I neonati e lo shiatsu

È sempre emozionante trattare un neonato e vedere la sua risposta al tocco.
Saranno la leggera pressione e l’avvolgimento delle mani che gli ricordano la presenza del liquido amniotico, saranno i dolci movimenti che gli rammentano che nella vita intrauterina non era mai fermo, sarà il senso di benessere totale che prova, così com’era prima della nascita quando non c’erano problemi legati a freddo, fame, solitudine.

Tommaso, 30 giorni, mentre riceve un trattamento shiatsu. La sua espressione beata vale più di mille parole.

Saranno tutte queste sensazioni, o forse altre, ma anche i genitori restano stupiti nel vedere il loro piccolo che si rilassa e trova piacere nell’essere massaggiato con cura e attenzione. Il bimbo sorride, il visetto si distende, il corpo si rilassa e si allunga, si vede chiaramente il suo benessere. Questo succede in tutte le situazioni: sia quando trattiamo un bambino sano, sia quando trattiamo un bimbo ricoverato per piccoli problemi. Anche quando la situazione è più grave, la risposta allo shiatsu è sempre di piacere e rilassamento.
Solo se il ricovero è prolungato, e di conseguenza i bambini sono stressati per troppe manipolazioni, si può manifestare un po’ di disagio. Ma noi sappiamo come intervenire: il nostro tocco diventa ancora più leggero e statico. Questo piace molto e succede che si addormentano.
Certo, la vita in ospedale non è facile per un neonato. Per i bambini più grandicelli ci sono tante attività: scuola, laboratori, giochi; invece, il lattante vive tutto lo stress e spesse volte i genitori non ne sono consapevoli.

Lucia compirà un mese tra pochi giorni; mi accosto a lei, la tocco ma sento che ha bisogno di tempo per permettermi un rapporto più ravvicinato. I piedi sono contratti e così pure le gambine, per cui aspetto, appoggiando leggermente una mano sul suo pancino e parlandole. Un po’ alla volta si rilassa, le difese si allentano; non devo però avere fretta. Dandole tutto il tempo che le necessita, riesco a trattarla, a sciogliere le sue tensioni riempiendo i vuoti. Ma quanto grande è lo stress che aveva accumulato?

Questa bimba era in braccio alla mamma, avvolta nella fascia, ma spesse volte troviamo i genitori immersi nel loro dolore e nella loro preoccupazione e accanto il figlioletto nella culla, solo, non un tocco, non un po’ di calore: il senso di abbandono è totale. È importante ricordare che il neonato vive “l’attimo presente”: se è rassicurato, toccato con amore, si sente tranquillo e vive qualsiasi esperienza senza traumi.

La mamma di Eugenio racconta: “Eugenio aveva quindici giorni quando è stato ricoverato in Terapia Intensiva ed ha incontrato lo Shiatsu dopo essere stato sottoposto a numerosi esami e terapie. È entrato in sintonia dal primo incontro: l’operatore ha iniziato a massaggiargli il piede e lui poi gli ha offerto l’altro piede; il trattamento è proseguito su altre parti del corpo ma quando l’operatore è passato alla mano Eugenio è diventato diffidente (tutte le volte che era stato punto…) ma poi gli è piaciuto e alla fine ha offerto anche l’altra mano. È molto sensibile allo shiatsu, dopo il trattamento si rilassa, dorme per alcune ore. La settimana scorsa aveva subito diversi esami, era nervoso, non riuscivo a calmarlo; al pomeriggio ha ricevuto il trattamento Shiatsu che gli ha permesso di rilassarsi e così si è addormentato calmo e tranquillo”.

Spesse volte le mamme sono preoccupate perché anche il sonno del loro piccolo, durante il ricovero, diventa agitato, comunicando il malessere che sta vivendo. Dopo il trattamento invece il bimbo dorme pacifico e sereno.

Mi avvicino alla piccola Catia, nata una settimana fa, che è stata alcuni giorni in Terapia Intensiva. All’inizio sembra non gradire il trattamento, ma poi lo accetta con piacere. Tratto le gambe, i piedi, la mano libera dall’aghetto, il pancino, passo poi alla schiena ma non le piace stare girata sul fianco. La riporto in posizione supina mettendo una mano sotto le prime vertebre toraciche e l’altra mano sul torace allineata con la mano sottostante, trattando così le zone di polmone. Mi fa capire che questo le piace molto, il rilassamento è completo, si addormenta. La mamma poi mi dice che è ricoverata per problemi polmonari. Ho nutrito la sua carenza e Catia l’ha avvertito.

È indispensabile lo shiatsu per i neonati perché la sua essenza è il tatto, e il tatto è la prima esperienza sensoriale che abbiamo. Solo chi si prende cura del piccolo può soddisfare i suoi bisogni di calore e benessere fisico tenendolo in braccio, facendogli sentire la sua vicinanza fisica con il tocco, con carezze e massaggi.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & Bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”