Presentazione libri Shiatsu con gli autori Somenzi e Fogarollo

Venerdì 25 maggio 2018 dalle ore 19 alle 21 Shiatsu Milano Editore organizza un incontro con gli autori dei libri “Lo Shiatsu e il pensiero macrobiotico”, “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”.
L’incontro è gratuito e aperto al pubblico e si terrà in una sala presso Corteregina, viale Monza 16, Milano (MM1-MM2) Loreto

Dopo l’introduzione del nostro responsabile editoriale Roberto Palasciano, sarà invitato a parlare Attilio Somenzi, fondatore nel 1983 della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia di cui è direttore didattico, autore di “Lo Shiatsu e il pensiero macrobiotico”, testo che rileva come lo shiatsu e la filosofia macrobiotica abbiano molte affinità, soprattutto nella ricerca del benessere psicofisico. Seguirà poi l’intervento di Marisa Fogarollo, insegnante della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia che, dal 1996, collabora con il Dipartimento di pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Padova, autrice di Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, testi illustrati su come favorire lo sviluppo fisico e mentale di bimbi e ragazzi tramite lo shiatsu.
Per maggiori informazioni potete leggere le schede dei libri
Lo Shiatsu e il pensiero macrobiotico
Shiatsu & Bimbi
Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi

Al termine dell’incontro sarà possibile acquistare il libro con dedica degli autori e partecipare a un piccolo rinfresco da noi offerto. Vi aspettiamo numerosi!

In collaborazione con ASD La Corte

N.B. è gradita la conferma di partecipazione tramite l’evento su facebook oppure ai nostri recapiti tradizionali

Presentazione di “Shiatsu – l’arte di stare bene” con l’autrice Paola Mantovani

Domenica 25 marzo 2018 dalle ore 16 alle 18, presso il Caffè Letterario Agorà, situato all’interno biblioteca Comunale di Arese (MI), Shiatsu Milano Editore presenterà il libro “Shiatsu – l’arte di stare bene” alla presenza dell’autrice, Paola Mantovani.
Paola Mantovani insegna shiatsu dal 1991 e, nel 2002, ha dato vita alla scuola “L’Arte dello Shiatsu”, di cui è direttrice didattica. Nel suo libro parla di shiatsu come di uno strumento che può condurre ad auto-consapevolezza e libertà e, di conseguenza, a “stare bene”, cioè raggiungere e mantenere il proprio potenziale di vita, emotivo, fisico, spirituale e di relazione. Per maggiori informazioni qui potete leggere la scheda del libro.

L’incontro è gratuito e aperto al pubblico e verrà preceduto da una spiegazione teorico/pratica di un trattamento shiatsu da parte del nostro responsabile editoriale Roberto Palasciano. Al termine dell’incontro sarà possibile acquistare il libro con dedica dell’autrice e partecipare a un piccolo rinfresco da noi offerto. Vi aspettiamo numerosi!

Informazioni pratiche:
Nuovo Centro Civico Biblioteca, Via Monviso, 7, Arese
Parcheggio polivalente di fronte alla biblioteca.
La Biblioteca è raggiungibile anche con gli autobus di Air Pullman 560 e 561 (sono validi i biglietti ATM) o con una navetta navetta gratuita, con quattro corse circolari che passano da Arese. Per maggiori informazioni www.quiarese.it/index.php/informazioni-utili/i-trasporti-pubblici.html e www.airpullmanspa.com

Dalla A allo Zenzero

Nel nostro paese, fino a quindici anni fa lo zenzero era conosciuto praticamente solo in polvere. La pianta, ovvero la sua parte edibile, è il suo rizoma o “radice”, e fresca si trovava solo in pochi negozi che trattavano alimenti biologici. In seguito sono apparsi i negozi alimentari “etnici” asiatici e lì si poteva trovare sia in polvere sia fresco. Ora si trova in qualunque mercato e supermercato.

Lo zenzero, ossia la parte che si usa in cucina, ha proprietà alquanto interessanti: nella catalogazione delle cinque trasformazioni ha caratteristiche sia dell’elemento metallo sia dell’elemento fuoco.
Infatti è un rizoma (approssimando: una radice) compatto e cresce sotto il livello del suolo (metallo), però, contemporaneamente, ha un sapore leggermente piccante e genera molto calore, attivando la circolazione sanguigna (fuoco). Inoltre ha riconosciute proprietà digestive, antinfiammatorie ed antipiretiche.

Scelta: preferire SEMPRE la pianta fresca rispetto alla presentazione in polvere. Al tatto deve essere consistente, duro come una carota o una rapa.

Preparazione
In succo: è estremamente versatile poiché si può dosare con accuratezza e normalmente viene aggiunto a fine cottura. Per ottenere il succo, essendo molto fibroso, si utilizza la grattugia grossa (quella per le carote) e poi si avvolge in una pezza di lino e si strizza, facendo fuoriuscire il succo. Una manciata di prodotto grattugiato può fornire 3 cucchiai di succo.

In fette: si taglia a fette sottili di circa 1 mm (tipicamente per tisane).

A micro-cubetti: da fette sottili si ricavano strisce da un paio di millimetri quindi, in direzione ortogonale, tagliate nuovamente a strisce di 2 mm. I micro-cubetti così ottenuti possono essere uniti direttamente in cottura, nei soffritti o negli stufati. Le piccole dimensioni gli permettono di essere mangiato senza avvertirne la presenza durante la masticazione ma dando un gusto caratteristico alla ricetta.

Utilizzo
Tisane digestive: nelle tisane, in fettine sottili, si può usare da solo oppure si combina molto bene con limone, semi di finocchio, tè bancha, cannella, menta, ecc. Provate e troverete sicuramente le combinazioni che incontrano il vostro gusto.

Cottura: per sughi, salse e cotture prolungate. In micro-cubetti dona un tocco rinfrescante.

Tocco finale: profumatissimo e molto efficace, in succo, da aggiungere a fine cottura. Si può addirittura aggiungere direttamente nel piatto in modo da rispettare anche chi non lo gradisce.

Impacchi: aggiungeteme un cucchiaio da minestra per ogni litro di acqua calda ed effettuate delle spugnature alla massima temperatura sopportabile sulle zone da trattare. L’impacco di zenzero attiva la circolazione sanguigna e provoca rossore topico (simile ad una ustione di primo grado). Utile anche in caso di artrite e rilassante se aggiunto in acqua durante un bagno.
Lo zenzero è anche estremamente efficace nella risoluzione dell’orzaiolo, specialmente pulendo la zona interessata con un impacco caldo non appena si presenta il fenomeno.

In Italia lo zenzero si declina anche “Zenzevar” in friulano, “Zìnzalu” in sardo e “Gènciru” in siciliano. Il suo uso si ritiene sia stato introdotto in Europa dai reduci delle campagne asiatiche di Alessandro Magno.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica

N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

L’autoguarigione

Il termine autoguarigione potrebbe far pensare, o almeno questo è stato il mio equivoco, a qualcuno che si cura per conto proprio o che rifiuta l’apporto di altri tipi di cura disponibili, come quella allopatica od olistica. In realtà, “autoguarigione” sta ad intendere che la persona deve essere parte attiva del processo e non semplicemente un soggetto trattato,che accetta passivamente una cura per i propri mali.
Autoguarigione non vuole neanche dire non essere supportati dagli altri tipi di cura sopra citati. Occorre partire dal presupposto che NOI siamo diventati ciò che siamo stati. Che il nostro essere di oggi è frutto di scelte nostre o di chi le ha prese per noi quando non ci era concesso farlo. Autoguarigione è prendere consapevolezza del presente e ricollegarlo al passato che è stato, per capire l’essenza di questo presente. Spesso non ci accorgiamo, per abitudinarietà o per scarsa informazione, che il nostro malessere è frutto del nostro vivere. Che le nostre scelte non sono utili alla nostra persona e al nostro animo.
Come insegna la macrobiotica, spesso tutto ha inizio dall’alimentazione. Una cattiva o non corretta alimentazione non può che generare malattie e stati di malessere, soprattutto se accompagnata da una masticazione non corretta, che non favorisce l’alcalinità utile per i processi digestivi e di assorbimento.
Noi siamo ciò che ingeriamo. In funzione di ciò che ingeriamo, possiamo produrre nutrienti sani per il nostro vivere, generando buon sangue e alimentando in modo benefico tessuti e organismo, anziché nutrirci di cibi dannosi per il nostro essere. Cibi che non necessariamente sono dannosi a prescindere ma lo possono diventare se assorbiti, ingeriti e convertiti nell’organismo in modo improprio.
Ad esempio ciò che si può mangiare in dato luogo può non essere benefico in un luogo completamente differente, anche se quel cibo è a disposizione in entrambi i luoghi. Ci sono poi cibi che a priori danneggiano il nostro corpo, poiché obbligano i nostri organi interni a lavorare più del dovuto per poterli assimilare; lo stesso vale per un’eccessiva quantità di cibo, pur tra quelli sani per l’organismo. Il segreto risiede nell’equilibrio. Il disequilibrio automaticamente crea stati di malessere.
L’alimentazione non è fatta solo di cibo ma anche di pensieri, idee, esperienze. Tutto ciò che ingeriamo, a qualsiasi livello, se non ben digerito e correttamente assimilato nuoce a noi stessi e, di conseguenza, al rapporto con gli altri, generando disagio in forma di malessere o malattia, proprio come il cibo inadeguato. Lo stomaco difatti è uno di quegli organi che più rispecchia l’animo umano mutuandone lo stato: paura e rancore chiudono, le preoccupazioni inibiscono, l’eccesso di pensiero infiamma, la gioia tonifica (vedi “Lo shiatsu e il pensiero macrobiotico” di Attilio Somenzi, Shiatsu Milano Editore, pag 71).
L’ingestione è un processo fondamentale perché da questa origina ciò che siamo, in quanto ciò di cui ci nutriamo (cibo o idee) nutrirà il nostro organismo, generando sangue e producendo calore. Spesso cerchiamo di guarire malesseri o malattie considerandoli a sé stanti e affrontandone la fase sintomatica, senza indagare l’origine causale del problema. Invece, nella maggioranza dei casi, siamo noi la causa delle nostre malattie.
Soprattutto se l’irrisolto è continuamente alimentato da nuovi comportamenti inadeguati, che fanno inabissare ancor di più l’irrisolto per l’introduzione di un nuovo irrisolto generato. Tutto ciò non comporta solo una disfunzione dei nostri organi interni ma si riflette anche sul nostro stato psicologico caratteriale che è figlio di quel nutrimento.
Finché non si intende tutto questo, è impossibile un’auto guarigione. Ma se riusciamo a diventare piano piano consapevoli, se mettiamo in discussione noi stessi e il nostro vivere, possiamo decodificare il perché del nostro presente in modo che in futuro possiamo agire in meglio.
Autoguarigione è anche prendere atto che il nostro essere è frutto di esperienze che ci hanno portato ad essere ciò che siamo, per come siamo cresciuti, allevati ed educati.
Questo non deve essere una giustificazione che ci porta a dire “ormai sono fatto così, non posso cambiare”. Tutt’altro, perché per cambiare non c’è una scadenza, e anche se è doloroso districare i fili della matassa che il nostro crescere ha creato, quel dolore poi sarà sollievo e leggerezza di una vita più sana e felice.
Spesso le persone si domandano perché ingrassano, perché hanno cisti o perché sono accatarrate, nervose , rabbiose , tristi o malinconiche… il perché non risiede che in noi stessi. Noi siamo la prima forza auto guarente di noi stessi.
Ciò non vuol dire che se una persona sta male non debba curarsi con medicine o altro, anzi a volte sarebbe un danno associato ad altro danno. Tutto ciò che è di supporto alla guarigione deve essere intrapreso. E’ dopo la guarigione del sintomo che bisogna cambiare atteggiamento verso se stessi.
Autoguarigione è anche capire che, se partecipiamo attivamente e viviamo in modo sostenibile e sano, produciamo benessere anche in altri. Prendersi cura del mondo in cui viviamo e vivere nel rispetto della natura sono anch’essi processi dell’atto di auto guarigione. Aver cura del prossimo e non solo di se stessi, evitare sfruttamenti ambientali o umani, ad esempio preferendo acquisti consapevoli e solidali, ci rende portatori di benessere per tutti.
Vivere una vita pacifica e contribuire perché ciò avvenga non può che diffondere benessere. L’esempio è sempre l’arma più potente per permettere anche agli altri di migliorarsi e iniziare un proprio percorso introspettivo.
Fare shiatsu ad esempio, sia come operatore sia come ricevente, permette questo. Permette di conoscere se stessi. E’ un’attività di mediazione corporea, uno scambio di sentimenti (“Lo shiatsu è un contatto emozionale fra le persone, uno scambio di sentimenti” – Haruhiko Masunaga).
Attraverso lo shiatsu e con il supporto della macrobiotica, riusciamo ad essere supporto di noi stessi e di chi si affida noi, anche se chi si affida spesso lo fa quando non ha risolto il tutto precedente. Ma non importa, l’importante è iniziare il processo di auto guarigione.
E il bello di un processo di autoguarigione è che una volta intrapreso difficilmente si fa ritorno a ciò che prima recava danno. Autoguarigione è condurre una vita fatta di sani comportamenti, non solo alimentari, rispettando, oltre che noi stessi, tutti gli individui. Autoguarigione è imparare ad ascoltare il nostro corpo che, una volta imparato, ci indica sempre ciò che stiamo sbagliando, che si tratti di cibo inidoneo o di un agire in modo non utile per noi stessi e per gli altri.
Tutto, come un boomerang, ritorna in noi come il frutto generato dalle azione intraprese. Autoguarigione è anche essere grati alla vita per tutto, nel bene e nel male. Autoguarigione è fare tesoro delle esperienze fatte. Autoguarigione deve divenire uno stile di vita, fatto di scelte e comportamenti consapevoli come motore di benessere per noi e per il mondo intero.

Giuseppe Varriale, operatore shiatsu

Il respiro è vita

Trattando ragazze e ragazzi spesse volte rimango stupita dalla loro respirazione: è bloccata, rigida, ridotta al minimo, certe volte l’addome è così teso che risulta difficoltoso manipolarlo senza suscitare solletico e risate incontrollate.
Ma quando la respirazione non è fluida tutto il corpo ne risente. Nei classici della medicina orientale il ruolo dei polmoni è equiparato a quello del primo ministro, responsabile degli affari esteri come della politica interna*. Questo per far capire l’importanza della respirazione, elemento indispensabile per il funzionamento interno dell’organismo, collegato anche alle funzioni esterne.
Nello yoga il termine per indicare la respirazione è “pranayama”, dove “prana” sta per aria. Ma PRANA significa anche FORZA VITALE, perciò quando noi inaliamo non introduciamo solo ossigeno ma portiamo nel nostro corpo forza vitale. Quando siamo tesi e preoccupati la respirazione si riduce, diventa poco profonda, si irrigidiscono i muscoli che circondano i polmoni e il diaframma. Si forma intorno ai polmoni una fascia muscolare di tensione, l’inspirazione di prana diventa limitata e tutto l’organismo ne porterà le conseguenze.
Spesse volte questi problemi sono dovuti a tensione ma alcuni di questi ragazzi che incontro in Pediatria hanno avuto dei problemi alla nascita, sono bambini nati prematuri, che, al momento della loro venuta al mondo, pesavano 500 grammi o poco più. I polmoni sono tra gli ultimi organi a svilupparsi durante la gravidanza, per questo motivo questi bimbi spesso soffrono di problemi respiratori dovuti a un’incompleta maturazione di questi organi.
Non possiamo però dimenticare che noi respiriamo anche con la pelle. Una ricerca (Università della Ruhr a Bochum, Germania)** ha rivelato che l’ossigeno presente nel nostro corpo non viene rifornito solo dai polmoni, ma anche la pelle lo assorbe direttamente dall’aria; perciò non respirano solo i polmoni, ma anche ogni poro della nostra pelle.
E noi operatori shiatsu ne siamo ben consapevoli: la pelle, nella filosofia e medicina cinese, è collegata ai polmoni e all’intestino.
Stimolando la pelle, con il contatto e la pressione, stimoliamo respirazione e intestino.
Quando in Pediatria trattiamo bambini le cui funzioni vitali sono mostrate sui monitor, anche i genitori se ne accorgono: i valori di ossigeno aumentano immediatamente.

Tratto Sonia, 14 anni: la sua respirazione è superficiale, lavorandola e guardandola noto che sembra un caso da manuale sul “vuoto di polmoni”.
I piedi sono cadenti (vedi foto 1), il colorito è pallido, le spalle un po’ chiuse, la spina dorsale presenta un avvallamento a livello delle prime 3 vertebre toraciche (zona polmoni, vedi foto 2), i miei pollici affondano nel punti yu di Polmone, Vescica Urinaria 13 (vedi foto 3).
Parlo con la mamma e mi conferma che la ragazza è ricoverata per problemi polmonari, alla nascita pesava 500 grammi. Penso che alcuni trattamenti shiatsu, accompagnati da rilassamento e da esercizi specifici, potrebbero aiutare questi ragazzi a lasciar andare le tensioni che li irrigidiscono e a far fluire l’energia del meridiano lungo il corpo.
Indispensabile insegnare loro una corretta respirazione e far loro sentire il respiro nell’addome, nel torace e nella zona clavicolare. Tutto questo potrebbe portare a una grande trasformazione e farli sentire pienamente “vivi”.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”

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* Esercizi Zen per immagini – Shizuto Masunaga – Ed. Mediterranee 1996
** Le Scienze – febbraio 2002

Convegno FISieo 2018

Anche quest’anno, Shiatsu Milano Editore sarà presente con il proprio stand al 29° Convegno Nazionale FISIEO, dal titolo “Shiatsu e Terzo Paradiso“, che si svolgerà a Sacrofano (RM) dal 13 al 15 aprile 2018 presso Fraterna Domus, via Sacrofanese 25, Roma.

Presso il nostro stand potrete visionare e acquistare i nostri libri a prezzo scontato, inoltre troverete la mappa dei meridiani in italiano nei due formati disponibili. Vi aspettiamo da venerdì mattina a domenica fino alle ore 13, veniteci a trovare!

Cosa è il Seiki?

Per i nostri lettori, un estratto dal libro “Sei-ki – Life in resonance. L’arte segreta dello shiatsu” di Akinobu Kishi e Alice Whieldon, che illustra alcune caratteristiche del Seiki tramite le parole del suo ideatore Kishi.

Cosa è il Seiki?
Seiki è guardare nella natura umana e vedere le cose come sono.
Se non attribuisci importanza a cose o a obiettivi
Superando gli attaccamenti sarai sereno.
All’origine, sei pieno di ki
E il ki fluisce e lavora naturalmente.
Allora la malattia non è necessaria.
Se il tuo corpo conosce attraverso l’esperienza,
le tue azioni saranno basate sulla serenità,
e potrai osservare la realtà.

L’essenza del mio metodo è la risonanza. La risonanza viene dall’abilità di osservare l’essere umano come un intero mentre si pratica non solo il gyoki, ma anche il wa-ki (*). Attraverso la risonanza, si percepisce la risalita del kyo/jitsu – come una distorsione del movimento invisibile. La distorsione del movimento invisibile è, essa stessa, una richiesta di bilanciamento della mente/corpo, che, contemporaneamente al suo riconoscimento, si corregge. Questo è il significato del passaggio di ki. Il metodo Seiki-Soho consiste nella correzione delle distorsioni del movimento invisibile attraverso l’osservazione e il suo riconoscimento. In altre parole l’offerta della piena presenza nell’osservare e nel riconoscere la distorsione del movimento invisibile, percepito come risonanza (ki) attraverso le mani, porta ad un simultaneo “auto-riaggiustamento”. Come risultato, il carattere del movimento corpo/mente viene alla superficie nella sua configurazione originale e unica. Il risultato è la guarigione e la malattia non è più necessaria.

“Distorsione” può avere una connotazione negativa, implicando che qualcosa debba essere aggiustata, ma non è il caso del Seiki.

Non c’è alcun giudizio connesso alla parola distorsione, è semplicemente la caratteristica dell’essere umano. Distorsione è bello. Siamo vivi grazie ad essa, le nostre caratteristiche nascono da lì; la vita si muove sempre verso l’armonia. I problemi iniziano quando rifiutiamo qualcosa; possiamo accettare e confermare qualsiasi cosa, buona o cattiva, non importa. Se tutti lo capissero, sarebbe una rivoluzione. La guerra si basa sul rifiuto. La realtà è quello che importa. Correggo una distorsione acquisita per illuminare la distorsione originale che ognuno possiede. Anche se siamo cattivi al 99 per cento, all’un per cento siamo buoni. Il mio lavoro è quello di far venir fuori quell’un per cento. Il cattivo non va via ma, se quell’un per cento emerge, cessa di essere importante. Il carattere originale non cambia ma quell’un per cento, che è la distorsione più chiara, diventa utilizzabile. Non sono interessato alla malattia o alla salute, ma solo a quel luminoso un per cento.

Il Seiki abbraccia il processo della guarigione e non cerca di curare.

Nel Seiki curiamo con devozione il processo di guarigione. Quando sei malato sei in grado di osservare in modo oggettivo i tuoi desideri e le tue sensazioni. Lo scopo esplicito del Seiki non è quello di curare le malattie, anche se la cura c’è. Immagina di essere un fiume. Idealmente l’acqua dovrebbe scorrere facilmente, ma se ci sono delle pietre che ne ostruiscono il flusso, questo si interrompe. È ciò che succede quando abbiamo dei blocchi. Lo Shiatsu è passivo perché tende a rimuovere le pietre per te. Nel Seiki, lo scopo è quello di dare attenzione ai blocchi, di mostrare i punti più importanti che sono connessi o che ne influenzano altri; il fiume allora può scorrere e ripulirsi. Il lavoro non consiste nel togliere i blocchi dalla persona. Il Seiki è piuttosto osservare come il corpo cambia o reagisce attraverso la risonanza. La cura consiste nel trovare se stessi, i propri talenti e vivere autenticamente la propria vita. Se, come operatore, si diventa più autentici questo influenzerà gli altri che diventeranno in grado di togliersi le armature, di cui prima non si rendevano conto. Questo accade grazie all’acquisizione di una visione chiara e senza giudizio.

Akinobu Kishi

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(*) Wa-ki è come gyoki, respirare con la mano, ma gyoki è eseguito su se stessi, wa-ki con un compagno.

Inverno al cucchiaio

Finalmente siamo entrati nella stagione invernale a pieno titolo, fa freddo e nevica. L’inverno è la stagione perfetta per le preparazioni a cucchiaio e per quelle al forno.
Normalmente cerchiamo preparazioni calde e, benché la stagione non offra tutta la varietà di verdure tipiche delle altre stagioni, ci permette di utilizzare verdure compatte e resistenti che costano pochissimo e che si conservano a lungo e facilmente.
Personalmente ritengo che la vellutata di verdura sia un inizio eccellente per un pranzo o una cena.

La vellutata presenta tutti i seguenti vantaggi:
• Ricca fonte di fibre
• Piena di antiossidanti
• Basso apporto calorico
• Adatta a persone celiache, diabetiche e che tendono al sovrappeso.
Qui di seguito vi propongo una ricetta facile e veloce:

Vellutata di zucca e cipolla

Ingredienti:
Zucca Okkaido – 360 g
Cipolle bianche o bionde – 100 g
Acqua – 1/2 l
Olio EVO
Sale
Prezzemolo
Zenzero
Semi di zucca

Preparazione:
Tostiamo leggermente i semi di zucca e li teniamo da parte per la guarnizione finale.
Laviamo la zucca, togliamo le estremità e la parte interna fibrosa con i semi, ma non la sbucciamo, quindi la tagliamo in pezzi piccoli.
Sbucciamo e tagliamo anche le cipolle grossolanamente.
Uniamo in una pentola a fuoco vivo l’acqua, la zucca e le cipolle con un pizzico di sale e copriamo con coperchio sinché non arriva ad ebollizione, poi riduciamo la fiamma al minimo per ulteriori 10-15 minuti circa.
Con una forchetta controlliamo che la zucca sia morbida e poi omogeneizziamo il preparato con un frullatore ad immersione.
Infine aggiungiamo un cucchiaio da minestra di succo di zenzero.

Serviamo nei piatti con un filo d’olio EVO, una spolverata leggera di prezzemolo e adagiando sulla superficie i semi di zucca tostati precedentemente.

Buon appetito!
Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica

N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Mamma, ho mal di pancia!

Quante volte i bambini si lamentano per quello che chiamano “mal di pancia”, che comprende un po’ tutto, da problemi intestinali a tensioni addominali ed emozionali.
Nel lattante il disagio si esprime con il pianto, nel bambino con il lamento e solo se il dolore è molto forte con il pianto.
Ricordiamo che l’intestino è chiamato “il secondo cervello” per la presenza di una fitta rete nervosa che lo collega al cervello; queste connessioni avvengono dal primo al secondo cervello e viceversa. E non servono grandi spiegazioni perché tutti noi lo sperimentiamo fisicamente: stress, tensioni, preoccupazioni possono disturbare il funzionamento di tutto il corpo, ma in particolar modo di intestino e stomaco.

Davide ha due mesi e non ha mai scaricato spontaneamente, ha sempre avuto bisogno di sondini e clisterini. Quando lo incontro è imbronciato, teso, la mamma mi dice che anche quando dorme Davide è nervoso e agitato e mi confida le sue preoccupazioni.
Comincio a trattare piedino e gamba: il polpaccio è rigido e teso e così pure il piede. Cerco di sciogliere le tensioni, il piccolo è contento, accetta volentieri il trattamento. Sto per passare all’altro lato, ma mi fermo: il bambino ha scaricato abbondantemente e la mamma lo deve pulire. Passo al secondo piede e alla gamba corrispondente spiegando alla mamma la sequenza del trattamento. Ritorno la settimana successiva, la mamma è felice, il bimbo disteso e sorridente. Ora scarica tutti i giorni, anche due volte al giorno, è rilassato, e la mamma lo massaggia quotidianamente: la serenità è tornata in famiglia.

Spesso in Pediatria ci troviamo ad affrontare situazioni simili. Certe volte mi sembra di inserire il disco, comincio a trattare il bambino, subito sento la tensione nelle zone di valutazione dell’intestino, sui piedi e sulle gambe, e chiedo alla mamma :“Ha problemi a scaricare?”; oppure se è un lattante “soffre di colichette?”. E la risposta è sempre affermativa. Succede a me e ai miei colleghi, e dopo il trattamento i genitori ci chiamano per farci vedere il risultato!
E’ importante ricordare che la pelle, secondo la medicina orientale, è collegata a polmoni e intestino, perciò è di vitale importanza stimolarla con abbracci, carezze, massaggi. Se durante la gravidanza la mamma ha avuto qualche problema che l’ha costretta al riposo è ancora più frequente trovare nei neonati problemi di stitichezza e difficoltà ad evacuare.
Ma non è solo un disturbo dei neonati, anche bambini più grandicelli possono avere questi disagi, qualcosa che non va nel mondo della scuola, oppure tensioni in famiglia ed ecco che si irrigidiscono i muscoli dell’addome, si contrae lo stomaco e si manifesta “il mal di pancia”! Ricordiamo che il corpo del bambino ci parla, ci comunica il suo disagio, ogni contrazione, ogni blocco ci parlano di conflitti che il bambino sta vivendo, ascoltiamolo!

Marco ha sette anni e quando è il momento di andare a scuola lamenta forti dolori alla pancia. I genitori sono preoccupati anche se visite mediche e analisi hanno scartato problemi fisiologici. Quando lo tratto sento una forte tensione addominale, il respiro è bloccato, il corpo abbastanza rigido. Insegno ai genitori una semplice sequenza di trattamento da eseguire regolarmente come momento di intimità e gioco. Funziona, Marco si rilassa, scompaiono i dolori, si crea tra genitori e figlio un nuovo rapporto, il bimbo sente che non è più solo, mamma e papà gli dedicano tempo e attenzioni instaurando una comunicazione basata sull’ascolto non più delle parole, ma del suo corpo.

Preferisco insegnare ai genitori semplici sequenze shiatsu perché considero importante usare il massaggio come mezzo di comunicazione, come dialogo. Le parole possono confondere, non essere chiare; il corpo invece ci manda messaggi autentici, non ci sono ambiguità. Per quanto riguarda il tocco siamo spesso analfabeti, nella nostra società siamo abituati a dare importanza ad altre cose, siamo spesso assorbiti da cellulari, computer e televisione, ma ricordiamoci che la sensibilità dei bambini è grande e possono restare feriti dalla nostra fretta e dalle nostre parole non sempre appropriate.

Trattamento dei piedi e delle gambe

Trattiamo regolarmente i piedi di neonati e bambini perché, secondo la tradizione orientale, riflettono tutte le parti del corpo e massaggiarli equivale a trattare tutto l’organismo, portando benessere.

– Ruotiamo la caviglia nei due sensi. “Apertura dei cancelli”, così chiamavano gli antichi cinesi questo movimento, perché con la rotazione andiamo a equilibrare tutti i meridiani della caviglia
– flettiamo il piede, massaggiamo il tendine d’Achille
– lavoriamo ogni dito pizzicando i bordi e ruotandolo nei due sensi
– con il pollice andiamo sulla pianta del piede facendo degli sfioramenti circolari in senso antiorario per rilassarlo e aiutarlo ad eliminare le tensioni addominali
– portiamo l’attenzione all’incavo del piede (zona intestino). Se c’è tensione soffermarsi con leggere rotazioni a spirale seguendo nel piede destro la direzione delle dita, poi spostarsi nella direzione orizzontale, passare al piede sinistro, continuando in orizzontale, per poi scendere. Ripetere più volte anche nella parte interna.
– lavoriamo con il pollice tutta la pianta e concludiamo con la rotazione del piede.

E’ importante anche trattare le gambe con una semplice pressione con il palmo della mano o con il pollice portando l’attenzione ai polpacci (zona valutazione intestino). Se questi risultano contratti andiamo a scioglierli.

In questi ultimi anni anche nei neonati, soprattutto se nutriti con latte artificiale oppure nel periodo dello svezzamento, trovo dei polpacci molto tesi. E’ indispensabile rilassarli e ammorbidire le contrazioni perché questo porterà beneficio all’intestino.

Trattamento dell’addome

Ricordiamo che la zona è sensibile e delicata perciò facciamo in modo che il nostro tocco sia morbido e lieve.
– Appoggiamo una mano sull’addome (se stiamo lavorando con un neonato spesse volte solo il calore della mano rilassa il pancino), poi con il palmo della mano o con le dita facciamo una rotazione in senso orario
– con i polpastrelli delle dita facciamo una spirale che segue il colon ascendente, trasverso e discendente
– appoggiamo una mano sotto l’ombelico e l’altra mano sotto il sacro, ascoltiamo la connessione tra le due mani
– se stiamo trattando un bambino grandicello e sentiamo che la respirazione è contratta lo aiutiamo con le parole e cerchiamo insieme di ristabilire una respirazione fluida.

Questa è una piccola sequenza focalizzata nelle zone specifiche, ricordiamoci però che è indispensabile rilassare tutto il corpo e questo, come già detto, lo possiamo fare abituando il bambino al contatto; perciò, teniamo in braccio il neonato, senza timore di “viziarlo”, accarezziamolo e massaggiamolo. Quando il bambino cresce possiamo anche inserire il “rocking”, smuovendo tutto il corpo. Anche il solletico è una pratica divertente che aiuta a sciogliere i blocchi.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”

Il conformismo

C’è un detto giapponese che dice “L’anima di un bambino di tre anni rimane uguale fino a cent’anni”. Quando l’ho letto, l’ho fatto da occidentale, sbagliandone completamente l’interpretazione. Avevo capito che ogni persona è sempre un bambino, che ognuno custodisce dentro di sé tutta la vita.
In realtà, il significato è più profondo. Sta ad intendere che quello che acquisisci da bambino farà sempre parte di te, del tuo essere, del tuo vivere, delle tue scelte, dei tuoi errori, delle tue vittorie.La spiegazione mi ha affascinato, ma sarebbe troppo facile e comodo verificarla osservando qualcun’altro per capire quanto sia vera. Queste sono esperienze che devi fare su te stesso: solo se riesci a capire su te stesso il significato delle parole di questo detto ti potrai permettere, a solo scopo di sostegno ed aiuto , di applicarle poi ad altri.
E’ strano come certe risposte che non sai darti sono lì ad attenderti in una pagina di un libro. Io alla mia età, in effetti, continuo ad essere un anticonformista.Un comportamento che ad altri può apparire presuntuoso e di superiorità, come molte volte mi è stato fatto notare. Ma non è così, anche se così può apparire.E questo detto mi viene in aiuto.
Se io sono così, è perché da piccolo sono cresciuto così. Non perché fossi figlio di intellettuali e letterati a cui somigliare.No, sono anticonformista perché dalla nascita non sono mai stato conforme. Ero stato concepito per essere la figlia femmina e,senza conformarmi al desiderio dei miei genitori,mi sono ostinato a nascere come maschio.Un qualcosa che già c’era. Come se ti regalano un Iphone e ce l’ha già, cosa te ne fai…
Ma mentre un Iphone in più puoi rivenderlo, un figlio te lo devi tenere. Per cui, crescendo nell’isolamento, io, per sopravvivere, devo aver inoculato il germe dell’anticonformista,senza averne nessuna intenzione.Anche perché avevo imparato a mie spese che, pur tentando di conformarmi, se non sei voluto e gradito non serve a nulla, non vieni comunque accettato.
Allora, meglio usare l’energia di senso opposto, che mi ha salvato in tanti periodi della mia vita, ma che mi porta molti problemi tutt’oggi.
Così, grazie a Masunaga, lo sto capendo. Io sono un eterno anticonformista ma non per sfida o provocazione, perché è il mio DNA. Non fumo dove tutti fumano, non bevo dove tutti bevono, sono aperto ed interessato ad imparare nuove cose dove tanti vogliono solo godersi la propria vita stando seduti o in piedi intorno ad un calice o similari.
Non riesco a stare in un gruppo, non ne comprendo il senso, siamo tutti un eterno gruppo, ma purtroppo non far parte di un gruppo è un problema, non sei definibile.Una persona come me spesso dà fastidio, è insolita, urticante, sfigata, meglio tenersi alla larga,anche da quello che posso proporre.Perché una persona così mette disagio e crea diffidenza.
Ma purtroppo non posso cambiare, non sono stato bambino come altri e, di conseguenza, non posso essere adulto come altri. Ma ho una cosa che ad altri manca, la curiosità di conoscere lo sconosciuto, qualità che non difetta adun anticonformista.Perché lui non accetta o rifiuta in conformità con tutti gli altri, no, lui accoglie e per di più,nel mio caso, è anche uno shiatsuka.
Il conformista invece non vuole sprecare tempo e fatica, piuttosto alziamo i calici, alla salute e al prossimo giro di bianco.

Giuseppe Varriale, operatore shiatsu