Shiatsu è ascoltare e conoscere se stessi

Per i nostri lettori, ecco un nuovo articolo in esclusiva della nostra autrice Marisa Fogarollo.

“I ragazzi diabetici hanno l’occasione di partecipare ad una vacanza in veliero e sono eccitati e felici, ma anche un po’ preoccupati” mi dice il dott. Carlo Moretti, “perché temono di soffrire di mal di mare. Li posso aiutare?” Organizziamo due incontri perché i ragazzi sono divisi per età, il primo gruppo dai 9 ai 14 anni, il secondo dai 15 ai 18, e insieme ai miei validi collaboratori ci accingiamo a svolgere questo compito.
Nel primo gruppo tutto procede tranquillo: presentazione dello shiatsu, do-in inserendo i punti da trattare in caso di mal di mare, nausea, esercizi di respirazione, breve sequenza shiatsu lavorando ancora sui punti specifici. I ragazzi sono collaborativi e non c’è nessun imbarazzo nel lavoro a coppie.
Alla fine dell’incontro chiedo ai partecipanti di scrivere in poche parole quello che li ha maggiormente colpiti durante la lezione. Scrivono parole che avevo usato anch’io come: rilassamento, benessere, calma, ascolto, divertimento; ma alcuni usano una parola che non avevo mai pronunciato, PACE, parola che rappresenta in pieno il senso del lavoro perché solo se stiamo bene dentro di noi possiamo sperimentare il benessere e l’armonia all’esterno.
Il gruppo di ragazzi più grandi ci ha un po’ spiazzato. Pensavo di svolgere la lezione come avevo fatto in precedenza, ma non è stato possibile. Quando ho iniziato la sequenza di auto shiatsu mi sono trovata davanti una quindicina di ragazzi che ripetevano i miei movimenti ma solo per farmi un favore, erano apatici e indifferenti.
Mi sono detta “Questa è una sfida, devo cercare di coinvolgerli” e mi sono fermata. Ho cominciato a parlare di tutte le cose che conosciamo e di quanto poco sappiamo del nostro corpo. Hanno ascoltato il loro respiro, ho portato l’attenzione e fatto sentire i punti del corpo dove si blocca l’energia e dove invece non arriva e poi “la magia dello shiatsu” ha fatto il resto: siamo entrati in un’altra dimensione e questo ci ha permesso di lavorare con ragazzi partecipi e collaborativi. Anche nel lavoro a coppie si sono trattati con rispetto reciproco e ascolto.
E le parole che hanno scritto alla fine dell’incontro erano, come nel gruppo precedente, riferite a rilassamento, benessere, calma ma soprattutto parole che indicavano un nuovo rapporto con il loro corpo, anche imbarazzo all’inizio, e poi ascolto del respiro, riconoscimento di zone bloccate, piacere del contatto, scoperta di un nuovo modo di ascoltare e comunicare.
Al ritorno dalla vacanza in veliero il dott. Moretti mi ha confermato la validità del lavoro: anche quando c’è stato il mare mosso i ragazzi non hanno sofferto.
Ma per me il lavoro più importante è stato il contatto e l’ascolto con il loro corpo, la capacità di rapportarsi con il tocco tra ragazze e ragazzi, sentire che ci possono essere modi diversi di comunicare, e non è poco se pensiamo che gli adolescenti sanno comunicare fisicamente solo con spintoni, pacche sulle spalle e altri gesti simili.

Marisa Fogarollo, autrice di “Shiatsu & bimbi” e “Shiatsu per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”