La pressione e l’inconscio

Dopo aver esaminato la pressione comune a tutti i tipi di shiatsu e la pressione sostenente, prendo spunto dal simposio per gli insegnanti organizzato dalla Fiseo il mese scorso a Salsomaggiore e dal titolo “La perpendicolarità – perpendicolare a cosa, e perché”, a cui ho partecipato, e dedico un po’ di spazio ad una visione della pressione più ampia.

Nei trattamenti che si sono scambiati gli insegnanti si è cercato di sperimentare e far provare la differenza tra una pressione perpendicolare e non; ne sono emerse ricerche da parte dei partecipanti sulla possibilità di raggiungere il giusto livello energetico, sensazioni sulla risposta della pressione, sul dialogo dinamico che si ha con il ricevente e sull’unità con il ricevente, riflessioni sulla possibilità di attivare il processo di guarigione e sul mondo dell’inconscio.

Per penetrare nel mondo dell’inconscio, arrivare a toccare direttamente la fonte più profonda della vita, è necessario armonizzare fra loro pensiero, respiro e immaginazione: così finalmente, tramite la mano (la manifestazione materiale del nostro corpo), la pressione perpendicolare diventa compiuta.

Endo, nel suo libro “Tao Shiatsu” (Ed. Mediterranee), parlando della pressione compiuta dice:
In questo modo [la pressione compiuta], aprendosi all’influsso della forza del cielo, induce al rilassamento. La pressione Yang si collega al Ki invisibile, allo spirito, e si aprono livelli di coscienza più elevati, più Yin. Di conseguenza, essendo la causa della malattia originata dallo squilibrio di mente e spirito, la pressione ferma attira l’attenzione sulla profondità del problema”.

pressione e inconscioQuesto collegarsi con lo yin e yang mi porta a parlare della pressione attraverso il punto di vista macrobiotico, riportando alcuni pensieri espressi da Attilio Somenzi nel suo libro “Lo Shiatsu e il pensiero macrobiotico” (Shiatsu Milano Editore).
La macrobiotica ci aiuta ad avere una lettura della vita e possiamo leggere anche la vita del nostro ricevente grazie alla pressione. La pressione è collegata allo yin e yang. Possiamo considerare yang la pressione perpendicolare e mantenuta costante, la forza yang del cielo. Lo yin è collegato al corpo invisibile e sottile, è parte del mondo dello spirito e possiamo considerare yin la mano madre e il suo collegamento con la mano figlia, più specificamente il movimento orizzontale impresso dalla forza della terra (shiatsu stile Iokai).
Yin e yang si uniscono nella pressione (materia e spirito, visibile e invisibile, pensiero e comportamento, ombra e luce). Così nel punto di pressione si incontrano e si armonizzano yin e yang, cielo e terra. L’operatore deve trovare la pressione corretta per poter esercitare un’azione statica che permetta al corpo di creare il movimento dal suo interno. Lo yang del cielo domina, si esprime attraverso la staticità della mano madre e induce al rilassamento. La pressione si collega al ki, allo spirito, facendo così aprire livelli di coscienza più alti, più yin.

La corretta pressione, lavorando su livelli profondi, risveglia le capacità di risposta permettendo a chi la riceve di riconoscere lo squilibrio in atto e di trovare dentro di sé la capacità di riequilibrarsi e conseguentemente eliminare il sintomo. Sia l’aspetto fisico che quello mentale del ricevente vengono coinvolti e man mano che egli diventa consapevole raggiunge diversi livelli di coscienza. Il pensiero (frutto dell’attività della coscienza) e l’immaginazione sono lo strumento grazie al quale possiamo comunicare con il nostro inconscio.

Concludo riportando quanto scrive Saul Goodman in “Attivazione del corpo di luce” (Macro edizioni) riguardo al tocco:
L’intenzione di curare e di aiutare attiva la memoria prenatale. Beneficiamo del periodo della gestazione, un periodo caldo che ci permette di adattarci a qualsiasi richiesta del nostro corpo. Il tocco curativo, se applicato correttamente, è in grado di regolamentare il sistema nervoso, attiva tutte le funzioni dell’organismo e permette in collaborazione di migliorare il corpo sottile. Perché le pressioni permettano di utilizzare la memoria prenatale è necessario fare pratica lasciando scorrere l’energia dal chakra del cuore e da quello della corona”.

 

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
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