Ritengo che l’aspetto più affascinante del Giappone sia la sua cultura millenaria, con le usanze giapponesi magari per noi un po’ “strane”, ma sorprendenti proprio perché diverse.

Roberto Palasciano, curatore editoriale

 

 

Tempo – sale – pressione (insalatini)

Sale, tempo e pressione sono gli ingredienti che, utilizzati in maniera differente, ci permettono di preparare dalle verdure pressate (insalatini) a preparazioni molto più elaborate come il miso o la salsa di soia.
Questa tecnica molto semplice ed economica ci permette di esaltare le caratteristiche yang degli alimenti. Più aumentano la pressione, la quantità di sale e il tempo in pressione, più gli alimenti accentueranno le proprie caratteristiche yang.

L’interesse nutrizionale di questa tecnica consiste nella concentrazione di sali minerali e, contemporaneamente, nel mantenimento delle fibre delle verdure.
Le verdure pressate sono un modo di estrarre un po’ d’acqua dalle verdure fresche.

Come procedere:
dopo aver pulito accuratamente le verdure come il cavolo, la rapa, la carota, il sedano e il porro, le tagliamo alla julienne e le cospargiamo con sale marino.
Se desideriamo conferire sapori particolari possiamo approfittare della salatura per aggiungere anche delle erbe aromatiche.

Mescoliamo il tutto per bene con le mani e poi riponiamo le verdure così salate, mischiate tra di loro oppure separate in strati, in un pressa-verdure o, in sua mancanza, in un recipiente capiente come un’insalatiera o uno scolapasta, e copriamo con un piatto sul quale metteremo un bel peso (un sasso o una pila di piatti).
Se usiamo la tecnica dello scolapasta ricordiamoci di mettergli sotto un piatto in modo da raccogliere l’acqua che ne uscirà.
La pressatura può durare da 1 ora circa a qualche giorno.
Infine, se le verdure dovessero avere un sapore eccessivamente salato, si può sempre sciacquarle in acqua fredda.

insalatini insalatini insalatini

Ricordiamo che la salatura è una tecnica antichissima per la conservazione degli alimenti. Tanto per citarne alcune di uso comune: capperi sotto sale, il baccalà e, grazie alla salamoia (acqua salata), si rendono commestibili le olive.
Le tecniche di salatura per il consumo e specialmente per la conservazione si adattano molto bene alle eccedenze di verdure che potranno essere consumate “fresche” più avanti nel tempo.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Shiatsu al liceo

Grazie all’iniziativa della sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, dal 2011 lo shiatsu è entrato in alcuni istituti classici di Milano con lo scopo di far conoscere una disciplina che appartiene ad una cultura antica e lontana. L’obiettivo è incoraggiare i ragazzi al contatto con se stessi e con gli altri, imparando a percepire i disagi che vivono il loro corpo e, di conseguenza, anche la loro parte emotiva.
Gli alunni lavorano usando la posizione di base e gli stiramenti del maestro Masunaga.

Ritengo interessante la mia esperienza di insegnante in questo contesto un po’ diverso dal solito… Quando entro nelle classi, la prima domanda che faccio è: “Conoscete lo shiatsu?”. La risposta, quasi unanime, è “No!”. Allora chiedo cosa pensano che sia e tutti rispondono “Un massaggio”, con un tono tra il divertito e lo scettico.
Dal momento in cui comincio a spiegare che non si tratta di un massaggio ma di un trattamento, cosa differenzia le due cose e come sia possibile che, attraverso delle pressioni, si possa generare benessere ,la loro attenzione sale, diventano attenti e curiosi. Durante la parte pratica i ragazzi sono disponibili, si fanno carico del compagno su cui stanno lavorando, percepiscono le zone di tensione e sono sorpresi di quante esse siano nonostante la loro giovane età.
Con gli stiramenti, la percezione della propria rigidità viene amplificata. Tutto ciò fa scattare domande che riguardano non solo loro ma anche i familiari. Alcuni, a casa, provano a ripetere il trattamento su amici e parenti e sono colpiti e contenti del risultato.
Insomma, se i primi cinque minuti di lezione mi vedono come una “strana”, che con loro gioia o dispiacere si appropria dell’ora di studio, man mano che il tempo passa diventano partecipi e stimolanti. Per me ogni volta è un’esperienza bellissima e anche un’enorme sfida, perché mi metto in gioco e questo fa bene
alla mia energia.
Attualmente sto lavorando con le classi IV al Carducci, e anche qui il copione si ripete, dalla diffidenza iniziale all’interazione. Tutto in un’atmosfera piacevole e allegra. Questi ragazzi hanno l’energia Legno/Fuoco dominante, sono fantasiosi, solari, direi esplosivi. Sono belli dentro e fuori, hanno il mondo in mano, una grande responsabilità!
Spero davvero che lo shiatsu li aiuti nel loro percorso. Auguro tanto ki e buona vita a tutti loro!

Elena Barzaghi
Insegnante e operatrice shiatsu

Anpuku al seminario Apos

Il mese scorso abbiamo ricevuto la rivista DBN Magazine e, con sorpresa, abbiamo trovato una bella notizia! A pagina 30 vi è un articolo dal titolo “Anpuku Zukai, un libro sempre attuale”, sull’intervento che Toshi Ichikawa terrà al seminario Apos del 4-5 maggio.
“Anpuku Zukai” (Manuale illustrato di Anpuku) venne scritto da Ōta Shinsai nel 1827 ed attualmente la nostra casa editrice ne sta terminando la traduzione dal giapponese, data l’importanza di quest’arte per le origini dello shiatsu. Nell’articolo sopra citato, Toshi sensei afferma: “Ai nostri tempi, questo testo è ancora considerato uno fra i più importanti sulla tecnica dell’Anpuku, ed il trattamento con le tredici tecniche può ancora essere utilizzato e praticato”.

AnpukuNon vediamo l’ora di partecipare a questo incontro che potrebbe aiutarci a fare chiarezza su alcuni passaggi del testo. Lo stesso Toshi, nell’articolo, confida “I testi antichi sono difficili anche per me che sono giapponese”, quindi le nostre traduttrici Tsuya Yamada e Manuela Perardi non hanno un compito facile!

Siamo venuti a conoscenza di questo libro durante un seminario di Keiraku Shiatsu da noi organizzato e tenuto da Haruhiko Masunaga, direttore del centro Iokai di Tokyo. In quell’occasione, Haruhiko approfondì il tema dell’Anpuku mostrando anche alcuni disegni tratti dal libro, regalandoci poi sia una ristampa del 1971 (contenente una prefazione di Shizuto Masunaga), sia un’edizione del 2011 in un giapponese più moderno, edita da Sakuragumukai (Ounai Kai) e commentata/adattata da Wakuda Testuij.

Nella prefazione di Masunaga nell’edizione del 1971 si legge: “Questo testo è fondamentale sia per lo shiatsu sia per l’Anma originale antico, in quanto Ōta tiene in considerazione il sistema energetico dei meridiani, la caratteristica di terapia e diagnosi contemporanee e l’utilizzo di entrambe le mani, come nello shiatsu Iokai”.

Ōta Shinsai scrisse “Anpuku Zukai” in seguito alla sua guarigione da una grave malattia grazie alla pratica dell’Anpuku. Dato il valore e l’efficacia di questa tecnica, Ōta si impegnò ad approfondirla e a lasciare un testo scritto a testimonianza.
Anpuku ZukaiIl libro illustra prevalentemente il trattamento dell’addome, ma nell’introduzione l’autore precisa che è una tecnica per lavorare su tutto il corpo, infatti nella parte di preparazione alle “Tredici tecniche” per trattare l’addome vengono descritti anche il trattamento di gambe e articolazioni (caviglie, gomiti, polsi e ginocchia), le pressioni sui punti di agopuntura, stiramenti e rotazioni.
Nel libro vengono considerati i disturbi più comuni dell’epoca, attribuendo un’unica causa sia ai problemi di origine nervosa (kansyo), sia ai dolori addominali con irrigidimento di basso ventre, zona lombare e gambe (senki). Nelle ultime pagine del libro viene illustrato anche come trattare i disturbi dei neonati, dei bambini e delle donne in gravidanza. La parte più importante riguarda comunque le tredici tecniche del trattamento sull’addome, che Toshi Ichikawa illustrerà nel seminario al quale parteciperemo.

Speriamo di terminare presto l’impegnativo lavoro di traduzione e revisione dell’edizione giapponese del 2011 (con l’aggiunta della prefazione di Masunaga) e pubblicare “Anpuku Zukai – I 13 tesori del trattamento dell’addome” entro il 2019…

Roberto Palasciano, curatore editoriale

Estratto di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu”

Per i nostri lettori curiosi, ecco l’estratto della prefazione e del prologo di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu – la Via secondo Natura di Shizuto Masunaga“, interessante libro scritto da Yvonne Muraglia, operatrice e insegnante shiatsu, fondatrice della scuola Te Hara di Rovereto (TN) e autrice di diversi libri. Buona lettura!

Yvonne Muraglia - Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu“Il libro che sto per scrivere non è facile ma la mia esperienza di terapista e di essere vivente me lo impone. Quando una persona nasce e vive, sa che, prima o poi, deve restituire alla vita le cose che ha imparato o magari insegnato. Nel rendermi conto che gran parte di ciò che dirò lo devo alla figura del maestro giapponese Shizuto Masunaga, devo precisare che non sono comunque qui per fare affermazioni assolute, ma per raccontare quello che è successo nella mia vita personale, che mi ha fatto capire il valore della medicina orientale e in senso lato la supremazia etica di tutta la medicina naturale, sia essa Shiatsu, omeopatia, agopuntura, erboristeria, ecc…

Viviamo in un mondo sconquassato dove la tecnologia e la scienza predominano e ciò che proviene da una macchina ha più valore ed importanza di quello che uno sente o fa. La medicina occidentale si basa sulla tecnologia e sulla scienza e ormai sono pochi gli esami clinici che non comportino un responso delle macchine.
Hai l’artrite? Ma fatti gli esami del sangue! Hai mal di cuore? Facciamo l’elettrocardiogramma. Hai il cancro al colon… subito una TAC addominale e poi in caso di necessità ne tagliamo un pezzo e ricuciamo. Qualsiasi difficoltà umana fisica viene valutata con uno stetoscopio, un elettrocardiogramma o un’ecografia.
Insomma, l’arte medica del sentire palpando o guardando l’aspetto dell’ammalato, il suo colorito, i suoi occhi o ascoltare quello che dice, non è più di moda.

Le macchine non sbagliano mai, mi disse una volta una mia segretaria facendo un conto che non tornava. Aveva ragione! Le macchine non sbagliano mai… peccato però che capiscono un milionesimo di quello che capisce un essere umano e qui mi accingo a descrivere come la medicina orientale antica (e moderna) attraverso l’Ascolto, il Colloquio, l’Osservazione visiva e la Palpazione può arrivare a percepire e comprendere non solo qual è il dilemma ma anche quale è l’origine del problema e come fare a curarlo.
Questi modi sopracitati sono i quattro metodi diagnostici della Kampo (medicina tradizionale orientale) ed in lingua giapponese sono detti:

BOSHIN guardare / osservare
BUNSHIN ascoltare / annusare
MONSHIN dialogo / colloquio / interrogatorio
SETSU-SHIN palpazione / pressione profonda

Prologo

Per poter parlare di Kampo e i 4 Metodi Diagnostici, è necessario prendere in esame per prima cosa come viene intesa la realtà del quotidiano nel mondo orientale e nel mondo occidentale.
Sebbene dall’esterno sembra che anche la Cina e l’India, i due paesi più rappresentativi dell’Oriente, abbiano sposato (ed in parte è vero) il materialismo occidentale, tuttavia è anche certo che queste due civiltà provengono da due culture estremamente diverse dalla nostra, sia nel modo di concepire il mondo che nella maniera di concepire la vita.
Diciamo che capire come fare ad utilizzare l’Energia vitale (Qi) è una cosa che appartiene strettamente alla cultura taoista antica cinese, che ha più di 5.000 anni, mentre il lavoro sul corpo dell’estensione degli arti e della contemplazione dello spirito riflette di più il pragmatismo indiano dello Yoga, che ha sempre considerato il corpo serbatoio dell’Invisibile e ha cercato di domarlo.
Entrambe queste due civilizzazioni hanno usato la meditazione per controllare ed aiutare la Mente-Spirito-Anima.
Trovo che questa sia una delle conquiste più grandi dell’umanità.

Il loro uso, oggi, è esteso e ricordandomi di alcuni miei studenti che ridacchiavano quando gli facevo cantare OM nei miei corsi, noto oggi che nei costosi e molteplici corsi che insegnano mindfulness questa è una cosa normale.
Ho letto anche recentemente un articolo di una nota giornalista che, prendendo in mano dei dati statistici di studio riguardanti il beneficio indotto dalla meditazione fatto su gruppi comparativi (un gruppo placebo che non faceva niente e un gruppo che la faceva la meditazione) affermava che, in realtà la meditazione non fa poi così bene.
Sinceramente mi è sembrata l’affermazione di qualcuno che non si è mai seduto in meditazione neppure per un secondo per contemplare la sua mente.
Ebbene sì, la grande differenza che sta fra Noi e Loro è che ci manca CONCRETEZZA nei nostri voli astratti e pindarici sulle visioni del mondo. Certo l’Occidente ha partorito Albert Einstein, Niels Böhr e Dario Fo, ma se guardate bene erano tutte persone straordinarie che avevano un grande amore per la Verità e gli Esseri Umani e usavano la Mente Universale e non quella del piccolo Io.

In Oriente però è stato più esteso e stratificato l’addestramento al controllo della mente e del corpo, cioè più persone lo hanno praticato e utilizzato. Così ho potuto incontrare i miei Maestri di meditazione come Goenkaji, di Yoga come Iyengar, di Qigong come Chong Swan Lek, di compassione come il Dalai Lama e molti altri e a tutti loro rivolgo il mio sguardo di gratitudine.
Quindi, in questo libro, in questi primi capitoli cercherò di spiegare come è diverso sentire e pensare in modo razionale come in Occidente e sentire e provare come in Oriente.
Mi auguro di essere chiara e di poter partecipare al bene di tutti gli esseri viventi”.

Yvonne Muraglia

Asparagi

Finalmente è iniziata, almeno secondo il calendario, la stagione primaverile, che coincide con il capodanno iraniano, quando comincia la produzione (fuori serra) dell’asparago che si protrae sino a tarda estate – inizio autunno.
L’asparago è un prodotto del bacino del mediterraneo ed esiste in molte varietà. Io suggerisco quella tradizionale verde piuttosto che la versione bianca che, per essere tale, viene costretta a crescere nell’oscurità per impedire la fotosintesi.

asparagiL’asparago deve essere compatto, flessibile, con le punte chiuse e consistente.
Dopo un’accurata pulizia, si impugnano gli asparagi con entrambe le mani e si curvano sinché non si spezzano in due, da un lato il gambo e dall’altra la punta.
Il punto di rottura si trova alla transizione tra la parte fibrosa e la parte edibile (vedi immagine).

Una preparazione rapida, di seguito illustrata, ci permetterà di esaltarne il sapore conservandone le proprietà organolettiche.
In padella con un filo d’olio e a fiamma viva li rosoliamo facendoli rotolare, mentre li saliamo leggermente, ma per solo un minuto, sinché il colore diventa più brillante.
asparagiA questo punto aggiungiamo un goccio d’acqua e copriamo abbassando al minimo la fiamma.
Quest’ultima operazione, che dura circa 2 minuti, permette di ammorbidire un po’ gli asparagi cuocendoli, di fatto, a vapore.
Scoperchiamo e verifichiamo con i rebbi della forchetta che possano essere infilzati ma che contemporaneamente siano ancora consistenti (NON devono essere sfatti).

Possiamo quindi procedere a mangiarli come accompagnamento di altre portate o da soli, con una punta di senape, con del thain o asparagicon un pizzico di gomasio a seconda dei gusti.

Infine i gambi fibrosi, prima di essere scartati, possono essere utilizzati come base per un brodo vegetale poiché l’asparago contiene molta vitamina K e un aminoacido non essenziale – l’asparagina – che ha un forte odore quando emesso con le urine.

NOTA: la provenienza del cibo che mangiamo è importante perché la macrobiotica nasce dalla consapevolezza e dall’osservazione. Quindi, mentre cerchiamo di soddisfare il gusto e di esaltare le caratteristiche del cibo, non possiamo non considerare l’importanza di NON ricorrere a prodotti importati da lontano, altre nazioni o addirittura continenti.
Oltre all’impatto ambientale in termini di impronta energetica, bisogna considerare che spesso le colture in paesi lontani avvengono a seguito di disboscamenti, sfruttamento intensivo di preziose e spesso limitate risorse locali, come l’acqua, e sovente a scapito di necessità umanamente più urgenti ed importanti ma economicamente meno profittevoli.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.