Seminari Masunaga 2018: Zen shiatsu e anpuku

Come tanti operatori sapranno, dal 23 al 27 giugno 2018 si sono svolti a Milano i Seminari Masunaga 2018, corsi di Keiraku shiatsu (shiatsu dei meridiani) tenuti da Haruhiko Masunaga, figlio del grande maestro Shizuto e attuale direttore del Centro Iokai di Tokyo.
Tra gli altri, due sono gli argomenti interessanti che sono stati approfonditi durante i seminari: il significato del termine “Zen” nel Keiraku shiatsu e l’importanza del trattamento sull’addome, con riferimenti all’antico libro “Anpuku Zukai” di Shinsai Ota, strettamente collegato all’origine dello shiatsu (per questo motivo stiamo traducendo questo testo di Ota in italiano, la cui pubblicazione è prevista nel 2019).

Lo zen shiatsu
Il termine “Zen” collegato allo shiatsu nasce circa quarant’anni fa, con la traduzione in inglese del libro di Shizuto Masunaga intitolato semplicemente “Shiatsu” nell’edizione giapponese. Dal momento però che esisteva già un libro di Tokujiro Namikoshi intitolato “Shiatsu”, Masunaga sensei decise di intitolare la traduzione in inglese “Zen shiatsu”. Il termine “Zen” doveva riportare l’attenzione all’origine giapponese di quest’arte e alla cultura orientale, a differenza dello shiatsu del maestro Namikoshi, che non tratta i meridiani e si basa più su concetti occidentali, secondo S. Masunaga.
All’epoca, la parola “Zen” non era molto conosciuta in occidente, quindi non si trattava di un’operazione di marketing ma di un modo per differenziare due stili di shiatsu ponendo l’attenzione sull’aspetto spirituale che caratterizza lo shiatsu di Masunaga.
Lo “Shiatsu dei meridiani”, infatti, è una pratica nella quale è importante dimenticarsi del proprio io e raggiungere la condizione di MU (vuoto). Il concetto di Zen è insito nella cultura giapponese ed è presente in alcune pratiche quali il kendo, lo judo, l’Ikebana e la cerimonia del tè; in tutte queste arti si dice di non “usare la testa”. Molti occidentali vanno in Giappone per praticare kyudo (tiro con l’arco) o altre discipline, ma non sempre riescono a staccarsi dal proprio io e raggiungere la condizione Mu, praticando e rinunciando al proprio ego.

Come esempio pratico e in prima persona Haruhiko Masunaga, durante i seminari, ha raccontato che, quando esegue una dimostrazione di un trattamento, non pensa né a stupire i presenti, né a un obiettivo: si concentra solo su ciò che sta facendo perché, se perseguisse lo scopo di stupire ottenendo un ottimo risultato, fallirebbe. Se l’obiettivo è quello di raddrizzare la colonna vertebrale ed elaboriamo con il ragionamento come raggiungerlo, non pratichiamo lo Zen shiatsu. Nel trattamento Zen Shiatsu non bisogna pensare al risultato, ma concentrarsi solo su quello che si sta facendo: una pressione, un movimento, una rotazione.
La pratica dello Zen shiatsu è completamente diversa dal modo di approcciarsi in oriente ed è importante capire l’aspetto fondamentale di questo tipo di shiatsu, cioè la parte Zen. Shizuto Masunaga, in “Racconti di 100 trattamenti”, la definisce come qualcosa che non è comprensibile con la mente, ma si può comprendere con l’esperienza, molta pratica, e con il “qui e ora”, in giapponese nikon (“vivere adesso”). Dunque, vivere l’istante presente, non pensare né al passato né al futuro: praticando viviamo in modo presente, e senza questo non possiamo praticare lo zen shiatsu.

Alla luce di ciò, è più facile comprendere perché molte persone non riescono a praticare correttamente questo tipo di shiatsu. Il Keiraku shiatsu risulta efficace quando si comprende il concetto “Zen” che lo permea, e ciò può avvenire solo con la pratica e abbandonando il proprio io.
L’atteggiamento Mu (vuoto) permette di sentire il percorso dei meridiani perché, come diceva il padre di Haruhiko Masunaga, “I meridiani vanno sentiti, non pensati”.

Anpuku (trattamento dell’addome)
L’altro tema approfondito da Haruhiko è stato quello dell’Anpuku, una delle fondamenta dello shiatsu dei meridiani, per ribadirne l’importanza. Il sensei, venendo in occidente, ha sentito più di una volta dire da alcuni insegnanti che è meglio non trattare l’addome nei primi trattamenti perché è una zona delicata, oppure che va trattato una volta sola o con una leggera pressione senza soffermarsi su determinati punti o zone, essendo un’area sensibile; ma chi insegna così non insegna lo Zen Shiatsu.
Sicuramente l’addome è una zona delicata in cui è necessario eseguire il giusto contatto, e per arrivare a ciò occorre molta pratica. Ma, nello shiatsu di Masunaga, più il disequilibrio è importante, più ci si dedicherà al trattamento dell’addome.
Il trattamento dell’addome è sempre stato importante nella cultura giapponese: ebbe origine quando, dalla Cina, arrivò una tecnica di trattamento dell’addome, che poi venne sviluppata in Giappone a tal punto da essere chiamata “Anma anpuku” e tornare nuovamente in Cina riconosciuta come pratica giapponese.
Nell’epoca Heian, intorno al 1100 d.c., sono stati scritti testi che accennano al trattamento dell’addome, ma il libro ancora oggi di riferimento è del 1827 (epoca Edo, periodo in cui l’anpuku veniva praticato dalle persone non vedenti).
“Anpuku zukai” (trattamento dell’addome – libro con disegni) venne scritto da Ota in seguito alla sua guarigione da una grave malattia tramite l’anpuku. Ota si rese conto del valore e dell’importanza di questa pratica, per cui si impegnò a studiarne la tecnica e a lasciare come testimonianza un testo scritto. Il libro insegna prevalentemente il trattamento dell’addome, ma affronta anche altre parti del corpo quali gambe e articolazioni (caviglia, gomito, polso, ginocchia). Alcuni disegni contenuti mostrano gli allungamenti e il trattamento delle gambe, e ce ne sono alcuni sul trattamento del viso.
Questo testo permise lo sviluppo delle tecniche di trattamento dell’addome e, di conseguenza, la nascita e la diffusione dello shiatsu. Erano stati dati vari nomi a queste tecniche, ad esempio “appoggiare la mano”, “utilizzare l’energia” e “shiatsu”, e alla fine venne scelto quest’ultimo termine per descrivere questi trattamenti.
L’importanza del trattamento dell’addome si evince anche dagli ultimi due capitoli di “Racconti di 100 trattamenti”, intitolati appunto “Trattamento dell’addome” e scritti da Shizuto Masunaga quando già era malato. Non è un caso che questi siano gli ultimi due scritti, a conclusione del libro e della vita di Masunaga sensei.

Durante i seminari di giugno Haruhiko, come di consueto, ha praticato su ogni partecipante, mostrando e facendo sentire come trattare hara e come eseguire le manualità man mano affrontate. Quest’anno si è molto soffermato su pratiche di allungamento dei meridiani per il trattamento di spalla, ginocchio, caviglia e molto altro (che sarà argomento di prossimi articoli), sempre ribadendo l’importanza dell’atteggiamento Mu in tutte le manipolazioni.
I workshop hanno riscontrando un alto gradimento dei presenti e ci dispiace per i tanti shiatsuka in “lista d’attesa” che non sono riusciti a partecipare quest’anno. Stiamo prendendo accordi per l’organizzazione dei prossimi seminari in Italia, quindi continuate a seguirci!

Roberto Palasciano