Il “Corpo d’Acqua” in MTC

Una delle più importanti denominazioni dell’organismo umano, nella Cina antica, era “Corpo d’Acqua” e, al di là di sterili ricerche storiche sui termini o sugli etimi – peraltro pittorici prima e ideografici dopo – tutto, della Medicina Tradizionale Cinese, lascia sott’intendere il significato di corpo acquoso all’origine della nostra fisicità solida apparente.
Forse è questo il punto più difficile da digerire per la medicina occidentale ufficiale: “fidarsi” che tutte le trasformazioni che avvengono nell’organicità umana si situino nell’invisibile energetico – elettromagnetico direbbe qualcuno – e che poco si possa indagare, numerare o pesare con mezzi o strumenti che siano umani.
Se non è poi così difficile immaginare che lo stomaco si prolunghi in una serie di tendino muscoli in cui si vada ad incanalare grazie ad una serie di “riflessi” forse micro nervosi, diventa invece difficile giustificare i processi acido macerativi di questo viscere secondo spiegazioni “energetiche”: come farebbe lo stomaco/energia/meridiano a rendersi fisico negli acidi cloridrici e peptidici? Eppure, piegando una gamba nell’atto di stretching del quadricipite e quindi di stimolazione del meridiano di stomaco, molte pesantezze digestive si risolvono, come se quell’allungamento avesse in effetti promosso o coadiuvato le funzioni acide dello stomaco.
Prescindendo dall’esempio dello stretching del meridiano di stomaco, a complicare l’argomentazione sta il fatto che non tutte le indigestioni possono essere risolte allo stesso modo perché, su dieci, almeno cinque (se non tutte!) hanno cause diverse. A tagliare la testa al toro è la visione materialista che vede la materia (lo stomaco) originare biologicamente da se stessa, senza che alcuna forza sottile o direttiva venga presa in considerazione, nonostante la fisica abbia ampiamente dimostrato che l’energia pre-esiste alla materia.

In realtà la digestione, per stare nell’esempio, è prima di tutto una forza, un’intenzione, una capacità psicologica, un attributo della psiche che ha un calore, un colore, una frequenza, che sono manifestazioni della voglia di integrare il mondo, di mangiarlo, di farlo proprio e non ultimo, (parlando di stomaco e di cibo) di ringraziamento e consapevolezza! Queste cose e non altre – escludendo cibi avariati o non edibili – stanno alla base del digerire, che è funzione, e della costruzione dello stomaco nella sua fisicità, in quanto esso si rende necessario; tutto il processo biochimico del digerire e lo stomaco stesso in cui ciò avviene è l’ultima spiaggia, la materia, su cui si rifrange il fenomeno. Lo stomaco quindi pre-esiste come capacità/necessità sul piano dell’energia; la sua presenza fisica è la sua proiezione, coagulazione, nella materia.
Ora, ciò che io ho chiamato energia spesso per gli antichi di qualsiasi parte del globo era chiamata Acqua, Acque, senza riferimento però all’acqua come elemento chimico (H2O). Era un modo per indicare uno dei livelli principali del “vivente” e più precisamente quello più vicino al concetto di solidità, cioè la Terra. La Terra diventava quindi il simbolo del tangibile, visibile, inerziale, e l’Acqua, di un solo gradino sopra la scala degli elementi, il livello subito successivo, vicino alla materia quantificabile, ma “liquido”, sfuggente, penetrante, non visibile, in questa lettura.

corpo d'acquaNella MTC, che è concettualmente guidata dai 5 Movimenti e non dai 4 Elementi, il discorso non cambia: la Terra-Movimento, specie nella visione arcaica, è il centro inerziale, la pianura o collina da cui il cinese antico osservava gli altri movimenti e l’Acqua, penetrante e sfuggente, finiva sotto la Terra, scompariva imbibendola; l’Acqua infatti è invisibile, profonda, yin, nero è il suo colore, è assenza.

Non è per scelta poetica – lo diventa – che tutto l’apparato energetico venga descritto con i linguaggi dell’Acqua, partendo dai punti pozzo delle estremità di mani e piedi per giungere gradualmente attraverso i mutamenti idro-concettuali di ruscelli, torrenti, fiumi e infine oceano al centro toracoaddominale, dove troviamo i nostri organi e visceri zang e fu nel loro stato direttivo di pre-organo, pre-viscere. Questo oceano di forze direttive diventa il teatro di tutta l’alchimia organica che vede l’uomo esistere come forza e non come macchina; la macchina è solo l’apparenza, la scultura risultante, ed è in quell’oceano che possiamo trovare il senso e le risoluzioni necessarie all’armonia che spesso perdiamo per strada. E’ sempre in quell’oceano che agiscono l’ago dell’agopuntore e la pressione perpendicolare, lenta e costante dello shiatsuka. A patto che a tutto ciò si divenga sensibili, attraverso lo studio, l’ascolto, l’esperienza.
In quest’ottica, un protocollo o un kata sono solo la didattica iniziale, forse necessaria per avviarsi in quell’oceano, ma va da sé che l’obiettivo è la navigazione solitaria nelle correnti di chi riceve, in un balletto tra conoscenza, ascolto, guado, immersione.

Pascal Fabio Patruno, operatore shiatsu e docente di MTC