CONVERSAZIONI PRIVATE CON KISHI

I nostri appuntamenti sul Seiki di Akinobu Kishi ci hanno portato ad incontrare alcune persone che hanno avuto esperienze dirette con il maestro; tra questi, il nostro collega Sandro Rosselli che, da buon toscano, si intratteneva con Kishi a parlare di vino, di vita e di shiatsu. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più in proposito…

Di vino, di vita e di shiatsu… le mie conversazioni con A. Kishi

Conobbi Kishi dopo aver terminato la formazione triennale come operatore shiatsu ed aver conosciuto altri insegnanti di fama internazionale.
Nei primi anni 2000 mi recai a Celleno Viterbese per conoscere Kishi e partecipare ad un suo ritiro di Seiki. Un’insegnante con la quale mi ero formato alla scuola shiatsu-ki di Firenze mi aveva parlato di lui ed io, incuriosito dal suo racconto, decisi di toccare con mano e frequentare un suo workshop. Da allora, fino alla sua scomparsa, ho seguito i suoi insegnamenti tenendo conto dei miei tempi e disponibilità. L’ho seguito diverse volte in Italia e qualche volta anche all’estero.
Spesso mi capitava di parlare con Kishi nei momenti di pausa o a fine lezione. Kishi era un amante del vino toscano ed io, da toscano, iniziavo a parlare di vino per poi dirottare la conversazione sullo shiatsu. Ero molto curioso e interessato a ciò che faceva e a sapere come era arrivato a creare un suo percorso
Chiesi a Kishi come potevo spiegare alla gente cos’era il Seiki e lui stette un attimo in silenzio, poi indicò il cielo e mi disse: “Vedi il cielo? Vedi le nuvole? Seiki è un cielo che si sgombra di nuvole come la mente si libera da preoccupazioni e afflizioni”. Provai a chiedere se poteva aggiungere altro e mi rispose: “It is enaugh” (è abbastanza). Da questa risposta comprese che per Kishi lo Zen era un modo di vivere non limitato alla pratica interiore e nemmeno al lavoro come praticante.
Poi mi disse: “Nello shiatsu il corpo guida le mani mentre nel Seiki le mani guidano il corpo”. Terminò dicendomi: “Now you know” (ora sai).
Durante un altro incontro chiesi a Kishi quali erano, secondo lui, i migliori interpreti dello shiatsu che aveva conosciuto e mi disse: “Al primo posto la mamma di Masunaga per la sua abilità nel trattare l’addome, al secondo posto il vecchio Namikoshi e Masunaga insieme. Al terzo c’ero io ma sono uscito di classifica per fare il Seiki”. Inoltre mi disse: “Seiki è serenità, fai alla gente un trattamento Seiki, un ciclo di shiatsu e poi osserva. Se occorre ripetere, ripeti”.
Per me Kishi resta il più grande shiatsuka che abbia mai incontrato.

Sandro Rosselli