La pressione sostenente stile Iokai

Dopo aver illustrato le caratteristiche della pressione comune a tutti gli stili di shiatsu nel precedente articolo “La corretta pressione shiatsu”, vediamo ora la pressione sostenente caratteristica dello stile Iokai.

La pressione sostenente
Akinobu Kishi, nel suo libro “Seiki – life in resonance”, dice che Shizuto Masunaga gli insegnò i tre principi dello shiatsu:
“Il primo è la pressione perpendicolare con il pollice.
Il secondo è il mantenimento della pressione.
Il terzo è la focalizzazione o la concentrazione della mente/spirito”.
Masunaga, vedendo la difficoltà degli allievi a comprendere questo ultimo concetto, lo cambiò in “pressione sostenente”; ma, come appare in tutti i suoi scritti, la pressione sostenente non è semplicemente concentrazione.
Egli descrive come deve porsi l’operatore per praticare una pressione corretta esaminando sia l’aspetto fisico, sia quello psicologico e spirituale. Inoltre, ribadisce la necessità di una pressione portata con le due mani (mano madre e mano figlia) e distribuita con uniforme equilibrio.

pressione sostenenteIl sostegno e lo yin/yang
Masunaga ribadisce che la nostra società si basa sulla necessità di “sostenersi a vicenda” e con una pressione sostenente possiamo sostenerci e sostenere un’altra persona, utilizzando una forza perpendicolare e appoggiandoci alla persona, non spingendo.
Questo appoggiarci ci porta a pensare che tra noi e la controparte esista un legame di correlazione: io sostengo l’altra persona, che a sua volta mi sta sostenendo in un determinato punto chiamato sasae-ten (punto di sostegno), dove si concentrano le mie forze.

Nello shiatsu stile Iokai è essenziale comprendere il principio per cui se spingo yang, serve un sostegno yin; ciò viene spiegato con l’atto del camminare. Quando camminiamo, possiamo notare che il piede in avanti è paragonabile ad un qualcosa di attivo, ad un movimento, cioè allo yang. L’altro piede, invece, non lo si nota, è silenzioso, fermo, e quindi è la parte yin, essenziale per l’appoggio.

pressione sostenenteA differenza di quando camminiamo, quando appoggiamo le mani su un’altra persona, premendo, cerchiamo una posizione comoda. Per comprendere come effettuare una pressione sostenente possiamo provare la posizione push-up (esercizio di flessione delle braccia), praticandola su un materassino o sulla schiena di un ricevente. In questo modo, lasciamo andare il nostro corpo, le braccia si piegano, le nostre gambe non sono contratte ed esercitiamo la pressione sostenente utilizzando il peso del nostro corpo. Quando camminiamo a carponi, immaginiamoci di ripartire il peso senza forzare sui quattro punti di appoggio: noteremo che, nell’avvicinare il ginocchio al braccio, il peso esercitato sulle braccia diminuirà e la pressione delle mani farà altrettanto. La pressione sostenente è possibile con un corretto movimento delle anche e del bacino, così il peso dell’intero corpo in avanti ricadrà sulle dita.
Il trattamento shiatsu lungo la linea dei meridiani è chiamato sekkei e la manualità è la stessa che usano gli agopuntori quando fanno la diagnosi sul polso; consiste nell’appoggiare la mano sui tre punti del polso che permettono di valutare la situazione energetica di ogni meridiano, tenendo premuto come per penetrare nella pelle.

La pressione bimanuale
Per focalizzare la necessità di sostenersi, Masunaga ha introdotto l’uso delle due mani, chiamato metodo bi-manuale yin e yang; questa tecnica, nata nello Iokai dalla tradizione dell’anpuku (trattamento dell’addome), completa il concetto di pressione sostenente.
Nel linguaggio corrente una delle due mani viene indicata come madre e l’altra come figlia, ed è importante che la quantità della pressione a conclusione dell’atto pressorio venga distribuita in modo uniforme su entrambe le mani.Questo ci permette di mettere in funzione il sistema parasimpatico attivando il flusso energetico in tutto il meridiano e portando il beneficio su tutto il corpo. La mano figlia, con la sua pressione più localizzata, entrando in profondità contatta e muove l’energia. La mano madre ci permette l’ascolto e il collegamento con l’altra mano.
La bi manualità è fondamentale nello shiatsu di Masunaga e, correlata con una pressione sostenente, permette di percepire il percorso del meridiano e di collegare energeticamente due punti di esso, avendo la sensazione di un unico punto esteso; permette anche di alleviare situazioni dolorose ed è essenziale per la valutazione energetica dei vari organi.

La pressione protopatica ed epicritica (setsu shin e shoku shin)

setsu shin

Immagine tratta da “Manuali di shiatsu – 1°mese” di Shizuto Masunaga, Shiatsu Milano Editore

Masunaga ha pubblicato molti articoli per spiegare la differenza tra la setsu shin (pressione sostenente protopatica) e shoku shin (pressione razionale epicritica).

  • La setsu shin, (valutazione dell’energia con il tatto) è caratterizzata da una sensazione non cosciente (istintiva) dell’operatore che permette l’armonia tra operatore e ricevente creando un contatto protopatico, che favorisce il flusso del qi e attiva le funzioni del sistema nervoso parasimpatico. La pressione deve essere portata con il peso del corpo e l‘operatore, lasciandosi andare e utilizzando la parte antica del cervello, riesce a effettuare una pressione sostenente e profonda, con una mano avvolgente e un tono muscolare rilassato. Contemporaneamente, grazie al sistema somato-viscerale, permette di lavorare positivamente sugli organi interni (vedi articolo precedente).
  • La shoku shin (diagnosi con la palpazione) è caratterizzata da una sensazione cosciente dell’operatore, che utilizza un atteggiamento razionale attivando la corteccia cerebrale e non favorendo un’unione con il ricevente. La pressione è portata in modo razionale, con movimenti localizzati e muscolatura contratta, creando una percezione invasiva nel ricevente; il contatto epicritico mantiene la divisione tra operatore e ricevente Con questo tipo di pressione ci si preoccupa solo delle anomalie del ricevente e si lavora sui sintomi.

Gli strumenti e i tipi di pressione
Nello shiatsu Iokai si utilizzano, oltre a pollici e palmo, anche nocche delle dita, punta delle dita, polso, ginocchia e gomiti. L’uso di questi strumenti permette sempre un lavoro a due punti e di percepire il percorso del meridiano ad esempio con i due pollici, le due ginocchia ecc, facendo scorrere il flusso energetico nel meridiano. Vedremo successivamente l’utilizzo degli strumenti per le varie tecniche di pressione.

 

Roberto Palasciano, responsabile editoriale
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