L’abbraccio dello shiatsu

Dalla nostra Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, ecco una nuova condivisione della sua esperienza con lo shiatsu. Buona lettura!

La caposala di Chirurgia Pediatrica mi chiede se posso andare a trattare Chiara, una neonata di circa 20 giorni che ha subito un intervento all’intestino e ora scarica con molta difficoltà; se non si risolve il problema è possibile un secondo intervento.
Quando prendo contatto con la piccola, oltre a sentire molto contratte le zone dove sono riflesse le condizioni dell’intestino (polpaccio e arco plantare), mi colpisce il grande stress accumulato da Chiara. Chiedo alla mamma se la tiene in braccio e lei mi fa presente che le risulta un po’ difficile, la piccola ha il sondino e vari fili che la collegano ai macchinari. Le faccio vedere la sequenza del trattamento da fare alla bimba per sbloccare le zone contratte, le parlo dell’importanza del contatto e le raccomando di abbracciare Chiara, tenersela vicino e chiedere lo stesso comportamento alle persone che la affiancano nell’accudimento.
Dopo pochi giorni la caposala mi comunica che le cose cominciano ad andare un po’ meglio; quando torno la settimana successiva, Chiara è tranquilla, non è più così stressata, scarica tutti i giorni, anche più volte al giorno. Non si parla più del secondo intervento.
In ospedale tutto è concentrato sull’efficienza e la razionalità, ma non si può dimenticare che un neonato ha bisogno di essere tenuto in braccio, il calore e il benessere fisico devono provenire da chi gli sta vicino, da chi si prende cura di lui. La mancanza del contatto provoca angoscia al piccolo e un tocco affettuoso è un bisogno primario che deve essere soddisfatto. Tenere in braccio un bambino, accarezzarlo, è indispensabile per aiutarlo ad abbassare l’ansia, aumentare la percezione di benessere e sicurezza.

Il contatto fisico amorevole permette all’organismo di:
• produrre endorfine, che sono in grado di abbassare la soglia del dolore e aumentare la sensazione di piacere
• diminuire la presenza di adrenalina e cortisolo, gli ormoni dello stress
• alzare i livelli di ossitocina e serotonina, utili come anti-stress e riduzione dell’ansia, promuovendo il processo di guarigione.
Non possiamo dimenticare che un abbraccio ha un effetto calmante quasi immediato. E inoltre noi operatori shiatsu sappiamo quanto è importante stimolare la pelle. L’ectoderma, il più esterno dei tre foglietti embrionali, dà origine alla pelle e al sistema nervoso. Durante un trattamento shiatsu il neonato si rilassa, si sente più leggero e prova un piacevole senso di calma; il corpo cambia il proprio atteggiamento, all’inizio è il sistema ortosimpatico a essere più attivo, poi diventa più attivo il sistema parasimpatico. Il tocco shiatsu spegne l’ortosimpatico (che consuma energia per tensioni, stress, meccanismi di difesa) e attiva il parasimpatico, che favorisce il rilassamento e la distensione. Vediamo subito la risposta del neonato al tocco, il corpo si allunga, il viso si rasserena. La pelle, nella filosofia e medicina cinese, è collegata ai polmoni e all’intestino; stimolando la pelle con il contatto e la leggera pressione, stimoliamo respirazione e intestino. E anche questo lo notiamo subito, se il bimbo è collegato al monitor vediamo come aumenta il livello di ossigeno nel sangue, e per quanto riguarda l’intestino il risultato è ancora più visibile!

Ecco una testimonianza di Ivana Vettore:
“Sono in Pediatria, entro in una stanza e trovo Lucia, una neonata di pochi mesi che piange disperata, è inconsolabile. Anche la mamma è inconsolabile perché non sa cosa fare per calmare la piccola. Chiedo alla mamma di prendere in braccio Lucia, per poterle trattare insieme. Piano piano, grazie all’abbraccio e al tocco lieve dello shiatsu, si rilassano tutte e due e la bimba si addormenta”.

Vorrei concludere con le parole di Francoise Dolto*: “Quello che cerco è di fare riflettere i genitori sul fatto che la più grande sofferenza dell’essere umano (anche neonato) è non comunicare con gli altri”. E per un neonato è il tatto la prima esperienza sensoriale e il primo modo di comunicare. Se è rassicurato, toccato con amore, si sente tranquillo e questo benessere rimarrà nel profondo del suo essere, nella sua memoria.

*Francoise Dolto (1908 – 1988) pediatra e psicoanalista francese, specializzata nell’ambito dell’infanzia.

Marisa Fogarollo e Ivana Vettore