Dalla A allo Zenzero

Nel nostro paese, fino a quindici anni fa lo zenzero era conosciuto praticamente solo in polvere. La pianta, ovvero la sua parte edibile, è il suo rizoma o “radice”, e fresca si trovava solo in pochi negozi che trattavano alimenti biologici. In seguito sono apparsi i negozi alimentari “etnici” asiatici e lì si poteva trovare sia in polvere sia fresco. Ora si trova in qualunque mercato e supermercato.

Lo zenzero, ossia la parte che si usa in cucina, ha proprietà alquanto interessanti: nella catalogazione delle cinque trasformazioni ha caratteristiche sia dell’elemento metallo sia dell’elemento fuoco.
Infatti è un rizoma (approssimando: una radice) compatto e cresce sotto il livello del suolo (metallo), però, contemporaneamente, ha un sapore leggermente piccante e genera molto calore, attivando la circolazione sanguigna (fuoco). Inoltre ha riconosciute proprietà digestive, antinfiammatorie ed antipiretiche.

Scelta: preferire SEMPRE la pianta fresca rispetto alla presentazione in polvere. Al tatto deve essere consistente, duro come una carota o una rapa.

Preparazione
In succo: è estremamente versatile poiché si può dosare con accuratezza e normalmente viene aggiunto a fine cottura. Per ottenere il succo, essendo molto fibroso, si utilizza la grattugia grossa (quella per le carote) e poi si avvolge in una pezza di lino e si strizza, facendo fuoriuscire il succo. Una manciata di prodotto grattugiato può fornire 3 cucchiai di succo.

In fette: si taglia a fette sottili di circa 1 mm (tipicamente per tisane).

A micro-cubetti: da fette sottili si ricavano strisce da un paio di millimetri quindi, in direzione ortogonale, tagliate nuovamente a strisce di 2 mm. I micro-cubetti così ottenuti possono essere uniti direttamente in cottura, nei soffritti o negli stufati. Le piccole dimensioni gli permettono di essere mangiato senza avvertirne la presenza durante la masticazione ma dando un gusto caratteristico alla ricetta.

Utilizzo
Tisane digestive: nelle tisane, in fettine sottili, si può usare da solo oppure si combina molto bene con limone, semi di finocchio, tè bancha, cannella, menta, ecc. Provate e troverete sicuramente le combinazioni che incontrano il vostro gusto.

Cottura: per sughi, salse e cotture prolungate. In micro-cubetti dona un tocco rinfrescante.

Tocco finale: profumatissimo e molto efficace, in succo, da aggiungere a fine cottura. Si può addirittura aggiungere direttamente nel piatto in modo da rispettare anche chi non lo gradisce.

Impacchi: aggiungeteme un cucchiaio da minestra per ogni litro di acqua calda ed effettuate delle spugnature alla massima temperatura sopportabile sulle zone da trattare. L’impacco di zenzero attiva la circolazione sanguigna e provoca rossore topico (simile ad una ustione di primo grado). Utile anche in caso di artrite e rilassante se aggiunto in acqua durante un bagno.
Lo zenzero è anche estremamente efficace nella risoluzione dell’orzaiolo, specialmente pulendo la zona interessata con un impacco caldo non appena si presenta il fenomeno.

In Italia lo zenzero si declina anche “Zenzevar” in friulano, “Zìnzalu” in sardo e “Gènciru” in siciliano. Il suo uso si ritiene sia stato introdotto in Europa dai reduci delle campagne asiatiche di Alessandro Magno.

Guido Rotondi, operatore shiatsu specialista di macrobiotica

N.B: i lettori che volessero proporre un argomento o domande alla rubrica “Una mela al giorno” posso scrivere alla nostra redazione.