Mamma, ho mal di pancia!

Quante volte i bambini si lamentano per quello che chiamano “mal di pancia”, che comprende un po’ tutto, da problemi intestinali a tensioni addominali ed emozionali.
Nel lattante il disagio si esprime con il pianto, nel bambino con il lamento e solo se il dolore è molto forte con il pianto.
Ricordiamo che l’intestino è chiamato “il secondo cervello” per la presenza di una fitta rete nervosa che lo collega al cervello; queste connessioni avvengono dal primo al secondo cervello e viceversa. E non servono grandi spiegazioni perché tutti noi lo sperimentiamo fisicamente: stress, tensioni, preoccupazioni possono disturbare il funzionamento di tutto il corpo, ma in particolar modo di intestino e stomaco.

Davide ha due mesi e non ha mai scaricato spontaneamente, ha sempre avuto bisogno di sondini e clisterini. Quando lo incontro è imbronciato, teso, la mamma mi dice che anche quando dorme Davide è nervoso e agitato e mi confida le sue preoccupazioni.
Comincio a trattare piedino e gamba: il polpaccio è rigido e teso e così pure il piede. Cerco di sciogliere le tensioni, il piccolo è contento, accetta volentieri il trattamento. Sto per passare all’altro lato, ma mi fermo: il bambino ha scaricato abbondantemente e la mamma lo deve pulire. Passo al secondo piede e alla gamba corrispondente spiegando alla mamma la sequenza del trattamento. Ritorno la settimana successiva, la mamma è felice, il bimbo disteso e sorridente. Ora scarica tutti i giorni, anche due volte al giorno, è rilassato, e la mamma lo massaggia quotidianamente: la serenità è tornata in famiglia.

Spesso in Pediatria ci troviamo ad affrontare situazioni simili. Certe volte mi sembra di inserire il disco, comincio a trattare il bambino, subito sento la tensione nelle zone di valutazione dell’intestino, sui piedi e sulle gambe, e chiedo alla mamma :“Ha problemi a scaricare?”; oppure se è un lattante “soffre di colichette?”. E la risposta è sempre affermativa. Succede a me e ai miei colleghi, e dopo il trattamento i genitori ci chiamano per farci vedere il risultato!
E’ importante ricordare che la pelle, secondo la medicina orientale, è collegata a polmoni e intestino, perciò è di vitale importanza stimolarla con abbracci, carezze, massaggi. Se durante la gravidanza la mamma ha avuto qualche problema che l’ha costretta al riposo è ancora più frequente trovare nei neonati problemi di stitichezza e difficoltà ad evacuare.
Ma non è solo un disturbo dei neonati, anche bambini più grandicelli possono avere questi disagi, qualcosa che non va nel mondo della scuola, oppure tensioni in famiglia ed ecco che si irrigidiscono i muscoli dell’addome, si contrae lo stomaco e si manifesta “il mal di pancia”! Ricordiamo che il corpo del bambino ci parla, ci comunica il suo disagio, ogni contrazione, ogni blocco ci parlano di conflitti che il bambino sta vivendo, ascoltiamolo!

Marco ha sette anni e quando è il momento di andare a scuola lamenta forti dolori alla pancia. I genitori sono preoccupati anche se visite mediche e analisi hanno scartato problemi fisiologici. Quando lo tratto sento una forte tensione addominale, il respiro è bloccato, il corpo abbastanza rigido. Insegno ai genitori una semplice sequenza di trattamento da eseguire regolarmente come momento di intimità e gioco. Funziona, Marco si rilassa, scompaiono i dolori, si crea tra genitori e figlio un nuovo rapporto, il bimbo sente che non è più solo, mamma e papà gli dedicano tempo e attenzioni instaurando una comunicazione basata sull’ascolto non più delle parole, ma del suo corpo.

Preferisco insegnare ai genitori semplici sequenze shiatsu perché considero importante usare il massaggio come mezzo di comunicazione, come dialogo. Le parole possono confondere, non essere chiare; il corpo invece ci manda messaggi autentici, non ci sono ambiguità. Per quanto riguarda il tocco siamo spesso analfabeti, nella nostra società siamo abituati a dare importanza ad altre cose, siamo spesso assorbiti da cellulari, computer e televisione, ma ricordiamoci che la sensibilità dei bambini è grande e possono restare feriti dalla nostra fretta e dalle nostre parole non sempre appropriate.

Trattamento dei piedi e delle gambe

Trattiamo regolarmente i piedi di neonati e bambini perché, secondo la tradizione orientale, riflettono tutte le parti del corpo e massaggiarli equivale a trattare tutto l’organismo, portando benessere.

– Ruotiamo la caviglia nei due sensi. “Apertura dei cancelli”, così chiamavano gli antichi cinesi questo movimento, perché con la rotazione andiamo a equilibrare tutti i meridiani della caviglia
– flettiamo il piede, massaggiamo il tendine d’Achille
– lavoriamo ogni dito pizzicando i bordi e ruotandolo nei due sensi
– con il pollice andiamo sulla pianta del piede facendo degli sfioramenti circolari in senso antiorario per rilassarlo e aiutarlo ad eliminare le tensioni addominali
– portiamo l’attenzione all’incavo del piede (zona intestino). Se c’è tensione soffermarsi con leggere rotazioni a spirale seguendo nel piede destro la direzione delle dita, poi spostarsi nella direzione orizzontale, passare al piede sinistro, continuando in orizzontale, per poi scendere. Ripetere più volte anche nella parte interna.
– lavoriamo con il pollice tutta la pianta e concludiamo con la rotazione del piede.

E’ importante anche trattare le gambe con una semplice pressione con il palmo della mano o con il pollice portando l’attenzione ai polpacci (zona valutazione intestino). Se questi risultano contratti andiamo a scioglierli.

In questi ultimi anni anche nei neonati, soprattutto se nutriti con latte artificiale oppure nel periodo dello svezzamento, trovo dei polpacci molto tesi. E’ indispensabile rilassarli e ammorbidire le contrazioni perché questo porterà beneficio all’intestino.

Trattamento dell’addome

Ricordiamo che la zona è sensibile e delicata perciò facciamo in modo che il nostro tocco sia morbido e lieve.
– Appoggiamo una mano sull’addome (se stiamo lavorando con un neonato spesse volte solo il calore della mano rilassa il pancino), poi con il palmo della mano o con le dita facciamo una rotazione in senso orario
– con i polpastrelli delle dita facciamo una spirale che segue il colon ascendente, trasverso e discendente
– appoggiamo una mano sotto l’ombelico e l’altra mano sotto il sacro, ascoltiamo la connessione tra le due mani
– se stiamo trattando un bambino grandicello e sentiamo che la respirazione è contratta lo aiutiamo con le parole e cerchiamo insieme di ristabilire una respirazione fluida.

Questa è una piccola sequenza focalizzata nelle zone specifiche, ricordiamoci però che è indispensabile rilassare tutto il corpo e questo, come già detto, lo possiamo fare abituando il bambino al contatto; perciò, teniamo in braccio il neonato, senza timore di “viziarlo”, accarezziamolo e massaggiamolo. Quando il bambino cresce possiamo anche inserire il “rocking”, smuovendo tutto il corpo. Anche il solletico è una pratica divertente che aiuta a sciogliere i blocchi.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”