Estratto di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu”

Per i nostri lettori curiosi, ecco l’estratto della prefazione e del prologo di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu – la Via secondo Natura di Shizuto Masunaga“, interessante libro scritto da Yvonne Muraglia, operatrice e insegnante shiatsu, fondatrice della scuola Te Hara di Rovereto (TN) e autrice di diversi libri. Buona lettura!

Yvonne Muraglia - Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu“Il libro che sto per scrivere non è facile ma la mia esperienza di terapista e di essere vivente me lo impone. Quando una persona nasce e vive, sa che, prima o poi, deve restituire alla vita le cose che ha imparato o magari insegnato. Nel rendermi conto che gran parte di ciò che dirò lo devo alla figura del maestro giapponese Shizuto Masunaga, devo precisare che non sono comunque qui per fare affermazioni assolute, ma per raccontare quello che è successo nella mia vita personale, che mi ha fatto capire il valore della medicina orientale e in senso lato la supremazia etica di tutta la medicina naturale, sia essa Shiatsu, omeopatia, agopuntura, erboristeria, ecc…

Viviamo in un mondo sconquassato dove la tecnologia e la scienza predominano e ciò che proviene da una macchina ha più valore ed importanza di quello che uno sente o fa. La medicina occidentale si basa sulla tecnologia e sulla scienza e ormai sono pochi gli esami clinici che non comportino un responso delle macchine.
Hai l’artrite? Ma fatti gli esami del sangue! Hai mal di cuore? Facciamo l’elettrocardiogramma. Hai il cancro al colon… subito una TAC addominale e poi in caso di necessità ne tagliamo un pezzo e ricuciamo. Qualsiasi difficoltà umana fisica viene valutata con uno stetoscopio, un elettrocardiogramma o un’ecografia.
Insomma, l’arte medica del sentire palpando o guardando l’aspetto dell’ammalato, il suo colorito, i suoi occhi o ascoltare quello che dice, non è più di moda.

Le macchine non sbagliano mai, mi disse una volta una mia segretaria facendo un conto che non tornava. Aveva ragione! Le macchine non sbagliano mai… peccato però che capiscono un milionesimo di quello che capisce un essere umano e qui mi accingo a descrivere come la medicina orientale antica (e moderna) attraverso l’Ascolto, il Colloquio, l’Osservazione visiva e la Palpazione può arrivare a percepire e comprendere non solo qual è il dilemma ma anche quale è l’origine del problema e come fare a curarlo.
Questi modi sopracitati sono i quattro metodi diagnostici della Kampo (medicina tradizionale orientale) ed in lingua giapponese sono detti:

BOSHIN guardare / osservare
BUNSHIN ascoltare / annusare
MONSHIN dialogo / colloquio / interrogatorio
SETSU-SHIN palpazione / pressione profonda

Prologo

Per poter parlare di Kampo e i 4 Metodi Diagnostici, è necessario prendere in esame per prima cosa come viene intesa la realtà del quotidiano nel mondo orientale e nel mondo occidentale.
Sebbene dall’esterno sembra che anche la Cina e l’India, i due paesi più rappresentativi dell’Oriente, abbiano sposato (ed in parte è vero) il materialismo occidentale, tuttavia è anche certo che queste due civiltà provengono da due culture estremamente diverse dalla nostra, sia nel modo di concepire il mondo che nella maniera di concepire la vita.
Diciamo che capire come fare ad utilizzare l’Energia vitale (Qi) è una cosa che appartiene strettamente alla cultura taoista antica cinese, che ha più di 5.000 anni, mentre il lavoro sul corpo dell’estensione degli arti e della contemplazione dello spirito riflette di più il pragmatismo indiano dello Yoga, che ha sempre considerato il corpo serbatoio dell’Invisibile e ha cercato di domarlo.
Entrambe queste due civilizzazioni hanno usato la meditazione per controllare ed aiutare la Mente-Spirito-Anima.
Trovo che questa sia una delle conquiste più grandi dell’umanità.

Il loro uso, oggi, è esteso e ricordandomi di alcuni miei studenti che ridacchiavano quando gli facevo cantare OM nei miei corsi, noto oggi che nei costosi e molteplici corsi che insegnano mindfulness questa è una cosa normale.
Ho letto anche recentemente un articolo di una nota giornalista che, prendendo in mano dei dati statistici di studio riguardanti il beneficio indotto dalla meditazione fatto su gruppi comparativi (un gruppo placebo che non faceva niente e un gruppo che la faceva la meditazione) affermava che, in realtà la meditazione non fa poi così bene.
Sinceramente mi è sembrata l’affermazione di qualcuno che non si è mai seduto in meditazione neppure per un secondo per contemplare la sua mente.
Ebbene sì, la grande differenza che sta fra Noi e Loro è che ci manca CONCRETEZZA nei nostri voli astratti e pindarici sulle visioni del mondo. Certo l’Occidente ha partorito Albert Einstein, Niels Böhr e Dario Fo, ma se guardate bene erano tutte persone straordinarie che avevano un grande amore per la Verità e gli Esseri Umani e usavano la Mente Universale e non quella del piccolo Io.

In Oriente però è stato più esteso e stratificato l’addestramento al controllo della mente e del corpo, cioè più persone lo hanno praticato e utilizzato. Così ho potuto incontrare i miei Maestri di meditazione come Goenkaji, di Yoga come Iyengar, di Qigong come Chong Swan Lek, di compassione come il Dalai Lama e molti altri e a tutti loro rivolgo il mio sguardo di gratitudine.
Quindi, in questo libro, in questi primi capitoli cercherò di spiegare come è diverso sentire e pensare in modo razionale come in Occidente e sentire e provare come in Oriente.
Mi auguro di essere chiara e di poter partecipare al bene di tutti gli esseri viventi”.

Yvonne Muraglia

Asparagi

Finalmente è iniziata, almeno secondo il calendario, la stagione primaverile, che coincide con il capodanno iraniano, quando comincia la produzione (fuori serra) dell’asparago che si protrae sino a tarda estate – inizio autunno.
L’asparago è un prodotto del bacino del mediterraneo ed esiste in molte varietà. Io suggerisco quella tradizionale verde piuttosto che la versione bianca che, per essere tale, viene costretta a crescere nell’oscurità per impedire la fotosintesi.

asparagiL’asparago deve essere compatto, flessibile, con le punte chiuse e consistente.
Dopo un’accurata pulizia, si impugnano gli asparagi con entrambe le mani e si curvano sinché non si spezzano in due, da un lato il gambo e dall’altra la punta.
Il punto di rottura si trova alla transizione tra la parte fibrosa e la parte edibile (vedi immagine).

Una preparazione rapida, di seguito illustrata, ci permetterà di esaltarne il sapore conservandone le proprietà organolettiche.
In padella con un filo d’olio e a fiamma viva li rosoliamo facendoli rotolare, mentre li saliamo leggermente, ma per solo un minuto, sinché il colore diventa più brillante.
asparagiA questo punto aggiungiamo un goccio d’acqua e copriamo abbassando al minimo la fiamma.
Quest’ultima operazione, che dura circa 2 minuti, permette di ammorbidire un po’ gli asparagi cuocendoli, di fatto, a vapore.
Scoperchiamo e verifichiamo con i rebbi della forchetta che possano essere infilzati ma che contemporaneamente siano ancora consistenti (NON devono essere sfatti).

Possiamo quindi procedere a mangiarli come accompagnamento di altre portate o da soli, con una punta di senape, con del thain o asparagicon un pizzico di gomasio a seconda dei gusti.

Infine i gambi fibrosi, prima di essere scartati, possono essere utilizzati come base per un brodo vegetale poiché l’asparago contiene molta vitamina K e un aminoacido non essenziale – l’asparagina – che ha un forte odore quando emesso con le urine.

NOTA: la provenienza del cibo che mangiamo è importante perché la macrobiotica nasce dalla consapevolezza e dall’osservazione. Quindi, mentre cerchiamo di soddisfare il gusto e di esaltare le caratteristiche del cibo, non possiamo non considerare l’importanza di NON ricorrere a prodotti importati da lontano, altre nazioni o addirittura continenti.
Oltre all’impatto ambientale in termini di impronta energetica, bisogna considerare che spesso le colture in paesi lontani avvengono a seguito di disboscamenti, sfruttamento intensivo di preziose e spesso limitate risorse locali, come l’acqua, e sovente a scapito di necessità umanamente più urgenti ed importanti ma economicamente meno profittevoli.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

“Keiraku Shiatsu” di Shizuto Masunaga

Vista la portata e il valore degli scritti di Shizuto Masunaga, e sempre nell’ottica di divulgare il Keiraku shiatsu (shiatsu tramite i meridiani), stiamo affrontando un’altra fatica editoriale: la traduzione dal giapponese del libro “Keiraku to shiatsu”, in italiano “Keiraku shiatsu – shiatsu e medicina orientale”.
Il testo era già stato pubblicato in francese con il titolo “Shiatsu e Médecine orientale” a cura di Le Courrier du livre, e da qualche anno volevamo tradurlo in italiano, ma l’agenzia dell’editore Ido No Nippon non riteneva di farlo pubblicare in altre lingue. Scaduto il contratto di questo editore, abbiamo contattato la signora Keiko Masunaga e abbiamo potuto finalmente stipulare un accordo per la pubblicazione in italiano.
Il libro riveste una grande importanza, infatti tanti operatori shiatsu italiani consultano l’edizione francese, e per mantenerne l’originalità, su consiglio di Haruhiko Masunaga, ci siamo rivolti a traduttori e consulenti dal giapponese che conoscono lo shiatsu e la medicina orientale.

keiraku shiatsuIl testo comprende una raccolta di articoli pubblicati da Shizuto Masunaga negli anni ’65-80 su due riviste giapponesi, Ido no Nippon e Kanpò no Risho. Seguendo il consiglio di Keiko Masunaga, abbiamo diviso la pubblicazione in due volumi: il primo, di circa duecento pagine, comprenderà gli articoli della rivista Ido no Nippon, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina giapponese. In particolare vengono affrontati temi quali diagnosi sho, setsushin, bimanualità e la storia del Keiraku shiatsu con riferimenti all’Anma tradizionale e all’Anpuku, con accenni al libro “Anpuku Zukai” che Masunaga ritiene il precursore dello shiatsu stile Iokai.

Il secondo libro comprenderà gli articoli pubblicati sulla rivista Kanpò no Risho, che riguardano la correlazione tra shiatsu dei meridiani e medicina cinese tradizionale e che sviluppano concetti come ho-sha (tra cui diagnosi dei polsi), le quattro diagnosi della medicina orientale, setsushin, fukushin e la loro influenza nel Keiraku shiatsu.

Come anteprima del nostro lavoro in divenire, durante i convegni cui parteciperemo come espositori, i lettori interessati potranno consultare un breve estratto dal primo volume, nello specifico una delle tre prefazioni scritta dal prof. Yoshinaru Fujioka e due articoli che evidenziano alcune delle principali caratteristiche del Keiraku shiatsu di Masunaga: la pressione, l’atteggiamento dell’operatore, le sensazioni epicritiche e protopatiche, la percezione dell’esistenza dei meridiani e l’ideazione della mappa dei meridiani stile Iokai con l’estensione del percorso rispetto alle mappe della medicina cinese classica.

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Superfoods e alghe

Innanzitutto appare evidente che, in confronto a cibi preconfezionati ed ultra-processati, qualsiasi cibo naturale possa assurgere alla nomea di un “superfood”.
In realtà, tra i cibi dalle proprietà più interessanti di tutti, troviamo l’illustrissimo e verde prezzemolo, che va d’accordo con quasi tutti. Una eccezionale fonte di minerali e capace di dare quel tocco “magico” a piatti che altrimenti risulterebbero un po’ anonimi. Immaginatevi per esempio un aglio olio e peperoncino… se ci mettiamo del prezzemolo fresco tritato, il piatto diventa un vero capolavoro!

Poi abbiamo le alghe e la curcuma: cosa abbiano in comune è presto detto. Sono alimenti chelanti, ovvero alimenti in grado di inglobare metalli (pesanti), quindi neutralizzarli ed inviarli verso l’espulsione. Insomma, per chi vive in posti inquinati (e non sono pochi), chi fuma oppure in qualsiasi caso in cui si mangi del pesce, non sarebbe una cattiva idea aggiungere qualche alga nel contorno, sia esso cotto o in insalata.

algheTra le alghe più interessanti troviamo la wakame, la kombu, la agar-agar e la nori.
La wakame è molto nota per essere onnipresente nella famosa zuppa di miso.
L’alga kombu, che è molto salata, si usa nella cottura dei legumi per renderne le bucce più digeribili e serve a scurire i capelli.
L’alga agar-agar si presenta sia in barre sia in fiocchi oppure in polvere, ed è un gelificante eccezionale, privo di sapore e colore, che permette di rendere gelatinoso e quindi “solido” sia l’acqua che un succo o un brodo; viene usata spesso per preparare gelatine di frutta e favorisce sia il transito intestinale sia la ricomposizione di un’appropriata flora batterica intestinale (particolarmente dopo l’assunzione di antibiotici).
L’alga nori, infine, si presenta in forma di foglio sottile ed è nota per essere la superficie esteriore del sushi. Essendo sostanzialmente priva di sale è adatta anche ai bambini.

Inoltre le alghe, che ovviamente sono caratterizzate dall’elemento ACQUA, favoriscono la gelificazione delle pietanze (quindi forniscono cremosità) e qualitativamente conferiscono elasticità, quella proprietà così difficile da mantenere negli anni e che generalmente non abbonda nella nostra società.

Le alghe possono essere prima sbriciolate (quando sono secche) ovvero idratate e poi utilizzate in cottura o a crudo, ricordando che hanno inevitabilmente, con l’eccezione sunnominata, sempre un po’ di sapore di mare.
Le quantità da utilizzare sono minime: normalmente, pezzi di pochi centimetri, come quello di alga kombu mostrato attaccato alla molletta, sono abbastanza per cuocere 500 grammi di ceci secchi. Pertanto, un pacchetto da 50 grammi di alghe, generalmente, dura parecchi mesi.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

7° serata della vitalità – Bagno di Gong

SERATE-VITALITA a

Proseguono le Serate della Vitalità, incontri mensili su temi riguardanti il benessere, organizzate da Shiatsu Milano Editore e il Centro del Benessere. La 7° serata ha come tema:

“BAGNO DI GONG”

L’incontro si terrà venerdì 12 aprile dalle 20 alle 22.30 e sarà aperto a tutti i tesserati Arci.

Bagno di GongIl bagno di Gong come protagonista il Gong, strumento antichissimo in grado di produrre suoni terapeutici e ricchi di armonici, che possono portare ad un profondo stato meditativo.

“Incomincia a produrre la visione di un nuovo te stesso in cui la mente raziocinante non sia la sola voce preposta a discernere il reale, a filtrare ed elaborare le percezioni. Metti accanto alla mente un istinto potente capace di percepire il ritmo della natura e le armonie celesti, che ti permettono di relazionarti con le stelle e i pianeti lontani annusando l’aria o osservando il volo delle lucciole, anziché l’occhio freddo e, per quanto potente, pur sempre limitato, di un telescopio astronomico; poi unisci una volontà impeccabile e lascia che tutte queste facoltà vengano guidate dal cuore: ecco che hai l’uomo in una grande espressione del suo potenziale” (dai Purāna, testi sacri hindū)

Determinate frequenze armoniche risultano efficaci nei casi di stress, ansia, blocchi emozionali e distonie del sistema nervoso. Il suono dei Gong, creando un oceano vibrazionale, porta dunque a uno stato di rilassamento profondo, è un massaggio sonoro, un viaggio in cui si viene cullati stando distesi e comodi, aperti al suono e lasciando che interagisca con noi.
In questa serata proviamo a lasciare il controllo della mente, a sciogliere la volontà di esercitare un potere su ogni cosa, per abbandonarci all’esperienza della bellezza e dell’affidarsi, cullati dal suono e dalle vibrazioni, sganciandosi dalla mente comune del mondo per collegarci a una mente più vasta.
E’ consigliato un abbigliamento comodo.

La serata sarà condotta da Melina Pizzoli, operatrice shiatsu e Master Gong, percorso seguito con Aidan Mcintyre e Don Conreaux approfondendo l’uso del Gong come veicolo di processi di riequilibrio energetico e potente mezzo nel percorso di consapevolezza. Nei trattamenti shiatsu sperimenta l’integrazione del suono con l’uso sinergico dei Gong, delle Campane tibetane e dei diapason.

 

Incontro con contributo e su prenotazione tramite email o telefono:
info@centrodelbenessere.it, tel 02-26681272, whatsapp 375.6113751 c/o Centro del Benessere, via Pacini 46, MM2 Lambrate (MI)

Evento riservato ai soci del Centro del Benessere e tesserati ARCI

Lo shiatsu e la vita precedente secondo la filosofia orientale

Uno dei momenti fondamentali della mia esperienza di operatore di discipline bio-naturali è stato l’incontro con alcuni testi fondamentali delle pratiche e della filosofia orientali. Quando ho cominciato a curare la traduzione dal giapponese all’italiano del libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga per Shiatsu Milano Editore, ho potuto toccare con mano alcune delle differenze tra la cultura orientale a quella occidentale e quanto il modo di intendere la cura e la salute dell’individuo sia diverso.

Per confrontarsi con questo aspetto è importante ricordare alcune peculiarità della cultura orientale. Prima fra tutte, l’uomo viene sempre inteso nel suo concetto olistico (corpo-mente e spirito) e l’attenzione e la cura del benessere psico-fisico vengono quindi sempre considerate in senso più ampio di quello occidentale, in quanto la parte spirituale dell’esistenza è tenuta in grande considerazione. Altro aspetto fondamentale da tenere presente è che, nel buddismo, il concetto di vita precedente è indiscusso e gli argomenti di cui sopra si affrontano in quest’ottica.
In oriente, dunque, durante un trattamento si tiene presente anche l’aspetto spirituale dell’esistenza, e il ricevente ha grande considerazione degli aspetti che possono emergere.
Anche l’operatore occidentale, oltre a dare consigli su stile di vita e alimentazione, dovrebbe considerare la parte spirituale.

Nei suoi scritti, Shizuto Masunaga sensei sollecita l’operatore ad aiutare il ricevente con tutti i mezzi a disposizione per migliorarne lo stato di salute, e uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpito dei suoi insegnamenti è il riferimento alla vita precedente.
Questo argomento è particolarmente interessante per noi in quanto la mentalità occidentale è sicuramente diversa, e parlare di vite precedenti può creare disagio perché non tutti i riceventi sono aperti al mondo invisibile.
Per la tradizione buddista, dopo la morte l’uomo passa nella parte invisibile e poi, in quello che per noi è uno spazio temporale di 200-300 anni, ritorna nella “vita terrena”. Morte e rinascita rappresentano così un ciclo con una parte visibile yang e una parte invisibile yin.

shiatsu e la vita precedenteSecondo tale visione, alcuni disturbi si possono dunque ricollegare a vite passate. Nel libro “Racconti di 100 trattamenti”, Masunaga offre interpretazioni interessanti. Ad esempio, chi soffre d’insonnia potrebbe aver agito scorrettamente nei confronti degli altri (ma l’origine della malattia può essere naturalmente lo stress o un eccessivo carico di lavoro). Oppure, in caso di alitosi, la persona potrebbe aver sparlato alle spalle di altri nella vita precedente. I casi di tumori invece sono ricollegabili, in accordo alle teorie buddiste, a riti funebri non ossequiati correttamente o alla mancanza di cura nei confronti di un familiare malato. Chi, nella vita precedente, non andava d’accordo con la madre, in questa vita potrebbe avere problemi al cuore, e chi spesso litigava con il padre potrebbe accusare disturbi allo stomaco o al piede.
Naturalmente, la vita precedente può anche avere ripercussioni positive su quella attuale: ad esempio, chi ha pregato tanto avrà una vita successiva buona.
Chi condivide questa visione è certo che le azioni compiute nella vita attuale avranno ripercussioni su quella futura.

Nella sua esperienza Masunaga sensei osserva come i pazienti che, nonostante i consigli e l’impegno, non accennano a guarire, cercando la causa dei disturbi nella vita precedente riescono finalmente a migliorare il proprio stato di salute.
Fino a qui abbiamo parlato di malattie, ma la vita precedente può anche influire sugli affetti personali, le relazioni e le inclinazioni. Ad esempio, chi desidera fare il musicista e lo diventa senza però raggiungere il livello desiderato, potrebbe reincarnarsi e, dovendo decidere che strada prendere, trovarsi nuovamente a fare il musicista, non spiegandosi questa passione eppur volendola coltivare. Una volta morto e tornato nella parte invisibile, se non si ritiene ancora soddisfatto, dovrà tornare una terza volta.

Nel buddismo, il concetto della reincarnazione spiega alcune delle nostre relazioni più importanti, ad esempio il matrimonio. Scegliamo il nostro compagno/a perché ci piace e lo riteniamo bello/a, ma spesso non riusciamo a dare una spiegazione più logica della nostra scelta.
Questa scelta non è razionale, quindi è legata ad una relazione causa-effetto (innen) che considera diversi aspetti. Anche il maestro Masunaga diceva che il rapporto marito e moglie è molto stretto. Di solito, quando due coniugi si incontrano è perché, secondo l’innen, nella vita precedente non andavano d’accordo ed erano soggetti a forti liti, magari perché troppo concentrati su se stessi. Allora, quando ritornano nello yin (la vita invisibile), si accorgono che così non va bene, e decidono di rincontrarsi in una nuova vita (yang). Ovviamente, nella vita attuale si sono dimenticati quale fosse il loro progetto di vita e le motivazioni che li hanno spinti a scegliere questa strada; è così che certe scelte istintive possono sembrare “illogiche”.
Ma non siamo attratti soltanto da un compagno/a con cui abbiamo avuto un rapporto conflittuale: possiamo anche aver sperimentato un rapporto d’amore molto forte e decidere di ripeterlo, facendo rincontrare nuovamente le due anime.
Quando in questa vita incontriamo qualcuno con il quale da subito ci sentiamo in grande sintonia, è perché nella precedente ci eravamo già conosciuti. Ciò è sempre da apprezzare: se il destino ci permette di incontrarci di nuovo, è perché nella vita precedente ci siamo comportati sempre bene.

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
Per interventi e scambio di opinioni scrivete a roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Shiatsu per lenire il dolore

La nostra amica e autrice Marisa Fogarollo sarà relatrice al 30° convegno Fiseo affrontando il tema “Shiatsu per lenire il dolore del corpo e dell’anima – esperienze in pediatria”.
La nostra collaborazione è iniziata alcuni anni fa con la pubblicazione dei suoi libri “Shiatsu & Bimbi” e, successivamente, “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, scritto con la psicologa Giuseppina Morrone. In esclusiva per la nostra newsletter, Marisa ha scritto diversi articoli sulle proprie esperienze e sui risultati ottenuti in quasi vent’anni di collaborazione con l’azienda Ospedaliera di Padova, contribuendo al benessere di neonati e bambini ospiti della struttura (vedete la sezione “articoli”).
L’intervento di Marisa, in linea con il tema del 30° convegno Fisieo, sarà dedicato al sollievo che dona lo shiatsu, il quale, per sua natura, è particolarmente efficace sui bambini per il contatto profondo ma graduale, rispettoso e amorevole. Qui di seguito potete trovare l’abstract del suo intervento.

Shiatsu per lenire il doloreInoltre, per divulgare il tema dello shiatsu sui ragazzi, allo stand di Shiatsu Milano Editore durante il convegno proporremo un’offerta esclusiva:
SHIATSU & BIMBI + SHIATSU PER UN ARMONICO SVILUPPO DEI NOSTRI RAGAZZI
al prezzo speciale di 35 euro (anziché 48 euro)
oppure il 30% di sconto su SHIATSU PER UN ARMONICO SVILUPPO DEI NOSTRI RAGAZZI

Shiatsu per lenire il dolore del corpo e dell’anima – Esperienze in pediatria
Di Marisa Fogarollo

Dal 1996 è attiva una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera di Padova e la Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, nell’ambito del Centro Regionale Veneto della Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche. Noi operatori (in questo periodo circa una decina) siamo presenti nei vari reparti della Clinica Pediatrica e della Clinica di Oncoematologia pediatrica per trattare bambini e ragazzi ricoverati. Le esperienze che viviamo sono veramente toccanti e testimoniano l’importanza e la validità dello shiatsu.
In ospedale tutto è concentrato su efficienza e razionalità e, anche se medici e personale infermieristico sono sempre disponibili e preparati, è indispensabile inserire attività per il benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi, e lo shiatsu “parla ai loro corpi” trasmettendo sicurezza e accudimento, riducendo l’ansia e la tensione, facilitando il rilassamento e il sonno.
Ogni anno trattiamo circa 1.000 bambini, distribuiti nei vari reparti; dai grafici che abbiamo a disposizione possiamo dire che i risultati sono sempre soddisfacenti; i bambini dopo il trattamento riscontrano:
– uno stato generale di maggior benessere
– sollievo dallo stato di stress, diminuzione dell’ansia
– miglior riposo notturno
– piacevolezza, serenità
– aiuto nelle funzioni intestinali

Con risultati positivi affrontiamo il dolore dei piccoli ricoverati:
– nei neonati con le coliche addominali ed altri problemi intestinali
– nel decorso post operatorio di bambini e ragazzi
– nei ricoverati in Oncoematologia
– nei bambini e ragazzi dell’Hospice pediatrico
– nei bambini e ragazzi della Terapia Intensiva

Lo Shiatsu si rivela utile qualche volta per “curare” (come nei casi di stipsi e tensione addominale), sempre per rilassare e ridurre o eliminare non solo il dolore fisico ma anche il dolore emotivo e per rilassare la mente.

Il “Corpo d’Acqua” in MTC

Una delle più importanti denominazioni dell’organismo umano, nella Cina antica, era “Corpo d’Acqua” e, al di là di sterili ricerche storiche sui termini o sugli etimi – peraltro pittorici prima e ideografici dopo – tutto, della Medicina Tradizionale Cinese, lascia sott’intendere il significato di corpo acquoso all’origine della nostra fisicità solida apparente.
Forse è questo il punto più difficile da digerire per la medicina occidentale ufficiale: “fidarsi” che tutte le trasformazioni che avvengono nell’organicità umana si situino nell’invisibile energetico – elettromagnetico direbbe qualcuno – e che poco si possa indagare, numerare o pesare con mezzi o strumenti che siano umani.
Se non è poi così difficile immaginare che lo stomaco si prolunghi in una serie di tendino muscoli in cui si vada ad incanalare grazie ad una serie di “riflessi” forse micro nervosi, diventa invece difficile giustificare i processi acido macerativi di questo viscere secondo spiegazioni “energetiche”: come farebbe lo stomaco/energia/meridiano a rendersi fisico negli acidi cloridrici e peptidici? Eppure, piegando una gamba nell’atto di stretching del quadricipite e quindi di stimolazione del meridiano di stomaco, molte pesantezze digestive si risolvono, come se quell’allungamento avesse in effetti promosso o coadiuvato le funzioni acide dello stomaco.
Prescindendo dall’esempio dello stretching del meridiano di stomaco, a complicare l’argomentazione sta il fatto che non tutte le indigestioni possono essere risolte allo stesso modo perché, su dieci, almeno cinque (se non tutte!) hanno cause diverse. A tagliare la testa al toro è la visione materialista che vede la materia (lo stomaco) originare biologicamente da se stessa, senza che alcuna forza sottile o direttiva venga presa in considerazione, nonostante la fisica abbia ampiamente dimostrato che l’energia pre-esiste alla materia.

In realtà la digestione, per stare nell’esempio, è prima di tutto una forza, un’intenzione, una capacità psicologica, un attributo della psiche che ha un calore, un colore, una frequenza, che sono manifestazioni della voglia di integrare il mondo, di mangiarlo, di farlo proprio e non ultimo, (parlando di stomaco e di cibo) di ringraziamento e consapevolezza! Queste cose e non altre – escludendo cibi avariati o non edibili – stanno alla base del digerire, che è funzione, e della costruzione dello stomaco nella sua fisicità, in quanto esso si rende necessario; tutto il processo biochimico del digerire e lo stomaco stesso in cui ciò avviene è l’ultima spiaggia, la materia, su cui si rifrange il fenomeno. Lo stomaco quindi pre-esiste come capacità/necessità sul piano dell’energia; la sua presenza fisica è la sua proiezione, coagulazione, nella materia.
Ora, ciò che io ho chiamato energia spesso per gli antichi di qualsiasi parte del globo era chiamata Acqua, Acque, senza riferimento però all’acqua come elemento chimico (H2O). Era un modo per indicare uno dei livelli principali del “vivente” e più precisamente quello più vicino al concetto di solidità, cioè la Terra. La Terra diventava quindi il simbolo del tangibile, visibile, inerziale, e l’Acqua, di un solo gradino sopra la scala degli elementi, il livello subito successivo, vicino alla materia quantificabile, ma “liquido”, sfuggente, penetrante, non visibile, in questa lettura.

corpo d'acquaNella MTC, che è concettualmente guidata dai 5 Movimenti e non dai 4 Elementi, il discorso non cambia: la Terra-Movimento, specie nella visione arcaica, è il centro inerziale, la pianura o collina da cui il cinese antico osservava gli altri movimenti e l’Acqua, penetrante e sfuggente, finiva sotto la Terra, scompariva imbibendola; l’Acqua infatti è invisibile, profonda, yin, nero è il suo colore, è assenza.

Non è per scelta poetica – lo diventa – che tutto l’apparato energetico venga descritto con i linguaggi dell’Acqua, partendo dai punti pozzo delle estremità di mani e piedi per giungere gradualmente attraverso i mutamenti idro-concettuali di ruscelli, torrenti, fiumi e infine oceano al centro toracoaddominale, dove troviamo i nostri organi e visceri zang e fu nel loro stato direttivo di pre-organo, pre-viscere. Questo oceano di forze direttive diventa il teatro di tutta l’alchimia organica che vede l’uomo esistere come forza e non come macchina; la macchina è solo l’apparenza, la scultura risultante, ed è in quell’oceano che possiamo trovare il senso e le risoluzioni necessarie all’armonia che spesso perdiamo per strada. E’ sempre in quell’oceano che agiscono l’ago dell’agopuntore e la pressione perpendicolare, lenta e costante dello shiatsuka. A patto che a tutto ciò si divenga sensibili, attraverso lo studio, l’ascolto, l’esperienza.
In quest’ottica, un protocollo o un kata sono solo la didattica iniziale, forse necessaria per avviarsi in quell’oceano, ma va da sé che l’obiettivo è la navigazione solitaria nelle correnti di chi riceve, in un balletto tra conoscenza, ascolto, guado, immersione.

Pascal Fabio Patruno, operatore shiatsu e docente di MTC

Brodo di verdure dolci

Da bere caldo per rilassarsi dopo una faticosa giornata, il brodo di verdure dolci è semplice da preparare, buono e rilassante.

Ingredienti (verdure di tipo terra):
Cipolla
Carota
Cavolo cappuccio

Procedimento
Sbucciate la cipolla e tagliatela in quarti per il lungo.
Affettate – sempre per il lungo – ciascun quarto di cipolla in fette più sottili possibile, mantenendo unito il quarto. A questo punto girate di 90° quanto appena tagliato e procedete nuovamente a tagliare in fettine sottili.

Spazzolate ora la carota, togliete punta e zona di attacco del ciuffo, quindi tagliatela in fette più sottili possibili con un’inclinazione di circa 30° rispetto alla lunghezza, in modo da ottenere delle fettine dalla forma ellittica. Le fettine vanno poi tagliate nel verso della lunghezza in fettine sottili in modo da ottenere l’aspetto a fiammifero.

Il cavolo cappuccio va tagliato a metà per poi tagliarne qualche fetta sottile. Queste a loro volta verranno affettate nel senso della lunghezza in maniera da ottenere tanti filamenti.

Brodo di verdure dolci

In una pentola aggiungete acqua fredda e le verdure precedentemente preparate, e portate a bollore a fiamma viva.
Raggiunto il punto di ebollizione, abbassate al minimo e coprite. Lasciate sobbollire per circa 20 minuti quindi separate il brodo dalle verdure.
Il brodo può quindi essere bevuto così com’è, caldo o aggiungendo qualche goccia di salsa di soia, oppure utilizzato per la cottura di un cereale.

In una padella soffriggete in olio EVO (o di girasole) aglio sminuzzato, peperoncino e le Brodo di verdure dolciverdure scolate utilizzate per il brodo, facendole saltare in padella a fiamma viva per qualche minuto e ricordandovi di salare durante il procedimento.

Le verdure saltate possono essere utilizzate come contorno oppure come base di ripieno per altre preparazioni (involtini, torte salate, ecc).

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica
N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.

Per favore… un po’ di calma!

Luca ha otto anni ed è impossibile tenerlo fermo. Non vuole il trattamento perché ha troppe cose da fare: andare in sala giochi, usare lo smartphone, giocare con i compagni, ma poi acconsente con l’accordo che sia una cosa veloce.
Inizio il trattamento e sento molta tensione, ogni mio piccolo movimento gli crea solletico e risate incontrollate. “Ridi pure”, gli dico “non sei abituato a farti toccare così!”. Ma poi inizia a rilassarsi e posso procedere con il mio lavoro. Quando sto concludendo il trattamento e glielo comunico, con gli occhi mezzi addormentati mi chiede: “Vieni anche domani?”. Parlo con la mamma e condivido con lei tutta la tensione che ho trovato in Luca. “E’ per questo che siamo qui”, mi risponde, “a scuola non combina niente a causa della sua iperattività”.

Silvia è una bimbetta di 5 mesi, piccolina per la sua età, la mamma mi dice che vomita spesso. E’ molto simpatica, durante il trattamento desidera interagire con me, mi sorride, canta, ma c’è molta tensione in lei: fatico a rilassarle i piedini e durante il trattamento sento che c’è contrazione in tutto il corpo. Mi sembra che il suo atteggiamento esteriore non corrisponda a quello che c’è dentro di lei.

Giulia, 11 mesi, quando prendo contatto con lei penso “Non riuscirò a trattarla!”. E’ iperattiva, gattona da un angolo all’altro del letto, non sta ferma un attimo. La mamma mi dice che è stata una giornata pesante, visite ed esami in continuazione e la piccola è veramente stressata. Ma poi, come succede di frequente nello shiatsu, avviene la magia; comincia a rallentare i movimenti per rimanere poi ferma e permettermi di trattarla. La lascio completamente rilassata e pronta, credo, per addormentarsi.

Possiamo stupirci della tensione che troviamo in neonati e bambini? Credo di no semplicemente perché loro sono lo specchio di tutto quello che li circonda.

Quando in Pediatria troviamo un bambino iperattivo, a volte trattiamo prima la mamma e può succedere che il piccolo, mano a mano che la mamma si rilassa, anche lui si calma, certe volte si mette il dito in bocca e si addormenta.
E’ un momento magico questo per noi, si sente che nella stanza cambiano le vibrazioni, l’emozione è palpabile, sembra di toccarla con le mani.

Quando insegnavo alla scuola secondaria di primo grado pochi, pochissimi, erano i bambini/ragazzi iperattivi e il loro problema era collegato alla famiglia. Ora il “malato” è il bambino, non mettiamo mai in discussione il nostro stile di vita.
In realtà tutto quello che ci circonda va a stimolare troppo il sistema ortosimpatico: la mancanza di tempo che ci porta a fare tutto in fretta, le luci degli schermi di computer, videogiochi e smartphone, i rumori forti; tutto questo è aggravato dalla vita sedentaria dei nostri ragazzi e dalla mancanza di spazi per scaricare emozioni ed energie. Noi adulti, forse, riusciamo ad adattarci a questi ritmi, ma per i bambini certe volte è troppo!
Grazie allo shiatsu, che stimola il sistema parasimpatico e seda l’ortosimpatico, riusciamo a portare un po’ di equilibrio nella nostra vita e di conseguenza la calma ai nostri bambini.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”