Ryu-Zo: la qualità della pressione

Proponiamo ai nostri lettori un estratto dal nuovo libro appena pubblicato “Shiatsu Ryu Zo – I principi della cura” di Aldo Ricciotti, che illustra la qualità dei due tipi di pressione Ryu (letteralmente “drago”) e Zo (“elefante”) alla base di questo peculiare stile di shiatsu. Siamo certi che lo troverete interessante. Buona lettura!

“La prima riflessione che occorre fare quando s’introduce la qualità della pressione è che cosa s’intenda per qualità.
Nella lingua italiana questa parola si usa con due significati principali. Il primo per indicare quali siano le caratteristiche che rendono un oggetto, un animale, una persona, quello che è.
Ad esempio si può dire: le qualità, che rendono il vetro tale sono…, le qualità che rendono un animale un mammifero sono…, le qualità che rendono un essere umano un atleta sono…
Esiste un altro modo di usare la parola “qualità” e cioè quando si usa per significare che un oggetto, un animale, una persona è di valore e ci troviamo davanti a qualcosa o qualcuno con standard elevati. Ad esempio: questo vino… questo tessuto… questo cavallo… quest’insegnante… è di qualità.
Riguardo allo Shiatsu Ryu Zo usando la prima accezione, ritengo si sia in ipotesi di Scuola e perciò di didattica. Si sarebbe cioè nel caso in cui si cerca di astrarre qualche caratteristica della pressione (profondità, intensità, durata, ritmo, modalità di entrata e di uscita, permanenza, ecc.) per poi cercare di esercitarle e divenire abili a riprodurle.
Nella realtà del trattamento è, però, la seconda accezione che entra in gioco e cioè quando si può dire “sì, questa è una pressione di qualità”. Ritengo che si possa dire nel momento in cui Ukè abbia ricevuto da parte di Torì una pressione vicina ai propri bisogni.
Più Torì è stato abile a fornire a Ukè quanto serviva al suo riequilibrio, più siamo di fronte ad una pressione di qualità. Ora però intendo approfondire il punto di vista collegato con la prima accezione della parola qualità, descritta all’inizio di questo paragrafo.
Identificherò allora due qualità pressorie con le caratteristiche relative e le modalità necessarie a Torì per effettuarle: la pressione Zo-Elefante e la pressione Ryu-Drago.
Nello Shiatsu Ryu Zo, infatti, tutti i modi pressori possibili sono sfumature o combinazioni di queste due polarità.
Per pressione Zo s’intende una pressione di elevata entità, portata con la concentrazione posta sulle strutture fisiche del corpo di Ukè ossia ossa, muscoli, articolazioni, fasce e dinamiche relative.
Normalmente è effettuata sulle zone più “strutturate”(schiena, arti, ecc.) ma vi sono eccezioni. Anche la concentrazione di Torì è posta sulla struttura del corpo fisico. Questo significa che Torì cercherà di creare una posizione, forte, stabile, ben equilibrata, partendo dalla quale abbandonare il proprio peso senza esitazioni e con consapevolezza su Ukè.
Inoltre Torì utilizzerà figure geometriche di tipo triangolare, quadrato o rettangolare come immagine esterna con la quale disporre il corpo nello spazio. Questa geometria esterna si accompagna però sempre a una interna, fluida e circolare. Molto importante è, infatti, rimanere rilassati e non “spingere” in alcun modo. L’idea di generare forza è comunemente accompagnata dall’idea di doversi contrarre. Se ciò accadesse, sarebbe controproducente sia per Torì sia per Ukè.
Torì rischierebbe di prodursi problemi poiché, se protratta nel tempo, la pratica di usare la propria forza per fare pressioni è inevitabile procuri danni sia fisici, sia energetici, oltre a risultare molto stancante. I danni fisici per Torì sarebbero dovuti al sovraccarico delle articolazioni e della muscolatura.
Quelli energetici, invece, deriverebbero da una sorta di “congestione” divisibile in due aspetti: il primo fisico, generato dalla rigidità che comporta lo sforzo muscolare dal quale consegue un ostacolo al libero flusso dei Canali, il secondo mentale, creato dal tipo d’intenzione che origina l’uso eccessivo della forza muscolare, quando Torì cioè, consciamente o meno, immagina si trovi qualcosa in Ukè che, come un peso o una resistenza, sia necessario spostare o vincere.
Per Ukè una pressione di quel tipo può divenire molto fastidiosa. Inoltre causa inevitabilmente una reazione di difesa, innescando nella relazione Torì/Ukè un circolo chiuso assolutamente negativo. Occorre anche rilevare che: ogni volta nella quale si applica una forza, un’energia, la stessa forza, la stessa energia si rivolge verso di noi. Perciò è fondamentale che nell’applicare la modalità Zo, Torì applichi sempre i Quattro Principi dello Shiatsu Ryu Zo.
Vi è un altro elemento. Per quanto possa sembrare che il lasciarsi sostenere sviluppi andamenti di forze rettilinei, questo è vero a un livello molto iniziale dell’apprendimento dello Shiatsu Ryu Zo.
Terminata la formazione di Scuola, è fondamentale che Torì impari a riconoscere gli elementi spiraliformi delle forze applicate mediante il lasciarsi sostenere. Quando si usa il pollice, occorre studiare e bilanciare accuratamente il lavoro delle altre dita, del gomito e della spalla. Quando si usi il palmo, va accuratamente compreso come disporlo sulla superficie ricevente, lasciando che si modelli a essa e studiando gli angoli con i quali lavorare. Usando gomito e ginocchio, occorre comprendere il lavoro delle mani di sostegno.
In tutti questi casi anche il movimento di Hara non è semplicemente lineare ma parte da sottili e fluidi assestamenti che percorrono traiettorie tonde, ellissoidali o spiraliformi.
Perciò la Pressione Zo-Elefante anche se in apparenza sembra facile da eseguire, in realtà nella sua esecuzione non è per nulla scontata e contiene, sebbene non così evidenti, elementi Ryu.
La Pressione Ryu-Drago è, viceversa, una pressione di entità lieve o molto lieve, nella quale l’attenzione è posta sulle strutture energetiche (Canali, Tsubo, Chakra, ecc.) e sul respiro, sia di Torì che di Ukè. Viene più comunemente portata su strutture “piene” (cranio, sacro) ma può essere applicata ovunque.
Torì organizza il corpo contando su immagini esterne circolari, ellittiche o spiraliformi, sull’idea di flusso o pulsazione e sulla sensazione del respiro che ci respira. Può anche aiutare allineare i propri centri con quelli di Ukè. Fondamentale mantenere un ottimo allineamento della colonna vertebrale e un libero flusso del respiro.
Importante è che diminuendo l’entità della pressione aumenti la qualità della presenza di Torì. Lavorando con questa qualità di Pressione, spesso si attivano in Ukè e Torì auto aggiustamenti più o meno marcati del corpo e del respiro, sensazioni di flusso e calore, visualizzazioni di colori, liberazioni di stati emozionali.
Senza lasciarsene troppo impressionare, sono comunque segnali di profondi riequilibri in atto. Anche utilizzando questa polarità pressoria, vi sono dei rischi per Torì.
Il primo è l’inconsistenza. L’utilizzo della qualità Zo della pressione garantisce comunque una certa efficacia. Portando a termine la pressione Ryu, se non si curano i particolari, si rischia di rimanere nel vago e perdersi nella fantasia di una pressione oppure in una pressione immaginata. Occorre comprendere bene quali parti del corpo rilassare e quali mantenere toniche. In questa dialettica si sviluppa l’efficacia della pressione Ryu. Le spalle vanno lasciate completamente morbide, mentre il dorso va mantenuto allineato ma non rigido così come il torace. La zona lombare mantiene un certo tono (polarità Zo) verso avanti mentre l’addome è morbido e libero.
La testa riposa sul collo senza spingersi in avanti. Vi è poi un’attitudine interna, che va sviluppata negli anni, dove non si segue né ci si oppone, ma si è con, assieme. Quindi, nella pressione Ryu, Torì si dispone con un’attitudine esterna Ryu mentre la zona di Hara mantiene un tono Zo solido. Qui si sfuma nell’Isshin che poi descriverò.
Nello Shiatsu Ryu Zo lo studio di queste polarità pressorie è introdotto a un livello post diploma. Ritengo, infatti, occorra disporre prima dei Quattro Principi e poi approfondirne l’applicazione”.

Aldo Ricciotti