Il conformismo

C’è un detto giapponese che dice “L’anima di un bambino di tre anni rimane uguale fino a cent’anni”. Quando l’ho letto, l’ho fatto da occidentale, sbagliandone completamente l’interpretazione. Avevo capito che ogni persona è sempre un bambino, che ognuno custodisce dentro di sé tutta la vita.
In realtà, il significato è più profondo. Sta ad intendere che quello che acquisisci da bambino farà sempre parte di te, del tuo essere, del tuo vivere, delle tue scelte, dei tuoi errori, delle tue vittorie.La spiegazione mi ha affascinato, ma sarebbe troppo facile e comodo verificarla osservando qualcun’altro per capire quanto sia vera. Queste sono esperienze che devi fare su te stesso: solo se riesci a capire su te stesso il significato delle parole di questo detto ti potrai permettere, a solo scopo di sostegno ed aiuto , di applicarle poi ad altri.
E’ strano come certe risposte che non sai darti sono lì ad attenderti in una pagina di un libro. Io alla mia età, in effetti, continuo ad essere un anticonformista.Un comportamento che ad altri può apparire presuntuoso e di superiorità, come molte volte mi è stato fatto notare. Ma non è così, anche se così può apparire.E questo detto mi viene in aiuto.
Se io sono così, è perché da piccolo sono cresciuto così. Non perché fossi figlio di intellettuali e letterati a cui somigliare.No, sono anticonformista perché dalla nascita non sono mai stato conforme. Ero stato concepito per essere la figlia femmina e,senza conformarmi al desiderio dei miei genitori,mi sono ostinato a nascere come maschio.Un qualcosa che già c’era. Come se ti regalano un Iphone e ce l’ha già, cosa te ne fai…
Ma mentre un Iphone in più puoi rivenderlo, un figlio te lo devi tenere. Per cui, crescendo nell’isolamento, io, per sopravvivere, devo aver inoculato il germe dell’anticonformista,senza averne nessuna intenzione.Anche perché avevo imparato a mie spese che, pur tentando di conformarmi, se non sei voluto e gradito non serve a nulla, non vieni comunque accettato.
Allora, meglio usare l’energia di senso opposto, che mi ha salvato in tanti periodi della mia vita, ma che mi porta molti problemi tutt’oggi.
Così, grazie a Masunaga, lo sto capendo. Io sono un eterno anticonformista ma non per sfida o provocazione, perché è il mio DNA. Non fumo dove tutti fumano, non bevo dove tutti bevono, sono aperto ed interessato ad imparare nuove cose dove tanti vogliono solo godersi la propria vita stando seduti o in piedi intorno ad un calice o similari.
Non riesco a stare in un gruppo, non ne comprendo il senso, siamo tutti un eterno gruppo, ma purtroppo non far parte di un gruppo è un problema, non sei definibile.Una persona come me spesso dà fastidio, è insolita, urticante, sfigata, meglio tenersi alla larga,anche da quello che posso proporre.Perché una persona così mette disagio e crea diffidenza.
Ma purtroppo non posso cambiare, non sono stato bambino come altri e, di conseguenza, non posso essere adulto come altri. Ma ho una cosa che ad altri manca, la curiosità di conoscere lo sconosciuto, qualità che non difetta adun anticonformista.Perché lui non accetta o rifiuta in conformità con tutti gli altri, no, lui accoglie e per di più,nel mio caso, è anche uno shiatsuka.
Il conformista invece non vuole sprecare tempo e fatica, piuttosto alziamo i calici, alla salute e al prossimo giro di bianco.

Giuseppe Varriale, operatore shiatsu