Vescicola biliare

Fino ad un paio d’anni fa neanche sapevo che esistesse. Eppure sono laureato in fiction mediche televisive, ma nessuna di queste ne l’ha mai chiamata in questo modo. L’hanno sempre denominata cistifellea.
L’unica cosa che sapevo dal mio corso di studi di spettatore di fiction è che a volte la cistifellea, quando ha disturbi, può ingannare i medici, perché il dolore non lo esprime lei ma lo fa esprimere al cuore. Pertanto, i medici poco propensi ad indagare credono che il malore del paziente sia un principio di infarto o sintomo di un cuore che non va.
Invece, in un episodio al settimo anno di fiction, un medico indagatore che conosceva i disfunzionamenti della cistifellea riuscì a curare un collega che tutti credevano prossimo a problemi cardiaci. L’ammalato in realtà aveva solo esagerato nel mangiare, compromettendo la cistifellea che già era al limite. Per cui, anziché operato inutilmente al cuore, fu correttamente operato di cistifellea e guarì.

La mia conoscenza della cistifellea si fermava qui. Poi, quattro anni fa, ho imparato ben altro. Anzitutto, ho scoperto che aveva anche un altro nome, vescicola biliare. Ho appreso che la sua funzione all’interno dell’organismo è quella di distribuzione e che, nella teoria dei 5 elementi, appartiene all’elemento Legno. Un elemento che, a seconda del modo di considerare l’uomo, può essere all’origine o alla fine di un ciclo perpetuo.

Dal punto di vista energetico rappresenta l’inizio, la fase di crescita, la prima fanciullezza, l’andare incontro alla vita che si è pronti a vivere.
Dal punto di vista del ciclo del bisogno siamo alla fine, in quanto rappresenta l’ultimo stato di consapevolezza dell’essere umano, quando ha percorso tutto il ciclo del bisogno, dall’identificazione, alla scelta, alla conversione, all’aprirsi al mondo e agli altri fino a raccogliere risorse da tutte queste esperienze per poi ridistribuirle, sia all’interno dell’organismo, sia a noi stessi come tesoro di esperienze di vita.
La vescicola biliare è inoltre identificata con la capacità di scelta di un individuo. Identificazione che si presta perfettamente anche nel percorso del relativo meridiano energetico.
Ma finiamola qui con la teoria, io non sono un insegnante ma uno che volge in verbo ciò che vive o che è partorito da un’idea.

Pertanto, più che parlare in modo scolastico di vescicola biliare, che non mi compete, voglio parlarvi di cosa succede quando va in tilt, energeticamente parlando. Ovviamente, a modo mio. Ecco una mia esperienza di vita vissuta e consapevole…

“Oggi mi sento completamente accerchiato. Una situazione che mi porta ad uno stato mentale di blocco, un’incapacità di agire e prendere decisioni, da quelle quotidiane a quelle occasionali.
Tutto per colpa di una neve che, cadendo giù, paralizza ogni mia azione, impedendomi di vivere il vivere. Rimanendo senza un vissuto nuovo, senza nuove esperienze.
Oggi avevo in programma qualcosa di diverso e bello, ma la mia testa ha fatto spazio più ai possibili inconvenienti che ai vantaggi. Come se la mia vista di colpo si fosse annebbiata e non riuscisse più a decodificare nulla. La conseguenza di tutto ciò è che ogni scelta che faccio pare quella sbagliata. Oggi sembra andare così.
Non riesco a scegliere neanche una cosa semplice come il tavolo a cui sedersi al bar.
Alla fine scelgo ma sbaglio, e mi trovo circondato da persone con volontà esagerata di esprimersi e farsi notare.
Cambio bar. Scelgo il posto, stavolta mi sembra ideale. Ma non mi accorgo della presenza di un bambino con uno smartphone, genitori incuranti, che disturba i presenti coi rumori urticanti di video giochi. Fortunatamente la famiglia va via dopo poco ma, come ad un passaggio di testimone, arriva un’altra bambina piena di vivacità.
Peggio di prima. Non resta che arrendermi. Accettare di essere accerchiato. Dagli altri.
Ma soprattutto da me stesso.”

Giuseppe Varriale, operatore shiatsu