Consapevolezza

Prosegue la nostra rubrica mensile di macrobiotica dal titolo “Una mela al giorno” a cura di Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica. Buona lettura!

“Il battito delle ali di una farfalla in Italia può scatenare un uragano nei Caraibi?
Secondo alcuni studi sono necessari 4.000 mq di terreno fertile per soddisfare le necessità alimentari di un individuo. Questo nel caso in cui l’alimentazione scelta sia di tipo vegetariano.
Se volessimo introdurre il manzo e i suoi derivati nella dieta, dovremmo aumentare la superficie utilizzata fino a 20.000 mq per ogni capo di bestiame di grossa taglia, tenendo conto anche di quella necessaria al sostentamento dell’animale. Quindi, a conti fatti, introdurre carne bovina e latte nell’alimentazione umana richiede ampie superfici o, in altre parole, eliminare latte e carne (bovina) dalla nostra tavola rende fruibile terreno per altre 5 persone!
Immaginando di alimentare gli animali da allevamento a cereali – tipo mais – per ottenere 1 kg di carne di manzo ne servirebbero quasi 20 di mais, mentre per 1 kg di carne di maiale ne occorrerebbero 3,5 kg ed infine per 1 kg di carne di pollo ne basterebbero 2,5 kg.
Bisogna considerare ora che con 2,5 kg di mais possiamo riempire lo stomaco di 35 persone (circa 70 grammi di mais), in confronto otterremmo meno di 30 grammi di carne di pollo (nel caso migliore), oppure approssimativamente solo 4 grammi di manzo (diciamo l’equivalente della carne di un hamburger diviso tra 30 persone!).
È quindi evidente che una alimentazione con elevati e frequenti quantitativi di prodotti di origine animale non possa ritenersi sostenibile per l’ambiente nel lungo periodo. Oltretutto è addirittura controindicata per la buona salute dell’essere umano, come segnalato da illustri luminari, tra i quali il Prof. Veronesi (oncologo recentemente scomparso).
In conclusione, nella scelta di ciò che decidiamo di mangiare, piante o animali, influiamo sull’ambiente che ci circonda e anche su quello che non vediamo poiché molti prodotti oggi in commercio provengono da luoghi così remoti che spesso non conosciamo nemmeno”.

Guido Rotondi