Estratto di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu”

Per i nostri lettori curiosi, ecco l’estratto della prefazione e del prologo di “Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu – la Via secondo Natura di Shizuto Masunaga“, interessante libro scritto da Yvonne Muraglia, operatrice e insegnante shiatsu, fondatrice della scuola Te Hara di Rovereto (TN) e autrice di diversi libri. Buona lettura!

Yvonne Muraglia - Diagnosi e medicina orientale nello Zen Keiraku Shiatsu“Il libro che sto per scrivere non è facile ma la mia esperienza di terapista e di essere vivente me lo impone. Quando una persona nasce e vive, sa che, prima o poi, deve restituire alla vita le cose che ha imparato o magari insegnato. Nel rendermi conto che gran parte di ciò che dirò lo devo alla figura del maestro giapponese Shizuto Masunaga, devo precisare che non sono comunque qui per fare affermazioni assolute, ma per raccontare quello che è successo nella mia vita personale, che mi ha fatto capire il valore della medicina orientale e in senso lato la supremazia etica di tutta la medicina naturale, sia essa Shiatsu, omeopatia, agopuntura, erboristeria, ecc…

Viviamo in un mondo sconquassato dove la tecnologia e la scienza predominano e ciò che proviene da una macchina ha più valore ed importanza di quello che uno sente o fa. La medicina occidentale si basa sulla tecnologia e sulla scienza e ormai sono pochi gli esami clinici che non comportino un responso delle macchine.
Hai l’artrite? Ma fatti gli esami del sangue! Hai mal di cuore? Facciamo l’elettrocardiogramma. Hai il cancro al colon… subito una TAC addominale e poi in caso di necessità ne tagliamo un pezzo e ricuciamo. Qualsiasi difficoltà umana fisica viene valutata con uno stetoscopio, un elettrocardiogramma o un’ecografia.
Insomma, l’arte medica del sentire palpando o guardando l’aspetto dell’ammalato, il suo colorito, i suoi occhi o ascoltare quello che dice, non è più di moda.

Le macchine non sbagliano mai, mi disse una volta una mia segretaria facendo un conto che non tornava. Aveva ragione! Le macchine non sbagliano mai… peccato però che capiscono un milionesimo di quello che capisce un essere umano e qui mi accingo a descrivere come la medicina orientale antica (e moderna) attraverso l’Ascolto, il Colloquio, l’Osservazione visiva e la Palpazione può arrivare a percepire e comprendere non solo qual è il dilemma ma anche quale è l’origine del problema e come fare a curarlo.
Questi modi sopracitati sono i quattro metodi diagnostici della Kampo (medicina tradizionale orientale) ed in lingua giapponese sono detti:

BOSHIN guardare / osservare
BUNSHIN ascoltare / annusare
MONSHIN dialogo / colloquio / interrogatorio
SETSU-SHIN palpazione / pressione profonda

 

Prologo

Per poter parlare di Kampo e i 4 Metodi Diagnostici, è necessario prendere in esame per prima cosa come viene intesa la realtà del quotidiano nel mondo orientale e nel mondo occidentale.
Sebbene dall’esterno sembra che anche la Cina e l’India, i due paesi più rappresentativi dell’Oriente, abbiano sposato (ed in parte è vero) il materialismo occidentale, tuttavia è anche certo che queste due civiltà provengono da due culture estremamente diverse dalla nostra, sia nel modo di concepire il mondo che nella maniera di concepire la vita.
Diciamo che capire come fare ad utilizzare l’Energia vitale (Qi) è una cosa che appartiene strettamente alla cultura taoista antica cinese, che ha più di 5.000 anni, mentre il lavoro sul corpo dell’estensione degli arti e della contemplazione dello spirito riflette di più il pragmatismo indiano dello Yoga, che ha sempre considerato il corpo serbatoio dell’Invisibile e ha cercato di domarlo.
Entrambe queste due civilizzazioni hanno usato la meditazione per controllare ed aiutare la Mente-Spirito-Anima.
Trovo che questa sia una delle conquiste più grandi dell’umanità.

Il loro uso, oggi, è esteso e ricordandomi di alcuni miei studenti che ridacchiavano quando gli facevo cantare OM nei miei corsi, noto oggi che nei costosi e molteplici corsi che insegnano mindfulness questa è una cosa normale.
Ho letto anche recentemente un articolo di una nota giornalista che, prendendo in mano dei dati statistici di studio riguardanti il beneficio indotto dalla meditazione fatto su gruppi comparativi (un gruppo placebo che non faceva niente e un gruppo che la faceva la meditazione) affermava che, in realtà la meditazione non fa poi così bene.
Sinceramente mi è sembrata l’affermazione di qualcuno che non si è mai seduto in meditazione neppure per un secondo per contemplare la sua mente.
Ebbene sì, la grande differenza che sta fra Noi e Loro è che ci manca CONCRETEZZA nei nostri voli astratti e pindarici sulle visioni del mondo. Certo l’Occidente ha partorito Albert Einstein, Niels Böhr e Dario Fo, ma se guardate bene erano tutte persone straordinarie che avevano un grande amore per la Verità e gli Esseri Umani e usavano la Mente Universale e non quella del piccolo Io.

In Oriente però è stato più esteso e stratificato l’addestramento al controllo della mente e del corpo, cioè più persone lo hanno praticato e utilizzato. Così ho potuto incontrare i miei Maestri di meditazione come Goenkaji, di Yoga come Iyengar, di Qigong come Chong Swan Lek, di compassione come il Dalai Lama e molti altri e a tutti loro rivolgo il mio sguardo di gratitudine.
Quindi, in questo libro, in questi primi capitoli cercherò di spiegare come è diverso sentire e pensare in modo razionale come in Occidente e sentire e provare come in Oriente.
Mi auguro di essere chiara e di poter partecipare al bene di tutti gli esseri viventi”.

Yvonne Muraglia