Percezione e propriocezione nello shiatsu

Estratto dal libro “Shiatsu – L’arte di stare bene”, di Paola Mantovani

Shiatsu Milano Editore ha appena pubblicato il nuovo libro “Shiatsu – L’arte di stare bene” che, nelle sue componenti tecnica, teorica e interiore, si pone come guida per accompagnare il lettore verso la conoscenza delle caratteristiche e delle potenzialità dello shiatsu, illustrando gli aspetti fondamentali, a volte incantevoli e stupefacenti, dell’esercizio di quest’arte. Uno shiatsu dal fascino antico, con radici nella sapienza della Medicina Tradizionale Cinese, e dal significato attuale, risposta al bisogno, indotto da una quotidianità sempre più frenetica, di ricongiungimento al significato profondo della propria Essenza.

Ve ne proponiamo un estratto:

La percezione e la propriocezione nell’arte dello shiatsu

“Quando si intraprende lo studio dello Shiatsu si deve approfondire prima il concetto di “propriocezione” e poi di percezione. Nella pratica dello Shiatsu l’operatore si auto-educa per cercare di sviluppare e di affinare sempre di più quelle facoltà percettive atte ad ampliare la propria coscienza e a renderla più sensibile. La propriocezione è la capacità di percepire il proprio corpo e la posizione delle sue parti, in assenza di segnali dall’esterno. Tale capacità deriva principalmente da segnali provenienti dal cervello e non dal corpo stesso. La propriocezione è quindi la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio e i suoi limiti strutturali e di movimento. La percezione è definibile come quel processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali. Le informazioni elaborate dai sensi corporei vengono organizzate in un’esperienza complessa dove viene coinvolto l’intero organismo. La definizione di percezione varia comunque dai contesti a cui si riferisce e dal momento storico in cui si affronta. Quindi è fondamentale la distinzione con il concetto di sensazione, che rappresenta una risposta dei recettori sensoriali ai segnali che provengono sia dall’esterno che dall’interno. Pertanto l’esperienza percettiva è estremamente soggettiva e legata spesso alla memoria di esperienze personali passate o al vissuto personale. Nella filosofia taoista e nella Medicina Tradizionale Cinese il centro che raccoglie tutte le nostre percezioni è Yin Tang. Yin Tang è un punto posto tra le sopracciglia che ha la caratteristica di raccogliere le informazioni di tutti gli altri sensi che poi trasmette al “Cuore” perché le elabori, sintetizzandole poi in una percezione. Il nome in cinese Yin Tang si può tradurre come “casa dell’impressione”, nome che ne enfatizza la funzione. Nella medicina ayurvedica il “terzo occhio” è individuato come il 6° Chakra o Ajna Chakra, conosciuto anche come Chakra delle Sopracciglia, l’Occhio della Conoscenza, della Saggezza, Chakra dell’Occhio interiore o Chakra del Comando. Il suo nome in sanscrito significa conoscere, percepire e anche comandare. Il 6° Chakra è legato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale e al cervelletto. Possiamo quindi visualizzare la zona tra le sopracciglia come centro fondamentale che raccoglie non solo i dati sensoriali, ma anche le informazioni che i sensi non riescono a individuare. È un grandissimo centro energetico a cui è correlata la capacità e l’equilibrio psicospirituale, la corretta percezione di sé in relazione a sé stessi, al livello intuitivo e sensitivo dell’individuo. È legato alla memoria, alla volontà e alle più alte facoltà intellettuali. È un centro energetico che, se aperto e vitale, rende l’individuo ipersensibile e chiaroveggente nell’udire e percepire cose e sensazioni in precedenza solo sospettate. Mario Vatrini, studioso e formatore di Shiatsu, sosteneva che l’apertura di questo centro energetico sviluppa ciò che si chiama “potere extrasensoriale”. Per la medicina cinese antica anche la mente è un organo di senso. Per Mente si intende però non solo il pensiero razionale, ma anche le emozioni e i sentimenti che in Medicina Cinese fanno riferimento al Cuore che li armonizza ed esteriorizza. […] La percezione nello Shiatsu è la capacità di cogliere la disarmonia energetica della persona, utilizzando non solo i segni e i sintomi raccolti. Ciò che è veramente importante non si vede ma si percepisce. Noi possiamo vedere e valutare l’atteggiamento posturale della persona che abbiamo di fronte, il suo sguardo, il suo colorito, i segni del suo volto, la sua costituzione, ma ciò che rende efficace la tecnica è la percezione dell’energia attraverso il contatto profondo con l’altro. Questo avviene passando attraverso la propriocezione e lo Shiatsu aiuta a modificare prima il modo abituale di percepire il nostro corpo e poi anche quello dell’altro. Insegna attraverso la circolazione energetica ad ascoltare il corpo e le sue reazioni secondo una logica completamente nuova. Aiuta a disciplinare le persone, affinché la loro percezione possa emergere. L’emergere della percezione si può paragonare all’accensione di una lampadina nella parte più profonda del cervello. Avviene quando l’intuizione arriva alla Coscienza. La percezione ci permette di capire il senso profondo di una situazione, di una valutazione energetica, ci rende improvvisamente chiara la soluzione di un problema. La scienza ha verificato che l’emisfero sinistro del cervello è maggiormente legato al pensiero razionale, alla logica e alla matematica, mentre l’emisfero destro è maggiormente legato all’intuizione, alla percezione, alla fantasia, alla creatività e alla mente analogica. La creatività e la fantasia richiedono l’intervento di entrambi gli emisferi che, se integrati collaborano per potenziare l’attività umana. La parte che permette l’integrazione tra i due emisferi cerebrali è il corpo calloso composto da milioni di fibre nervose. Non si è ancora scoperto molto sul ruolo di questa importante parte del cervello, ma si è certi che ha a che fare con l’intuito e la percezione. Studi recenti hanno dimostrato che nel cervello femminile il corpo calloso è più grande e più spesso rispetto a quello maschile e le donne sono tradizionalmente più abili nel decodificare le emozioni o i segnali non verbali del corpo, anche inconsapevolmente. La scienza moderna non ha ancora scoperto tutti i segreti che risiedono nel nostro cervello e tutte le sue potenzialità. È probabile che il nostro cervello conosca cose che noi non sappiamo ancora di sapere. Il cervello è in grado di registrare stimoli esterni selezionando quelli che vuole fare arrivare alla coscienza e allontanando tutto ciò che non ritiene interessante. […] La percezione può quindi nascere grazie a una sintesi di tutte le nostre capacità celebrali da quelle più razionali, legate alla memoria e al linguaggio, a quelle che nel cervello sono rimaste sopite per anni. Studiare la Medicina Cinese attraverso la tecnica Shiatsu insegna a percepire il mondo e il corpo anche da un’altra prospettiva. Esistono molte tecniche corporee, sia individuali che di contatto, che aiutano l’individuo a migliorare le capacità percettive corporee. La tecnica Shiatsu è ottima per aiutare la persona a entrare nella propria profondità e in quella dell’altro, potenziando quegli strumenti che sono innati nell’uomo ma sovente ancora dormienti: le capacità percettive”.

Paola Mantovani