LA VITA E L’OPERA DI SHIZUTO MASUNAGA SENSEI – II parte
Come accennato nella I parte, in questi scritti esamineremo un principio o una tecnica del Keiraku to shiatsu di Shizuto Masunaga, sempre riferendoci ai testi del Maestro. Stavolta ho scelto di parlare della valutazione dell’addome, visto che è un argomento di attualità trattato quest’anno nei congressi delle federazioni di shiatsu. Al congresso Fisieo si è parlato dell’importanza dell’addome e mi è molto piaciuta la definizione di Fabio Zagato: “Il bacino è il luogo ove il Ki dei meridiani trova ancoraggio e raccolta nelle aree di valutazione energetica”. La diagnosi con il tatto, la setsushin, è uno dei quattro metodi diagnostici della medicina orientale e, come cita Masunaga nel suo libro “Manuale di Sesshin – guida alla diagnosi” pubblicato da Macunix, c’è un detto dell’antica scuola di medicina cinese Toeki: “L’addome è l’origine della vita, perciò da qui deriva ogni malattia”. Quindi, per diagnosticare tutte le malattie, Masunaga ci suggerisce che bisogna esaminare l’addome, che considera “la chiave della diagnosi dei meridiani e nello stesso tempo un punto fondamentale della terapia”.
Prima di parlare delle zone dell’addome disegnate sulla mappa dei meridiani, vediamo da dove è partito Masunaga con il suo gruppo di terapisti dello Iokai per creare queste aree di valutazione e disegnarle sulla mappa dei meridiani, che definisce nei suoi scritti “la carta dei meridiani per lo shiatsu”.
Alla base del lavoro di Masunaga per valutare kyo e jitsu nelle aree dell’addome, possiamo considerare importante quanto descritto nei libri “Anpuku Zukai” del 1827 di Shinsai Ōta e “Anma Tebiki” (guida dell’anma) del 1799 di Fujibayashi Ryokhaku.
Masunaga ha scritto un lungo commento pubblicato come appendice nella ristampa del 1977 di “Anpuku Zukai”, nel quale spiega il suo pensiero sia sull’anma che sull’anpuku come origini dello shiatsu. Masunaga, parlando dell’anma, racconta che ai suoi tempi era influenzata dal massaggio occidentale e aveva perso i suoi connotati principali. Egli sottolinea che lo shiatsu ha origine dall’anma antica, considerata una branca della Medicina Cinese per la sua caratteristica di essere una tecnica curativa che considera il corpo nel suo insieme e ha lo scopo di regolarizzare il flusso energetico dei 14 meridiani, disperdendo l’energia in caso di jitsu e concentrandola in caso di kyo, secondo la pratica definita ho-sha (tonificazione e dispersione).
L’origine dello shiatsu è da ricercarsi quindi nell’insieme di queste tecniche manuali ed in particolare molte affinità allo shiatsu moderno si trovano in “Anpuku Zukai”; nella prefazione al libro di Shinsai Ōta, Masunaga afferma: “Il vero punto di partenza dello shiatsu risiede nella mappa dell’anpuku di Shinsai Ōta, che aveva sviluppato un anpuku addominale non utilizzato nell’anma. L’anpuku prese piede quando l’anma perse le sue caratteristiche e divenne un massaggio rilassante”. Prosegue: “Dopo aver letto il testo originale di Shinsai Ōta, che già precedentemente aveva destato il mio interesse, ne feci un estratto ed un commento, paragonando le tecniche descritte allo shiatsu che praticavo. In altre parole, anpuku significa fare terapia e diagnosi tenendo in considerazione tutto il sistema energetico dei meridiani, mentre ora anma significa fare un tipo di massaggio”.
Veniamo alla fukushin: diagnosi/valutazione dell’addome. Letteralmente, fuku = addome e shin = diagnosi, che si effettua per molti stili di shiatsu con la palpazione per verificare le disarmonie di organi e visceri e gli stati ansiosi, che si riflettono sulle zone addominali. La valutazione dell’addome viene praticata in diversi modi da operatori shiatsu, agopuntori, anpuku-terapisti e massaggiatori anma; cito, ad esempio, il modo di fare la diagnosi dell’addome di Shinsai Ōta: “Quando si effettua una diagnosi dell’addome bisogna tenere presente i principi fondamentali: pieno (jitsu), vuoto (kyo), pulsazioni, tensione anormale, masse, grumi e fibromi”. Vengono poi spiegati dettagliamene il modo di percepirli e trattarli.
Masunaga nei suoi libri racconta che, nel lavoro con il gruppo di operatori da lui condotto (che ha portato a creare le estensioni dei meridiani classici su tutto il corpo con la percezione e considerando i risultati clinici), ha sempre prestato attenzione alla
condizione energetica delle zone riflesse sull’addome dei dodici meridiani. La creazione del suo modo di diagnosi addominale è iniziata esaminando le mappe storiche dell’anpuku di Mubunsai (vedi disegno) e di Shinsai Ōta (della quale purtroppo non siamo ancora riusciti ad avere una copia). In queste mappe antiche, i due maestri avevano disegnato le aree di diagnosi in corrispondenza della posizione anatomica dell’organo, quindi alcune aree della mappa di Masunaga finalizzate alle funzioni dei meridiani e con lo stesso livello energetico dei meridiani stessi sono localizzate in zone diverse rispetto a quelle antiche.
Percependo con la setsushin il percorso lineare dei meridiani, Masunaga ha stabilito la posizione delle aree sull’addome che permettono di percepire e valutare energicamente kyo e jitsu dei meridiani. In proposito, scrive: “Fu un lavoro molto particolare aiutato dalle sensazioni di flusso che sperimentavo nel corpo ma, alla fine, riuscii a definire chiaramente anche non in modo preciso la posizione delle aree di valutazione riflesse dei meridiani dell’addome”.
Nel libro “Keiraku to shiatsu” volume 1, Shizuto Masunaga spiega: “Per quanto riguarda la mappa della diagnosi dell’addome, ho omesso le linee dei meridiani sull’addome e in questa area ho disegnato le aree di valutazione dei meridiani nello stesso colore delle linee dei meridiani. Ho contornato le aree dei meridiani yin con un reticolo e quelle yang le ho evidenziate, in modo che si possa diagnosticare il kyo-jitsu dei meridiani e nello stesso tempo, trattando le stesse aree, tonificare il kyo e disperdere il jitsu”.
Naturalmente, per eseguire una corretta valutazione delle aree è necessaria una percezione naturale e istintiva, ed è quindi importante che l’operatore entri in sintonia con il ricevente tramite la sensibilità protopatica. Ma di questo parleremo prossimamente.
Roberto Palasciano
Curatore editoriale
roberto.palasciano@shiatsumilanoeditore.it

Diagnosi dell’addome nell’anma con kyo-jitsu. Da “Ampuku abdominal Acupressure” di Philippe Vandenabeele
Bibliografia
Keiraku to shiatsu volumi 1 e 2 – Shiatsu Milano Editore
Manuali di shiatsu 3° mese di Shizuto Masunaga – Shiatsu Milano Editore
Anpuku Zukai di Shinsai Ōta – Shiatsu Milano Editore
Prefazione di Shizuto Masunaga nel libro Anpuku Zukai
Sesshin di Shizuto Masunaga – Edizioni Macunix





