Cancellare la memoria del dolore

Tratto Luca, 8 mesi, è un bel bambino sorridente; il ricovero in ospedale non è stato traumatico, ora è pronto per tornare a casa. Comincio a trattare un piedino ma non riesco a rilassarlo, passo all’altro che lentamente abbandona le difese e si rilassa. Torno quindi al primo piede, ma non c’è niente da fare, continua a presentarsi rigido. Lo osservo e noto il segno dell’ago che era stato presente durante tutto il ricovero. Luca, anche se ha solo 8 mesi, anche se guardandolo non sembra provato dal ricovero, conserva la memoria di quello che gli è successo.

Tratto Davide, 5 anni, è in via di guarigione ma il ricovero e l’intervento sono stati impegnativi. Lavorando, sento che il collo si presenta particolarmente rigido e, cercando di rilassarlo, vedo il segno dell’ago e capisco la sua tensione. L’ago non c’è più ma Davide conserva la memoria della sua presenza, del suo dolore.

Anche in questi giorni ho vissuto esperienze simili:
Giulia, 5 anni, accetta volentieri il trattamento e io procedo tranquilla; tratto i piedi e le gambe, per passare poi all’addome e al torace. Quando è il momento di trattare le braccia e le mani mi accorgo che succede qualcosa di particolare: braccio e mano destra, dopo il massaggio, si adagiano rilassati sul letto, braccio e mano sinistra invece rimangono tesi e rigidi a mezz’aria. Guardo e vedo un ematoma causato dai prelievi; c’è bisogno di un lavoro supplementare per sciogliere la tensione.

Enrico, 6 anni, si stende subito sul letto per ricevere il trattamento, dicendomi dove non posso toccarlo perché ha le cicatrici dell’intervento; la mamma mi dice che lamenta dolori al collo. Tratto gambe, piedi, braccia, schiena e finalmente passo al collo. Rimango basita dalla rigidità; cerco di scioglierlo ma non è facile, vedo il segno dell’ago che era presente fino a pochi giorni fa.

Mi fermo a queste esperienze, ma potrei citarne molte altre. E’ importante trattare il bambino durante e dopo il ricovero per permettere al corpo di elaborare e sciogliere le tensioni causate da queste sofferenze vissute.
Tutti noi, piccoli e grandi, quando viviamo un dolore sia fisico che emozionale, istintivamente, come per proteggerci, contraiamo il corpo e lì tratteniamo il ricordo di tutto quello che ci ha fatto soffrire.
Insegno alle mamme a toccare, accarezzare e massaggiare le parti dove il bambino ha subito prelievi, interventi, dove ha sofferto. E’ importante distendere e rilassare la muscolatura in modo che non vengano immagazzinati ricordi di dolore e sofferenza.
Anche per la cicatrice, il segno che rimane sulla pelle in seguito a una ferita rimarginata, comportiamoci nello stesso modo. Quando è passato un po’ di tempo dalla lesione e il tutto è ben asciutto, mettiamo nel palmo della mano qualche goccia di olio di sesamo o di mandorle aggiungendo due gocce di olio essenziale di lavanda e stendiamolo sulla cicatrice, cercando di spianarla e lisciarla. Una cicatrice può creare un blocco energetico: è perciò utile fare in modo che sia più sottile e invisibile possibile.
Grazie allo shiatsu, delicatamente, sciogliendo le contrazioni, possiamo permettere al bambino e al ragazzo di vivere il suo corpo come “unità”, lasciando andare il ricordo del dolore vissuto.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”