animali totem

ANIMALI TOTEM E LINGUAGGIO

Il mondo animale è il precursore del più sviluppato regno umano, e principalmente si divide in rettili, mammiferi, uccelli, pesci, insetti. Ognuna di queste categorie esprime, sia nel simbolo che nella funzione, i primi prototipi anatomici, fisiologici e psicologici del più complesso tra gli animali: l’Uomo, anche designato da alcuni studiosi “Umanimale”; il quarto regno.
Volendo riassumere la metafisica generale della creazione, abbiamo in principio il Fuoco delle stelle che, raffreddandosi, origina il regno minerale; i minerali, tramite il fluire dell’acqua, si verticalizzano nel secondo regno, quello vegetale, che, a sua volta, “sradicandosi”, come a volersi smuovere dall’inerzia stanziale, genera le categorie del regno animale sopra elencate.
I primi tre regni, minerale, vegetale e animale, sono detti macrocosmo, mentre il quarto regno, quello umano, microcosmo.
Per comprendere realmente il tema sciamanico degli animali totem, presente in quasi tutte le culture antiche del globo, dobbiamo chiarire quanto sopra detto, altrimenti ogni attribuzione o significazione sarà fine a se stessa, come uno dei tanti giochi della New Age.

L’Uomo – o Umanimale – è la sintesi dei regni precedenti, i quali contengono un simbolismo in relazione a noi umani. Occorre distinguere con chiarezza il piano umano (fisico, emozionale, mentale o spirituale) al quale ognuno di questi regni si rivolge.
I minerali, con il loro strutturalismo, andranno a caratterizzare le qualità statiche dell’essere umano, quali ad esempio la volontà, la centratura, la concentrazione, la coerenza. Saranno anche d’aiuto su altri piani del nostro essere, ma sempre e solo per strutturare, sostenere, fissare. Con questo non si vuol intendere che una pietra non possa apportare caratteristiche quali dolcezza o sentimento, ma se lo farà sarà per effetto collaterale all’aver agito sulla struttura.
Dal mondo vegetale traiamo invece il simbolismo inerente alla nostra fisiologia, non solo organica ma anche sottile. Piante e alberi iniziano a parlarci più internamente rispetto al mondo minerale, tuttavia non porteranno messaggi diretti alla coscienza, ma alle nostre capacità di verticalizzazione, come un simbolo vivente quale è un albero di fronte a noi, che ci induce con la sua presenza uno stato d’animo, una sensazione d’essere. Con il regno vegetale siamo quindi giunti sulla soglia della coscienza umana, ma in una modalità ancora elementare e di carattere generale. Ovviamente, come nel caso precedente, potremo avere esperienze molto precise ed efficaci (come insegnano la floriterapia o l’erboristica in generale), ma saranno effetti collaterali dell’aver ripristinato una fisiologia disturbata; infatti, nella tradizione erboristica si considera il comportamento della pianta rispetto al bosco o al suo habitat, e da quel comportamento si deduce un’analogia con la complessione psichica dell’uomo.
Il regno animale, invece, è latore di funzioni e stati psicologici e spirituali molto più specifici, e inizia così a rivolgersi più direttamente alla coscienza dell’uomo, alle funzioni superiori. L’animale, infatti, “va” dall’uomo, può viaggiare verso di lui, può comparirgli dinanzi e, con la sua presenza peculiare, recare un messaggio. La pietra giace inerte e, nella maggior parte dei casi, devo eviscerarla dalla terra, andare a prenderla, compiere un atto preciso, in montagna o in miniera. L’albero rimane immobile nel bosco e così la pianta, devo quindi trovarmi io in loro presenza. Di nuovo, devo muovermi per trovare un messaggio; muovermi in quel grande arazzo umano di minatori, studiosi, raccoglitori, erboristi, sperimentatori, fino ad arrivare all’”utente”. Certo, nel mondo vegetale possiamo assistere a qualche movimento verso l’uomo; ad esempio, nella mia casa in collina, nel terreno antistante il bosco negli ultimi anni è comparsa la melissa, tantissima melissa, e guarda caso è comparsa negli anni in cui ho avuto bisogno del suo messaggio, del suo profumo, del suo principio attivo.
L’animale, però, viene da te fisicamente, si sposta, appare, ti si muove dentro e, nella sua fortissima diversificazione, porta messaggi meno generali, meno fisiologici: porta messaggi senzienti, che comunicano con la nostra parte senziente! Grazie alle sue peculiarità di animale – animate – ci coglie nel profondo, dialoga direttamente con la coscienza.

Da qui lo sciamanesimo dell’animale totem che, un po’ ovunque nel mondo e nel tempo, come un’astrologia di astri viventi – dove l’animale diventa astro e dominante o transito – ha accompagnato la storia e l’esperienza umana. Ovviamente è una scienza vivente che inizia dalla conoscenza di questo regno attraverso l’osservazione, come nei regni precedenti, e che culmina nella formazione di un lessico che, se ben strutturato, ha la caratteristica dell’efficacia, del vero, del sorprendente… sono “anima-li”.
Quando si ha la fortuna di conoscere questo lessico, perlomeno di avvicinarsene, una nuova cartellonistica dell’anima umana inizia e la propria vita non sarà più la stessa, poiché ogni alfabeto che impariamo ci muta radicalmente, e più parola e semantica conosciamo, più l’intelligenza può oggettivarsi.
Cominciate con l’osservare quando un animale, qualunque esso sia, si mette in relazione con voi, vi incontra insomma, magari solo per il fatto di apparire al vostro cospetto o smuovere sensi ed emozioni, e da lì cominciate a cercare sul web, ad esempio “cornacchia significato”, consultando quanto riuscite a trovare sull’argomento. Si inizia così, piano piano, e se avete sensibilità e costanza vedrete, in un tempo relativamente breve, sorgere in voi un nuovo linguaggio; guardate che funziona! Perché gli anima-li sono anime specifiche, animate, e in quanto tali, vi sentono, specie se vi accorgete di loro; in altre parole, il mondo animale si accorge se voi vi siete accorti di lui!

Pascal Fabio Patruno