A. KISHI E LO SPAZIO DI RISONANZA – CON A. SPINOLA

Sei ki - Life in resonanceParlando di Kishi, (Ndr. durante l’incontro on line dello scorso maggio) ho avuto un ulteriore regalo. Mi sono resa conto che di alcune cose non si può parlare in modalità “conversazione” perché svaniscono, si celano, o, direi meglio non esistono. Esistono solo se ci sono le condizioni. Se c’è il contesto“. Questo ha scritto Andreana Spinola dopo il nostro incontro del 13 maggio dove abbiamo potuto sentire dalla sua voce alcune interessanti riflessioni a proposito del lavoro del maestro Akinobu Kishi (autore di “SEI-KI, LIFE IN RESONANCE“, del quale A. Spinola è stata la curatrice).
Durante la serata, abbiamo toccato un interessante argomento, il lavoro su noi stessi. A questo proposito Andreana ci ha inviato una riflessione che pubblichiamo con piacere. Invitiamo tutti i partecipanti ai nostri eventi a mandarci le proprie impressioni per condividerle con i nostri lettori.
Potete trovare la registrazione dell’incontro sul nostro canale Youtube (vedi QUI)

 

A proposito di Kishi

Il 13 maggio, invitata da Shiatsu Milano Editore a parlare di Kishi e del libro che ha scritto.
Parlando di Kishi ho avuto un ulteriore regalo. Mi sono resa conto che di alcune cose non si può parlare in modalità “conversazione” perché svaniscono, si celano, o, direi meglio, non esistono. Esistono solo se ci sono le condizioni. Se c’è il contesto. Il contesto si può creare fermandosi, riprendendo contatto con il proprio corpo, con il proprio respiro, con il proprio essere presente qui in questo momento. Kishi lo faceva, sempre, in ogni situazione era totalmente presente.
Ma – ed è questo quello che ho realizzato – non ha senso dirlo. Dirlo senza farlo è non solo inutile ma anche sbagliato perché crea l’equivoco che, se io so come fare, è come se l’avessi fatto. Dico questo per rispondere, in ritardo, alla domanda “Come si lavora su stessi?”.
La mia risposta era stata che non esiste una ricetta. Oggi aggiungo che la ricetta, che non c’è, non può essere detta. Quello che si può fare è fare insieme una pratica di “lavoro su se stessi”. Segnalo che si chiamano PRATICHE!!! Ed è proprio così, sono pratiche!
Queste cose di cui è inutile e fuorviante parlare, esistono solo quando ci si ferma e si crea uno spazio, quando se ne sente la necessità. Come la stanza delle necessità che non esiste finché non sorge l’urgenza di avere un certo tipo di spazio. Invece compare, viene in essere, si rende disponibile, si manifesta quando c’è una chiara necessità: la mia necessità, la mia urgenza è una risonanza che si va ad incontrare, nel marriage di cui parlava Kishi. Se ho urgente bisogno di andare in bagno la stanza sarà piccola e avrà un gabinetto, se l’urgenza è avere uno spazio per tante ragazze e ragazzi ad esercitarsi a difendere la scuola di magia dai maghi oscuri, la stanza che si rende disponibile sarà molto grande ed attrezzata (molti di voi avranno riconosciuto un’idea della Rowling – Harry Potter).
Grazie ancora per l’opportunità di riflettere che mi avete offerto.

Andreana Spinola, maggio 2021

 

Kishi e lo spazio di risonanza