L’Anima – di Pierpaolo Alioto

Pubblichiamo volentieri un articolo di Pierpaolo Alioto, conduttore della 3° serata della vitalità dal titolo “La guarigione dell’anima: recupero dei frammenti di sé”, a proposito di anima, consapevolezza e malattia.

“Quando si parla di Anima è facile cadere in confusione! Una confusione dovuta al proprio retaggio culturale, alle proprie tradizioni religiose, alle proprie suggestioni.
A me piace intendere il concetto di “Anima” come quel “qualcosa” che, appunto, “anima”, muove, sostiene, dona vita alle cose.
“Anima” è, quindi, “struttura”; una struttura che, a seconda del contesto dove essa agisce, ha una consistenza più o meno tangibile. L’anima in ferro di un pilastro riusciamo ad immaginarla bene: essa garantisce forza alla colonna o alla trave e, allo stesso tempo, dona loro una specie di vita, poiché ne assicura la mobilità e la flessibilità alle sollecitazioni dall’esterno.
Proviamo a pensare, però, cosa avviene al pilastro se quest’anima metallica si frantuma, si disgrega…
Nell’essere umano, l’Anima non è collegata ad un contesto tecnico e tangibile, bensì appartiene ad una sfera più filosofica ed eterea: l’Anima dell’essere umano, ossia quel qualcosa che lo anima (appunto), non è visibile benché anche essa venga costantemente manipolata, forgiata e, purtroppo, infranta.
L’Anima di cui scrivo è quella forza vitale che rende l’essere vivente, “vivente” e, nel vivere, nel percorso che ognuno di noi compie durante la propria storia, le sollecitazioni (come possono essere i terremoti, gli allagamenti, le picconate per il pilastro di cui scrivevo poco più sopra) non fanno altro che colpirne la struttura, esponendola a gravi danni che si ripercuotono anche sulla parte più grossolana, quella che l’Anima “anima”: il nostro corpo.
Limitare le sollecitazioni è, lo sappiamo tutti, quasi impossibile (significherebbe non vivere), ma possiamo gestire le stesse con ciò che può essere considerata la missione comune a tutti noi, ossia lo sviluppo e la maturazione della nostra Consapevolezza, individuale e collettiva.
Essere “presenti”, vigili, centrati, consapevoli (appunto), ci rende più forti di fronte alle sollecitazioni dirette alla nostra Anima, quindi pronti a gestirle in modo idoneo e depotenziarle, rendendole innocue (o quasi…).
Nella maggior parte dei casi, però, noi non siamo pronti, non siamo consapevoli di ciò che ci accade o che viviamo quotidianamente, ed è così che le sollecitazioni alla nostra Anima ci giungono come potenti bordate, scosse violentissime, ondate alte, ma anche come costanti ed incessanti tensioni atte a sfiancarci alla distanza, piuttosto che abbatterci in un sol momento.
Quando ciò accade, la nostra Anima inizia a disgregarsi, a frantumansi; ed i pezzetti cominciano a vagare andando alla deriva, dispersi. Ci accorgiamo che la nostra Anima è in pezzi perché soffriamo, viviamo nel disagio e nel malessere fisico e psico-spirituale. Non ci rendiamo, tuttavia, conto del perché tutto ciò ci accade e ci meravigliamo (una delle tante facce della paura) del perché ci ammaliamo.
In realtà, la malattia è un meccanismo di salvataggio che la nostra Anima mette in atto nel corpo per cercare di ricompattarsi; un atto disperato per riconquistare la consapevolezza perduta (o mai conquistata in pieno).
La malattia è la trasposizione di ciò che è andato storto, di qualcosa che è stato detto male (“la maladie”, “le mal a dit”), una violazione ed una alterazione di leggi naturali.
Ecco: quando una legge di Natura viene violata, quando viene mal interpretata e vissuta, quando viene meno la consapevolezza di chi siamo e di dove siamo, in quel momento qualcosa si rompe, va in frantumi…e quel qualcosa è proprio la nostra Anima”.

© 2017 Pierpaolo Alioto, Counselor Olistico specializzato in Psicogenenalogia e Costellazioni